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Sign Preyer - Sign Preyer
( 2145 letture )
Formatisi nel 2006 da un’idea di Enrico Pietrantozzi (a.k.a. Eric Dust) e Corrado Giuliano (a.k.a. Ghode Wielandt) nell’incantevole cornice di Orvieto in Umbria (dove, scusate la digressione, per chi non lo sapesse si mangia benissimo!), i Signs Preyer sono giunti alla pubblicazione del loro primo omonimo lavoro in studio, prodotto magistralmente dall’etichetta discografica Red Cat Records e registrato presso i Bonsai Recording Studio, che fa seguito ad un demo risalente al 2010. La band si è fatta già conoscere in sede live avendo avuto l’onore di suonare con artisti del calibro di Paul Di’Anno e Corrosion Of Conformity.

La musica proposta da quest’interessante e consolidata band (la line up è rimasta sempre la stessa) si snoda su uno stile che si basa essenzialmente su di un groove derivativo da gruppi quali Pantera, Machine Head, Metallica (periodo Black Album), infarcito di elementi stoner e crossover con un risultato complessivo soddisfacente, sebbene il sound risulti a tratti leggermente dispersivo. L’elemento di maggior caratterizzazione è il micidiale riffing sciorinato dalle due chitarre: esaltante, a titolo esemplificativo, nella graffiante opener Anger –efficace il refrain lievemente melodico che si contrappone all’abrasivo incedere principale- o nella coinvolgente It Comes Back Real –nella quale è da apprezzare soprattutto la performance vocale di Ghode.
Ascoltando la musica dei Signs Preyer appare palese l’influenza dei Black Label Society in tracce come Just To Kill You –dotata di un semplice quanto efficace tema portante e di un corrosivo assolo conclusivo-, la straripante Hell e l’ottima title track, quest’ultima rovinata a mio avviso da una ghost track in chiave stoner non troppo convincente. L’ugola del singer e la sezione ritmica del duo Viktor Kaj/James Mapo si rivelano all’altezza della situazione e, nel complesso, i Signs Preyer dimostrano di possedere valide potenzialità che potranno maggiormente risaltare in futuro in favore di una maggiore essenzialità nella scelta del songwriting. Il difetto principale del loro album è, come detto, l’eccessiva eterogeneità che, unitamente a qualche linea del sound meno ispirata che si evidenzia nelle mediocri Bitch Witch, Killer Istinct e Painless Pain, inficia la qualità complessiva del platter. Degna di menzione, infine, l’onirica e melodiosa Dark Soul, peraltro già contenuta nel citato demo, contraddistinta ancora da un bell’assolo alla sei corde.

In definitiva, siamo al cospetto di una confortante esordio e non resta che attendere la prova successiva per comprendere meglio quale direzione verrà intrapresa dal combo umbro.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
52.21 su 19 voti [ VOTA]
Signs Preyer
Lunedì 29 Ottobre 2012, 23.37.56
5
Grazie per la recensione. HC sound: si abbiamo suonato insieme ai Corrosion \m/ Vichingo: XD
HC sound
Venerdì 6 Aprile 2012, 22.17.10
4
Gran bella copertina! l'unico pezzo che ho trovato è sul video promo e sembra interessante...poi hanno suonato con i CORROSION ?!!
BILLOROCK fci.
Venerdì 6 Aprile 2012, 16.40.02
3
vichingo: magnifico, mi hai piegato dal ridere..
Giovanni
Giovedì 5 Aprile 2012, 18.37.51
2
La cover è bella, la musica non tanto.
il vichingo
Giovedì 5 Aprile 2012, 16.28.03
1
Woah ma avete visto la copertina? Sembra Goku che si prepara a lanciare un'onda energetica
INFORMAZIONI
2012
Red Cat Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Anger
2. Bitch Witch
3. It Comes Back Real
4. Just to Kill You
5. Killer Instinct
6. Painless Pain
7. Dark Soul
8. Hell
9. Signs Preyer
Line Up
Ghode Wielandt (Corrado Giuliano) (Voce, Chitarra)
Eric Dust (Enrico Pietrantozzi) (Chitarra)
Viktor Kaj (Andrea Vecchione Cardini) (Basso)
James Mapo (Giacomo Alessandro) (Batteria)
 
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