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The Wars - Healings
( 1042 letture )
A primo impatto l’accostamento di termini quali “Germania” e “elettronica” farebbe pensare, giustamente, all’immenso panorama musicale teutonico, che vanta innumerevoli esponenti di spicco della musica elettronica, i quali sono stati in grado di dar vita a un filone ormai consolidatissimo e ben riconoscibile, sia che si tratti di sonorità spiccatamente mainstream sia di sperimentazioni ardite. Non è questo il caso dei The Wars, i tre berlinesi infatti strizzano l’occhio a molte realtà commerciali made in England, Depeche Mode e Placebo su tutte. Nel preferire la tradizione straniera a quella della madrepatria non c’è ovviamente alcun peccato, ma nell’emulare una formula che definire abusata sarebbe un eufemismo, senza neanche prendersi la briga di aggiungere qualcosa di personale, su questo direi che si possono senz’altro muovere delle critiche.

I The Wars, è proprio il caso di dirlo, non si sono sprecati neanche tanto, proponendo i classici cliché di un rock soporifero e banale che trova giustificazione in una new wave che al giorno d’oggi non ha più niente da dire. Badate bene, il genere è stato in grado di sfornare grandi capolavori, soprattutto negli anni ’80, e proprio per questo non trovo nessuna ragione valida per preferire una copia sbiadita del nuovo millennio agli inimitabili maestri che continuano a rilasciare dischi quantomeno piacevoli. Healings è un album che si lascia ascoltare senza nessuna pretesa, neanche quella di concentrarsi effettivamente sulla musica. Personalmente mi è stato molto difficile giudicarlo nella sua interezza, tant’è sfuggente nella sua leggerezza che durante l’ascolto mi ritrovavo spesso a far altro, dimenticandomi quasi completamente del sottofondo che mi accompagnava. Certo mentirei se dicessi di essermi imbattuto in pessime canzoni o momenti imbarazzanti, ma mentirei anche se dicessi di aver effettivamente trovato spunti di interesse, o perlomeno una melodia che fosse in grado di rimanermi in testa.

Se volete riscoprire la new wave, i Depeche Mode hanno alle spalle una corposa discografia di grande musica tutta da rivivere, e anche in generale il panorama è stracolmo di possibilità. Se poi doveste avere un debole per l’alternative più orecchiabile, Placebo, Muse, Clodplay e tanti altri hanno sfornato lavori di pregevole fattura che invito un po’ tutti a prendere in considerazione, anche gli amanti della musica più estrema. Di cloni però ce ne sono fin troppi in giro e non vedo proprio perché dovremmo prenderne in considerazione uno anziché l’altro.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
39.2 su 15 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2012
Wintergrain Records
Metal
Tracklist
01. Toga
02. Whiteout
03. Healings
04. Parsec
05. Enclave
06. Safari
07. Jet Stream
08. Nature
09. Succubus
10. Ethon
11. Coast
12. Tortoise
Line Up
Chris Kowski (voice, guitar)
Gernot Pohle (bass)
Felix Roll (drums)
 
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