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White Lion - Pride
( 4374 letture )
Quando il Leone Bianco incomincia a ruggire non ce n’è davvero per nessuno. 10 song di impatto devastante e una band che gira come un orologio atomico, con bombardate chitarristiche e melodie da far accapponare la pelle a chiunque. Pride è il secondo lavoro dei White Lion, uscito il 21 giugno 1987, ed è senza dubbio il loro apice di celebrità commerciale, anche se in alcuni album posteriori si rinverranno ottimi pezzi. Il gruppo conquista le classifiche statunitensi con la hit When The Children Cry, singolo che guadagnò il 3º posto nella classifica di Billboard e li porterà a suonare nel Regno Unito e in Europa nel primo periodo del 1988. La loro popolarità crebbe ulteriormente grazie al brano Wait, entrato nella top ten statunitense e seguito da Hungry, che ottenne un immenso airplay radiofonico. MTV poi svolse il solito ruolo di quegli anni e sparò in heavy rotation i clip che elevarono il quartetto come “new big thing” del panorama hard/class metal statunitense: solo in madrepatria vennero smerciati ben due milioni di copie con conseguente, doveroso, doppio platino in premio. In questo periodo l'etichetta indipendente del New Jersey, Grand Slamm Records, ottenne i diritti per ristampare il disco d’esordio Fight to Survive negli Stati Uniti, nel tentativo di sfruttare al meglio l’onda lunga creata da Mike Tramp e soci. Ottime posizioni raggiunte anche in Canada e Svezia per questo ten-tracks della durata di 44 minuti e rotti, perfettamente prodotto e mixato da un nume tutelare del genere come il grandissimo Michael Wagener.

Sin dall’opener Hungry, Vito Bratta, dalle chiare origine italiche come il bass player Lomenzo e il drummer D’Angelo, mostra i muscoli della sua sei corde, accendendo la miccia del suo floyd rose, sostenuto da plettrate magnifiche: una folgore piomba sulla voce stramba e singolare di Tramp, producendo subito un tormentone hard di grande impatto con la chitarra che fischia e impreca sul solo. Grande inizio, doppiato subito da un riff Scorpions-style che dà i natali a Lonely Nights, ennesimo big-rock-anthem-song che crea il marchio tipico della band losangelena; una parentesi va aperta sulle intonazioni del singer danese: non ha mai avuto una voce stentorea e cattiva, ma le sue corde vocali si sposano in perfetta alchimia con le tranvate musicali orchestrate dal virtuoso e fido compagno Bratta, quest’ultimo malato di soli in hammer on. L’amalgama creatasi, completamente perfetta. Don't Give Up è sostenuta da una buonissima sezione ritmica che salda le partiture su una chitarra scatenata e la voce che penetra ogni angolo, mentre i cori esaltano; Sweet Little Loving scorre via sulle architravi di ampli caldi e armonie molto attraenti, grande solo di Vito Bratta, ma le perle stratosferiche stanno per arrivare, quelle che marchieranno indelebilmente questa release. Class metal puro nel riff iniziale di Lady of the Valley, poi si vira su una acustica mentre la batteria pesta, il prosieguo è da acquolina in bocca con un chorus bellissimo accompagnato da un solismo da battaglia con spartiti epici. Quando meno te lo aspetti arriva Wait, e il paradiso si avvicina sensibilmente alla terra. Un singolo perfetto, un’intonazione strappalacrime, una stilettata della guitar e un inciso dorato certificano questo frammento, solista da sentire, riascoltare e amare: Vito qui mette in piedi un assolo da brividi con una successione azzeccatissima che fa “venire la ciccia di gallina” sulle braccia, grandi White Lion. Volete un altro pezzo a stecca da cantare nelle arene? Beh, la song n.7 è ciò che fa per voi e il titolo All You Need Is Rock N Roll è fortemente evocativo, non serve aggiungere altro. Curioso l’incipit corale che si rifà a Be Bop a Lula, poi scoppia l’ennesima bomba a nome Tell Me, singolo deluxe strappa capelli, con quel suo inciso vocale ad inizio timing e quella chitarra che scudiscia l’aria lasciando chi ascolta sfinito di melodie ed energia ad alto voltaggio: il vero highlight di questo Pride. Song perfetta, senza bisogno di nessuna critica o aggiunta. Ci si avvia verso il termine con All Join Our Hands, ancora un coro anthemico che scuote le coscienze appuntato da un Bratta lick-killer e da aperture melodiose, vero e proprio trademark della band, e si termina con la commovente ballad When the Children Cry dove Tramp mette in scena una performance pregevole mentre lo strumento di Vito Bratta distilla lamenti e suggestioni incisive.

