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Accept - I’m A Rebel
( 4373 letture )
Dopo il timido ed acerbo esordio, avvenuto nel 1979 con l’omonimo album, nel 1980 la storica band tedesca degli Accept portò alla luce la sua seconda fatica, I’m a Rebel. Se vi aspettavate di avere a che fare con un prodotto caratterizzato dal classico sound ruvido e potente del combo teutonico, probabilmente resterete delusi dall’ascolto poiché, più che di vero e proprio heavy metal, potremmo parlare di un hard’n’heavy non troppo lontano dalla musica dei primi Judas Priest e con parecchi rimandi a quella degli AC/DC, specie per quanto riguarda i chorus. Tuttavia, il processo di “indurimento” del sound rispetto al primo lavoro è palese: Accept era più che altro un album hard rock, qui invece si cominciano a riscontrare quei tratti caratteristici che, sviluppati a dovere nei successivi anni, porteranno la band di Solingen nell’olimpo dell’heavy metal ottantiano.
Da registrare, inoltre, l’ingresso nella line up del batterista Stefan Kaufmann -che diventerà un elemento storico del gruppo- al posto di Frank Friedrich.

I’m a Rebel si apre con un pezzo assai curioso, o meglio, dalla genesi particolare: la title track non è opera di uno dei membri, bensì di George Young, fratello di Angus e Malcolm Young degli AC/DC e produttore di quest’ultimi fino al 1978. Il pezzo venne registrato dalla band australiana ma non trovò spazio in nessun album, fino a quando gli Accept non decisero di rispolverarlo, creando un brano scarno ma molto godibile, contraddistinto da riff semplici e ritornelli accattivanti. Save Us incuriosisce non poco, dato che assistiamo ad una sorta di sintesi fra heavy metal e disco dance da anni ’70: a rapidi riff, pregevoli assolo ed una componente vocale graffiante come sempre si aggiungono infatti delle voci di fondo femminili che ben poco hanno a che fare con il metallo; tuttavia il brano risulta piacevole ed immediato. Do It si attesta sulla mediocrità, una traccia molto scolastica, quasi un filler; Thunder and Lightning è il momento più tipicamente heavy dell’album: chitarre potenti, una solida sezione ritmica e la solita voce impeccabile di Udo ne fanno una delle hit di I’m a Rebel. Le medesime caratteristiche tornano, con risultati meno brillanti, in China Lady, mentre la successiva I Wanna Be No Hero vince il premio di “fillerone” dell’album, essendo priva di particolari spunti interessanti, se non un giro di chitarra molto priestiano. In chiusura troviamo due ballad molto godibili, cantate entrambe da Baltes. La prima, The King, è una delle più riuscite dell’intera discografia degli Accept: il cantato, pulito e melodico, è di grande livello qualitativo, l’inserimento di una chitarra acustica si rivela un’arma vincente, l’atmosfera è delicata ma mai smielata. No Time to Loose è altrettanto gradevole, seppur diversa: il ritmo è più sostenuto, l’ugola del bassista, stavolta più aggressiva, si conferma più che valida, le chitarre si ritagliano uno spazio maggiore e la sezione ritmica è più potente.

Tirando le somme, I’m a Rebel non è certo un capolavoro e nemmeno un album di altissimo livello, tuttavia, oltre a risultare in larga parte piacevole, risulta molto interessante se inserito nel giusto contesto, ovvero il processo di “indurimento” del sound di cui si parlava in apertura di recensione. Nel giro di pochi anni il mondo metallico rimarrà estasiato dalle prodezze musicali degli Accept. Quelli veri.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
61 su 23 voti [ VOTA]
The Sinner
Lunedì 5 Aprile 2021, 20.39.30
8
Gli Accept di I'm A Rebel modellano il loro sound sempre piu' verso sonorita' hard&heavy facendo poi il salto di qualita' col successivo e ottimo Breaker per poi sfornare il "capolavoro" definitivo con il super-eccellente Restless & wild...Un'ascesa di tutto rispetto ed anche se non ancor ben definito nello stile I'm a Rebel rimane un disco godibilissimo di cui possiedo la prima stampa in vinile con cover e tracklist differente.
Fabio Rasta
Sabato 18 Luglio 2020, 13.38.58
7
I'm A Rebel (di George Young), China Lady, il simpatico "fillerone" I Wanna Be No Hero, e le due ballad insolitamente in chiusura (ma molto meglio The King). Il resto davvero bypassabile. Almeno x quanto mi riguarda.
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 8.30.35
6
Qui si cominciano ad intravedere dei miglioramenti a livello di scrittura;thunder and lightning,china lady..
brainfucker
Domenica 1 Aprile 2012, 14.12.16
5
forse sono l'unico nella mia città ada verlo originale..grande disco penalizato(parere mio) da un suono di batteria terribile
golden boy
Domenica 1 Aprile 2012, 13.08.38
4
@ jek: fin troppo gentile
jek
Domenica 1 Aprile 2012, 11.34.05
3
Nelle ultime righe della perfetta recensione è racchiuso il mio giudizio sul disco, per cui niente da aggiungere.
fabriziomagno
Sabato 31 Marzo 2012, 11.11.15
2
la title track da sola supera il 90% delle produzioni hard & heavy!!!
Flag Of Hate
Sabato 31 Marzo 2012, 11.08.20
1
Ecco il secondo seme dal quale germoglieranno dei veri capolavori. Le radici le hanno già messe, fra poco arriveranno i fiori e i frutti... di puro Heavy!!
INFORMAZIONI
1980
Polydor
Heavy
Tracklist
1. I’m a Rebel
2. Save Us
3. Do It
4. Thunder and Lightning
5. China Lady
6. I Wanna Be No Hero
7. The King
8. No Time to Loose
Line Up
Udo Dirkschneider (Voce)
Wolf Hoffmann (Chitarra)
Jörg Fischer (Chitarra)
Peter Baltes (Basso)
Stefan Kaufmann (Batteria)
 
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