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Virgin Steele - Age Of Consent (Reissue)
( 4390 letture )
Le recenti ristampe SPV ci hanno dato la possibilità di riscoprire alcuni dei più riusciti lavori della storia del metal e di apprezzarli nuovamente.
Nello specifico, Age of Consent era già stato sottoposto ad una reissue nel 1997, che ne aveva modificato in parte la tracklist e aveva aggiunto numerose tracce bonus. Se questo non fosse bastato, la versione più recente si presenta divisa in due cd che comprendono ulteriori pezzi inediti (tra cui alcune interessanti cover), un leggero remixaggio ed un booklet che farà la gioia di tutti i fan e gli appassionati. Al sopraccitato lavoro di rimaneggiamento che è stato fatto su tutte le canzoni va il merito di non aver minimamente stravolto le atmosfere e il gusto tipico di uno dei lavori più significativi dei Virgin Steele e uno dei miei preferiti in assoluto del genere. L'epic metal dei nostri è infatti carico, opportunamente veloce e graffiante, ma anche lento e cadenzato quando serve. I numerosi episodi che i metallari statunitensi tessono palesa davanti a noi un mondo fatto di guerra e di violenza, un tempo antico dove l'onore si reggeva in equilibrio sul filo di una spada.

One nation, one kingdom, one child survives, i'll meet you again through the eyes of our son, remember to tell him the price we had to pay and cry for Pompeii!

Le modifiche alla scaletta datate '97 risultano azzeccate, soprattutto in apertura, dove le melodie evocative e tragiche di The Burning Of Rome e il possente muro sonoro di Let It Roar sembrano scelte ben più consone della più anonima On The Wings Of The Night e dell'anomala Seventeen, permeata da una malcelata vena hard rock che stona non poco con il resto del platter. Tutto questo lavoro di arrangiamento non è stato toccato nell'ultima ristampa (sorte che è stata riservata anche ai numerosissimi inediti che la precedente ha introdotto), segno che forse gli statunitensi sono stati più soddisfatti dell'opera rimaneggiata solo 15 anni fa rispetto a quella originale. Le vere novità si manifestano nel secondo cd, titolato Under The Graveyard Moon: in apertura troviamo una pregevole cover della leggendaria Screaming For Vengeance dei Judas Priest, in cui si distingue l'ottima prestazione di DeFeis al microfono, che regge il durissimo confronto con un idolo del calibro di Halford, e la tanto oscura quanto breve The Curse. Segue la spiazzante Breach Of Lease, cover della band prog/hard rock Bloodrock, che si divide tra un anima soffusa e malinconica e una facciata potente dove, ancora una volta, sono le grida quasi isteriche di DeFeis a balzare all'orecchio. Si presenta più ariosa Another Nail In The Cross che mantiene alto l'interesse più con passaggi intriganti che con la semplice violenza sonora o con riff mastodontici. Assolutamente incredibili sono i 10 minuti di pura estasi musicale che i nostri ci regalano con A Changeling Dawn, sublime versione acustica del classico Noble Savage, talmente piacevole e ben eseguita che si eleva quasi al di sopra della parte originale di questo Age Of Consent. Segue ora la title-track, a sua volta leggera e sfuggevole, che però si apre ad un refrain melodioso e di immediata assimilazione, mentre a chiudere la lunghissima tracklist ci pensa una buona cover di Neil Young che purtroppo però impallidisce al confronto con quanto già ascoltato.

Quello che abbiamo fra le mani, dunque, si rivela un lavoro praticamente impeccabile: i Virgin Steele ci riportano alla memoria uno degli episodi più memorabili della loro incredibile discografia, un album che sicuramente attirerà nuovi adepti, ma che non mancherà di interessare anche ai fan di vecchia data, grazie ai contenuti quasi perfetti del cd inedito. Se tutte le ristampe fossero su questo livello, non ci sarebbe quasi bisogno di avere nuove uscite.



