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Hour Of Penance - Sedition
( 4972 letture )
"I love this rap artist. THIS IS FUCK!"

"This is the italian music I really like!"

"Behemoth and Nile has born a baby!"

"E questo sarebbe metal serio?!?! a me pare solo rumore, 5 minuti di solo casino, non si riescono a distinguere i vari strumenti e nemmeno il cantante, nulla. Canzoni senza senso."

"Oh my god. This is love."

Questi che avete appena letto sono alcuni dei commenti che si posso trovare in giro per la rete riguardante i nostrani Hour Of Penance. Questo succede perché le loro composizioni, così estreme, senza possibilità di scampo, spesso lasciano interdetti ad un primo ascolto, sorprendendo sia a livello tecnico che qualitativo e non tutti sono in grado di coglierne l’essenza ad un ascolto superficiale.
Ognuno di noi può scegliere se esser a favore del “rumore” o dell’amore incondizionato, ma una verità inconfutabile, quella di cui essere orgogliosi, è quella di avere un gruppo in grado di difendere così bene il metal estremo italiano all’estero.

Spesso mi son ritrovato negli anni passati ad ascoltarli e constatare come meritatamente, questi romani prendessero voti altissimi a destra e manca senza batter ciglio, ottenendo consensi da critica e pubblico a dir poco imbarazzati se confrontati con altri gruppi della scena brutal-death. The Vile Conception prima e Paradogma poi si sono rivelate delle gemme di immacolata bellezza, inattaccabili sotto ogni punto di vista. Anche questa volta ero, come molti, pronto a stendere il consueto tappeto rosso (sangue) e lodi a spron-battuto, pronto ad essere spiazzato dalla furia cieca che mi sarebbe venuta incontro.
In questo caso specifico, visti gli stravolgimenti corsi all’interno del gruppo negli ultimi periodi (la line-up è stata radicalmente modificata, andando a cambiare batterista e vocalist), mi è venuta una domanda, ancora prima di premere il pulsante play sul lettore. Una sola domanda: riusciranno i nostri a guadagnarsi anche questa volta le lodi che hanno permesso loro di ritagliarsi un posticino tra gli act più promettenti del brutal-death?

Sedition è una belva inferocita impossibile da domare, è fondamentalmente uno di quei dischi che devono esistere, quei dischi necessari, dati alla luce per farci comprendere e realizzare la bestia assopita che dentro ognuno di noi dorme, quella bestia che si ciba delle nostre viscere. Troppo distante da ogni paragone con qualsiasi band del panorama death, contestualizzabile solamente entro le mura erette dagli stessi Hour Of Penance.
Affermo questo e lo ribadisco, perché per la prima volta, i nostri han trovato la formula magica per arrivare ad uno stile proprio, non più schiavo dei cliché made in U.S.A come in passato; il combo romano torna affrancato dalla nuova linfa, dopo un periodo di limbo dato dalle vicissitudini in seno al gruppo, ricevuta in dono proprio da questi cambi, i quali hanno permesso loro di poter alzare l’asticella di qualche tacca rispetto al passato. Questo nuovo disco può essere visto come un nuovo punto zero.

Le vocals del nuovo frontman Paolo Pieri risultano molto profonde e riescono a richiamare il timbro dell'ormai ex Francesco Paoli (ora dedicatosi completamente ai Fleshgod Apocalypse) ed a ciò va aggiunta l'ottima prova alla sei corde. Anche il nuovo batterista, Simone Piras, è autore di una prestazione notevole e capace di portare il proprio stile personale senza lasciarsi influenzare dal recente passato. Sedition riconferma pienamente quanto di buono aveva lasciato presagire nelle anteprime postate durante l’attesa dell’uscita; Nessun prigioniero, nessun compromesso, tutto è donato alla pura furia distruttrice che spazza via ogni rango ecclesiastico presente sul globo terraqueo.
E’ impossibile non perdersi attraverso la descrizione deii singoli brani di questo monolite, tutto è talmente veloce, freddo e chirurgico da non lasciare spazio a nessuna luce, bisogna “cadere come schiavi” di fronte ad esso, chiedendo “redenzione ad un dio cannibale” ed evadere dal mondo che ci circonda abbraccianti al serpente che dal cielo affonda nel suolo e addormentarsi tra le sue spire.

