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Phobia - Remnants Of Filth
( 1394 letture )
Fedeli alla linea.

Per chi non li conoscesse -di certo non si parla di un gruppo mainstream- i Phobia sono attivi dal 1990, anno in cui è stato rilasciato il primo demo, What Went Wrong. Da allora la band californiana ha prodotto molto.
Tra split, full lenght e quant’altro, si è prossimi all’uscita numero venti. In tutti questi anni i nostri cari casinisti hanno visto nella propria line up continui cambi, ne hanno passate di cotte e di crude, hanno frequentato più etichette che bancomat, eppure resistono.
Sono ancora tra noi e rimangono incazzati come pinguini alle Hawaii.

Geneticamente incarogniti, i Phobia non ne vogliono sapere di rallentare, ed alleggerire la proposta sarebbe per loro sinonimico di iattura e/o autoflagellazione.
Fautori di un grindcore senza compromessi, anche in Remnants Of Filth, i cinque trivellatori auricolari picchiano a più non posso. Fin dall’iniziale Assertion Of Demean si tritura musica estrema, la quale si sussegue in un continuo di rabbia convulsa. Raramente c’è spazio per tempi che non equivalgano ad una corsa forsennata, anzi, se non fosse per l’ottima Resuscitate, i Phobia non riuscirebbero ad evitare la presenza dei blast beats.

Il disco è come la pallina impazzita di un flipper e la partita è divisa in diciotto lanci.
Lo schema si presenta pressoché il medesimo per tutta la durata. Solo in alcuni casi i nostri ingannano il mood con sporadici mid tempo, salvo poi ripartire più feroci che prima.
La produzione, curata a dovere dall’esperto Scott Hull (chitarrista di Pig Destroyer e Agoraphobic Nosebleed), dona il quid di marciume sonico necessario a corroborare orecchie preparate a questo genere. Il principale punto di riferimento, l’influenza da cui trarre ispirazione, è rappresentata dal grind vecchio stile, misto all’attitudine crust/punk più sfacciata.
I Phobia dimostrano, semmai ve ne fosse ancora bisogno, di conoscere perfettamente la materia. Hanno contribuito a plasmarla, e quindi difficilmente sarebbe potuto essere diversamente.

Di certo hanno una caratteristica che domina le altre, la quale, per qualcuno formerà un limite, ma per altri sarà equivalente ad un pregio imprescindibile. I cinque sono coerenti in quel che rappresentano e non si spostano una virgola dal grindcore più canonico. Oltre ciò, i nostri se la cavano egregiamente dal punto di vista tecnico, e, senza strafare, elaborano un gran bel disco che ha tutte le caratteristiche richieste da chi ascolta tale genere. Per gli stessi motivi, gli amanti delle voci pulite, dei tempi sincopati e delle tracce dalla durata impossibile, difficilmente troveranno in Remnants Of Filth qualcosa di interessante.

Ordunque, adepti dei primi Napalm Death, devoti al grugnito di foresta, adulatori del rutto prolungato, nemici giurati di elfi, draghi sinfonici e falsetti spasmici: fatevi sotto.
Qui c’è roba buona.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
45.92 su 14 voti [ VOTA]
DIMMONIU73
Giovedì 24 Maggio 2012, 13.24.57
7
Ok, adesso ho afferrato meglio il tuo (rispettabilissimo) punto di vista, a me i teschi non disturbano, semmai direi ai Phobia di non copiare così spudoratamente lo stile delle cover dei Napalm Death (specie osservando il contorno del teschio in questione)...mancano solo i logo delle multinazionali in pieno stile Scum, anche se la tecnica è un po' più raffinata...
LAMBRUSCORE
Giovedì 24 Maggio 2012, 13.00.15
6
Dimmoniu, viste le tematiche trattate, per me sarebbe più opportuna una foto ,magari in bianco e nero, con le solite immagini di distruzione, scontri, ecc....roba già vista e rivista 30000 volte, ma che renderebbe meglio l'idea. I teschi nelle copertine non li sopporto, idea mia comunque.
DIMMONIU73
Giovedì 24 Maggio 2012, 8.33.04
5
Un altro gruppo che continua a tenere alto il vessillo del Grind, un monumento alla coerenza...@LAMBRUSCORE: se questa è una cover da bambini, quali sarebbero quelle da adulti, scusa?
Miki
Giovedì 24 Maggio 2012, 7.44.25
4
Concordo con LAMBRUSCORE , voto e recensione giusta .
LAMBRUSCORE
Giovedì 24 Maggio 2012, 7.14.48
3
Anche loro continuano con quelle copertine lì da bambini....però il loro genere lo sanno fare bene.
Denak
Giovedì 24 Maggio 2012, 1.42.48
2
Sempre grandi!
Undercover
Mercoledì 23 Maggio 2012, 23.07.51
1
Altra band coerente, che ha sempre mantenuto alto il nome del Grindcore anche se la son sempre filata in quattro e pensare che nel lontano 1993 passò nelle loro file anche un certo Raymond Herrera...
INFORMAZIONI
2012
Willowtip Records
Grindcore
Tracklist
01. Assertion To Demean
02. Contradiction
03. Submission Hold
04. Plagued By The System
05. Dementia Having Overdose
06. Got The Fear
07. Infraction Of Pride
08. Resolution
09. Let It Go
10. Deaden To Believe
11. Vengeance Will Be Mine
12. No Sympathy For The Weak
13. Freedom Isn’t Free
14. Atrocious Atrocity
15. Filthy Fucking Punks
16. Constrain Relations
17. Resuscitate
18. Inaction
Line Up
Shane MacLachlan (Vocals)
CC Grind (Guitars)
Calum Mackenzie (Bass)
Brian Fajardo (Drums)
 
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