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Moonsorrow - Voimasta Ja Kunniasta
( 4525 letture )
È il 1995 quando i cugini Sorvali, Ville (voce e basso) e Henri (chitarra e tastiere), fondano i Moonsorrow e iniziano immediatamente a pubblicare diversi demo senza riuscire a ritagliarsi un grande spazio nel panorama musicale mondiale, rimanendo dunque una realtà strettamente underground. In parole povere il vero inizio di questa leggendaria band avviene nell’anno 2001, periodo in cui debuttano ufficialmente con un caposaldo della musica pagano-folkloristica (Suden Uni), rilasciano una nuova versione CD dell’ottimo – ma eccessivamente grezzo – demo uscito due anni prima (Tämä Ikuinen Talvi) ed infine pubblicano il loro secondo album, o il loro secondo capolavoro, intitolato Voimasta Ja Kunniasta.
Grazie a quest’ultima opera il nome Moonsorrow può definitivamente essere inserito nella cerchia delle band importanti, merito soprattutto del loro modo nuovo di concepire il proprio genere musicale, particolarmente ispirato dalle lunghe cavalcate del periodo viking dei Bathory assieme ad una serie di sonorità già sperimentate nell’unico prodotto dei norvegesi Storm, quel Nordavind che in soli trenta minuti ha letteralmente contaminato generazioni di musica legata a tematiche pagano-norrene. Tralasciando le varie influenze che compongono il sound “moonsorrowniano” è giusto far notare come le lunghe composizioni della band finnica riescano ad essere tutto tranne che noiose, e questo è senza dubbio il loro più grande pregio, cioè quello di non risultare mai scontati e banali. Forse uno dei motivi per cui pochissimi gruppi adottino lo stile Moonsorrow risiede proprio nella difficoltà nel saper creare canzoni di alto livello e che allo stesso tempo superino largamente i dieci minuti di durata (forse solo i Finsterforst sono stati in grado di assimilare quel particolare sound, spesso e volentieri rischiando però di cadere grossolanamente nella scopiazzatura).