Il problema è che questo serpente presenta tre grosse "ferite". La prima è dovuta alla brevità della sua "esistenza"; 31 minuti di durata non riescono a colmare la sete di brutalità che esso stesso infonde.
La seconda "ferita" sta nella produzione, da un lato perfetta sotto ogni punto di vista, un lavoro ammirabile da parte dei Cellar Studios, d'altro canto però risulta abbondante di volume e troppo poco profonda, manca quella tridimensionalità che avrebbe reso maggiore giustizia ad una prova qualitativamente molto alta.
La terza -più che una ferita è un graffietto ad essere onesti- è da riferirsi ai temi trattati nelle lyrics, a dire il vero ormai triti e ritriti dopo cinque album.

Detto questo giungiamo a tirare le somme e rispondere alla domanda che mi sono posto (e che ci siamo posti) sopra: Sedition si è rivelato all'altezza dei suoi predecessori?

Onestamente, dopo ripetuti ascolti e analisi non trovo corretto paragonare il presente platter con le ultime uscite in campo techno/brutal death (Spawn Of Possession, Gorod e Aborted tra i tanti) quindi mi limiterò a prendere in considerazione la sola discografia degli Hour Of Penance e, rullo di tamburi…

NO!

La risposta è banale; Paradogma e The Vile Conception sono un peso troppo grosso con cui dover fare i conti. Dischi come quelli rimarranno nel cuore di tutti gli appassionati del genere e questo neo-nato non ha quell'impatto prorompente che ha distinto i suoi predecessori. Manca di pochissimo il bersaglio ma lo manca appunto. Forse non c’è più l’effetto sorpresa o forse c’è bisogno di tempo per far maturare la nuova incarnazione degli Hour Of Penance.

Abbassiamo dunque leggermente il tiro, di pochissimo, guardando questa come la prima opera del nuovo corso dei nostri legionari.
Sicuramente il futuro, dopo le devastazioni rettili, sarà tutto nelle loro mani!

Piccola nota finale. Notare nell’artwork la cattedrale di Colonia (famosa per le presunte reliquie dei Re Magi presenti al suo interno) visualizzata da una posizione prospettica differente rispetto a Paradogma, quasi a voler proseguire la storia tracciata due anni fa.

Un caso?



