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White Lion - Fight to Survive
( 4061 letture )
Tutte le canzoni scritte da Mike Tramp e Vito Bratta. Una sorta di mantra dei White Lion per l’intera loro carriera. Ecco, forse, perché la band non si è mai riunita dopo lo split: i rapporti tra i due, infatti, paiono a tutt’oggi non esser egregi, tra ripicche e vecchie ruggini. Ma facciamo un salto a ritroso e spieghiamo come si arrivò alla pubblicazione di questo primo disco eminente, che aprì frontiere nuove al “leone bianco” e ad un genere che li vedrà come alfieri eccellenti. Fondati nella Big Apple nel 1983 dal frontman danese Mike Tramp (vero nome Michael Trampenau) e dal virtuoso chitarrista di origini italiane Vito Bratta, i White Lion, dopo parecchi cambi di formazione, esordiscono con il disco Fight to Survive nel 1985. Detto così sembrerebbe tutto facile, ma in verità le complicanze assoggettarono fortemente la line-up e il CD in questione, creando un’infinità di problemi. La formazione che suonò realmente in sala era costituita dal nocciolo duro singer-chitarrista, da Felix Robinson al basso (ex dei grandi Angel) e Nicki Capozzi alla batteria; entrambi tra l’altro contribuirono in sede di songwriting. Verranno però accreditati James Lomenzo e Greg D'Angelo, storici elementi della band, senza che avessero neanche sfiorato i propri strumenti. Ma nella formazione dei “leonini” hanno prestato opera tanti elementi, tra i più noti vanno citati Dave Spitz, fratello del chitarrista degli Anthrax, Dan Spitz, Bruno Ravel, futuro bassista dei Talas e Danger Ranger, mentre Eric Singer (Kiss) rifiutò l’offerta di entrare stabilmente dietro i tamburi.
L’Elektra mise sotto contratto il combo nel 1984, salvo poi non dimostrarsi contenta del risultato ottenuto dai ragazzi e rompere il contratto, così la band si ritrovò con un potenziale album bomba tra le mani senza poterlo pubblicare: delusione cocente. Ci penserà poi l’etichetta nipponica JVC Victor a dare i natali a questo Fight To Survive, ristampato negli Usa dalla label di Filadelfia Grand Slamm Records che comprerà i master direttamente dall’Elektra e lo editerà l’anno seguente, raggiungendo il numero 151 delle classifiche di Billboard. L’album venne registrato presso gli Hotline Studios di Francoforte in Germania nel ’84 ed anche questo dato fornisce la chiara esemplificazione del precario stato del rock duro negli States in quel periodo: i gruppi erano spesso costretti ad emigrare sul suolo del Vecchio Continente per registrare, un po’ come accadde anche a Don Dokken e alla sua omonima band, prima che il ciclone glam-street-class metal fornisse una nuova credibilità agli ensemble a stelle e strisce. Pare incredibile, ma lo status quo era decisamente deficitario in quegli anni.

44 minuti di musica roboante, prodotta da Peter Hauke, infarciscono questo splendido debutto. Sin dall’opener e singolo, Broken Heart, si intuiscono le potenzialità di un quartetto che pesta duro e ci sa davvero fare con strumenti e melodie, e quella voce, stravagante ma efficace nel disegnare panorami colorati fusi in un caleidoscopio di sfumature. Questo singolo verrà poi ammodernato e reinciso in Mane Attraction del ‘91. Ottimo il flavour un po’ polveroso e la chitarra potente ed istrionica di Vito Bratta, sempre pronto ad accendere animi e godimenti ed anche la seconda Cherokee si compiace di un assemblaggio roccioso che culmina in un inciso davvero stupendo e fresco che qualifica Tramp e soci come nuova realtà di valore indiscusso. Ricordo che questo album mi emozionò da subito e lo fusi sul giradischi a forza di ripetuti ascolti. La tile-track Fight to Survive mostra il valore e la grande scaltrezza di Bratta a livello di sei corde: lo sviluppo drammatico delle linee vocali, con cori annessi, è prodigioso e rimarrà da esempio per tanti act a venire di lì a breve; una vera song anthemica ma non certo usa e getta, mentre il solismo di Vito appare fulgido e miracoloso. Where Do We Run si veste da up-tempo crudo ma molto americano, mentre In the City risulta particolarmente ispirata dalle note nebbiose di Bratta e da un basso che racconta suggestioni, il tutto legato dalla voce di Tramp; All the Fallen Men è uno scampolo di perentoria bravura che scorre sul filo del rock duro di quegli anni, quello più ombreggiato e meno commerciale se vogliamo. La differenza tra questo diamante grezzo messo su vinile e il seguente, platinato, Pride sta tutta in questi concetti: qui ci sono le basi dei White Lion come grande gruppo, sprovvisto però di una produzione stratosferica che limerà alcune atmosfere europee e meno incasellate come hit da chart. All Burn in Hell è song di puro class metal con dettagli malvagi e un chorus da cantare a squarciagola mentre la chitarra cavalca, sega e ricuce ogni brandello; Kid of 1000 Faces, dopo un mini assolo di batteria di Capozzi, spara lì un riff deciso che porta ad un solo dilaniato da dissonanze, poi si arriva al finale con il super botto. El Salvador, con i suoi quasi 5 minuti, è pura libidine: acustica ed elettrica che si inseguono, Bratta che compie numeri d’alta scuola, poi scatta la cavalcata con Tramp che domina la scena e ne esce fuori un frammento dai toni epici quando l’epic metal era appena nato, anche solo a livello di monicker: una botta pazzesca, uno dei loro migliori pezzi di sempre corredato di un finale teatrale. Le trombe annunciatrici introducono The Road to Valhalla, sigillo definitivo a questo grandissimo debutto in terra straniera, con tanto di piano in evidenza e melodie da ballad con attributi prorompenti.

