Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

The Flower Kings
Islands
Demo

Veritas
Threads of Fatality
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/11/20
ONDSKAPT
Grimoire Ordo Devus

27/11/20
SCOUR
Black

27/11/20
EAST TEMPLE AVENUE
Both Sides of Midnight

27/11/20
ULTIMATIUM
Virtuality

27/11/20
DARKNESS
Over and Out

27/11/20
CARNAGE ALPHA
From There to Oblivion

27/11/20
DIAMOND HEAD
Lightning to the Nations 2020

27/11/20
WITHIN THE RUINS
Black Heart

27/11/20
ARRAYAN PATH
The Marble Gates to Apeiron

27/11/20
WRECK-DEFY
Powers That Be

CONCERTI

26/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

28/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/11/20
BELPHEGOR + GUESTS
BLACK WINTER FEST - MILANO

29/11/20
ORPHANED LAND
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

29/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

30/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/12/20
ORPHANED LAND
LEGEND CLUB - MILANO

02/12/20
ORPHANED LAND
TRAFFIC CLUB - ROMA

03/12/20
ROSS THE BOSS + GUESTS (CANCELLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

Europe - Bag Of Bones
( 6943 letture )
Quando un musicista con trent’anni di esperienza professionale alle spalle, per presentare il nuovo album, dice una cosa del tipo “finalmente siamo riusciti ad esprimerci in maniera completa senza alcun tipo di restrizione. Direttamente dal cuore e dall’anima”, viene sempre spontaneo domandarsi se creda veramente a quello che dice e, soprattutto, quanto vorrebbe che ci credesse chi poi il disco lo deve comprare o quanto meno ascoltare. Perché viene il dubbio che parole come “spontaneità” e “libertà espressiva” siano piuttosto sprecate in alcuni frangenti e sicuramente poco rispondenti a quelle che sono spesso logiche di mercato abbastanza stringenti. Ad onore del merito, va però riconosciuto agli Europe che, sin dal ritorno con Start From The Dark, la strada da loro scelta non è mai stata la più facile; sicuramente non è mai stata quella che la maggioranza si sarebbe aspettata. L’indurimento ed anche la maggior cupezza della musica rilasciata dai cinque ha spiazzato moltissimi fan, che si aspettavano probabilmente una maggior profusione di tastiere e cori scintillanti. Rock, certamente. Ma quel rock patinato tanto anni '80 che la band aveva ampiamente contribuito a diffondere alle masse in quel decennio ormai lontano. Invece, no. Joey Tempest e John Norum, tornati saldamente assieme ed uniti come forse mai prima, hanno voluto scegliere un altro percorso e questo va loro riconosciuto, al di là del fatto che la scelta si sia rivelata vincente ed ispirata o meno. Il lungo prologo servito ad introdurre questo Bag Of Bones nasce dalla consapevolezza che questo album spiazzerà ancora una volta i fans del gruppo e, probabilmente, anche chi non li ha mai seguiti con convinzione. La band, come in realtà il nuovo singolo Not Supposed To Sing The Blues aveva già chiaramente fatto intendere, ha infatti spostato nuovamente le proprie coordinate e lo ha fatto abbracciando in toto un hard rock muscolare di chiara derivazione blues, che rimanda in maniera chiarissima a band quali Deep Purple, Badlands e, più recentemente, Black Country Communion e The Answer. Proprio così. i rimandi al precedente Last Look At Eden, che pure apriva a queste soluzioni, sono infatti presenti, ma stavolta il passo fatto in avanti è decisamente più forte e permeante.