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
75.15 su 58 voti [ VOTA]
lisablack
Giovedì 27 Ottobre 2016, 18.41.32
36
Questa band non esce mai dal mio stereo, stupendo pure questo album. Che bello! Una delle migliori band brutal death è italiana, non hanno niente da invidiare a nessuno, questi spaccano di brutto..attualmente, una delle mie band preferite. Fantastici. 90.
Alen104
Domenica 23 Febbraio 2014, 12.37.23
35
Ma chi è l'autore dell'Artwork???
guglio2k
Martedì 12 Febbraio 2013, 13.23.39
34
E comunque 31 minuti per un album del genere sono più che sufficienti. Ti viene subito voglia di schiaccaire di nuovo play, alla faccia dei disconi inutili da 60/70 minuti.
xxx_mattecrusher_xxx
Domenica 3 Febbraio 2013, 12.55.17
33
Visti ieri dal vivo, bell'album secondo solo a The Vile Conception. Voto 90/100. -1) The Vile Conception -2) Sedition -3) Paradogma
frazin70
Venerdì 4 Maggio 2012, 13.38.15
32
Altro che ferita, la produzione è mostruosa..è vero perde un pò in definizione il lavoro dei chitarristi ma il risultato è a parer mio devastante per potenza. Meno originale e più ruffiano dei predessori ma non per colpa dei nuovi innesti..è il music business che vuole così..e così sia. Grande prova voto 85
guglio2k
Venerdì 20 Aprile 2012, 21.22.30
31
Davvero una mina, devo recuperare al piu presto Paradogma.
Undercover
Venerdì 20 Aprile 2012, 14.17.13
30
@piggod grazie per la delucidazione in merito
piggod
Venerdì 20 Aprile 2012, 9.33.49
29
@Undercover: secondo me anche gli ultimi Exmortem sono molto validi (la tristezza di cui scrivevo nel mio post precedente era riferita al fatto che si trattasse del loro ultimo album e che probabilmente non vedremo mai un successore). Tornando al discorso Behemoth, aggiungo anche che si sono fatti molta gavetta prima di arrivare al meritato successo odierno. Da autoproduzioni a etichette underground, a etichette intermedie per finire con il colosso discografico europeo nel metal. Tutto questo con un percorso coerente (si potrebbe dire che anche la svolta drastica di Satanica non è stata del tutto inaspettata, dato che molti elementi erano già presenti in Pandemonic Incantations) e senza svendersi. Inizio però a temere per il loro futuro non perché ormai stanno sotto l'egida della Nuclear Blast (se i Suffocation hanno fatto un disco ostico come Blood Oath sotto la NB, non mi preoccupo minimamente per i polacchi), ma perché Nergal, ormai diventato star mediatica in Polonia, si è montato la testa e ho paur che ciò si rivarrà sul prossimo lavoro. Gli Azarath mi piacciono molto ma non li paragonerei con i Behemoth, dato che i loro punti di forza sono una proposta ignorante e viscerale, elementi di cui i Behemoth sono privi. Poi, de gustibus non est disputandum e con questo aforisma ritengo opportuno lasciare spazio alla discussione sugli Hour of Penance.
Dave Insane
Giovedì 19 Aprile 2012, 15.56.41
28
rivoglio Mauro Mercurio
Undercover
Giovedì 19 Aprile 2012, 15.39.26
27
@piggod non parlavo di somiglianza di stile fra Exmortem e Behemoth parlavo di muscoli e additivo blackish, i primi per me sono molto più validi anche nelle ultime produzioni.
Undercover
Giovedì 19 Aprile 2012, 15.38.30
26
@piggod io non sto discutendo l'importanza dei Behemoth come band ho solo detto che personalmente non mi piacciono, non riesco a calarmi quel sound soprattutto gli ultimi che sono totalmente di plastica, poi che abbiano tremilioni di cloni e che anche altre formazioni si siano snaturate rovinandosi vedasi proprio gli Hate hai ragione, la personalità se la sono fottuta per seguire il trend Nergal, a sto punto però rimanendo in casa Behemoth, il signor Inferno è titolare del drumming degli Azarath che sfondano deretani come i Behemoth non hanno mai fatto nella loro vita e che suona anche meglio lì dove non è forzatamente reso ancor più perfetto e finto da produzioni stellari. Per quanto riguarda le altre band citate, conosco bene Anima Damnata, Lost Soul e Gortal, non conosco i Deception ma la Polonia è un'area talmente ricca di act che c'è da perdersi. I Vader mi piacciono ma per il sottoscritto han fatto solo due veri capolavori, due dischi validi e molta noia.
wangel
Giovedì 19 Aprile 2012, 15.26.49