I White Lion più grezzi, ruvidamente hard e variegati si ritrovano proprio in questo disco che consiglio a chiunque. Fight To Survive è un lavoro senza squilli produttivi eccezionali ma che, parafrasando il proprio titolo, è nato per combattere e per procrearsi sopravvivenza. Peccato che la stella del “leone bianco” sia tramontata presto, nonostante grandi effigi siano presenti nei seguenti Big Game ma soprattutto nel buonissimo Mane Attraction. Se avete apprezzato le loro composizioni dorate da classifica, sappiate che tutto nasce da qui.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
74.75 su 40 voti [ VOTA]
mariner
Martedì 28 Gennaio 2020, 15.32.47
31
Disco meraviglioso , peccato solo per la produzione non impeccabile... Ascoltato per la prima volta nell'89 non è mai uscito dai miei dischi preferiti in ambito class metal... peccato non esistano più gruppi come i primi WL... Voto 90
David D.
Mercoledì 25 Dicembre 2019, 21.42.54
30
Disco stupendo. Sembra di sentire i Savatage in chiave più AOR, i White Lion erano veramente un gruppo eccelso, insieme ai Dokken credo fossero i migliori all'epoca in questo tipo di sonorità. Broken Heart rientrerebbe di diritto in una mia ipotetica top 100 di pezzi da sentire su un'isola deserta. Non dò 100 per la produzione, ma si resta sempre su livelli altissimi. 95.
Mauri66
Martedì 4 Giugno 2019, 13.50.48
29
Comprato appena uscito....mi ricordo di avere completamente arato i solchi di Broken heart....avevo anch'io un broken heart da riparare!!! Disco meraviglioso che dire altro.....
Megna
Sabato 2 Giugno 2018, 22.31.39
28
L'ho ascoltato fino alla nausea sin dalla sua uscita, conosco i testi a menadito e lo reputo un degno rappresentante del genere! Inoltre mi piace definire il virtuoso Vito Bratta come uno dei migliori chitarristi dell'epoca.
Maurizio
Mercoledì 9 Agosto 2017, 19.51.58
27
Lavoro immenso di Vito Bratta atto a valorizzare composizioni in alcuni casi non proprio fenomenali; In alcune parti sembra proprio di sentire Randy Rhoads o Van Halen..poi ci sono pezzi DAVVERO indimenticabili come El Salvador o Broken Heart.
Argo
Giovedì 9 Marzo 2017, 18.13.05
26
Band che mi mette sempre una tristezza incredibile quando l'ascolto, bei tempi andati... grandissima band.
Mulo
Giovedì 9 Marzo 2017, 16.31.53
25
Nessuno ha notato che l'attacco e il riff della title track (dopo l'intro in tapping)è molto simile a Beliver di Ozzy?
Mulo
Martedì 7 Marzo 2017, 19.12.23
24
Questo è molto figo!I pezzi migliori sono quelli che ha citato il buon Metal Shock,peccato che dopo questo ottimo album son pian piano calati fino ad arrivare all'orribile Big Game (Mane Attraction nn ricordo com'è e probabilmento l'ho perso).....Qua di pop/metal alla Wait/Lonley night nn v'è traccia x fortuna......90 ci sta alla grande.
Metal Shock
Giovedì 22 Dicembre 2016, 8.13.17
23
Disco di livello incredibile. Uno dei migliori del genere, con un Vito Bratta enorme, a me che imita Van Halen frega zero, la voce di Mike Tramp che a primo impatto risulta particolare per il timbro, ma che si rivela ottima, ed una serie di canzoni spaventose: Cherokee, Fight to survive, El Salvador, All the fallen men, The road to Valhalla, capolavori in sucessione. E come scritto in un commento piu` sotto, il fatto di fare delle liriche cosi` diverse da tante altre band, con tematiche sociali, per me li mette su un piano altissimo, dimostrazione di come anche con l`hard rock si possono scrivere ottime songs distaccandosi dai soliti cliche` sex drugs and r'n'r! Disco da 90!