L’adesione ai canoni di questa particolare forma musicale è talmente marcata da non lasciare il minimo dubbio e pervadere tutti gli episodi di Bag Of Bones. L’impatto è notevole ed è un vero piacere sentire Norum sparare riff così bastardamente hard per poi piazzare l’assolo vincente e di classe superiore quando serve, mentre Tempest sembra trovarsi a suo agio in questa versione “raw” e regala una prestazione rovente e spesso condotta verso una ruvidezza pregevole che nulla toglie alla notevole estensione ed al timbro cristallino da sempre trademark del singer svedese. I due si sfidano ed è evidente che da questa contrapposizione nasce tutto l’album: da un lato riff grassi e potenti di chiara matrice statunitense, dall’altro melodie ruspanti e per niente cedevoli di chiaro stampo europeo. Un connubio interessante, nel quale gli altri membri del gruppo si calano al solito alla grandissima, con un Mic Michaeli essenziale all’hammond quanto al piano (molto meno ai synth), ed una sezione ritmica per forza di cose tuonante e potente, condotta dai sempre ottimi Levén ed Haugland. La band si concede pochi momenti di sosta, tanto che l’unica vera ballad è la conclusiva Bring It On Home, mentre per il resto si viaggia su ritmi piuttosto possenti, se non proprio infuocati come rocce del deserto a mezzogiorno e la presenza come ospite del grande Joe Bonamassa spiega benissimo quale vuole essere l’intenzione di base di questo album. La partenza di Riches To Rags è già infuocata e veemente e Tempest si arrampica da par suo sul riffone di Norum. Buon inizio. Arriviamo subito al singolo Not Supposed To Sing The Blues, brano chiaramente ispirato ai Black Country Communion, non particolarmente esaltante e probabilmente tra i più deboli del disco, ha però il merito di rivendicare alla band il diritto di suonare ciò che più loro aggrada. Decisamente di altro livello le seguenti Firebox, la titletrack e Requiem, che riprende vagamente le atmosfere di No Stone Unturned e U Devil U dal disco precedente, con richiami che potrebbero anche ricordare i Queensryche di Tribe. Siamo qua in un territorio hard rock di grande spessore ed intensità palpabile, nel quale le ottime qualità compositive del quintetto vengono fuori prepotentemente, come anche la qualità di arrangiamenti mai lasciati al caso anche in territori così apparentemente sanguigni. E’ in questi frangenti che il buon Michaeli contribuisce in maniera essenziale alla riuscita dei brani, con interventi spesso decisivi per elevare il livello dei brani. Demon Head è forse una delle canzoni più veementi dell’album e per la prima volta sembra quasi che Tempest tiri un po’ indietro, come per contenere il notevolissimo groove imposto da Norum ed Haugland. Si riprende fiato con l’acustica western di Drink And A Smile, ma è solo un attimo perché poi Doghouse riallaccia il discorso da dove si era interrotto con un ottimo riff di Norum, il quale si ritaglia anche qualche spazio da solista lungo il brano. Segue Mercy You Mercy Me, forse non proprio imperdibile ma comunque ben robusta e graziata da un gran bel solo ed arriviamo così alla conclusiva ballad Bring It On Home, anche questa non eccelsa, ma comunque più che ascoltabile grazie all’intensa interpretazione “roots” di Joey Tempest.

