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Dyskinesia - Dalla Nascita
( 1115 letture )
Immaginate una persona che riposa nel suo letto, in una stanza immersa nell'oscurità e ammantata del più profondo silenzio.
Nulla sembra smuovere questa quiete profonda, almeno finché improvvisamente l'uomo viene scosso da un fremito; un tremore, che si trasforma rapidamente in uno spasmo, lo risveglia sconvolto dal suo profondo riposo e lo lascia lì ansimante e in preda al panico.
Tradotto in italiano, “discinesia” è il termine medico che descrive proprio quello stato di alterazione del sistema nervoso che crea spasmi e movimenti inconsulti dei muscoli volontari.
Nome insolito ma forse indicato per una band che suona un genere tanto ostico ma nel contempo così introverso ed affascinante.

Non è così semplice descrivere o etichettare il sound di questa band tricolore (piacentina per la precisione); qualsiasi approfondita analisi tecnica risulterebbe vana e non coglierebbe appieno la sostanza di questi sette brani contenuti in Dalla Nascita.
Così, ho deciso di ascoltarlo nel buio notturno della mia stanza, isolato dal mondo e dal resto dell'umanità, per cercare di capire appieno quali siano le emozioni che questi ragazzi hanno provato a veicolare in questo loro album, che uscirà fisicamente sotto Frohike Records non appena la piccola etichetta avrà raccolto sufficienti prevendite per coprire i costi di produzione del lussuoso digipak.
Ammetto che è stata un'esperienza singolare, straniante, mi sono ritrovato catapultato in un mondo che vive al rallentatore, in cui per andare avanti bisogna farsi strada attraverso ostacoli fangosi e appiccicosi che costantemente rimandano indietro l'incauto visitatore.
Quello di Dalla Nascita è un ambiente ostile: chitarre ultra distorte suonate da Koma e Sisto incedono lente ed ossessive, creando una base dal vago retrogusto sludge (con reminiscenze drone doom) che ci afferra come una pozza di sabbie mobili e ci obbliga ad opporre resistenza... una vana ed inutile resistenza.
“Non c'è via di scampo”, aggiungono il basso di C (più produttore di noise che vero quattro corde) e la sporca e altrettanto ossessiva batteria di Enrico che scandisce la lenta base ritmica che accompagna i pezzi. Ogni tanto fanno capolino anche synth atmosferici che contribuiscono enormemente ad accrescere la nera aura opprimente che lentamente scende su noi poveri (?) ascoltatori.
Molto indietro a livello di volume, udiamo echi di lamenti umani – prodotti dal singer Fede - che straziano l'aria e alzano in modo esponenziale il livello della tensione (per capire provate ad ascoltare il finale del brano 3).
Panico, ansia, paura dell'ignoto e inquietudine: sono solo alcune delle sensazioni – soggettive certo – che Dalla Nascita mi ha provocato. I Dyskinesia hanno davvero creato qualcosa di estremamente particolare e criptico, così diretto eppure così ostico da comprendere.
Sembra una contraddizione, ma credo sia tutto un discorso di simboli e linguaggio: i nostri non stanno comunicando come farebbe un qualsiasi musicista, non ci stanno lanciando segnali attraverso testi impegnati o attraverso toccanti melodie, ma qui il messaggio è fuso totalmente con le frequenze che toccano i nostri padiglioni auricolari, è l'insieme dei sette lunghi pezzi – peraltro registrati in presa diretta – a toccarci dentro.
Ciò, però, avviene a patto che ci si trovi nelle corrette condizioni ambientali e psicologiche per accogliere il contenuto e interpretarlo nel modo in cui la nostra mente lo riterrà opportuno, pena la totale incomprensibilità di quello che stiamo sentendo (personalmente avevo provato ad ascoltarli sul treno o mentre aspettavo un autobus e credetemi, non ne avevo ricavato molto, mentre quando ho trovato la chiave di volta ne sono rimasto affascinato, per quanto tutt'ora resti piuttosto stranito durante l'ascolto).

Come riassumere tutto ciò in poche righe?
Dalla Nascita non è un disco per tutti, c'è poco da fare, dubito abbia “mercato” e possa diffondersi più di tanto al di fuori della cerchia di persone che già ascolta questi generi e ciò è sicuramente un peccato, oltre che un considerevole handicap.
Detto questo, personalmente sono convinto che questa giovane band sia una realtà tricolore degna di essere supportata e a cui vadano riconosciuti i meriti e il grande valore artistico.