25
bho ascolterò anche se io in realtà sto attendendo il disco dei ..come classici del Death Metal mi tengo stretti "Slowly we Rot" "Warmaster" "Last One on Earth"..tanto per citarne alcuni...dischi intrisi di malvagità e ignoranza....il "death" di oggi è artefatto...manca l'istinto.
piggod
Giovedì 19 Aprile 2012, 15.03.22
24
@Undercover: ti dirò che non vedo tutta questa somiglianza fra Behemoth ed Exmortem (che tristezza pensare che Funeral Phantoms è stato il loro ultimo album). Per quel che riguarda la Polonia, direi che di proposta estrema ne ha parecchia, molte cose decisamente valide rimangono però sconosciute ai più (Anima Damnata, Lost Soul, Deception, Gortal, tanto per fare dei nomi), però i Behemoth, a mio modesto avviso, rimangono il giuso nome di punta di una scena, anche perché suonano da paura, tengono il palco come pochi altri gruppi DM e perché hanno scritto dei "classici" death metal che quasi ogni metallaro conosce (Chant for Ezkaton, Decade of Therion, Christians to the lions, Slaying the prophets of Isa, ecc.). Poi, se analizziamo la scena polacca, hanno dato vita ad una miriade sterminata di band clone e addirittura gruppi storici hanno rimodulato il loro sound per essere più simili a loro (ad es. gli Hate e gli Armagedon). Diciamo che, considerando tutti questi elementi, non si possono non considerare una grande band, da annoverare fra i grandi (Poi, il mio gruppo preferito della scena polacca sono i Vader, ma, obiettivamente, i Behemoth hanno tutt'altra importanza).
Raiben
Giovedì 19 Aprile 2012, 12.39.41
23
Gran bell'album ma a mio parere l'influenza di Nile e Behemoth è fin troppo evidente e dunque andrebbero "idolatrati" un pò meno.
Undercover
Giovedì 19 Aprile 2012, 12.01.48
22
@piggod non sono molto d'accordo sul discorso muscolare e connotazione black, gli Exmortem a mio avviso sono superiori e nella stessa Polonia anche i primi Hate fino ad "Anaclasis" e soprattutto non "confezionati ad hoc". Qualcosa di buono l'ho trovato nei Behemoth ma non da quasi una decade a questa parte, li salvo ma senza esaltarmi fino a "Demigod" e li preferisco nel periodo genuino, non grandioso black.
piggod
Giovedì 19 Aprile 2012, 9.48.17
21
@Undercover: dai, i Behemoth hanno fatto dischi memorabili e hanno dato la migliore interpretazione di un death metal muscolare con forti connotazioni black. Tornando agli Hour of Penance, dire che traggono spunto dal gruppo di Nergal e soci è un eufemismo. Poi, il disco è valido come lo era il precedente Paradogma, resta il fatto che, nel bene e nel male, porteranno sempre l'etichetta di Behemoth italiani.
Markus
Giovedì 19 Aprile 2012, 9.13.19
20
Album eccezionale sotto ogni punto di vista,brani,cover(tra le più belle ultimamente),produzione,e la cosa più incredibile è che i pezzi rimangono in testa essendo comunque brutali,un pò come paradogma,altro che spawn of possession,aborted,behemoth etc
Flag Of Hate
Mercoledì 18 Aprile 2012, 23.18.35
19
....FAP FAP FAP....
kvmetternich
Mercoledì 18 Aprile 2012, 23.12.24
18
Fa molto "imperialismo pagano" e "Rivolta contro il mondo moderno" a dire il vero ...
Undercover
Mercoledì 18 Aprile 2012, 22.41.24
17
Si ho letto l'articolo proprio cercando i testi e non vorrei errare ma quando parla di Sentiero della Mano Destra mi fa pensare a Gandhi .
kvmetternich
Mercoledì 18 Aprile 2012, 22.30.29
16
Non credo proprio sia SOLO questo.Prova a cercare il track by track su un'altra nota webzine dove loro stessi spiegano le tematiche del disco.Comunque il titolo "sottomissione illuminata" lascia ben intendere la fonte di ispirazione.
Undercover
Mercoledì 18 Aprile 2012, 21.55.33
15
Quelle di "Sedition" si trovano e mi sembra la solita solfa che gira de secoli parlando di anti-religione: "Feast on the blood of the weak certainty of salvation, i refuse for i was born unbound with the savior's blood i wash my hand swearing to god sedition scourged king of none a god in a shell of flesh every fallen god deserves a crown of thorns above his head Sedition Through Scorn Redemption of worms flesh of my flesh blinded servitude of lambs people subjugated to commandments lies conceived to desecrate them laws crawling from above on the followers of the deprecated doctrine the silent slaves of god i brought an end to god defiled crashed torn icons of the fallen one bribe the servants to be treasonous sacred places are forsaken befouled blood of christ infections as a disease befouled blood of christ infections as a disease Sedition Through Scorn Redemption of worms crown of thorns sedition to god"