Voimasta Ja Kunniasta è stato registrato e mixato tra la fine di luglio e l’inizio di agosto dell’anno 2001 presso i Tico Tico Studio con la partecipazione di Ahti Kortelainen, mentre la fase di mastering è avvenuta ai Finnvox Studios grazie al supporto di Mika Jussila. Il meraviglioso artwork è opera di Samuli Ponsimaa, in arte Skrymer, ovvero il chitarrista dei Finntroll, il quale mostra di avere una vena artistica assolutamente ineccepibile. Da un punto di vista strettamente sonoro la produzione è ottima ed allo stesso tempo efficace, i suoni non risultano affatto pomposi o finti, lasciando così affiorare appieno il lato prima epico e poi roccioso che i Moonsorrow sono in grado di esprimere in ogni singolo secondo della propria musica.
L’opener consiste in due minuti scarsi esclusivamente strumentali di tastiere e fisarmonica: il risultato finale ottiene il giusto effetto preparando l’adeguata atmosfera nella mente dell’ascoltatore. Un possente urlo detta l’inizio di Sankarihauta, sicuramente una delle canzoni meglio riuscite all’allora quartetto finlandese: la batteria scandisce il tempo con un groove quasi ipnotico accompagnando il travolgente riffing chitarristico e la successiva entrata in scena delle tastiere, le quali sono sempre in azione e in grado di proporre sinfonie mai stancanti o banali. Per abbellire il tutto, in alternativa all’imponente screaming di Ville Sorvali, compaiono diverse parti corali veramente ben fatte eseguite dai restanti componenti della band mentre sul finale, ciliegina sulla torta, sentiamo anche l’arpeggiare di una chitarra acustica a 12 corde. La successiva Kylan Paassa si basa inizialmente su un sound roccioso e pesante che lascia immediatamente il posto ad elementi acustici e folkloristici sui quali vanno a posizionarsi le parti cantate. In queste prime fasi le chitarre esercitano un ruolo esclusivamente ritmico, fatta eccezione per qualche riff tonalmente più alto. Con il passare dei minuti il brano acquista carattere e ci mostra un bellissimo duetto composto da attimi puramente estremi alternati a momenti strumentali in cui prevalgono tonalità maggiormente delicate. Una nota di merito va anche all’altro Sorvali, ovvero Henri, che esibisce un cantato in clean dotato di grande qualità e potenza, molto adatto a ricoprire questo ruolo di seconda voce. A seguire troviamo Hiidenpelto/Häpeän Hiljaiset Vedet, la quale gioca più sulle atmosfere che sull’aggressività: sono presenti infatti lunghi momenti dominati dalle tastiere e possiamo notare come il ritmo sia lento rispetto al solito. Anche in questa chiave epico-atmosferica i Moonsorrow riescono a comporre un vero e proprio gioiello senza ricorrere a grosse soluzioni di matrice estrema. Da notare il lavoro del batterista Marko Tarvonen, sempre impeccabile in ogni momento e in grado di posizionare alcune accelerate di doppia cassa nei momenti più azzeccati, creando un effetto finale notevole all’ascolto. Aurinko Ja Kuu mette nuovamente in rilievo la capacità del gruppo finlandese di unire delicati fraseggi folkloristici ad un massiccio riffing e ad un acido screaming. Dopo pochi minuti avviene un ribaltamento dei ruoli: basso e batteria diventano pieni padroni della scena a scapito del cantato, in particolar modo il drumming si esibisce in un assolo niente male andando ad accompagnare la nuova entrata in scena di chitarra e voci. La conclusione è opera di Sankaritarina, la quale sfiora i quattordici minuti di durata ed è la canzone più lunga di Voimasta Ja Kunniasta. L’intro è particolarmente delicato e in esso prevalgono suoni di derivazione “ambient”: in questo caso il resto della strumentazione entra in scena più lentamente e la ritmica non è per nulla sostenuta, non a caso le voci pulite – e parlate – sono le uniche presenti per diversi minuti. È particolarmente difficile descrivere questo brano dei Moonsorrow vista la sua spiccata vena progressiva e il modo in cui riesce costantemente a variare durante lo scorrere dei secondi; gli elementi presenti in questo quarto d’ora di musica sono veramente tanti e si possono provare esclusivamente durante l’ascolto. Un altro pregio di questa composizione è la facilità con cui passa il tempo: al termine di Sankaritarina ci sentiamo quasi rammaricati dal fatto che finisca così presto, un evento che accade raramente con la stragrande maggioranza delle band attuali e passate.

Detto questo è inevitabile come Voimasta Ja Kunniasta sia un album fondamentale che deve essere semplicemente adorato. In particolare lo ritengo un tassello importante per il genere che noi tutti apprezziamo, specialmente quello formato da sonorità estreme con forti influenze epiche e folkloristiche.
Prima di concludere vi consiglio fortemente di ascoltare questo capolavoro e nel frattempo di leggere anche i testi, tradotti dalla band e situati in fondo al booklet (oppure facilmente trovabili in rete), perché riescono ad accompagnare alla perfezione la musica e a condurvi in un mondo totalmente a sé stante.

Voimasta Ja Kunniasta sarà forse un pelo inferiore a Kivenkantaja (che raggiunge quasi la perfezione), ma a dirla tutta… Cos’hanno mai sbagliato i Moonsorrow?



