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Tarja Turunen & Harus - In Concert - Live at Sibelius Hall
( 3200 letture )
Questo live, questi brani, mi hanno dato la chiarissima sensazione che Tarja volesse chiudere il cerchio della sua carriera e fare quello che molti potrebbero definire un passo indietro, tornando un po' alle sue origini.
Mi è sembrato quasi evidente, di primo acchito: la scelta di eseguire un repertorio così dolce, classico, drammatico, affiancato da una parte strumentale scarna - anche se con ciò non intendo dire che essa sia sgradevole o fuori luogo - che lascia sempre evidentemente protagonista la sua voce, arricchita da virtuosismi che forse con i Nightwish non aveva possibilità di esprimere.
Tuttavia ci ho riflettuto e mi sono resa conto che il suo non è un passo indietro, bensì un andare avanti, dedicandosi a ciò che, in un certo senso, la fa sentire al sicuro, a casa; dobbiamo considerare che il percorso che questa donna ha compiuto negli anni è notevole e che il suo distacco dal mondo metal potrebbe non significare che lei si rifiuti di farvi ancora parte. Anzi, ciò che sono arrivata a capire, esplorando questo cd, è che Tarja abbia ancora molto da dire, da trasmettere, e che voglia farlo in un modo unico, unendo il suo passato nel symphonic alla tradizione classica, arricchendola con piccole peculiarità che altrimenti non sarebbe stata in grado di esprimere.
Da sottolineare, senza dubbio, è il concretizzarsi di quella che si può definire una vera e propria formazione: gli Harus, così battezzati al fine di autodefinirsi tutti membri alla pari (il termine, poco utilizzato, significa “tiranti” in finlandese), sono composti da un chitarrista (Marzi Nyman), un organista (Kalevi Kiviniemi), un percussionista (Markku Krohn) ed ovviamente da Tarja alla voce.
Quest'ultima, rimanendo in argomento, è sempre bellissima: espressiva, calda ed elegante; certamente, il proporre i brani dei quali sto per parlarvi non fa che metterne in luce sfaccettature fino ad ora celate. Non nascondo quanto mi stia trovando in difficoltà a parlarvene, soprattutto visto che l’album si compone di track che evadono dalla semplice esecuzione fredda e tecnica di brani propri e si sistemano in una posizione più scomoda: sono infatti pezzi che, oltre ad essere inquadrabili in un repertorio più classico, si avvalgono di un significato intrinseco che ritengo possano stimolare le sensazioni più disparate da persona a persona. Proprio per questo, il mio intento non sarà quello di descrivervi questo viaggio nel ruolo di guida, scarnificando tutti i brani fino al midollo al punto che questi perdano qualsiasi fascino e descrivendoli in modo metodico uno ad uno, bensì in quello di intermediaria, pronta a trasmettervi un percorso che potrebbe, anche per voi, essere compiuto.

Live at Sibelius Hall si apre con Arkihoulesi Kaikki Heitä, pezzo che sin dal principio si lascia guidare dalle note romantiche di una chitarra, la quale arpeggia la melodia accompagnando la subitanea entrata della voce, anch'essa dolce ed espressiva, molto giocata (qui come in tutto l'album) sugli sbalzi d'intensità.
Prendono vita, subito dopo, due Ave Maria: la prima, del compositore Luzzi, si apre con una parte d'organo accesa e veloce, accompagnata dallo xilofono a sottolineare i punti salienti del brano; la seconda, di produzione della band, è decisamente più tetra, si avvale di una parte iniziale parlata e si sviluppa poi in una melodia maggiormente drammatica e melanconica, arricchita da vocalizzi frequenti; in quest’ultima ricompare anche il suono della chitarra, non presente, al contrario, nel brano di Luzzi.
Alla quinta posizione troviamo Varpunen Jouluaamuna, brano che mi ha colpita soprattutto per la parte strumentale realizzata quasi interamente da xilofono e tastiere, al fine di evocare atmosfere nebulose e tetre, accompagnate da una linea vocale che si lega ad essa in modo indissolubile, dando luogo a sviluppi piuttosto drammatici.
Altrettanto inquietante e sperimentale si rivela essere Astral Bells, track interamente strumentale realizzata con lo xilofono; anch'essa si presta ad interessanti incursioni di chitarra, la quale dà costanti accenti ritmici spezzati che sgretolano il brano facendolo rifuggire dalla convenzionale traccia strumentale di interludio e dando vita ad una composizione che prende vita propria grazie a poche abili note.
You Would Have Loved This è uno dei pezzi più romantici dell'intero platter, nel quale, fra l'altro, Tarja dà senza dubbio il meglio di sé, passando con disinvoltura da parti efficaci e potenti ad altre in pianissimo, ricche di dolcezza; altrettanto significativa risulta l’esecuzione alla chitarra, che si snoda su melodie sognanti, eteree, eppure nel contempo profonde e struggenti.
