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Deadborn - Mayhem Maniac Machine
( 1805 letture )
Death metal tecnico, quante volte avete sentito parlare di un gruppo del suddetto genere per poi ritrovarvi ad ascoltare tutt’altro? I Deadborn sono il tipico gruppo dove la tecnica sicuramente non manca, ma è di quella tecnica effimera, che rimane in superficie, senza andare a focalizzarsi verso un fine ben preciso. Siamo di fronte ad un album con richiami palesi ai Decapitated , epoca The Negation, quando i riff gelidi come macigni e taglienti come rasoi andavano ad incastrarsi con le mirabili architetture ritmiche di Vitek (pace all’anima sua).

I Deadborn , tedeschi, alla seconda uscita sulla lunga distanza, dopo cinque anni di silenzio tornano sulle scene dando alla luce il successore del debut Stigma Eternal (disco discreto ma nulla più).

Mayhem Maniac Machine alla fine come risulta?
Un album di death metal classico infarcito di qualche tecnicismo, che trova spazio più negli arrangiamenti e nei passaggi da un riff all'altro (Profanatic Reanimation). I classici 4/4 vengono ripetuti alla noia e la prevedibilità non tarda a sopraggiungere, chi si ricorda i Fleshcrawl di Soulskinner è sulla giusta strada per intenderci. Canzoni che si susseguono senza un motivo vero e, proprio e come la creatura sulla cover, risultano l’esperimento mal riuscito di uno scienziato pazzo, che voleva tentare nuove strade senza avere mai avuto le basi per riuscire a camminare su quelle vecchie.

Questo disco mi riporta alla memoria una discussione avuta anni or sono:

Chi sono questi qui che hai comprato?
I vattelappesca, mi piacevano avevano un bel tiro, che ne pensi?
Basta fanno schifo, ho già ascoltato abbastanza, sono uguali ad altri mille
Ma no non puoi giudicare un disco in così poco, stai sbagliando!
Te ne renderai conto fra qualche anno, ascolta me che son un po’ più vecchio di te!

Ora a distanza di qualche anno, devo dar ragione al mio interlocutore. Direte voi che sono cattivo, che non è così male, che c’è del buono qui dentro e in, con, sù, per, tra, fra…
Si, sicuramente del buono c’è, i cambiamenti sono molto evidenti rispetto al suo predecessore, partendo dalla produzione, più cristallina e con il giusto spazio dato ad ogni strumento. Un cantante che ha migliorato il suo growl, calibrandolo maggiormente, una line-up pressoché immutata, segnalo solamente l’ingresso di un chitarrista (ruolo precedentemente occupato dallo stesso Mario Petrovic). O ancora la volontà di portare maggior groove alle canzoni pur rimanendo nei confini pseudo tecnici, la composizione dei brani notevolmente migliorata rispetto al passato. Null'altro, cinque anni per questo Mayhem Maniac Machine, alla luce del risultato finale, rischiano di rivelarsi cinque anni relativamente buttati.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
45.2 su 15 voti [ VOTA]
Undercover
Mercoledì 9 Maggio 2012, 14.31.39
1
L'avevo ascoltato in promo un paio di volte tramite un amico e mi aveva ahimé convinto poco, c'era qualche segnale di miglioramento ma i brani sembrano essere tutti molto poco interessanti e il paragone con i Fleshcrawl è indovinato. Quei musicisti fanno della coerenza il loro marchio di fabbrica e anche quel "Soulskinner", capitolo che fra parentesi ritengo il meno riuscito della loro discografia, è nettamente superiore a questo dischetto che non è capace di sfruttare neanche le basi costruite in passato per fare meglio, occasione persa, giusta la bocciatura, sarei anche stato più severo.
INFORMAZIONI
2012
Apostasy Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Premises Of Cryonics
2. Profanatic Reanimation
3. Bionic Abomination
4. Insane Motor Cortex
5. Replicants Device
6. Salves Of Megatron
7. Reinvented Power Process
8. Second Order Cybernetics
9. Kraftwerk D
Line Up
Mario Petrovic (Voce)
Jo Morath (Chitarra)


Kevin Olasz (Chitarra)
Slawek Foltyn (Batteria)


Session:

Christian Neumann (Bass)
 
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