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
81.55 su 45 voti [ VOTA]
The Fool
Domenica 9 Dicembre 2018, 23.43.54
16
Ritorno regolarmente sui dischi dei Moonsorrow e in questo periodo mi è capitato di riprendere questo. Niente da fare, rimango ogni volta sbalordito dalla qualità espressa dalla loro musica come fosse la prima volta. Disco straordinario di una discografia che non conosce sconfitte. Hiidenpelto è roba che a sentirla quasi non ci si crede da quanto è bella.
MorphineChild
Venerdì 7 Luglio 2017, 10.53.29
15
un disco semplicemente bellissimo, che getta le basi dei due capolavori che verranno pur distinguendosi per una più spiccata vena poetica e contemplativa. ancora libera dalla cupezza che in futuro prevarrà, la musica dei Moonsorrow vola fresca e leggera, e quasi non ci si accorge che tutti i pezzi superino i 7 minuti. Sankaritarina è insieme l'apice del disco e uno sguardo sul futuro compositivo del gruppo, con quelle melodie circolari che si ripetono e si intrecciano per poi sciogliersi in cavalcate grondanti epos guerriero. imperdibile
M0RPHE01978
Lunedì 8 Giugno 2015, 18.37.46
14
Sto approfondendo il genere....e questo è un signor album!!! 90
Delirious Nomad
Venerdì 7 Marzo 2014, 17.09.43
13
Magnifico, lo preferisco persino al successivo!
VikingFolkMetal
Venerdì 7 Marzo 2014, 16.37.31
12
Appena inferiore a Kivenkantaja. Voto : 96
Theo
Martedì 25 Settembre 2012, 21.34.00
11
A distanza di qualche mese alzo un po il voto: 96
Theo (al mare)
Lunedì 23 Luglio 2012, 15.03.01
10
Album davvero unico, finito di ascoltare ora per l'ennesima volta... Ogni volta che voglio ascoltare i Moonsorrow non so mai che album tirar fuori dallo scaffale e vorrei ascoltarli tutti, ma purtroppo le giornate sono composte solo da 24 ore XD Voto 94
Mattia Jonne Montag
Martedì 10 Aprile 2012, 17.48.08
9
ps: non credo esista una loro canzone che riesca ad annoiare.
Mattia Jonne Montag
Martedì 10 Aprile 2012, 17.43.14
8
Questo è il mio preferito insieme a tutti gli altri album. come si potrebbe parlare male di un loro album cavolo.
Michele
Martedì 10 Aprile 2012, 16.04.05
7
Bellissimo, non come Kivenkataja e Verisakeet, ma bellissimo *_* In effetti non ho mai trovato qualcuno che parli anche solo in tono non entusiastico dei Moonsorrow :3
DarkTroll
Domenica 8 Aprile 2012, 14.07.15
6
Pienamente d'accordo con Flag of Hate. Secondo me ogni album dei Moonsorrow è un capolavoro assoluto, una perla del Viking/Folk. Voto 97.
Quorth_on
Sabato 7 Aprile 2012, 20.52.46
5
Meraviglioso.
Flag Of Hate
Sabato 7 Aprile 2012, 11.26.30
4
Dubito che i Moonsorrow abbiano mai "toppato" un disco nella loro carriera.
Giaxomo
Sabato 7 Aprile 2012, 11.21.03
3
Difficile scegliere il "peggiore" di questa band, ovviamente non è questo, che anzi,è uno dei miei preferiti. Sankaritarina è un must del viking.
il vichingo
Sabato 7 Aprile 2012, 11.15.27
2
Stupenda recensione (bravo Giacomo!) che rende giustizia ad un album eccezionale, che purtroppo al momento della sua uscità era stato incompreso dai più, ma per fortuna è stato rivalutato col tempo. Sankaritarina è una canzone che toglie il fiato, e tra l'altro ha uno dei testi più poetici che abbia mai letto. Band geniale, concordo sul fatto che i Moonsorrow non hanno mai sbagliato un colpo, dal lontano Metsa del '97 fino all'ultimo Varjolina dell'anno scorso hanno sempre sfornato dei capolavori. Inchiniamoci ai cugini Sorvali, eredi di Sir Quorthon.
Blank Infinity
Sabato 7 Aprile 2012, 11.10.55
1
Bello, anzi bellissimo! Sei canzoni una più bella dell'altra, a partire dalla evocativa intro strumentale fino ad arrivare alla lunga Sankaritarina... Da avere!
INFORMAZIONI
2001
Spinefarm Records
Viking
Tracklist
1. Tyven
2. Sankarihauta
3. Kylän Päässä
4. Hiidenpelto/Häpeän Hiljaiset Vedet
5. Aurinko ja Kuu
6. Sankaritarina
Line Up
Ville Seponpoika Sorvali (Voce, Basso)
Henri Urponpoika Sorvali (Chitarra, Tastiere, Fisarmonica, Armonica)
Mitja Harvilahti (Chitarra)
Baron Tarwonen (Percussioni, Batteria, Chitarra acustica a 12 corde, Timpano)
 
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