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Rage - Black in Mind
( 3850 letture )
1995: i Rage di Peter “Peavy” Wagner si trovano a pubblicare l’ottava prova in studio, consegnando uno dei migliori album della loro carriera fino a quel momento. Black In Mind è una pietra miliare della loro discografia, oltre ad esserlo per la storia del power/heavy metal negli anni ’90.
L’album rasenta la perfezione e fa della compattezza il suo punto di forza, senza correre il rischio di risultare ripetitivo. È questo il grande merito di Peavy, di Sven Fischer (chitarra), dei fratelli Efthimiadis, rispettivamente chitarra e batteria; il gruppo riesce a sviluppare ogni sfaccettatura possibile, sfruttando appieno le rasoiate di chitarra della coppia formata da Spiros Efthimiadis e Sven Fischer, veri e propri motori del gruppo, come lo sarà ad anni di distanza Victor Smolski; ma la potenza musicale dei Rage si palesa attraverso la voce sgraziata di Peavy Wagner, fondatore e mastermind della band. C’è un che di malvagio nella sua voce, un fascino mortifero e ammaliante che da decenni incanta le platee di mezzo mondo, raccogliendo forse meno di quanto meritato. Il sound potente e graffiante che ha reso celebre il combo, nonostante una produzione che non fa gridare al miracolo in questo disco, ora come allora, fece breccia nel cuore di migliaia di fan, incantati dall’attitudine dei Rage di miscelare così bene, senza eguali in questo genere, metal e melodia, senza mai però propendere da un lato a discapito dell’altro, ma camminando in perfetto equilibrio proprio come potrebbe fare un funambolo.

Il disco ha una partenza a dir poco leggendaria: sette canzoni in cui viene espresso in maniera mirabile il Rage-pensiero, fatto di riff assassini, cavalcate furenti, tappeti di doppia cassa, dove i quattro passeggiano sornionamente con la consapevolezza di chi sa di aver raggiunto la piena maturazione musicale, e la sicurezza di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Non credo sia una bestemmia affermare che la track list, fino al capolavoro nel capolavoro di In a Nameless Time, sia antologica. Sono davvero pochi i gruppi che possono vantare una batteria di instant classics di questa portata. Con la title track, i Rage vengono giù dal pendio della montagna con la furia di una valanga che distrugge tutto, il riffing serratissimo si scioglie in un ritornello tanto bello quanto semplice, che fa dell’anaforica ripetizione del titolo il suo punto di forza. The Crawling Chaos continua l’opera di distruzione se pur con un ritmo più cadenzato, che comunque non lascia feriti sul campo. Alive But Dead inizia con un arpeggio su cui le tonalità basse di Peavy s’innestano a meraviglia, per poi inerpicarsi in una sequenza bridge/chorus di primissimo livello. Una cupa campana e un violino, che esegue il motivo portante della canzone, aprono la maligna Sent By Devil una folle cavalcata a perdifiato marchiata a fuoco da Peavy&Co, e da una bellissima sequenza di assoli. Shadow Out of Time è un mezzo tempo di buonissima fattura, che pur non incantando, di certo non sfigura nella track list. A Spider’s Web è un’altra canzone costruita sul riffing serrato della coppia Efthimiadis/Fischer. Un vento desolante apre In a Nameless Time, lunga composizione dalle diverse incarnazioni, ognuna delle quali di valore assoluto. Metal e classica si mescolano in oltre dieci minuti di emozioni che vanno dal bianco degli archi pizzicati di metà pezzo, fino al nero di un riffing e una ritmica al confine col thrash. Canzone che da sola varrebbe l’acquisto dell’album e che sarà ancor più valorizzata nella versione orchestrale presente sul successivo live album Lingua Mortis. Se l’album finisse qui, potremmo ritenerci già molto soddisfatti, ma fortunatamente il disco prosegue la sua avanzata senza mostrare esitazioni di alcun tipo, tra gli stacchi prog di The Icecold Hand of Destiny, le bellissima cavalcate di Forever e Untill I Die perfette lezioni di power metal teutonico. My Rage, The Price of War e Start! pur assestandosi oltre la sufficienza rappresentano un piccolo calo d’ispirazione; ispirazione che torna ai massimi livelli con All This Time autentica perla di pathos ed epicità, impreziosita ancora una volta dagli archi, che grazie anche ai Rage fanno il loro ingresso, in futuro sempre più spesso, nel metal.