Desidero concludere, a questo punto, con uno dei brani che di certo i fan dei passati Nightwish non potranno non ricordare: Walking In The Air farà senza dubbio alcuno rabbrividire (in senso positivo) i nostalgici; infatti proprio qui possiamo sentire che la Tarja che molti di noi ricordano non ha di certo voltato le spalle al suo passato, ma che al contrario ha perfezionato e rinforzato la propria tecnica, riuscendo a sviluppare ed eseguire in modo ancora migliore quei brani che per lei sicuramente rappresentano un porto sicuro. Inoltre, l'apparente semplicità della parte strumentale, che in realtà sottolinea in modo egregio la parte vocale nei suoi punti salienti e maggiormente drammatici, si rivela essere un arrangiamento di ottima fattura, che mai risulta banale e che anzi, grazie all'utilizzo di strumenti in accoppiata non così comune, riesce a stimolare maggiormente l'ascoltatore.

Dopo quella che si è rivelata essere un'interessante quanto inaspettata incursione in un mondo al quale non è così facile approcciarsi, ci sono alcune precisazioni di carattere maggiormente tecnico che ci terrei a fare. Il fatto è che durante i vari ascolti, una delle cose delle quali mi sono sempre dimenticata di tenere a mente è che ciò che mi trovo davanti è prima di tutto la registrazione di un concerto. Ciò mi ha portata, col senno di poi, ad apprezzare ancora di più il lavoro che questi Artisti - con la A maiuscola - hanno svolto, in quella che ha sì le parvenze di una composizione sciolta e sperimentale, ma che si rivela essere, al contrario, il risultato di un impegno e di una determinazione sicuramente rari.
Certamente, si tratta di un insieme di pezzi che alcuni troveranno noioso, altri inappropriato e fuori luogo per quella che sino ad ora è stata la carriera di Tarja Turunen; tuttavia, sono dell'avviso che quest'album sia una grande occasione, per tutti quelli che stentano a lasciare il mondo del metal, di avvicinarsi ad un genere che non può che definirsi come musica classica sperimentale e che Tarja Turunen & Harus, grazie al loro lavoro, hanno avuto il merito di portare alla luce.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
60.13 su 30 voti [ VOTA]
BILLOROCK fci.
Martedì 27 Marzo 2012, 20.48.40
20
azz, grande lambruscore ogni tanto se ne esce con delle perle di saggezza, che lasciano basiti ih ih
il vichingo
Martedì 27 Marzo 2012, 20.40.08
19
@Lambrusco: il perchè si capisce!
LAMBRUSCORE
Martedì 27 Marzo 2012, 20.30.14
18
Nessuno ha notato che nella traccia n.3 ha duettato con Glen Benton? è stato lui stesso ad insistere per questa collaborazione....
Radamanthis
Venerdì 23 Marzo 2012, 15.38.25
17
per quanto ami la sua voce non posso dire che la scelta della scaletta mi ha fatto sbuffare più volte durante l'ascolto...bravissima lei, belle musiche ma rivoglio la Tarja che fa metal, orchestrato si, ma sempre metal...peccato...
Radamanthis
Mercoledì 21 Marzo 2012, 18.36.06
16
Da fan dei Nightwish era Turunen e dopo aver apprezzato i suoi lavori solisti My winter storm e What lies beneath nonchè le sue apparizione (strepitosa con Klaus Meine degli Scorpions su The good dies young) cercherò di dare un ascolto a quest'opera nonostante i commenti non certo entusiasici che leggo...
Straisand
Mercoledì 21 Marzo 2012, 18.18.45
15
Purtroppo anchio non posso che concordare con la frase di Sbiriguda. Mi chiedo quando i fan di Tarja cercheranno di sentirla anche con le orecchie proprie anzichè con l'aggettivo "dea del canto".
Celtic Warrior
Mercoledì 21 Marzo 2012, 15.42.56
14
La voce di Tarja è una delle più belle in assoluto e in questa sua ultima fatica mi ha emozionato tantissimo .
Sbiriguda
Mercoledì 21 Marzo 2012, 14.52.58
13
No, di solito si viene pagati per fare i fanboy, ma voglio augurarmi che non sia il tuo caso. E dire che scrivendo "un lusso per il metal" credevo di essermi allargato fin troppo coi complimenti! XD
Ministrel
Mercoledì 21 Marzo 2012, 13.47.37
12
Sbiriguda: ma ti pagano per fare l'hater? Si sta parlando di un'artista che sta cercando di dimostrare la sua versatilità e di fare quel che le piace. Non mi pare abbia mai voluto infilarsi a tutti i costi nel mondo della lirica, ma ha semplicemente cercato dal 2005 di essere sè stessa, riuscendoci in particolare e senza mai fare richiami a quello che era nei NW.
Thomas
Mercoledì 21 Marzo 2012, 12.47.55
11
Curiosissimo di sentirlo...
