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Hypno5e - Acid Mist Tomorrow
( 1731 letture )
Guardando in giro per la rete, cercando di scoprire chi saranno mai questi cari transalpini, m’imbatto in pochissime informazioni riguardanti gli Hypno5e, ma quelle poche che trovo mi portano a domandarmi quando segue: "Come mai non li conoscevo prima?"

Eppure 200 concerti in giro per il mondo, support act per Cynic, Gojira, Abigail Williams. Tour europei e mondiali toccando la nostra penisola, gli Stati Uniti, Giappone, Australia e risultano essere praticamente dei semi-sconosciuti.
Il dubbio mi assale, come faccio a non conoscerli? mi son perso in mezzo a troppi grossi nomi ed ho smesso di dare la dovuta attenzione alle realtà emergenti?

Play.

Un caleidoscopio d’impressioni musicali che difficilmente avrei potuto prevedere, un viaggio che si dirama attraverso trame death metal, jazz/fusion, ambient e ritmi tribali. Ad un primo ascolto si rimane fuorviati, straniati e la sensazione che mi pervade lungo i cinquantadue minuti di questo disco è quella di uno studente che, il giorno dell’esame in università, studia la mattina stessa. È impossibile ricordarsi tutto quello che risiede all’interno di questo platter, non solo al primo ascolto ma anche al quinto o al decimo. Si parte per un viaggio in una nuova dimensione che, giustamente, gli Hypno5e han creato a loro piacimento.

Voglio essere diretto in quest’occasione, non ci son mezzi termini: prendete una manciata di
Kayo Dot/Maudlin Of The Well, un a cucchiaiata di Dillinger Escape PlanScarve, mescolate con un mestolo modello Gojira e servite il tutto sulla cassa armonica dell’ukelele di Israel Kamakawiwo'Ole. Come non rimanere spiazzati dall’unione di tali contaminazioni musicali?

Andando nello specifico, come potrete già notare dalle tracce, ci si trova di fonte a cinque canzoni in tutto, due suite da dieci minuti ciascuna e tre macro-tracce suddivise in più parti. Questa scelta porta il disco ad essere assimilato in modo organico senza perdere il senso della strutta che gli Hypno5e hanno sapientemente creato.
Le atmosfere son cupe, lugubri; prendete per esempio Story Of The Eye, nella cui parte centrale una voce femminile invoca maligna, seguita trenta secondi dopo da un bridge atmosferico, che dà i brividi a ogni ascolto.
Proprio queste pause risiede la volontà, ben marcata, di stupire l’ascoltatore a tutti i costi, e ciò ovviamente va a scapito della linearità dell’intero album. Spesso si ha difficoltà a seguire i ragionamenti che risiedono dietro gli artifici dei nostri.

Ultimo aspetto, ma non meno importante, è il cantato in tre differenti lingue (inglese, francese e spagnolo) che se arricchisce l'opera da un lato, risulta comunque forzato in certe parti. Ascoltare la suite Gehenne per comprendere quanto asserisco. In una sola composizione ritroviamo chitarre classiche dal sapore andaluso, il singer che fa il verso a Greg Puciato mentre si esibisce sulle strutture ritmiche di From Mars To Sirius dei Gojira a cui vanno sommandosi degli intermezzi recitati (quasi dei siparietti).
Citando nuovamente l’ukulele, lo ritroviamo in apertura dell’ultima traccia dell’album Brume Unique Obscurité (Part II), che si rivela l'episodio probabilmente più estremo del disco. I soliti stacchi atmosferici vanno ad intrecciarsi con riffs pesanti come macigni e ci trasportano verso la chiosa, a parere di chi scrivere fenomenale nella sua semplicità, dove gli strumenti in dissolvenza lasciano spazio ad una sola malinconica parola: "Obscurité"

"Bisogna provare, provare, provare, provare, provare!" (cit. da "Non ci resta che piangere", M.Troisi/R. Benigni)

Bisogna provare ad ascoltare questo concepimento e decidere da noise odiarlo o amarlo. Qui la follia, la ragione, l'amore per la musica, la sregolatezza e l'irrazionalità saturano e si fondono. Tutti elementi oggigiorno apprezzati ma che spesso e volentieri non risultano assimilabili più. Quindi niente numeri questa volta, solo dei consigli.

Se siete parte della frangia conservatrice con tolleranza zero, chiudete e dedicatevi ad altro.
Se siete parte dell’ala progressista e visionaria, fatevi un regalo!
Se siete il recensore del disco, "Arrondir les angels, à bientôt".



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
51.45 su 20 voti [ VOTA]
Skøgarmaidür
Giovedì 18 Ottobre 2012, 17.28.53
5
Gli Hypno5e hanno impartito una grandissima lezione di originalità. Adoro questo disco, adoro perdermici dentro. Solo ascoltare per credere.
Zilty
Martedì 24 Aprile 2012, 10.56.19
4
Mi sembra incredibile, è il disco che sto ascoltando di più in questi giorni, e non mi sarei mai aspettato di trovare la recensione! Questi francesi sono geniali, tanta influenza Gojira, ma anche tanto carattere... sicuramente un 90 pieno!
Ad Astra
Mercoledì 18 Aprile 2012, 20.01.12
3
@dimmoniu hai ragione, nessuno ne conosce l'esistenza ma merita notevolmente questo album @ mickey si fatti un giro qui sopra e vedrai che non ne rimani deluso...solo un pò scosso
Mickey
Mercoledì 18 Aprile 2012, 19.42.09
2
Ammazza che nomi hai citato,vedrò di ascoltarlo...
DIMMONIU73
Mercoledì 18 Aprile 2012, 17.33.46
1
...a me è piaciuto, e parecchio anche, un bel 90 se lo cuccano! PS: non li conoscevo nemmeno io, se ti può consolare...
INFORMAZIONI
2012
Klonosphere/Season Of Mist
Inclassificabile
Tracklist
1. Acid Mist Tomorrow

2. Six Fingers In One Hand She Holds The Dawn Part I

3. Six Fingers In One Hand She Holds The Dawn Part II

4. Story Of The Eye

5. Gehenne Part I

6. Gehenne Part II

7. Gehenne Part III

8. Brume Unique Obscurité Part I

9. Brume Unique Obscurité Part II
Line Up
Emmanuel Jessua (Voce/Chitarra)

Thibault Lamy (Batteria)

Cédric "Gredin" Pages (Basso/Backing Vocals)
Jonathan Maurois (Chitarra)
 
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