Il Pride Tour scoccò nel luglio 1987 e il quartetto aprì per Frehley's Comet, Aerosmith, Ozzy Osbourne, Kiss, AC/DC e Stryper. Un lavoro da avere a tutti i costi!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
74.29 su 44 voti [ VOTA]
jaw
Lunedì 22 Luglio 2019, 23.43.42
31
pensate che la cover dei platter non siano rilevanti? Tutt'altro, il realta' una band quando voleva dare un'immagine di se stessa partiva proprio dalla copertina dell'album, prima dei video o chissa' quale altra cosa. Bei tempi davvero, complimenti al recensore per la scelta. va da se che i primi video musicali sono ovviamente degli 80
megna
Sabato 2 Giugno 2018, 23.24.18
30
Il suono è più cristallino e pulito rispetto a Fight to Survive, ma secondo me non lo batte. Lady of the Valley è a mio avviso la song migliore dell'album, anche se continuo a parteggiare per la versione live contenuta nel Best Of. Vito Bratta sempre in gran spolvero.
Skiathos
Lunedì 7 Maggio 2018, 15.11.23
29
Disco bomba! Apice della loro discografia. Vito Bratta immenso
Maurizio
Giovedì 5 Ottobre 2017, 8.22.48
28
Due brani su dieci (all you ne ed is r&r e all join our hands) li ho sempre trovati non all'altezza, Ma il resto ragazzi.....Vito Bratta fa un lavoro memorabile pur ostentando le sue basi Vanhaleniane, e tutta la band gira come un orologio. Sono anche andato in moto per anni con un casco copiato dalla cover di questo disco....
Metal Shock
Venerdì 23 Dicembre 2016, 11.09.10
27
Mi ricordo ancora come se fosse ieri quando acquistai tanti anni fa in Germania questo disco per pochi marchi. Disco stupendo che fa a spalluccie con Fight.. per essere il migliore del gruppo. Basterebbe la meravigliosa Lady of the Valley ad elevare il disco a status di capolavoro, ma ci sono tante altre perle come Wait, Hungry, Lonely nights, All you...., Tell me ed ovviamente When the children cry. Album da acquistare ad occhi chiusi.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.20.56
26
Bello, ma Fight for survive è superiore. Ad ogni modo, Lady of the Valley e When the children cry sono splendide e Vito Bratta è strepitoso. Per contro la voce di Tramp non mi ha mai fatto impazzire più di tanto
Antonello
Giovedì 26 Novembre 2015, 16.13.01
25
Album semplicemente magnifico. Tutto perfetto. Vito Bratta extraterrestre! p.s. per il recensore: è proprio necessario scrivere "song" invece di "canzone"? suvvia, la nostra lingua non è poi così male...
Mulo
Mercoledì 28 Gennaio 2015, 14.09.01
24
Escludendo la voce che proprio non mi piace un granchè,musicalmente è un disco bellissimo!Pezzi coivolgenti e con un gran tiro.
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 19.52.16
23
beh, che i White Lion siano di New York e non di L.A. è OVVIO! Come dire che i Bon Jovi di New York, perchè per un periodo si spostarono a LA, diventano una band losanagelina: non ha alcun senso!
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 19.31.46
22
Band in assoluto stato di grazia. C'è da dire che ascoltando tutti i demo del disco, in studio hanno avuto una mano a sistemare qua e là diverse cose. In primis la struttura delle canzoni. Il numero di ritornelli, di strofe, sostituire tale riff con un altro. Poi i suoni di Vito...il suono nei demo non è cristallino e caratteristico.. Poi si sente che ogni singola parte di chitarra è studiata al 90 %, lasciando poco spazio all'improvvisazione...cosa che in Big game, sarà stato per la fretta, invece lo è di meno. Quindi quando si parla di capolavori del genere come questo album o di tanti altri dello stesso genere, mi viene da chiedere: quanto è merito della band e quanto del produttore? Senza tale produttore il prodotto sarebbe lo stesso? NO! In certi dischi ci sono tecnici del suono per ogni strumento..ed èquindi ovvio che una band di hard melodico non avendo più lo stesso budget di allora, quindi meno produzione, non potrà mai fare un disco paragonabile a quelli degli anni 80!...