Questo disco e il successivo End of All Days, rappresentano il meglio della produzione di Rage con la vecchia line up. Stiamo parlando di un disco quasi esente da difetti, che s’impose per la sua debordante qualità all’attenzione degli addetti al lavoro e, soprattutto, a decine di gruppi che invano tentarono d’imitarne la furia e la potenza, ottenendo -negli anni a venire- solo pallide e insipide imitazioni. Un must per ogni amante di tutto ciò che gravita in orbita power/heavy.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
80.19 su 52 voti [ VOTA]
Silvia
Martedì 11 Luglio 2017, 0.40.06
22
Bella recensione sentita che condivido, un album con tante sfaccettature (come spesso Peavy ha saputo fare) che x me ha il culmine in All This Time, seguita da Alive But Dead, un’esplosione di rabbia che si cerca di contenere. Il resto sono splendidi pezzi di un gruppo che non ha avuto il successo che meritava, (probabilmente perche’ non si puo’ facilmente etichettare e non ha mai seguito le mode) ma x me uno dei preferiti di sempre. La voce unica, bella la sperimentazione a spingersi piu’ in basso del solito... E naturalmente i testi sono piccole poesie come sempre.
duke
Giovedì 29 Giugno 2017, 21.48.31
21
per me il loro disco piu' bello.....e un pezzo come alive but dead da ascoltare ad oltranza!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 17.56.08
20
ll suono si fa sempre di più raffinato ed anche in questo album il gruppo sfodera alcuni pezzi da 90 che solo i grandi possono comporre. The crawling chaos; All this time; In a nameless time mettono i brividi per la loro bellezza e maturità.80
Poss
Sabato 19 Dicembre 2015, 11.03.48
19
Va bè siamo praticamente tutti d'accordo che l'album sia bellissimo ma sono l'unico a cui piace tantissimo START!? la trovo molto semplice ma esaltante. Detto questo, per me il "difetto" dei RAGE è di non saper togliere quelle 2/3 canzoni di troppo in tracklist altrimenti perfette.
Sambalzalzal
Sabato 20 Luglio 2013, 11.15.08
18
Per me una parola sola: Capolavoro! Ricordo ancora quando uscì e la prima volta che lo misi nel lettore... a casa per vari mesi è stato al top degli ascolti a volume veramente inusitato!!! Ancora oggi quando mi faccio le compilations da ascoltare in macchina o mentre vado a correre almeno 4 o 5 pezzi da questo disco ci finiscono sempre!
Delirious Nomad
Mercoledì 10 Ottobre 2012, 23.08.52
17
Boh... Quanto adoro Trapped!, tanto questo mi dice poco. A proposito d trapped... un pensierino sulla recensione?
herr julius
Sabato 4 Agosto 2012, 13.50.50
16
è un disco molto bello e con songwriting molto vario. Nonostante il minutaggio elevato va giù che un piacere. L'ho comprato quando uscito da fan adorante storico e l'unica cosa che mi ha sempre lasciato un po' perplesso è la registrazione un po' caotica e la band con i due nuovi chitarristi che insieme non valgono comunque la classe del mai troppo compianto manni schmidt. Quindi canzoni bellissime con un tiro formidabile ma sicuramente non all'altezza con le precedenti produzioni della formazione a 3: per intenderci il top rimane secondo me il monumentale Trapped, seguito da missing link, quindi perfect man (fresco come una weiss ghiacciata) secrets e il mai troppo osannato reflections of a shadow.
Master Killer
Sabato 28 Aprile 2012, 22.11.57
15
Finalmente la recensione di Black in Mind era da tempo che aspettavo!!!!!!! comunque questo disco è un disco in cui, non puoi permettere di annoiarti o di sbadigliare perché è come una offesa per loro e devo dire che in ogni discografia dei Rage (idem per quella orchestrale) hanno sempre molti assi della manica per non allontanare il ragazzo dallo stereo, cuffie o quelle che siano 100 perché il genere Power lo continuano loro Rage of Power!!!
JJ
Giovedì 12 Aprile 2012, 9.16.33
14
Uno dei miei album preferiti di sempre: superfantastico!!! Ma quanti gruppi possono vantare tre album capolavoro come The missing link, Black in mind e And of all days? Peccato che quei livelli siano ormai lontani...
Mickelozzo
Martedì 10 Aprile 2012, 10.23.34
13
Oh, finalmente la rece di "Black In Mind", grave mancanza nel database di Metallized! Ma... 89? No dai, 90 e passa a questo disco non lo si puo` negare (io gli do 93 pieno). Voto numerico a parte, ottima recensione. E` vero che verso la fine qualche calo qualitativo c'e` ("Start" ha una musica trascinante ma un testo stupidissimo, "Icecold Hand Of Destiny" e` discreta o poco piu`), ma filler veri e propri non ce n'e` neppure uno. I Rage in quest'album raccolgono una sfilza di pezzi metal furenti, grintosi, incalzanti ma allo stesso tempo orecchiabilissimi, con ritornelli perfino catchy, che ti entrano in testa al primo ascolto e non ne escono piu` (a molti potrebbe sembrare un difetto...). Poi anche End Of All Days, altro album eccellente, soffre dello stesso problema, cioe` di mettere tutti pezzi migliori all'inizio, cosicche` ti illudi per un attimo che tutto l'album riesca ad essere a quei livelli, e quando arriva un mezzo calo di ispirazione ti rimane l'idea di capolavoro sfiorato. Questo album lo ascolto da anni e non invecchia mai.