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.22.08
22
Lo preferisco anche a Pride in virtù del mega capolavoro El Salvador
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 19.45.04
21
spero ci sarà una rece anche di Mane attraction..
roberto
Sabato 24 Gennaio 2015, 19.44.21
20
Concordo col commento qui sotto sull suono acerbo di Bratta. Sicuramente è il disco più "metal" . Vorrei porre l'attenzione sui testi dei White Lion..eccellenti e diversi dai soliti clichè hard rock . Cherokee è una meraviglia, parla dello spirito degli indiani d'America. Poi la guerra in El Salvador e in Lady of the valley (qui davvero si tratta di una poesia, non più solo di una canzone) e l'antimilitarismo di Warsong. La lotta per la libertà in Cry for freedom, l'utopia di When the childen cry. Poi Little fighter dedicata alla Rainbow warrior, di Greenpeace, prima che le tematiche ambientali fossero usuale. Il tema dell'incomunicabilità che porta al divorzio in Broken home. L'ottimismo e la voglia di non arrendersi mai di Don't give up e di nuovo Little fighter. Band superiore alla media, tra le mie preferite in assoluto..forsen po ostica nel complesso per un ascoltatore comune rispetto ad altre....
Marco75guitar
Sabato 1 Novembre 2014, 17.46.56
19
Aggiungo un'ultima cosa. Secondo me il disco migliore dei WL rimane Pride. Fight to survive è ancora acerbo sia per lo stile di Bratta che ancora non ha forgiato il suo SUONO UNICO come da Pride in poi e che sarà fondamentale per la musica dei WL...In Fight To Survive sembra troppo legato a Van Halen, non a caso Bratta proveniva dai Dreamer, cover band che faceva cover dei Van Halen (nome probabilmente preso dal pezzo Little Dreamer dei VH). E poi gli assoli magnifici, la canzone nella canzone, che ci saranno da Pride in poi qua sono ancora in stato embrionale, e il suono molto poco personale. Infine non tutte le canzoni sono a ottimo livello qui...esempio Where Do We Run. Certamente può piacere di più ai metallari avendo sicuramente un taglio più heavy di Pride. Se posso dire i miei voti da fan dei White Lion: FIGHT TO SURVIVE: 75 (molto valido ma ancora embrionale e stile di Bratta acerbo). PRIDE: 95 (album quasi perfetto, assoli meravigliosi, pezzi assolutamente al top..su tutte Lady of the valley e il solo di Wait) BIG GAME: 75 (qualche pezzo sottotono ma è stato anche registrato velocemente) MANE ATTRACTION: 85 (Bratta si smarca definitivamente dall'ombra Van Halen, produzione migliore in assolutodi R.Zito, qualche pezzo meno convincente di altri ma è un lavoro eterogeneo molto valido). Ciao Frankiss!
paolo
Martedì 28 Ottobre 2014, 17.22.41
18
l'accoppiata Robinson/Capozzi si può ascoltare solamente sui demo per questo disco, tipo in The Bootleg Series a nome Mike Tramp, 6 cd di demo e inediti, oppure su White Lion: Anthology 83-89 che è una raccolta tratta appunto da questi 6 cd
NihilisT
Martedì 28 Ottobre 2014, 11.44.50
17
quello che rimane è che il voto 90 è giusto...il voto dei lettori..67 e spicci mi fa ridere...questo è un discone...
Frankiss
Martedì 28 Ottobre 2014, 11.08.10
16
Marco75guitar.....io i White Lion li ho vissuti in prima persona in contemporanea con il loro successo...senza nessun rancore ci mancherebbe...ciaooo
Marco75guitar
Martedì 28 Ottobre 2014, 11.04.39
15
Comunque io so leggere l'italiano......
Marco75guitar
Martedì 28 Ottobre 2014, 11.01.02
14
Non arrabbiarti mica... sono un megafan dei White lion , tutto qua. Vabbè dai, scusa se ho fatto il "saputello" come dici te, ciao e buone recensioni!