paolo
Martedì 28 Ottobre 2014, 17.30.17
21
@marco: infatti a me i titoli "Escape from Brooklyn" (videocassetta ufficiale), "Live at the ritz, new york" o "Lion's pride" storico fans club di NY, dicono qualcosa. Ricordo all'epoca il fatto che la stampa motivava i testi più impegnati delle band hard-glam degli 80 della east coast come i White Lion in base appunto alla provenienza rispetto ai californiani, generalmente con testi più "leggeri".
Marco75guitar
Martedì 28 Ottobre 2014, 10.56.43
20
Mi spiace ma non condivido...i White lion furono una delle poche band che non si traferirono a Los angeles e sia Vito che Lomenzo che D'angelo erano newyorkesi, così Ravel. Forse ti confondi coi Lion
Frankiss
Martedì 28 Ottobre 2014, 10.33.34
19
Marco75guitar....sei un osservatore..bravo....sul singolo hai ragione..è una svista...sulla tecnica chitarristica hai voluto precisare ma l'hammer-on è quanto si evidenzia nei soli di Vito....sulla natività della band non condivido...il nucleo primordiale di formò a N.Y. ma i vari elementi vennero reclutati a L.A. e la loro corsa verso il successo sposò Los Angeles...e lì si concretizzò....
Marco75guitar
Martedì 28 Ottobre 2014, 1.39.19
18
Ci sono 3 errori nella rece: la band è di New York, non di Los Angeles. Il secondo singolo fu Tell me, e non Hungry (che non divenne mai un singolo) e negli assoli di Bratta si può dire che utilizzi molto la tecnica del legato (in inglese "hammer on" e pull off"), non solo dell'"hammer-on" che è il legato ascendente (cioè dalle note più basse a quelle più alte). Grande album, grandi canzoni, chitarra spettacolare. Disco da voto sicuramente oltre il 90, tra i miei 10 album preferiti di sempre...
Galilee
Giovedì 23 Ottobre 2014, 8.56.47
17
Disco stupendo. Quando il rock diventa poesia.
Mannequin
Giovedì 23 Ottobre 2014, 6.02.10
16
Disco favoloso prodotto da un gruppo di classe superiore, tappa obbligata per tutti gil amanti di queste sonorità. Una vincente combinazione di classe, fantasia e perizia strumentale però non fine a sè stessa, bensì al servizio della musica, della melodia. Le canzoni una più trascinante dell'altra, tra l'epicità di Lady of the valley, la grinta di Hungry, la solennità When the children cry, l'incredibile riffing di Lonely nights (forse il mio pezzo preferito), l'assolo di Wait come segnala il recensore, e così via. Se proprio devo fare la pigna, non mi è mai piaciuta All you need is rock n roll, che ho sempre trovato "stupida", buttata lì, non in linea con la classe dimostrata in TUTTI gli altri pezzi; e la produzione che impasta la batteria. Però questi due aspetti non scalfiscono minimamente la riuscita finale del disco. Voto 90 tutto
Kingrock
Martedì 6 Maggio 2014, 23.17.01
15
Un grande album anche se la produzione di Wagener penalizza la suadente voce di Tramp, letteralmente travolta dagli impetuosi riff di Bratta (nessuno di voi ha notato questo particolare ?) Fight to survive è un grande album,un po' grezzo ma di grande atmosfera. Per me il migliore e più maturo rimane Mane Attraction grazie anche alla scintillante produzione di Ritchie Zito.
dario
Giovedì 19 Settembre 2013, 22.21.21
14
Album indimenticabile con un immenso Vito Bratta alla 6 corde: che mostruoso chitarrista !
conte mascetti
Mercoledì 23 Maggio 2012, 0.07.57
13
Disco fondamentale!!! Bratta in forma meravigliosa che insieme a Tramp sforna un capolavoro hard rock di gran classe.
matt
Martedì 22 Maggio 2012, 23.38.52
12
per me pride è il migliore degli album dei White Lion, Fight to survive mi piace ma a me pare un po acerbo, anche lo stile di Bratta non aveva ancora raggiunto l'apice secondo me. Poi il successivo Big Game in effetti era un po sottotono, Mane attraction mi piace, è un album completo. Vito ritorna tra noi!
marmar
Martedì 22 Maggio 2012, 21.35.52
11
Resto della convizione di quando è uscito, ovvero che vale meno dell'album di esordio, forse perchè un po' troppo raffinato; ci sono comunque ottime canzoni di class metal, cesellate da un Bratta in ottima forma come il resto della band.