Siamo dunque alle prese con un disco di buonissimo livello, ottimamente suonato e dalla fiammante carica interpretativa. Gli Europe intraprendono in pieno questo percorso, facendolo con la classe indubbia che è giusto riconoscergli, anche nei momenti di minor ispirazione. Molto buona la prova dei singoli, tutti capaci di portare acqua quando serve, per poi lasciarsi andare a camei personali di livello. Cosa manca a Bag Of Bones? Beh, innanzitutto l’originalità. Ma questa, se vogliamo, non è mai stata una delle carte vincenti del gruppo, anche se il precedente Last Look At Eden si mostrava più libero di spaziare e di offrire meno punti di riferimento. In secondo luogo, la scaletta è piuttosto omogenea, ma ci sono comunque due-tre brani leggermente inferiori agli altri. Infine, si fa notare una certa latitanza di parti puramente strumentali, come di sezioni solistiche di livello che, in una proposta del genere, non possono e non devono invece mancare. Sicuramente qualche intreccio chitarra-tastiera avrebbe elevato il tasso della musica, garantendogli anche una maggior longevità, dato che comunque siamo nel più classico dei filoni dell’hard rock. Un genere che, di per sé, è ormai ampiamente codificato e caratterizzato: se non si innova, almeno che si svolga il compito fino in fondo. In questo senso, Black Country Communion, Chickenfoot e perfino i citati The Answer, possono ritenersi al di sopra degli attuali Europe. Eppure, la parte centrale di questo album (da Firebox a Doghouse, per intenderci) è davvero valida ed ispirata e merita tutta la vostra attenzione. Insomma, non sarà proprio il massimo della spontaneità questo Bag Of Bones, al di là delle dichiarazioni di rito, ma certo è un album coraggioso nella sua classicità e gli Europe meritano la vostra fiducia, perché sono un gruppo maturo e valido, che cerca di trovare un proprio equilibrio ed un posto nell’affollato mondo della musica, senza svendersi e senza ricercare per forza l’applauso come un vecchio performer ormai costretto a vivacchiare sulle glorie passate, senza più il nerbo di interpretarle come si dovrebbe. Merito a loro. Un’ultima parola sulla produzione è doverosa ed immagino che qualcuno al solo leggere il nome di Kevin Shirley abbia già affilato il coltello: riponetelo pure.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
68.6 su 50 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Venerdì 17 Luglio 2020, 15.57.57
39
Avevo letto del cambiamento di corso, ma ero rimasto fermo a "Prisoners...". Poi complice un suggerimento di un amico ho comprato questo cd. Per me stupendo. Not Supposed To Sing The Blues, la metallica Firebox, Bag Of Bones, Requiem sono tutti splendidi affreschi di puro hard rock molto Bad Company e senza scomodare dirigibili vari quanto meno Coverdale/Page. Insomma, un album che dagli Europe non mi sarei mai aspettato. Adesso vado a recuperare il resto. Vediamo se è di pari livello. 80
Aceshigh
Giovedì 24 Maggio 2018, 10.23.34
38
Buon disco. Anche se senza particolari impennate la qualità media delle canzoni è alta e la band pure è in palla. Col successivo War of Kings a mio avviso però riusciranno a fare meglio. Voto 79
Pantano 92
Domenica 4 Marzo 2018, 23.03.59
37
Produzione, riffing e suono del rullante che, ricordandomi parecchio Superunknown dei Soundgarden, mi hanno fatto parzialmente piacere questo disco, giusto per dargli un voto tra 60 e 65. Però mi rompe questo appiattimento sui canoni anni '70, pur avendo adottato uno stile nuovo le loro canzoni sanno di già sentito, sono sparite le grandi melodie che te li facevano riconoscere a miglia di distanza. Mi mancano troppo gli Europe dal 1983 al 1991, con un disco più cacciato dell'altro e ogni canzone che poteva essere un inno da radio. Devo anche dire che non mi dispiaceva affatto nemmeno la schietta potenza sonora di Secret Society (l'unico disco post-2000 che conosco oltre a questo). Spero si ripiglino, ma mi sa che con l'età si adageranno sempre di più su questo hard rock vigoroso ma vuoto. Discreta la recensione, non mi sono annoiato a leggerla.
Mulo
Giovedì 5 Ottobre 2017, 20.54.22
36
me lo sonoascoltato prima sul tubo,sembra un grande disco!Devo dire che gli Europe così mi piacciono,devo procurarmelo!!!
Andrew Lloyd
Venerdì 12 Maggio 2017, 22.19.39
35
Gran bell'album, non c'è dubbio. Mi piace molto e dimostra che Tempest e soci sanno comporre anche in maniera "adulta". Vedrei però il nuovo corso della band ancora meglio con le sonorità della canzone "Last Look at Eden", più metallose e pulite.
MetalMark
Lunedì 29 Dicembre 2014, 16.54.38
34
Grande album, grande produzione, un Hard Rock potente sporcato di "blues" che offre una serie di songs toste c'è poco da dire! "Riches to rags" è un gran bel biglietto da visita per tutto il resto del disco prodotto alla grande e suonato ancora meglio! Un avventura un po' diversa ma non per questo da stroncare, anzi! Gli Europe possono piacere o meno, come tutti possono anche sbagliare qualcosa, ma di sicuro in un loro lavoro non potrà mai esserci scarsa qualità! Io lo consiglio vivamente. Voto personale 87