VOTO RECENSORE
86
VOTO LETTORI
73.86 su 36 voti [ VOTA]
The Reaper
Venerdì 12 Febbraio 2016, 18.20.51
17
Una lezione di Epic fragoroso e potente ma anche romantico e melodico. Ecco come si fa il Metal anche senza growl, senza invocazioni a Satana e senza "suoni sporchi". Rutilante, sinfonico, rinascimentale. Colonna sonora del Paradiso.
sadwings
Domenica 15 Febbraio 2015, 14.30.01
16
Capolavoro assoluto il mio secondo lavoro dei virigin che preferisco dopo the house of atreus 1. 90
Delirious Nomad
Domenica 12 Maggio 2013, 23.08.00
15
Un disco fantastico, se la gioca con il precedente come migliore dei VS anni '80 (quelli anni'90 sono a livelli ancora più alti).
Radamanthis
Mercoledì 20 Febbraio 2013, 19.55.32
14
@lux chaos: ah ah, il tuo post mi ha fatto piegare dal ridere! Grande!
Invictus
Venerdì 8 Febbraio 2013, 16.52.20
13
Uno dei dischi più grandi di sempre. The burning of rome è tra le più belle epic song di tutti i tempi. voto 100
metalhammer
Mercoledì 28 Novembre 2012, 22.11.48
12
E' un album grandioso. Sono un fan dell'epic in generale, da quello pomposo e hard alla Manowar, Omen, Manilla Road, Cirith Ungol, Brocas Helm, Virgin Steele, a quello viking (Amon Amarth, Bathory, ecc.) per finire con quello power (e la lista saebbe lunghissima). Ma mi chiedo come possa una band come quella dei Virgin Steele a non esser famosa come merita. Per procurarsi un loro CD (senza parlare degli LP nei mercati dell'usato) bisognerebbe uccidere qualcuno... sono introvabili. E dimostra che chi è famoso non è per forza un artista coi fiocchi. E' un discorso che potremmo fare anche con la letteratura e la saggistica. Non per forza chi pubblica un romanzo o un saggio per Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Feltrinelli, ecc. è uno scrittore o uno studioso provetto. Così come non è vero che chi pubblica per case editrici piccole è una schiappa. Primo Levi pubblicò il suo capolavoro "Se questo è un uomo", non per Einaudi, ma per una casa editrice semisconosciuta a Torino nel 1945-46. Solo nel 1958 fu scoperto da Einaudi. Lo stesso può essere per l'undergroud nel Metal: ho sentito un casino di dischi di band semisconosciute migliori di quelli prodotti da band famosissime.
il vichingo
Giovedì 2 Agosto 2012, 17.08.20
11
Uno dei miei dischi Epic preferiti, senza dubbio il migliore dei Virgin Steele. The Burning of Rome è da lacrime, neanche un sordo resterebbe impassibile di fronte a questo pezzo che trasuda epicità e drammaticità da tutti i pori. E cosa dire di On the WIngs of night? E di Lion in Winter? Non ho mai amato molto i VS, ma questo CAPOLAVORO è da tramandare ai posteri, si tratta del testo sacro dell'Epic metal, ogni ascoltatore di metal che si definisca tale dovrebbe possederlo, o quanto meno conoscerlo. Voto 93/100 e coloro che hanno abbassato il voto lettori a 50 dovrebbero essere bannati da qualsiasi sito che tratti anche solo lontanamente dell'argomento Heavy Metal.
celtic warrior
Martedì 17 Luglio 2012, 22.05.44
10
Band che merita tantissimo e in italia è stata un pò sottovalutata , ma è possibile che abbiano una media voto lettori così bassa? , poser maledetti !!!
Sambalzalzal
Martedì 17 Luglio 2012, 21.07.32
9
Non posseggo la versione con due cd ma secondo me questo è uno dei capolavori scritti in casa VS. Brani come The Burning Of Rome e Perfect Mansion sono ineguagliabili... anche i manowar che da sempre si autoproclamano come i paladini del vero metal di fronte a tanta passione e pathos dovrebbero umilmente piegare the knee e baciare l'anello pastorale del buon vecchio David!!!
DEFEIS86
Giovedì 24 Maggio 2012, 0.50.12
8
un classico, the burning of rome è qualcosa che va aldilà della musica stessa, DEFEIS E' DIVINO, è capace di farmi sognare scenari mitologici e ingressi in grandi templi mitologici..... da avere ed annoverare ai posteri
-Cobray
Domenica 13 Maggio 2012, 23.30.12
7
@lux chaos: ahahahahah, ogni volta che leggo il tuo commento rotolo dalle risate ahahahah
Sandro70
Sabato 31 Marzo 2012, 22.30.54
6
On the wings of the night, a parer mio, è una delle più belle canzoni dell'album. Un inno alla libertà. L'unica canzone non all'altezza è Seventeen. Grande disco.
lux chaos
Sabato 31 Marzo 2012, 13.28.39
5
paura....the burning of rome fa venire voglia di andare in balcone in mutande con la spada a ululare alla luna
Celtic Warrior
Sabato 31 Marzo 2012, 8.39.18
4
Grande album dei Virgin Steele !! , confermo tutto quello che è stato scritto qui sotto .
IlFantasmadelNatalePassato
Venerdì 30 Marzo 2012, 15.31.32
3
Recensione, disco originale e bonus tracks: tutto bello, complimenti a tutti. Compratelo.
Radamanthis
Venerdì 30 Marzo 2012, 13.17.36
2
uno dei dischi più amati dei VS per me. Grande grande grande album! Da avere!
nerchiopiteco
Venerdì 30 Marzo 2012, 10.33.43
1
capolavoro assoluto, tra i migliori dei VS, massima espressione dell'epic metal. peccato solo che con tutte queste bonus tracks uscite negli ultimi anni forse ci avrebbero potuto fare 2 album nuovi di zecca.
INFORMAZIONI
2011
SPV
Epic
Tracklist
CD1:
1. The Burning Of Rome (Cry For Pompeii)
2. Let It Roar
3. Prelude To Evening
4. Lion In Winter
5. Stranger At The Gate
6. Perfect Mansion (Mountains Of The Sun)
7. Coils Of The Serpent
8. Serpent's Kiss
9. On The Wings Of The Night
10. Seventeen
11. Tragedy
12. Stay On Top (Uriah Heep cover)
13. Chains Of Fire
14. Desert Plains (Judas Priest cover)
15. Cry Forever
16. We Are Eternal

CD2:
1. Screaming For Vengeance (Judas Priest cover)
2. The Curse
3. Breach Of Lease (Bloodrock cover)
4. Another Nail In the Cross
5. A Changeling Dawn
6. Under The Graveyard Moon
7. Down By The River (Neil Young cover)
Line Up
David DeFeis (Voce, Tastiera)
Ed Pursino (Chitarra)
Joe O'Reilly (Basso)
Joey Ayvazian (Batteria)
 
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