Furio
Lunedì 21 Maggio 2012, 19.18.20
10
a me piacciono tutti i loro album, anche Mane Attraction sa il fatto suo oltre a pride e Fight to survive. una band scomparsa troppo presto purtroppo
fabio II
Lunedì 21 Maggio 2012, 11.08.48
9
Altro disco spettacolare, sto con Sambal nel dire che 'Fight To Survive' rimane il migliore, non fosse altro per la title-track che è veramente una canzone da heaven & hell
MAX
Domenica 20 Maggio 2012, 23.08.08
8
Grandissimi White Lion!! Finalmente su metallized!! Anche i Giant e gli Harem Scarem meriterebbero un posto al sole in questa webzine! Grandi bands, grandi chitarristi! Bratta sembrerebbe sia riapparso sulle scene tenendo un concerto nel 2007 al L'Amour, club di N.Y. dopo ben 15 anni in cui si erano perse le tracce. parrebbe anche non esclusa una reunion futura con Tramp, anche se da quello che si è capito non deve correre buon sangue tra i 2 per questioni legali.. Comunque Tramp coi White Lion sono sicuro cantasse in falsetto, nelle sue band successive tipo i Freak Of Nature aveva tutt'altra timbrica e tonalità. Un falsetto molto gradevole comunque, non quello di Pino daniele insomma
Lizard
Domenica 20 Maggio 2012, 0.41.04
7
Grandissima band, una delle mie preferite di quegli anni. Disco clamoroso e clamorosa prestazione di Vito Bratta, un chitarrista da annoverare tra gli assoluti.
Sambalzalzal
Sabato 19 Maggio 2012, 20.45.05
6
Io ho sempre preferito fight to survive ma anche pride è indubbiamente uno dei capolavori del genere! A quando una bella biografia sul leone bianco?
roberto
Sabato 19 Maggio 2012, 20.39.30
5
p.s. il gruppo aveva base di new york, non erano di l.a.
roberto
Sabato 19 Maggio 2012, 20.32.51
4
Disco fondamentale, imprescindibile per ogni amante di hard melodico anni '80. Per me 88 è poco, non è 100 perchè All You Need Is R'n'r suona un po da clichè, il resto è perfetto, un 95 glielo darei. Nessuna caduta di tono, brani micidiali, assoli perfetti. Lady Of The Valley commuove e ammalia per la sua maestosità...Che dire del chitarrista VITO BRATTA??? Uno dei migliori di quegli anni! Vendette all'epoca 4 milioni di copie, meritatissimo. Per uan volta un album che unisce critica e pubblico. Voto troppo basso!!!
Argo
Sabato 19 Maggio 2012, 17.55.33
3
Album immancabile in una collezione di ogni amante dell'hard rock e in generale della chitarra. Le canzoni sono una più bella dell'altra, e sono arrangiate ottimamente, grazie soprattutto all'incredibile tecnica di Vito Bratta. Un tuffo immediato negli anni 80 appena si mette su il cd. Anche se esiste virtualmente ancora, questa band mi manca veramente tantissimo... FONDAMENTALE!!!
lux chaos
Sabato 19 Maggio 2012, 15.21.54
2
CAPOLAVORO assoluto, una canzone più incredibile dell'altra, ogni song graziata dal solismo vanhaleniano di vito bratta e dalla voce sansuale e adolescenziale del grandissimo Tramp!! Capolavoro!!
Autumn
Sabato 19 Maggio 2012, 11.19.07
1
Tra i dischi imprescindibili dell'hard rock melodico. Vito torna!!!!!
INFORMAZIONI
1987
Atlantic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Hungry
2. Lonely Nights
3. Don't Give Up
4. Sweet Little Loving
5. Lady of the Valley
6. Wait
7. All You Need Is Rock N Roll
8. Tell Me
9. All Join Our Hands
10. When the Children Cry
Line Up
Mike Tramp (Voce)
Vito Bratta (Chitarra)
James Lomenzo (Basso)
Greg D'Angelo (Batteria)
 
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