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H.e.a.t - Address the Nation
( 4070 letture )
Li avevamo lasciati due anni or sono col loro secondo lavoro in studio, Freedom Rock, una vera chicca per gli appassionati di hard rock e AOR e per chiunque abbia amato -e continui a farlo- gli Europe degli anni d’oro e cerchi qualche novità sul mercato che possa in qualche modo far scoccare nuovamente quella stessa scintilla di un tempo. Saliti alla ribalta con 1000 Miles, secondo singolo uscito poco prima dell’omonimo album di debutto, gli H.e.a.t si sono resi in seguito protagonisti di esibizioni grandiose, condividendo il palco con grandi nomi della scena mondiale, conquistandosi così in breve tempo la fiducia e l’approvazione di una vasta porzione di pubblico. Il terzo album di inediti della giovane band svedese non aggiunge nulla di nuovo al loro sound, né sarà visto come il raggiungimento di una maturità artistica probabilmente già nelle loro mani da qualche anno, ma c’è da dire che è una bella ventata d’aria fresca per ogni amante di quelle sonorità che non invecchieranno mai nel tempo a venire. Forti di un nuovo membro dietro al microfono, Erik Grönwall, il quale è stato scelto in sostituzione di Kenny Leckremo, i Nostri hanno voluto continuare sulla strada intrapresa ormai da tempo, tramutando il nuovo album in una sorta di compilation di potenziali singoli. La tendenza a sfornare canzoni dal sicuro appeal radiofonico è quindi addirittura incrementata rispetto agli esordi, cosa difficile a credersi. Va detto comunque che la sola Living on the Run è stata finora pubblicata come singolo: una scelta difficile da criticare, visti i consensi che si sono venuti a creare attorno al sestetto nordico nel momento del lancio della suddetta canzone.

Delle dieci tracce qui presenti, bisogna esser davvero bravi per trovarne anche solo una fuori posto; la sensazione che si ha ascoltando l’album è infatti quella di avere a che fare con un insieme compatto di brani pensati e calibrati al punto giusto, tutti con quel piglio da hit mainstream che ne costituisce la vera essenza AOR. Un perfetto esempio è il quartetto iniziale, composto dalla spumeggiante Breaking the Silence, in cui il nuovo singer ci fa mostra delle sue grandi potenzialità, specialmente negli acuti; Living on the Run, il già citato singolo che altro non è se non la canzone giusta al posto giusto; l’orecchiabilissima Falling Down, dotata di un refrain da urlo, in cui chitarre e tastiere compongono una trama davvero interessante sotto delle liriche che fanno venir voglia subito di cantarle e The One and Only, una ballad “lamentosa”, all’interno della quale scopriamo un nuovo lato della voce di Grönwall, quello caldo ed avvolgente che tanto si addice alla proposta degli H.e.a.t, band che dimostra qui di possedere delle potenzialità oltremodo pazzesche. Se solo fossero nati prima, ora staremmo a narrarne le gesta così come facciamo con i grandi gruppi degli anni 80, ma resta il fatto che poter disporre ancora oggi di musicisti di questo calibro ci dà modo di vedere del vero in chi dice che il rock, col suo animo ribelle e spontaneo, non morirà mai. Tocca a Better Off Alone ravvivare l’atmosfera e bisogna dire che ci riesce assai bene, pur non essendo tra le canzoni più riuscite del disco, al pari della seguente In and Out of Trouble, due episodi che dimostrano quanto comporre un buon album oggigiorno non sia un traguardo impossibile, ma essere fautori di un vero e proprio capolavoro sia ancora cosa di pochi. L’inserimento di uno strumento come il sax in questa canzone la rende inevitabilmente ancora meno hard rock vecchio stile, a favore di un’atmosfera molto vicina al jazz, che convince, ma non troppo. Infine, una menzione particolare la meritano It’s All About Tonight e la conclusiva Downtown, due episodi in parte diversi da tutto il resto, ma integrati a meraviglia nel contesto. La prima è un rock che a tratti sfocia nel blues per ritornare poi più direttamente nei sentieri madre dell’AOR, mentre la seconda è una song che riecheggia molto da vicino band come Toto e Magnum, con una batteria ostinata sul charleston ed un cantato che riassume tutto il meglio delle corde vocali della new entry Erik Grönwall. Immaginarsi la band che suona in un’arena o in uno stadio davanti a migliaia di spettatori che sorreggono i numerosi cori, con giochi di luci e un vento che scompiglia appena i cappelli muovendo le foglie e le ombre degli alberi è forse quanto di più vicino ci possa essere ad una foto di Address the Nation.