kvmetternich
Mercoledì 18 Aprile 2012, 21.47.06
14
Condivido la recensione ma due parole critiche. La durata di 31 minuti è giusta, visto la pesantezza del disco.40 o 50 minuti così spinti sarebbero stati francamente troppi. La produzione è sbilanciata sulla batteria, che effettivamente copre tutto e toglie impatto alle chitarre. Si poteva fare un pelo meglio. Le lyrics, NON è vero che sono uguali agli altri dischi....spero nessuno si accorga di quello che parlano e delle fonti perché ne potrebbe venire fuori un polverone. Infine, in merito ai commenti qua sotto, non capisco dove taluni ci sentano i Behemoth ... forse non abbiamo sentito lo stesso disco.
steelminded
Mercoledì 18 Aprile 2012, 21.26.30
13
Ho sentito un paio di pezzi e in confronto gli Spawn of Possession sono delle fighette... ma troppo giu di manetta cavolo. Però vedo riscontri positivi da ogni dove, ci riproverò... Evviva!
lux chaos
Mercoledì 18 Aprile 2012, 20.24.48
12
@undercover. ahahahaha, allora ti faccio un quotone!
Undercover
Mercoledì 18 Aprile 2012, 20.08.11
11
Yep
lux chaos
Mercoledì 18 Aprile 2012, 19.54.14
10
@undercover: recere è un sinonimo di cagare??
Undercover
Mercoledì 18 Aprile 2012, 19.35.50
9
@piggod ahah mi hai fatto morire, poi pensando che a me i Behemoth fanno anche abbastanza recere è stato uno spasso.
piggod
Mercoledì 18 Aprile 2012, 18.18.54
8
Signore e signori, ecco a voi i Behemoth italiani.
DIMMONIU73
Mercoledì 18 Aprile 2012, 17.29.53
7
Orgoglio Tricolore!!! 85 e morta lì.
culstistapazzo
Mercoledì 18 Aprile 2012, 17.24.05
6
sarà che mi accontento di poco, ma a me piace un botto. meglio di paradigma di sicuro, album che alla lunga ho trovoato noiosetto. concordo col recensore, 83 onestissimo e 31 minuti fa proprio incazzare, poco ma buono
tenebra occulta
Mercoledì 18 Aprile 2012, 16.51.24
5
The vile conception e Paradogma mi erano piaciuti parecchio, li acquistai direttamente dal sito della band, due dischi intrisi di brutalità e cattiveria mai fine a se stessa. Questo nuovo capitolo invece non mi convince molto. Hanno portato una piccola evoluzione alla struttura dei pezzi e al tipo di suono che però li fa' assomigliare troppo ai Behemoth ma senza la genialità dei polacchi. Suoni buoni, anche se a mio parere la batteria copre un po' troppo le chitarre che, ascoltate con dovuta attenzione, hanno parti interessanti. Forse è normale un periodo di "assestamento" visto che la formazione è cambiata (dopo gli scazzi del tour di 2 anni fa'). In definitiva un album discreto, non un capolavoro. voto 70/100
marduk
Mercoledì 18 Aprile 2012, 16.28.43
4
disco enorme....fossero stranieri...sicuramente sarebbero tra i bog mondiali
il vichingo
Mercoledì 18 Aprile 2012, 15.24.00
3
Non mi hanno mai preso più di tanto, ma visti i toni entusiastici di Ad Astra darò sicuramente un ascolto al disco.
Undercover
Mercoledì 18 Aprile 2012, 14.55.18
2
Ritengo già ultrapompati senza motivo i precedenti, questo è decisamente banalotto,altro punto negativo per me è il drumming decisamente meno "importante" sia per quantità che qualità di quello realizzato in passato da Mauro Mercurio. Sul vocalist, beh, direi che c'hanno guadagnato, si è passati da una timbrica monocorde e poco interessante a qualcosa di più "decisivo" per i brani. Voto 65
MrFreddy
Mercoledì 18 Aprile 2012, 14.47.22
1
Anche qui, devo leggere la recensione e d ascoltare
INFORMAZIONI
2012
Prosthetics Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Transubstantiatio
2. Enlightened Submission
3. Decimate The Ancestry Of Only God
4. Fall Of The Servants
5. Ascension
6. The Cannibal Gods
7. Sedition Through Scorn
8. Deprave The Redeemer
9. Blind Obedience
Line Up
Paolo Pieri (Voce/Chitarra)
Giulio Moschini (Chitarra)
Simone Piras (Batteria)
Silvano Leone (Basso)
 
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