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Veratrum - Sentieri dimenticati
( 2318 letture )
Dieci brani che sono tappe di un percorso iniziatico. Dieci tracce di violento death/black che spingono brutalmente oltre la verità apparente, oltre il mondo reale, oltre i fallaci sensi dell’umano. Prove, difficili e cruente, per acquisire la conoscenza, spingendosi al di là delle porte della Terra Cava, fino a scorgere le sponde di Atlantide, per andare poi alla ricerca di Thule ed esplorare gli abissi del centro della Terra.

Accompagnando l’uomo nel suo percorso verso la consapevolezza Sentieri Dimenticati, primo full-lenght della band bergamasca Veratrum, è la colonna sonora, rabbiosa, violenta e crudele, di questo viaggio.
Un album che arriva solido e massiccio in pieno petto, non ci sono spazi per aperture atmosferiche o rallentamenti, non ci sono sperimentazioni o contaminazioni. D’impatto, senza virtuosismi tecnici, ma ben suonato. Monolitico, senza scendere di livello e senza cali di tensione, come un colpo ben assestato.

Uomo, il primo brano, mostra immediatamente la tempra e la stoffa della band. I Veratrum sanno dosare sapientemente e in modo omogeneo la violenza del brutal death ed i passaggi tipicamente black. Un attacco perfettamente riuscito, lucido e crudele. E non nascondo la sorpresa nello scoprire di apprezzare le liriche cantate in lingua italiana, quasi ben comprensibili dietro lo screaming rauco che diviene profondo growling di Haiwas. Di certo una scelta coraggiosa, controtendenza, che ci permette però di cogliere appieno il significato dell’intero album.
Cruento quanto il titolo è il secondo brano, Lo Sventramento dei Guardiani della Terra Cava. I Veratrum hanno appreso alla perfezione la lezione di maestri quali Behemoth e Belphegor e lo dimostrano in brani in cui la violenza è canalizzata con precisione, rabbia e intelligenza.
Senza mai annoiare o scadere nella monotonia le tracce scorrono una dopo l’altra, compatte. Davvero affascinante è I bracieri del Tempio di Thot, con le sue increspature orientaleggianti e una melodia che si adatta perfettamente all’ambiente raccontato.
Ars Goetia è l’unico brano che mi lascia perplessa, sarei tentata di farmi coinvolgere dal ritornello, ma è effettivamente troppo accattivante ed orecchiabile per i miei gusti. In ogni caso sarà difficile toglierselo dalla testa.

L’intera realizzazione, la grafica, il booklet, i testi ed i commenti sono curati nei minimi dettagli.
La registrazione è ottima, tutti gli strumenti sono ben bilanciati, i suoni risultano essere puliti e limpidi. Non ci sono sbavature. Un album che è un’esperienza affascinante, capace di stimolare l’ascoltatore, di spingerlo alla ricerca, di trovare il suo sentiero.
I Veratrum sono una band giovane, si sono formati nel 2008 ma si sono già fatti apprezzare nella scena underground per il demo Sangue realizzato nel 2010. Sentieri Dimenticati è ora la dimostrazione che la band possiede talento, coraggio, convinzione e cervello.

La sola grande lacuna di questo album è la mancanza di una casa discografica che lo abbia prodotto.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
75.42 su 33 voti [ VOTA]
metagod
Lunedì 26 Giugno 2017, 13.27.47
5
oramai un classico grande band!!!
Haiwas
Sabato 14 Aprile 2012, 22.39.33
4
Grazie della bellissima recensione. Supportateci sempre, ne abbiamo bisogno! Haiwas - Veratrum
Undercover
Domenica 1 Aprile 2012, 20.05.39
3
Già dal demo "Sangue" i segnali di un buon risultato erano nell'aria, questo è davvero buono.
Arvssynd
Domenica 1 Aprile 2012, 19.55.52
2
Finalmente un'altra band che canta in italiano, vedrò di sentirli il prima possibile
Khaine
Domenica 1 Aprile 2012, 19.38.43
1
Molto carino l'artwork! Mo mi cerco anche la band
INFORMAZIONI
2012
autoprodotto
Death / Black
Tracklist
1. La Voce del Silenzio
2. Uomo
3. Lo Sventramento dei Guardiani della Terra Cava
4. I Trionfi più Grandi
5. Ars Goetia
6. I Bracieri del Tempio di Thot
7. Ritorno ad Atlantide
8. Orizzonte
9. Thule
10. Agarthi
Line Up
Haiwas (vocals, lead guitar, keyboards)
Sabnok (drums)
Caim (rhythm guitar)
Marchosias (bass)
 
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