Steelminded
Lunedì 10 Novembre 2014, 22.02.46
33
Anch'io seguo in tutto la rece, ottima. Onore e merito agli Europe per continuare a produrre ottimi album, con un hard rock ben suonato e di grande classe. Veramente chapeau. Un appunto, riascoltando la discografia degli Europe questi giorni ho scoperto di amare le ballad, cosa che non sapevo davvero (benché alcuni ascolti degli Scorpions mi abbiamo fatto sorgere già il sospetto). Attenzione non tutte le ballad, quelle fatte bene ed io trovo che sia queste che quelle degli Scorpions siano fatte strabene ed abbiano una marcia in più (quelle degli Aerosmith no ad esempio... parere personale)... Evviva!
venom
Martedì 15 Luglio 2014, 3.40.36
32
buon album mi e piaciuto ianche per me un 77 meritato.
blackie
Domenica 9 Febbraio 2014, 4.01.48
31
e sempre un piacere risentire una band come loro,che dal infanzia ancora mi fanno compagnia.grande gruppo e questo bag of bone e bel album 77 se lo merita
leonardo
Venerdì 8 Marzo 2013, 15.11.34
30
mi è piaciuto molto, soprattutto riches to rags!
siro siri
Mercoledì 7 Novembre 2012, 12.16.07
29
Gran bel disco, come tutti quelli che hanno fatto dopo la reunion. Continuo a preferire start from the dark e secret society, forse perchè erano un pò meno blues, ma anche a questo disco assegno un bel 90. Li ho visti 2 volte dal vivo da quando si sono riformati e mi spiace vedere l'enorme differenza della reazione del pubblico fra i brani vecchi e quelli più recenti, alquanto snobbati ma per me molto più validi
benny
Domenica 28 Ottobre 2012, 14.26.15
28
ascoltandolo sono rimasto colpito dalla loro scelta di dare un marchio più hard rock del solito: si vede che hanno assimilato le lezioni di deep purple, led zeppelin e compagnia settantiana.... concordo sul recensore che non spiccano per originalità ma se a loro piace suonare così... hanno fatto bene!!!! cmq li ho visti dal vivo ieri sera e le nuove canzoni (pare) rendano di più che sul cd....
herr julius
Mercoledì 24 Ottobre 2012, 14.01.38
27
Questo album lo metto pari merito a Secret society e sicuramente il giudizio è positivo. Lo trovo maturo, tecnico, orecchiabile, adulto. Belle canzoni che rimbombano per ore nel cervello, l’ascolto è piacevole è il lavoro va giù come una birra fresca in agosto. Sicuramente diversi dagli esordi (ovviamente validissimi), non fanno mistero delle loro influenze settantiane e da buoni cinquantenni che ormai vivono di rendita, fanno la musica che gli piace fare. Le influenze sono palesi, se la band negli anni 80 citava i Thin Lizzy, qui mi sembrano praticamente i Deep Purple, con Joey che cita praticamente Ian Gillan. A me il risultato finale piace assai, quindi 90.
DanyRock
Martedì 9 Ottobre 2012, 14.42.18
26
Amo gli attuali Europe quanto amavo i primi e non sono poi tanto diversi da Wings Of Tomorrow e dal primo "Europe Album" ! Se analizzate ogni singolo album suonano completamente differenti l' uno dal altro sia di voce che musicalmente. Sono sicuro che se avessero pubblicato i primi 2 album dopo The Final Countdown, Out Of This World e Prisoners In Paradise lo spiazzamento sarebbe stato lo stesso. Sicuramente oggi sono molto più maturi e dal vivo si sentono le grandi doti di ogni singolo componente è una band in piena forma non si può non riconoscerlo ! Bag of Bones non è il mio album preferito ma sicuramente il più bello del dopo reunione. Quindi non sbagliano di tanto a dire di essere arrivati a ciò che volevano fare. Sicuramente il prossimo album sarà ancora totalmente differente ma con la certezza che hanno trovato nuovamente il feeling che mancava ! GRANDI EUROPE !
Painkiller
Mercoledì 1 Agosto 2012, 14.27.32
25
@Lizard: mi sono perso la tua risposta e rispondo con colpevole ritardo. Concordo su quanto dici circa Michaeli, un buon supporto e niente più. Devo dire che anche in sede live il suo strumento si sente poco, d'altronde viene giustamente dato spazio alla chitarra di norum. Devo dire invece che Leven al basso fa un gran lavoro e riesce spesso a tappare i buchi dovuti alla mancanza della seconda chitarra. D'altra parte o satuti i suoni alla De Maio o fai come fecere gli overkill nel '90: double guitar, double power! Ho citato i newyorkesi perchè ricordo i titoli dei giornali dell'epoca
Argo
Giovedì 14 Giugno 2012, 16.52.29
24
Ascoltato ora diverse volte e "assimilato". Ho votato 65. Direi che le canzoni sono belline, niente di che, la produzione mi piace ma odio il suono della chitarra attuale, grezzo e "gracchiante". Tempest invece mi sembra si sia ripreso vocalmente dopo Last Look. Continuo a preferire gli Europe anni 80, nonostante apprezzi moltissimo la scelta di questi individui di continuare questo nuovo discorso musicale.
