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Sick of it All - Call to Arms
( 2713 letture )
In un'epoca in cui il suffisso core viene associato a ciuffi, dilatatori e magliette improponibili, è doveroso ricordarci delle sue origini lontane da moda e commercialità, radici robuste e ben piantate nello spirito punk, forse perfino più socialmente destabilizzanti e in your face della prima ondata di punk rock inglese. L’hardcore è una specie di heavy metal americano, un genere dotato di epicità e potenza, nonostante tenga sempre i piedi per terra, in una realtà urbana, di tutti i giorni, in cui non c’è spazio per draghi e spade di smeraldo. Una realtà di cui alcuni tra i massimi cantori sono gli ormai leggendari Sick Of It All, combo newyorchese che dopo due decadi non perde un colpo e ci regala musica sanguigna, suonata con passione, vera. Call To Arms è il loro quinto album, un disco maturo, che propone una musica che corre su binari ormai collaudati e ben conosciuti dal gruppo, ma proprio per questo irresistibile. Un cocktail micidiale di energia hardcore con qualche goccia di scanzonatezza oi!, che chiunque volesse avvicinarsi al genere dovrebbe ascoltare. Un album ancora privo di quella negatività, quella pesantezza, che ormai sembra irrinunciabile per una produzione hardcore e che gli stessi Sick Of It All ormai propongono nella loro musica più recente. Ma a noi piace ricordarceli così, giovani e balordi, capaci di rendere allegra come una bevuta tra amici una musica aggressiva come un pugno in faccia.

Premiamo il tasto play e subito parte un riff che sembra il motore di avviamento di una macchina lanciata a tutta velocità, che ci investe nel giro di pochi secondi. Da subito facciamo conoscenza con ritmiche veloci e groovy e ritornelli che esigono di essere cantati tutti in coro, marchio di fabbrica dei fratelli Koller e dei loro degni compagni.

Tra i punti più alti, ricordo la title track, un anthem oi! inneggiante alla sollevazione popolare, e mai rivolta contro il potere è stata più divertente. In The Future is Mine di nuovo aggressività e positività convivono pacificamente: quanti gruppi riescono a comporre una canzone così incazzata e allo stesso tempo così piena di voglia di vivere, così allegra? Il gruppo riesce perfino nell’apparentemente impossibile compito di scrivere una canzone d’amore hardcore, Sanctuary, dove romanticismo e bastonate vanno a braccetto. Fatela ascoltare alla vostra ragazza e, se non le piace, lasciatela. Le altre canzoni ci regalano ottimo ripieno per poghi, ritornelli corali e indimenticabili, mezz’ora di energia hardcore newyorchese, suonata non solo con passione, ma pure con tecnica e tante idee (ascoltatevi le bellissime chitarre che aprono le danze di Hindsight).

In definitiva, un ottimo modo per conoscere questa band nella sua giovinezza, e questa musica troppo spesso dimenticata dalla comunità metal, in un periodo in cui c’era tanto cuore e pochi muscoli. Ascoltateli, e chi non poga è scemo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
34.75 su 12 voti [ VOTA]
Marco 75
Domenica 28 Giugno 2015, 11.44.13
10
Grande recensione di Zoro, riflette alla perfezione lo spirito di questo bellissimo disco, il primo che ascoltai dei S.O.I.A. Non sono mai stato un patito dell'hardcore, ma di fronte a certi gruppi non si può che cedere. Call to arms è potenza, energia, voglia di vivere, cattiveria, satira e denuncia sociale, tutto fuso in un cocktail esplosivo. Musica che ti apre le orecchie e la mente.
Macca
Martedì 19 Febbraio 2013, 16.37.49
9
Visti dal vivo a Milano due anni fa, sempre una grande band....incredibile il loro contributo alla scena harcore e non solo....STEP DOOOOOOWN!!!!!!
BILLOROCK fci.
Mercoledì 2 Maggio 2012, 17.09.56
8
Grandi SOIA..... non conosco bene quest album, ma alcune song spaccano alla grande...
Elluis
Domenica 29 Aprile 2012, 11.44.22
7
@Sonny vai a vederti su YouTube lo storico "Live in NY 1991", un vecchio vhs (non credo neanche che l'abbiano mai messo su dvd) che mostra una serata fatta con dei giovanissimi Sick Of It All, Agnostic Front (con uno sbarbatissimo Craig Setari al basso) e Gorilla Biscuits insieme (e lì pagherei io per essere presente a quel concerto)
Sonny
Sabato 28 Aprile 2012, 14.52.51
6
Lambru io li ho visti nel 2011, concerto eccezionale, ma comunque sono gelosissimo, pagherei per tornare indietro e nascere una dozzina di anni prima per poter vedere il giovane Lou e soci crescere
LAMBRUSCORE
Sabato 28 Aprile 2012, 14.07.50
5
Preferisco i primi 2 e anche il primo demo , con registrazione ottima, considerando l'anno di uscita, comunque bel disco e gran gruppo live (visti la prima volta nel '92)
Flag Of Hate
Sabato 28 Aprile 2012, 14.03.33
4
Mai piaciuti.
FABRYZ
Sabato 28 Aprile 2012, 12.21.53
3
Non il loro disco migliore, ovvio che blood sweat,just look around around e scratch the surface sono di un altro pianeta,ma perle come sanctuary,falter e morally confused sono da tramandare....ho sempre preferito gli agnostic front o i madball a loro ma il rispetto e' dovuto a chi ha aiutato a creare l'hardcore
Undercover
Sabato 28 Aprile 2012, 11.30.29
2
Non li ascolto da una vita ma quando metto su un loro disco è sempre goduria, band incredibile.
waste of air
Sabato 28 Aprile 2012, 11.01.47
1
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh i dischi della mia infanzia!!!!!!!!!!!!!! Discone discone discone discone...e lacrimuccia di nostalgia..Grandi SOIA, immensi!
INFORMAZIONI
1999
Fat Wreck Chords
Hardcore
Tracklist
1. Let Go
2. Call To Arms
3. Potential For All
4. Falter
5. The Future Is Mine
6. Guilty
7. Falling Apart
8. Sanctuary
9. Morally Confused
10. Hindsight
11. Martin
12. Pass the Buck
13. Quiet Man
14. Drastic
15. (Just a) Patsy
Line Up
Lou Koller (Voce)
Pete Koller (Chitarra)
Craig Ahead (Basso)
Armand Majidi (Batteria)

Don Airey (Tastiera)
 
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