Prodotto da Tobias Lindell (Europe, Hardcore Superstar), il terzo full-length degli H.e.a.t si prospetta come una sicurezza a lungo termine, un insieme di canzoni e di successi commerciali difficili da ritrovare altrove, anche cercando assiduamente tra le tante uscite che puntualmente inondano il mercato di etichette di tutti i tipi. Un motivo in più per tenerne conto? La band è in circolazione soltanto da pochi anni, pensate che traguardi potranno raggiungere continuando di questo passo e con un margine di miglioramento ancora bello alto.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
71.97 su 34 voti [ VOTA]
HeroOfSand_14
Venerdì 22 Settembre 2017, 16.09.51
17
Forse il loro apice, o forse lo è il debut..o forse il potente Tearing? Fatto sta che questo e Heat hanno due sound completamente diversi, anche grazie all'innesto di quel fenomeno di Erik Gronwall, che ha portato una ventata moderna e più hard rock al suono della band. Le prime due sono splendide, Falling Down ha una melodia fantastica e Heartbreaker è da pelle d'oca. Non ci sono assolutamente cali, solo Better Off Alone ho sempre fatico a farmela piacere dal tutto, ma il disco si chiude con una chicca come Downtown che ha bisogno di diversi ascolti per essere capita perchè particolare. Adrenalina, classe, melodie eccellenti, strumentisti grandiosi e cantante di livello stellare. Questo è Address The Nation (a parte la copertina!)
gemini
Lunedì 28 Luglio 2014, 14.29.21
16
Dopo innumerevoli ascolti, devo dire che, dei due lavori con Erik alla voce, è questo Address... l'album che metto più volentieri del lettore. Non mi convincevano molto In and out... e Downtown, ma ascoltandolo tutto d'un fiato direi che invece ci stanno perfettamente. Breaking..., Living... e ... Tonight comunque le vere perle, oltre alla ballad. Se all'ultimo ho dato 90, qui devo forse esagerare ed assegnare il massimo
Andy '71
Sabato 5 Gennaio 2013, 11.12.40
15
Terzo disco e terzo centro assoluto!Sembrava impossibile,ma hanno trovato un cantante,a mio parere meglio ancora di Lekremo,Erik ha veramente un ugola strepitosa,più vivace,ed assolutamente perfetta per il genere,sa essere profondo e melodico,e quando c'è da salire,spacca il culo!Per me,il loro miglior disco,e anche del genere una perla assoluta,possiede quelle qualità che sono basilari per fare un gran disco di 'Aor/hard melodico,cantante pazzesco,la band che suona da paura, potente e vivace,una chitarra solista con le palle,cori perfetti,produzione cristallina,e poi,la cosa basilare Le CANZONI!per ogni genere,devi avere le canzoni,qualsiasi cosa tu suoni,death,black,hard,se non hai le canzoni non serve un cazzo! gli H.E:A:T. hanno canzoni da paura!Io gli dò almeno 90!
lux chaos
Sabato 13 Ottobre 2012, 1.00.55
14
Dopo parecchi ascolti, la sensazione di freddo compitino anni 80 che avevo avvertito 6 mesi fa è venuta decisamente meno. Grande grande disco di un grande gruppo, forse il migliore nel genere al momento attuale.
AlinoSky
Mercoledì 13 Giugno 2012, 21.36.10
13
li adoro , e con l'ingresso di erik sono arrivati al top! Consigliatissimi a chi ama le soronità anni 80!
fabio II
Lunedì 30 Aprile 2012, 11.02.26
12
Arrivato, ascoltato, concordo con rece e valutazione. Gli Heat riconfermano un buon stato di forma, anche con il nuovo cantante, leggermente più aspro nelle intonazioni che avvicinano la band ad alcune sonorità un pò più glam. La parte aor, che rimane comunque il tema principale, a parer mio è appresa dai maestri Distance di 'Under the one sky'; ecco il songwriting, vedi anche la replica Leppardiana dei Grand Design con il profetico 'Idolizer', è forse un pò troppo calligrafico ma le hook liners, anche se ascoltate milioni di volte, riescono comunque a catturarti. Scintillanti.
fabio II
Martedì 10 Aprile 2012, 9.59.04
11
Ok lux ho sentito 2 pezzi e mi sembrano molto buoni dall'ultimo dynazty. Appena lo trovo ti faccio sapere, ciao e grazie!!