Frankiss
Martedì 28 Ottobre 2014, 10.51.28
13
ah che bello vedere e sentire i saputelli.....leggere l'italiano mi pare semplice ...ok facciamo così....chi suonò originalmente su questo album? Chi ri-registrò le tracce? Così forse ci capiamo...ah ricordo al perfettissimo Marco75guitar...a cui ho giù risposto....che solo chi agisce può compiere qualche piccola svista.....su con la vita...meno male che la perfezione non è di questa terra....altrimenti sai che noia....
paolo
Martedì 28 Ottobre 2014, 2.21.49
12
quindi concordo anch'io con marco
paolo
Martedì 28 Ottobre 2014, 2.21.20
11
Un semplice articolo di Wikipedia sulla riregistrazione dell'album: "The album Fight to Survive was eventually(= alla fine) re-recorded with the new line-up and released in Japan by RCA Records in 1984. " Quindi il disco che tutti conosciamo è suonato da Lomenzo/D'angelo
Marco75guitar
Martedì 28 Ottobre 2014, 1.54.38
10
Sbagliato, il disco fu riregistrato dall'accoppiata Lomenzo/ D'angelo che sostituirono Robinson/Capozzi nella riregistrazione. Ed è sbagliato anche che tutte le canzoni sono state scritte dall'accoppiata Tramp/Bratta, che di questo album completamente da soli ne scrissero 5, le altre sono anche accreditate a Capozzi/Robinson. Ma come fatte le recensioni?? Solo sui White Lion in 2 recensioni ci sono ben 5 errori..............basterebbe leggere anche solo Wikipedia in inglese per sapere che è una band di New york e non di Los angeles (come scritto nella rece di Pride) e tutto il resto!
roberto
Lunedì 28 Maggio 2012, 18.26.08
9
un album True perchè fatto col cuore e come dice Frankiss alimentato dalla voglia di sopravvivere. Molto più true questo FTS che tante band power costruite a tavolino o black fatte con lo stampino
Sambalzalzal
Lunedì 28 Maggio 2012, 18.01.03
8
Uno dei miei album preferiti!!!! A mio parere il migliore dei WL!!! Giusto giorni fa rivedevo per l'ennesima volta il video di Broken Heart!!!
lux chaos
Lunedì 28 Maggio 2012, 17.55.01
7
@fabio II: cazzo, hai ragione, non li ascolto più, effettivamente non sono molto trueheavyepicthrash...sono false!!!!! ma vaff.....
fabio II
Lunedì 28 Maggio 2012, 14.31.48
6
Frankiss e commenti spiegano già molto bene la grandezza di questo album. La title track almeno una volta nella vita... anche 'Broken Heart è un classico. Lux, occhio a road to valhalla che non salti fouri da dietro un celspuglio il nostro Thor, non sono proprio duri duri, un pò a mezzacarne: bottiglie in arrivo
Argo
Sabato 26 Maggio 2012, 23.19.15
5
Niente da dire, solamente che è un album stupendo.
roberto
Sabato 26 Maggio 2012, 20.02.08
4
bella recensione! a me sto disco piace un sacco, però lo metterei dopo Pride e Mane Attraction come preferenze. Le canzoni sono molto buone ma in alcuni punti mi paiono un po ancora acerbi come arrangiamenti e songwritng, anche lo stile di Bratta, almeno rispetto a quello che farà successivamente, pur rimanendo su ottimi livelli. E' però più spontaneo nello scrivere i soli in questo FTS. Basti pensare alla differenza tra il solo di questa Broken Heart e quella di Mane Attraction. Il secondo è più studiato nei dettagli e si sente. Sarebbe bella anche la recensione di Mane Attraction su metallized!!
conte mascetti
Sabato 26 Maggio 2012, 13.11.45
3
bellissimo...questo insieme a pride è il meglio del leone bianco. si respira l'atmosfera anni 80, il vero hard rock/AOR, gli stivaletti e i jeans aderenti sbiaditi, gli assoloni spettacolari e i ritornelli che entrano nella testa...insomma un profumo di tempi che furono...
Lizard
Sabato 26 Maggio 2012, 13.10.37
2
Album splendido, grezzo sì ma solo a livello di produzione, perché le canzoni sono splendide e Broken Heart è semplicemente un brano indimenticabile, anche se non certo il migliore contenuto in questo disco da avere.
lux chaos
Sabato 26 Maggio 2012, 12.10.37
1
eccolo qui, un altro capolavoro imprescindibile del leone bianco!!! title track, broken heart, el salvador e road to valhalla le mie preferite ma tutto l'album è strepitoso!!
INFORMAZIONI
1985
Victor/Grand Slamm
Hard Rock
Tracklist
1. Broken Heart
2. Cherokee
3. Fight to Survive
4. Where Do We Run
5. In the City
6. All the Fallen Men
7. All Burn in Hell
8. Kid of 1000 Faces
9. El Salvador
10. The Road to Valhalla
Line Up
Mike Tramp (Voce, Pianoforte)
Vito Bratta (Chitarra)
James Lomenzo (Basso)
Greg D'Angelo (Batteria)

Felix Robinson (Basso)
Nicki Capozzi (Batteria)
 
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