Argo
Mercoledì 13 Giugno 2012, 14.44.42
23
Mi è appena arrivato il cd, e lo sto ascolticchiando. Così a pelle la produzione mi sembra non male, anche se molto simile a Last look. Brani per ora omogenei. Appena lo memorizzo un pò metterò un voto.
Conte mascetti
Lunedì 4 Giugno 2012, 23.02.30
22
Concordo con printerstamp, album di spessore.A me piacciono i cambiamenti, gradisco le band che non si adagiano e che osano.Poi si può anche sbagliare, d'altronde la certezza di fare e proporre la stessa cosa è molto più rassicurante ma probabilmente poco appagante.
printerstamp
Giovedì 24 Maggio 2012, 17.39.23
21
E' un album davvero "di spessore". Canzoni splendide - ottimo sound - ottima produzione... "riches to rags" è un'ottima opener che ti fa entrare subito nel clima di tutto il disco, la seconda traccia che poi è il primo singolo estratto è veramente notevole per struttura sonora, ritmica e melodia... - insomma tutte le canzoni sono veramente ben suonate, ben arrangiate. unica nota negativa... "mercy you mercy me"... canzone bellissima, dal ritmo incalzante - ma subito dal primo ascolto nessuno di voi ha notato...il riff portante di tutta la song possiede una estrema notevole somiglianza al riff di "slither" by velvet revolver?!?!?! mhmhmhmhmhm COMUNQUE UN CD DA AVERE SICURAMENTE NELLA PROPRIA COLLEZIONE
Lizard
Mercoledì 23 Maggio 2012, 18.40.23
20
Comcordo quasi interamente con la tua disamina. Peraltro ho sempre pensato che il problema fosse Harris e non Shirley. In ogni caso, se dal vivo si sente del vuoto, quando c'e' una tastiera, di solito e' colpa del tastierista! Lo dico col massimo rispetto per Michaeli, ottimo tastierista che forse non padroneggia del tutto l'organo hammond. Solo un'ipotesi la mia, visto che il live a cui fai riferimento non l'ho sentito e potrebbe trattarsi anche di semplici problemi di mixaggio.
Painkiller
Mercoledì 23 Maggio 2012, 13.22.47
19
Ad un po' dall'uscita e dopo vari ascolti non posso che promuovere questo discone. A pieni voti? Forse no, ma è di sicuro l'album più omogeneo dalla reunion. Devo dire che la produzione di Shirley è ottima, ma questo pone un'ombra gigante su Harris ora... . Devo dire che nei pezzi (o nelle parti) più veloci si sente la mancanza di una seconda chitarra: in sostanza, se nuovo corso deve essere, se hard rock sanguigno devi fare, non bastano le sovraincisioni in studio. Prova ne è il live at sheperd's bush. L'album si ascolta tutto di un fiato fino alla traccia 6, per poi alleggerirsi nel pathos e perdendo un po' di energia nella seconda parte. IN OGNI CASO UN GRAN BEL DISCO DI HARD ROCK/BLUES, ben suonato, ben prodotto, credibile per il recente passato della band e che pone delle belle basi per il futuro. A tratti mi fa venire in mente il sound attitude di Voodoo Highway dei Badlands, così come citato da Lizard, e paragonare il sound ad un album capolavoro come quello forse vuol dire che gli Europe sono una band di "sostanza" molto più di quanto in molti non abbiano creduto ai tempi dei lustrini anni '80...80, come il voto.
Lizard
Martedì 8 Maggio 2012, 12.21.55
18
Sono contento che qualcuno lo abbia apprezzato. Anche a mio avviso si tratta di un album maturo e decisamente ben fatto. Come ho scritto, capisco che chi li ha apprezzati per un certo stile faccia molta fatica ad accettare questo sound, ma il disco è molto bello e merita più che un ascolto distratto.
Davide73
Martedì 8 Maggio 2012, 12.08.24
17
Sinceramente, mi sembra incredibile che questo album non possa piacere. Per me è un capolavoro assoluto. Forse il loro miglior album di sempre, maturo e potente. Io gli avrei dato 100. Oggi come oggi non so quanti gruppi sono in grado di fare dischi cosi belli e in grado di emozionare l'ascoltatore. Sono sicuro che il tempo mi darà ragione!
fabio II
Lunedì 7 Maggio 2012, 14.42.42
16
dimenticavo, leggendo anche i post di Painkiller o Fabio 75, 'Secret S.' lo trovo superiore a 'Last look', ma in generale, se si parla di operare in un'ottica maggiormente rock ad 'ampio raggio', mi piaceva la vena delle canzoni più veloci, e appunto rockkeggianti, di 'A Place To Call Home'; insomma un pò più distanti dall'hard blues trito e ritrito, magari Joey alcune cose da quel solista poteva importarle anche negli Europe. Trovo che alcune tracks di quell'album siano ancora oggi molto fresche
fabio II
Lunedì 7 Maggio 2012, 14.25.32
15
Ah! ok grazie Lizard per la tua ulteriore specifica....probabilmente ho intepretato male alcuni tuoi passaggi, tipo; 'non sarà proprio il massimo della spontanietà' ed altro dal simil tenore..o forse perchè mi ricordo il tuo commento sotto al video qui a Metallized che era praticamente identico a quello che pensavo anch'io, seppur per un solo brano.
Painkiller
Lunedì 7 Maggio 2012, 12.16.30
14