lux chaos
Venerdì 6 Aprile 2012, 16.24.04
10
ah fabio, i dynazty hanno fatto 3 album, i primi 2 mmmm cosi cosi, il terzo, quello da me citato, fa un salto di qualità notevole...sultans of sin, sul tubo troverai poco, la title track e land of broken dreams dal vivo...validi. fammi sapere!!
lux chaos
Venerdì 6 Aprile 2012, 16.14.26
9
@fabio II: ciao fabio!! molto in gamba anche i brother firetribe, possiedo sia false metal che quello da te citato, poi ci canta il vocalist dei Leverage, Pekka Heino, valido! Di questi ultimi molto valido per me il secondo blind fire! Ciao!!
fabio II
Venerdì 6 Aprile 2012, 10.07.34
8
Ciao lux! non conosco i dynazty, ok per la segnalazione andrò a cercare qualcosa sul tubo. Non male anche i Brother Firetribe ( c'è Vuorinen dei Nightwish ); soprattutto il secondo 'Heart Full Of Fire'
lux chaos
Giovedì 5 Aprile 2012, 19.36.10
7
Tra le giovani leve, un pò più pesanti degli h.e.a.t., preferisco mille volte i dynazty di sultans of sin...ascoltare x credere
Argo
Giovedì 5 Aprile 2012, 18.42.58
6
Io mi sono ordinato il primo cd, poi vedrò se recuperare anche gli altri 2.
lux chaos
Giovedì 5 Aprile 2012, 17.56.46
5
ciao fabio!!! Sottoscrivo parola per parola quello che dici, esattamente!
fabio II
Giovedì 5 Aprile 2012, 10.27.06
4
lux chaos sono d'accordissimo con il tuo commento, anche perchè sottolinei la rece equilibrata di Flight; in effetti sono un ottimo gruppo, ma rapportato ai giorni nostri, se vai ad ascoltare i primi Giant o gli Storm, solo per citare due nomi, non c'è partita. La mia valutazione è inerente ai primi due, questo spero di prenderlo a fine settimana; sul tubo ho asoltato 'Breaking The Silence' che è comunque molto buona e la novità arriva dal cantante che ovviamente nell'aor è di primaria importanza.
lux chaos
Mercoledì 4 Aprile 2012, 14.13.23
3
L'ho ascoltato 3 volte...e ancora non riesco a giudicare bene...o meglio, riesco a giudicare, ma forse mi sto forzatamente spingendo a farmelo piacere più di quanto mi piaccia in realtà...in giro si trovano voti tra il 9 e il 9,5 e si urla al capolavoro, questa mi sembra una rece più equilibrata tra quelle fin ora lette...è un grande gruppo, alcune canzoni sono proprio belle (breaking the silence, the one and only, it's all about tonight per ora le mie preferite), ma mi lascia sempre una sensazione di 'freddino', di 'compitino' ben svolto, a volte manca un po di tiro, un po di groove, e quando rimetto su un classico degli anni 80, per me che ho 20 anni di ascolto del genere sul gobbo, sento la differenza...per ora lo reputo un bel disco, ma non un capolavoro. Poco ma sicuro che nessuno (purtroppo) al giorno d'oggi si avvicina a loro in questo genere che adoro. vediamo se crescerà ancora con gli ascolti! ottima recensione, complimenti!
parlizzi
Mercoledì 4 Aprile 2012, 11.14.06
2
83 come votazione mi sembra decisamente bassa. questo album è pazzesco, una qualità media delle canzoni inarrivabile per la stragrande maggioranza delle band attualmente in circolazione. a mio parere di gran lunga il miglior gruppo AOR/hard rock del momento.
fabio II
Martedì 3 Aprile 2012, 17.41.35
1
Ottima band Flight, sicuramente sarà uno dei miei prossimi acquisti; ho letto che hanno inserito anche i fiati. Molti dicono che il primo era il migliore, personalmente propendo per 'Freedom Rock'
INFORMAZIONI
2012
earMUSIC/Edel
AOR
Tracklist
1. Breaking the Silence
2. Living on the Run
3. Falling Down
4. The One and Only
5. Better Off Alone
6. In and Out of Trouble
7. Need Her
8. Heartbreaker
9. It’s All About Tonight
10. Downtown
Line Up
Erik Grönwall (Voce)
Dave Dalone (Chitarra)
Eric Rivers (Chitarra)
Jona Tee (Tastiere)
Jimmy Jay (Basso)
Crash (Batteria)
 
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