Anche se lo ascolteranno e lo compreranno in pochi (spero abbastanza per far sì che il cd sia rilasciato), quello che hanno realizzato questi cinque musicisti è davvero qualcosa di notevole.
Indi per cui ascoltate questo cd (lo potete scaricare gratuitamente) e se lo desiderate acquistatelo, è sconvolgente e non penso che ve ne pentirete.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
38.75 su 12 voti [ VOTA]
Undercover
Mercoledì 4 Aprile 2012, 12.21.48
18
@Moro quella è caratteristica della Frohike in genere
Moro
Mercoledì 4 Aprile 2012, 12.19.23
17
grandissimi i Dyskinesia; li ho apprezzati tantissime volte nei vari Anti-MTVday, Leviatani & Zanzare e festival punk/HC. Oltre che la particolarità della musica sono da segnalare anche le piccole attenzioni per i packaging e la cura per i dettagli che danno sempre quel qualcosa in più all'ascoltatore.
Gabriele
Martedì 3 Aprile 2012, 14.42.17
16
Insomma, questione di approccio! Proverò ad ascoltare qualcosa
Undercover
Martedì 3 Aprile 2012, 14.13.27
15
EH NO, tutto tranne che depresso XD
Room 101
Martedì 3 Aprile 2012, 13.38.01
14
@Gabriele: Concordo con Metal3K per me non di si tratta di voler a tutti i costi cercare qualcosa di deprimente per deprimersi ma di vedere quanto un cd possa effettivamente provocare determinate emozioni all'atto dell'ascolto, ma la cosa finisce lì, non credo che i doomster siano gente depressa!! XD
Metal3K
Martedì 3 Aprile 2012, 10.14.02
13
@Gabriele: Credo che questo sia legato alla sensibilita' di ciascuno. C'e' chi, come me, sull'onda di melodie deprimenti o inquietanti riesce ad estraniarsi dalla realta', a lasciarsi trasportare senza venirne travolto, perfino a goderne appieno, per poi dimenticarsene e tornare a sorridere una volta finito l'ascolto. Poi ti diro', credo che sia un'errore associare al doom solo ed esclusivamente questo tipo di sensazioni, dato che spesso il genere e' anche capace di regalare vere e proprie scariche di adrenalina, il che per chi non lo conosce bene o non e' mai riuscito ad interiorizzarlo appieno potrebbe sembrare strano, lo capisco. Ad ogni modo, sempre per cercare di rispondere alla tua domanda, credo che sia lo stesso motivo per cui io (come molti altri) adoro i film horror, anche quelli lenti e lancinanti, ma una volta finita la visione, torno alla realta' senza portarmi dietro quell'inquietudine che ho provato durante la visione. Non credo che qualcuno possa ascoltare della musica solo per moda, cioe' forse all'inizio la moda potrebbe stuzzicare la curiosita' e spingere all'ascolto, ma alla lunga se certi tipi di sonorita' non creano emozioni, non provocano reazioni interiori, sono destinate ad essere presto abbandonate. Be', se tu pensassi che il primo vero gruppo metal sono stati i Black Sabbath e che tutto il resto viene praticamente da loro, pensandoci bene ti renderai conto che il doom e' un genere vecchio come il metal, che non e' mai tramontato, anzi vive di un continuo rinnovamento (per fortuna). Insomma, ecco, ho solo provato ad esporti il mio punto di vista, spero sia stato utile
Gabriele
Martedì 3 Aprile 2012, 1.33.30
12
*soggettiva!
Gabriele
Martedì 3 Aprile 2012, 1.31.42
11
Solo una domanda: qual'è il motivo che dovrebbe portare l'ipotetico ascoltatore a desiderare di calarsi in uno stato di "panico, ansia, paura dell'ignoto e inquietudine" tramite l'ascolto della musica? Lo chiedo solo perchè, vedo che l'area recensioni è intasata di uscite stoner, drone e doom. Forse vado fuori argomento, ma vista l'offerta spropositata, penso ci sia anche una domanda altrettanto consistente di questi generi. Ed allora mi sorge spontanea la domanda se ascoltare musica solo perchè deprimente non sia una moda, forse dettata anche dal momento storico; mi rendo conto che la cosa è molto oggettiva, ma io la musica l'ascolto perchè mi provoca sensazioni positive, per la sua bellezza: certo non sono restio ad ascoltare musica impegnata, anche triste (direi che la maggior parte di quello che ascolto ha queste caratteristiche), ma una volta finito l'ascolto non vorrei essere più triste di quando l'ho iniziato. Ecco, forse sono arrivato al punto: ho sempre inteso la musica come un qualcosa di terapeutico, mentre in questo caso mi pare che l'effetto desiderato sia completamente opposto. Perchè?
forbiddenevil
Domenica 1 Aprile 2012, 11.31.13
10
@Undercover: vero, Sourvein veramente grandi......