wings of tomorrow e the final countdown continuano a girare nel mio stereo, così come out of this world, che però ho sempre considerato leggermente inferiore. Ma prisoners in paradise a parte 2/3 canzoni (girl from lebanon mi fa ancora impazzire, a 20 anni di distanza) non mi è mai piaciuto gran che. Non credo sia possibile per una band, in generale, ricominciare dopo 15/20 anni con lo stesso sound dei primi tempi. Un conto è aver continuato a suonare e magari "decidere" di tornare a sonorità del passato, un conto è rimettersi in gioco dopo aver perso molti vecchi fans, perso "la mano" del palco etc...magari mi sbaglio, ma ho questa impressione. Ed il rischio di tirar fuori una PESSIMA PROVA NEL TENTATIVO di ricreare la magia di un tempo è troppo forte. Così ho accolto positivamente il nuovo corso, e credo che dopo un "warm -up" album, con alti e bassi, come start from the dark, siano riusciti a scrivere pezzi di rock sanguigno e sincero. Secret society è un gran bell'album, che a distanza di tempo continuo ad ascoltare. E devo dire che la vena blues si adatta perfettamente alla voce di Joey, così come a Norum ovvimente. Certo, si sentirà sempre meno la necessità delle tastiere magari, ma coanzoni come "the devil sing the blues" secondo me sono davvero belle, fresche...Non sono riuscito ancora a trovare Bag of bones sugli scaffali ma non vedo l'ora.
fabio 75
Lunedì 7 Maggio 2012, 11.00.32
13
Non sono d'accordo con nessuno di voi.....penso inceve che il loro meglio gli Europe lo abbiano dato proprio dal loro ritorno in poi!!! Ma questa è solo una mia opinione
Argo
Domenica 6 Maggio 2012, 13.17.49
12
Io sono d'accordissimo con Plinio, anche se penso che anche in quel caso non ne uscirebbe nulla di buono, ormai è una legge della natura il fatto che band ormai con 25-30 anni alle spalle sfornino dischi scadenti (leggi pure: le ispirazioni della giovinezza e le idee migliori sono chiaramente passate a miglior vita). Io penso che gli Europe non si siano accorti che probabilmente se adesso hanno ancora gente che li segue (e mi metto in mezzo pure io), è solo per quello che hanno fatto ormai 20 anni fa, la voglia di sentire quelle canzoni, non tutto quello che è uscito dopo la reunion; sono andato 2 volte a vederli negli ultimi anni... da parte loro dovrebbero essersi accorti della "freddezza" degli atteggiamenti della gente durante le nuove canzoni... poi vabè, facciano pure come vogliono.
N.I.B.
Domenica 6 Maggio 2012, 12.02.07
11
Condivido anch'io quanto detto da Franco73... a parte la piccola parentesi di "Bring it on Home"... per il resto... il nulla... nessuna emozione... peccato...!!!!
lux chaos
Domenica 6 Maggio 2012, 11.54.33
10
Quoto franco 73 tutta la vita...
Franco 73
Domenica 6 Maggio 2012, 10.33.40
9
Non mi ha proprio entusiasmato per niente. Last look era decisamente superiore. Tutte queste armonie simil blues non c'entrano nulla con gli Europe.
Plinio
Domenica 6 Maggio 2012, 10.25.55
8
lo prenderò da fan della prima ora, ma certo mi piacerebbe tornassero alla classe ispirata di pezzi come superstitious, rock the night, halfway to heaven et similia...
LORIN
Sabato 5 Maggio 2012, 10.39.06
7
Io credo che un disco così se non lo avessero inciso non se ne sarebbe accorto nessuno di voi
Claus
Venerdì 4 Maggio 2012, 23.34.53
6
un pelino sotto a last...disco spettacolare.. 80 bello tondo
Lizard
Venerdì 4 Maggio 2012, 21.52.23
5
@Fabio: ma la recensione voleva essere lusinghiera. Il disco mi e' piaciuto molto e l'ho valutato molto piu' che buono, quasi ottimo!
Argo
Venerdì 4 Maggio 2012, 19.55.59
4
Bella recensione, cd che è nella mia lista delle spese future. Anche se preferisco di gran lunga i primi Europe...
lux chaos
Venerdì 4 Maggio 2012, 19.17.28
3
quoto come al solito fabio II, dopo last look of eden ho chiuso col comprare gli europe a scatola chiusa...questo classico hard rock secondo me non si addice a questo gruppo..ci ho provato, ma è da start from the dark (escluso) che non mi calano...cmq lo ascolterò e vediamo ma ho il presentimento che lo lascerò sugli scaffali. ottima recensione!
Malleus
Venerdì 4 Maggio 2012, 18.47.11
2
77? 30!
fabio II
Venerdì 4 Maggio 2012, 16.31.45
1
Lizard mi aspettavo ben altre parole ( lusinghiere ) da parte tua; o perlomeno ci speravo, ma probabilmente mi illudevo da solo, visto il singolo che Metallized ha presentato qualche tempo fa ( davvero monocorde) e 'Last Look Of Eden' che per me arriva ad una sufficienza molto stiracchiata...mmh gli Europe, cowboys from sweden ? mi lasciano un pò freddino. Li ascolterò sicuramente, stavolta non li compro a scatola chiusa
INFORMAZIONI
2012
earMUSIC/Edel
Hard Rock
Tracklist
1. Riches to Rags
2. Not Supposed To Sing The Blues
3. Firebox
4. Bag Of Bones
5. Requiem
6. My Woman My Friend
7. Demon Head
8. Drink And A Smile
9. Doghouse
10. Mercy You Mercy Me
11. Bring It On Home
Line Up
Joey Tempest (Voce)
John Norum (Chitarra)
Mic Michaeli (Tastiera)
John Levén (Basso)
Ian Haugland (Batteria)
 
