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Neosis - Neosis (Eponymous Album)
( 2280 letture )
N.E.O.S.I.S. è un acronimo che significa letteralmente “New Evolution Of Society Influenced by Scientism (Nuova Evoluzione della Società Influenzata dallo Scientismo).

Parla l’omino del cervello che dimora dentro di me:

“Se questa è la descrizione ufficiale fornita dal gruppo stesso, iniziamo bene, questi devono avere una fantasia tale da stupirti e sbatterti in faccia, senza compromessi, i loro attributi. Attento vecchio mio!

Ma come succede spesso e volentieri, le aspettative che si creano verso un gruppo in particolare vengono, man mano, sostituite da un serie infinita di delusioni e l’omino del cervello si trova con una manciata di mosche in mano.
Più che mosche, in questo caso ci troviamo in mano un dischetto appartenente a questo filone già in voga da diversi anni e che ora sta attraversando il suo periodo di massima esposizione. Ovviamente, parliamo del djent.

Chi di voi conosce quali sono i classici stilemi del citato genere alzi la mano grazie!

Anche se sicuramente sarete in molti, per non far torto a nessuno diamo una piccola visione del tutto.

Djent: Termine coniato da Fredrik Thordendal (chitarrista dei Meshuggah), la parola stessa è un’onomatopea che deriva proprio dal suono prodotto da una chitarra ribassata a 7/8 corde suonata in palm-muting, caratterizzato da ritmi sincopati e poliritmi.

Ora che avete una visione generale del djent avrete capito come suona il debut omonimo dei Neosis. Sia chiaro, il sottoscritto non ha nulla contro queste scelte musicali, esistono gruppi all’interno della scena che san eseguire il loro mestiere con qualità, tecnica e competenza (Textures, Periperhy, Tesseract per citare i più importanti) ma quando hai di fronte un gruppo come questi svizzeri, che rendono il tutto ruffiano, inconcludente e sempre sul filo del plagio, allora un qualche prurito sorge spontaneo.
I nostri, infatti, prendo spunto, e non solo, da gruppi provenienti dalle parti più disparate del pianeta, dai generi più distanti possibili mischiandoli in un melting-pot di dubbia efficacia. Per rendervi il tutto più chiaro possibile, basta ascoltare la prima canzone Everlasting Mind collapse dove troverete nel giro di 5 minuti accenni ai riff dei Meshuggah, la batteria in pieno Fear Factory style e le vocals melodiche copiate palesemente da Buried In Oblivion degli Into Eternity. Il tutto ovviamente eseguito con minuziosa approssimazione.

Mi sorprendo ancora di più quando nella biografia ufficiale del gruppo compare a chiare lettere la seguente frase:

"Il metal dei Neosis pùo essere descritto come poliritmico, elettronico e in grado di legare atmosfere di rara intensità. Il tutto completato da una ricca tavolozza di voci urlate e pulite, che dona una fusione di colori, un'emozione e un’energia unica nel suo genere. Le idee molto concettuali che emergono da questo nome sono fortemente ispirate sia per la composizione strumentale e la creazione dei testi"

Per favore non prendiamoci in giro, spunti interessanti si possono anche riscontrare dentro quest’album ma la descrizione qui sopra è fuori luogo; soprattutto perché per creare qualcosa di unico oggigiorno servono doti e capacità che in pochi hanno la fortuna di avere avuto in dona dalla natura.

Non c’è molto da aggiungere a questa ennesima release in fin dei conti inutile, in un mondo dove escono dischi validi ogni giorno, composti da musicisti innovativi e assetati di un briciolo di considerazione, risulta ben poca cosa. Consiglio quest’album solamente a chi, neofita del genere, pensasse che Future Breed Machine e Demanufacture siano resti archeologici di gruppi una volta lucenti. Abbiamo già tanta bella musica là fuori e contaminarla con i Neosis sarebbe quantomeno irrispettoso.

"L'artista che si copia riduce la sua opera a una specie di commercio personale, redditizio perché a serie, ma infinitamente monotono e triste"
(Arturo Martini, 'La scultura lingua morta', 1945)



VOTO RECENSORE
47
VOTO LETTORI
30 su 11 voti [ VOTA]
il vichingo
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.58.25
5
Sì sì Ad Astra la recensione l'ho letta e sono andato anche a cercarmelo su Wiki quindi ho capito, a grandi linee, cosa significa. Nel mio post intendevo dire che nascono continuamente nuove etichette e io, sinceramente, non riesco a starci dietro
Ad Astra
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.55.42
4
l'ho anche spiegato in un paragrafetto della recensione cosa sta a significare djent.... diciamo che và di moda nei teens che cercano gruppi simili ai 'shuggah... in modo semplicistico
il vichingo
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.39.55
3
E qui salta fuori la mia ignoranza sull'argomento "Meshuggah"
GioMasteR
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.38.25
2
Ormai l'uso di "djent" è comune, è nato come onomatopeico riferito al suono delle corde più grosse quando vengono suonate ed è utilizzato in riferimento a realtà dal sound paragonabile a quello dei Meshuggah per intenderci
il vichingo
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.32.22
1
Djent??? Ma che cazz, ogni giorno spuntano fuori nuovi generi come funghi!
INFORMAZIONI
2012
SAOL/H’Art/Zebralution
Djent
Tracklist
1. Everlasting Mind Collapse

2. Unwilling Fate 
3. Worship Mindset

4. The Deconstruction of Reality
5. Neo-Euhemerism

6. Supremacy Design

7. Fragmentary Alteration

8. Chronic Absolutism

9. The New Paradigm

10. Cerebral Helix
Line Up
Greg (Chitarra/Produzione)

Tom (Voce)

Did (Basso)

Anthony (Batteria)
 
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