Undercover
Sabato 31 Marzo 2012, 23.27.05
9
Down e Crowbar ok, Kingdom Of Sorrow una tristezza immonda, punterei insieme ai primi due gente seminale come gli EyeHateGod, Acid Bath e Buzzo*ven e di riflesso Sourvein e Bongzilla per farsi un quadro abbastanza definito del genere che comunque non è un nomignolo, né un sottogenere, è uno stile vero e proprio.
MV
Sabato 31 Marzo 2012, 22.50.37
8
Lo sludge è Kirk Windstein e i suoi Down, Kingdom of Sorrow e Crowbar. Sono i Weedeater e gli Iron Monkey. Ma possibile che non conosciate il genere ? Vi prego, ascoltateli e non potrete più farne a meno.
Radamanthis
Sabato 31 Marzo 2012, 20.57.41
7
No beh, mi davo del rompiballe così x dire...credo che sia una richiesta abbastanza intelligente e credo che l'articolo sarebbe utile per la quasi totalità dei lettori...credo che conoscere tutti i generi aiuti a valorizzare, conoscere, apprezzare o disprezzare (ma con delle motivazioni valide) uno o l'altro gruppo!
il vichingo
Sabato 31 Marzo 2012, 20.49.21
6
Perche rompiballe Rada?? Mica abbiamo proposto una cosa futile, un articolo del genere sarebbe molto interessante dato che anch'io (forse sarà l'astio che nutro versi certi nomignoli) ignoro completamente il significato di alcuni sottogeneri...
Radamanthis
Sabato 31 Marzo 2012, 20.47.01
5
Già...ero sempre il rompiballe richiedente...
il vichingo
Sabato 31 Marzo 2012, 20.38.09
4
Mi unisco alla richiesta, che per altro mi sembrava avvessimo già fatto tempo fa...
Radamanthis
Sabato 31 Marzo 2012, 20.36.04
3
Ah, la mia non è una richiesta ironica o stupida, è una richiesta che si basa su una sincera curiosità e necessità e voglia di imparare per poter aprire i miei orizzonti musicali legati assolutamente alla scena classica (heavy, thrash, power, death, balck) e alle influenze rap, pop, sinfoniche che hanno contamniato il metal, nonchè al grunge e all'hard rock...Quindi spero che abbiate capito il tono sincero di questa richiesta e credo che come me siamo in molti a non conoscere queste cose (poi magari non frega un cazzo a nessuno, non so, ma a me interesserebbe...e non mi basta wikipedia chiaramente...)
Radamanthis
Sabato 31 Marzo 2012, 20.32.00
2
Innanzitutto complimenti per la bella rece a Room 101, il disco non l'ho sentito e non ho la benchè minima idea di chi siano questi qui che certo non han molta fantasia con i titoli (o sono dei geni). Poi, onestamente, non ho idea di che genere sia lo Sludge ma la lettura della rece di Room mi fa commentare qui...@metallized: fate per favore una lezione virtuale su tutti questi generi che un metallaro old style come me, legato al metal anni 80 non conosce e non capisce? Vi prego....
Undercover
Sabato 31 Marzo 2012, 20.29.40
1
Quasi tutto ciò che esce da label come la Frohike o la D.N.A. Net Label sono prodotti particolari e che riscuoteranno l'interesse di pochi in quanto musica impegnata e dalle sonorità volutamente al di fuori del girone delle vendite commerciali, questi Dyskinesia sono l'ennesima riprova di come tale etichetta stia facendo un lavoro con i contro@@, proprio per questo l'italiano medio quanto l'ascoltatore medio avrà poco a che fare con essi.
INFORMAZIONI
2011
Frohike Records
Sludge
Tracklist
1. 1
2. 2
3. 3
4. Dalla Nascita
5. 5
6. 6
7. 7
Line Up
Fede (Vocals)
Koma (Guitars)
Sisto (Guitars, Synth)
C (Bass)
Enrico (Drums)
 
 
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