Sbiriguda
Mercoledì 21 Marzo 2012, 9.11.05
10
Forse un lusso per il metal ma non certo una grave perdita per la lirica: Tarja Turunen.
Marco
Martedì 20 Marzo 2012, 19.35.55
9
ottimo dvd e grandissimo concerto, davvero emozionante...
il vichingo
Martedì 20 Marzo 2012, 18.21.27
8
Oohoho oh Gesù quanto ho riso leggendo il tuo commento, ti faccessero un monumento Lambrusco
LAMBRUSCORE
Martedì 20 Marzo 2012, 18.18.51
7
La Tarja la tira dl'aria sòta al cuerti....
Snow
Martedì 20 Marzo 2012, 16.28.36
6
Concordo con te sul calo negli anni, però in questo live(c'è da tener conto che proprio di quello si tratta) mi è sembrata migliorata rispetto a quelli che faceva per My Winter Storm, per intenderci. Solo che si, di certo non è un mostro di tecnica, e la voce purtroppo a volte le sfugge e va fuori controllo.
Straisand
Martedì 20 Marzo 2012, 16.06.05
5
Snow purtroppo io in Tarja non vedo nessun miglioramento se non un continuo peggioramento di anno in anno. Pensavo che avesse smesso di prender lezionil, invece il grave è che non è così, anzi! Quindi, o è lei che non vuole usare la tecnica insegnatasi, oppure la sua insegnante le sta rovinando la voce. Il problema infatti non è la voce di lei, a me Tarja, piaceVA, ha un bel timbro, ma il problema non è il suono della sua voce ma come la usa. Che non sia una cantante d'opra si sa, ma in questa esibione come in moltissime altre sembra proprio la tecnica a mancarle!
Snow
Martedì 20 Marzo 2012, 15.51.15
4
@Straisand: penso sia evidente che la sua voce non sia più essere a livello di molte altre cantanti impostate, e di certo i gusti sono gusti e se la voce di lei non ti va giù, c'è poco da fare. Tuttavia nonostante in tecnica (per quanto sia migliorata) non sia di certo una stella splendente -in alcuni punti è evidente che non ha il pieno controllo sulla voce-, penso che a livello interpretativo abbia buone capacità e che il genere nel quale si sta cimentando sia molto difficile da capire (io stessa che studio canto lirico/barocco, ho dovuto riascoltare i brani molte volte per riuscire a coglierli nella loro interezza) e ancor più da realizzare. C'è inoltre da considerare che quasi tutti i brani sono di loro produzione, oppure sono reinterpretazioni, quindi forse un ascolto se lo merita!
Snow
Martedì 20 Marzo 2012, 15.44.36
3
@Andrea: in effetti potrebbe essere mal interpretato; di fatto, per le scelte che ha intrapreso non sappiamo se farà altri lavori classificabili come rock -e il suo percorso per il momento è stato un allontanarsi sempre più da esso, da quando ha abbandonato i Nightwish-.
Straisand
Martedì 20 Marzo 2012, 15.01.03
2
Se devo ascoltarmi un album di musica classica o comunque con arie importanti come l'ave maria, sicuramente non mi ascolto questo lavoro della Turunen. Che dire, a parere mio la piattezza regna sovrana nella voce di lei, senza contare che è riuscita a rendere dei brani bellissimi una lagna mortale. Bocciatissimo come lavoro, a parer mio. Tarja, evita di cantare delle arie visto che non hai più idea di cosa sia cantare lirico.
andrea
Martedì 20 Marzo 2012, 14.50.08
1
ottima recensione, anzi, direi soprattutto onesta. io me lo sono gustato su uno schermo per bluray proprio sotto natale, tra un disco dei deathspell omega e jex thoth, tanto per non farmi mancare niente. tra l'altro per quello che ne capisco io, anche senza le note biografiche, mi sembrano tre mostri anche i tre harus meno conosciuti (fuori dalla finlandia), soprattutto kiviniemi: davvero delle bellissime parti di organo! solo una cosa: non è un po' ambiguo, l'inizio dell'articolo? intendo che messa così per uno che non sa potrebbe sembrare che tarja non faccia più dischi rock o comunque altri dischi - ma magari è solo una mia impressione eh.
INFORMAZIONI
2011
earMusic
Classica/Contemporanea
Tracklist
1. Arkihoulesi Kaikki Heitä
2. Ave Maria Op. 80
3. Ave Maria
4. Maa On Niin Kaunis
5. Varpunen Jouluaamuna
6. Heinillä Härkien
7. En Etsi Valtaa Loistoa
8. Jouluyö, Juhlayö (Silent Night)
9. Astral Bells
10. You Would Have Loved This
11. Walking In The Air
Bonus Track:
12. Improvisation: Variations Sur Un Noël
Line Up
Tarja Turunen (Vocals)
Marzi Nyman (Guitars)
Kalevi Kiviniemi (Organ)
Markku Krohn (Percussions)
 
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