Minchius Maximus
Martedì 10 Aprile 2012, 9.22.32
12
grande album...ma Trapped per me è 10 gradini sopra....
DIMMONIU73
Martedì 10 Aprile 2012, 8.28.21
11
Disco epocale, come minimo...secondo me un bel 90 tondo tondo non glielo leva nessuno!
il vichingo
Domenica 8 Aprile 2012, 15.20.17
10
@Flosp: si si per carità i gusti son gusti, non si discute . Intendevo dire che se domandi ad una persona di band metal tedesche prima vengono fuori i tre signori del Thrash e i tre re del Power tedesco, e poi saltano fuori gli Accept e i Rage, a meno che non sia un invasato di Industral che ti spara subito i Rammstein
Flosp
Sabato 7 Aprile 2012, 14.45.09
9
Vichingo: li conosco tutti e li trovo nettamente inferiori. Accept a parte, come ho scritto, che sono gli unici che possono superare i Rage, a mio avviso.
il vichingo
Sabato 7 Aprile 2012, 14.03.03
8
I Rage la più grande band metal tedesca?? De gustibus per carità ma Helloween, Blind Guardian, Raggi gamma, Accept, Kreator, Sodom, Grave digger, Destruction... mai sentiti??
Radamanthis
Sabato 7 Aprile 2012, 13.53.14
7
Non per fare classifiche sul metal teutonico ma nell' heavy tedesco Helloween, Gamma ray, Blind Guardian e Rage (pur molto diversi tra loro) sono nettamente superiori agli Accept e Running Wild mentre i Rammstein meriterebbero un discorso a parte così come gli Scorpions (hard rock) ed i kreator (thrash). Questo è il mio parere o forse, più semplicemente, il mio gusto...
Flosp
Sabato 7 Aprile 2012, 13.38.19
6
Grandissimo album. I Rage, per quanto mi riguarda, sono la più grande metal band germanica, giusto un pelo sotto agli Accept e nettamente al di sopra degli Helloween.
Mauro
Sabato 7 Aprile 2012, 13.24.58
5
Scoprii il power in quegli anni e comprai Black in Mind a scatola chiusa, un pefetto cazzotto in faccia, completo, potente e melodico, rasentava la perfezione. Con i precedenti Trapped e MIssing link rappresenta la trilogia perfetta della produzione Rage, sempre stata buona ma mai così ispirata. La recente Rage produzione è buona ma molto meno ispirata, inutile negarlo. Band che ha raccolto meno di quanto ha mai meritato, come detto nella recensione è grazie a loro che ne sono stati capostipiti con lingua mortis che il metal e la musica classica si sono combinate sempre più frequentemente.
AL
Sabato 7 Aprile 2012, 13.12.53
4
che album favoloso! bella recensione, concordo ! in a nameless time streipitosa. mi ricordo ancora che comprai questo e il cd con la lingua mortis orchestra... i rage con i Blind guardian sono sempre stati una spanna sopra gli altri gruppi grucchi power/heavy (escludendo i primi helloween)
lux chaos
Sabato 7 Aprile 2012, 13.02.18
3
quoto radamathis in ogni parte...uno dei miei preferiti della rabbia teutonica insieme a the missing link!
Radamanthis
Sabato 7 Aprile 2012, 11.18.13
2
Uno disco molto bello che ricordo con piacere in quanto girava nel mio walkman sulla strada per la scuola, sul pullman, in classe...poi il successivo end of all days rappresentò e rappresenta ancora oggi tantissimo per me! Disco di grandissima potenza, crea un muro sonoro molto d'impatto. grezzo, potente, a tratti melodico. Questo è veramente una pietra miliare dell'heavy teutonico! voto 90
pafum
Sabato 7 Aprile 2012, 10.17.41
1
Concordo in quasi tutto con il recensore. Gran Bel Disco!
INFORMAZIONI
1995
G.U.N. Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Black In Mind
2. The Crawling Chaos
3. Alive But Dead
4. Sent By The Devil
5. Shadow Out Of Time
6. A Spider's Web
7. In A Nameless Time
8. The Icecold Hand Of Destiny
9. Forever
10. Until I Die
11. My Rage
12. The Price Of War
13. Start
14. All This Time
Line Up
"Peavy" Wagner (Voce, Basso)
Sven Fischer (Chitarra)
Spiros Efthimiadis (Chitarra)
Chris Efthimiadis (Batteria)
 
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