RECENSIONI
86
77
80
80
89
88
93
80
70
ARTICOLI
12/12/2018
Live Report
KREATOR + DIMMU BORGIR + HATEBREED + BLOODBATH - THE EUROPEAN APOCALYPSE
Alcatraz, Milano - 06/12/2018
04/12/2017
Live Report
EUROPE + SOUL SELLER
Alcatraz, Milano, 29/11/2017
25/11/2016
Live Report
EUROPE + TAX THE HEAT
Alcatraz, Milano, 20/11/2016
23/11/2016
Live Report
BATTLE OF THE BAYS EUROPEAN TOUR: OBITUARY + EXODUS + PRONG + KING PARROT
Zona Roveri Music Factory, Bologna (BO), 19/11/2016
04/12/2015
Live Report
EUROPE
Alcatraz, Milano (MI) , 28/11/2015
02/03/2015
Intervista
EUROPE
Il passato porta verso un nuovo futuro
09/03/2014
Articolo
LOOKING FOR EUROPE
La Recensione
22/05/2013
Live Report
LUCIFER OVER EUROPE TOUR 2013 - AGALLOCH + FEN
15-16/05/2013, Motstovna, Nova Gorica - Traffic Club, Roma
10/05/2013
Live Report
THE GREAT MASS OVER EUROPE TOUR 2013 – SEPTICFLESH + FLESHGOD APOCALYPSE + CARACH ANGREN + DESCENDING
Fillmore, Cortemaggiore (PC), 06/05/2013
30/10/2012
Live Report
EUROPE + STONERIDER
Viper Theatre, Firenze, 25/10/2012
24/01/07
Live Report
EUROPE
La data di Roma
22/11/2004
Live Report
EUROPE
Alcatraz, Milano, 04/11/2004
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]