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The Cult - Choice of Weapon
( 7505 letture )
L’apparizione di un nuovo album dei The Cult è un evento che riesce davvero a strappare un sorriso. Si tratta indubbiamente di una band tra le più peculiari e caratteristiche nate negli anni 80, tutta incentrata sulle figure dei due “padroni” assoluti, Ian Astbury e Billy Duffy. Il primo, carismatico vocalist innamorato di Jim Morrison e di una visione sciamanica ed occulta del rock, il secondo solidissimo e talentuoso chitarrista, attento alla forza dei riff quanto alle coloriture estratte dalla sua chitarra, spesso ricorrendo anche ad effettistiche varie, ma sempre con una profonda attenzione al gusto. Una carriera lunga, anche se più volte interrotta la loro, iniziata nell’ormai lontano 1983 dalle ceneri dei Southern Death Cult (poi Death Cult con l’ingresso di Billy Duffy ed, infine, The Cult) come band post/punk dalle forti tinte gotiche, per poi trasformarsi progressivamente in uno robusto ensemble hard rock, capace di combinare l’immaginario anni 70 con le mai dimenticate radici post/punk e new wave ed il misticismo sempre presente immesso da Astbury. Impossibile non riconoscere il tocco e l’identità di questa band proprio in virtù della spiccata personalità dei due mastermind e del suono, per non dire “alone”, che sono riusciti a donare alla loro musica. Come impossibile, per chi l’ha vissuta, dimenticare la loro scalata al successo, che li porterà a vendere milioni di copie dei loro album, occupando un posto fisso tra i “grandi” degli anni 80, fino che il progressivo deterioramento dei rapporti tra Astbury e Duffy, i continui cambiamenti di line up e la progressiva marginalità nella scena, determineranno la fine della band nel 1995. Dopo anni turbolenti che vedono il gruppo riformarsi ben due volte e realizzare due album in tredici anni, finalmente sembra che le cose siano tornate al loro posto e a distanza di cinque anni dal precedente Born Into This, il qui presente Choice of Weapon vede la luce con le migliori aspettative del caso.

Il disco non tradisce lo spirito della band ed è un vero piacere constatare che gli anni non hanno scalfito la classe innata di questi superbi songwriters & performers. Certo la voce di Astbury non è potente come un tempo, ma regge benissimo ed il carattere, le inflessioni, la splendida capacità di interprete, sono intatte ed ancora capaci di incantare. Billy Duffy, da par suo, si rivela ispiratissimo e capace di riempire i brani con la solita maestria e quel gusto, quella capacità di elevare una canzone al rango di “classico”, che solo i grandi possiedono, pur senza ricorrere a chissà quali stratagemmi tecnici, ma solo con le note ed il timing giusti. I due non devono essere rimasti con le mani in mano in questi anni dato che buttano in pista ben quattordici canzoni per quasi sessanta minuti di musica, rendendo giustizia alle diverse sfaccettature di un suono solo in parte aggiornato, grazie anche a tecniche di registrazione brillanti ed oscure al tempo stesso, ma ancora ostinatamente arroccato sulle sonorità che la band ha da sempre prediletto. Ancora una volta, sembra che la band abbia saputo rinnovare la propria formula senza cambiare quasi niente e mantenendo intatte la propria spiritualità, la sensualità ed il carisma che da sempre la contraddistinguono. Il risultato è che, tolto qualche episodio “minore”, questo Choice of Weapon si rivela essere uno dei migliori album usciti sotto il monicker The Cult da lungo tempo. In particolare, dopo che Honey from a Knife ha scaldato le danze con un buon inizio di marca hard rock, inizia una sequenza di brani-killer che arriva imperterrita fino al secondo singolo Lucifer compreso, senza che la tensione cali mai di un attimo. Tutte le tracce brillano di luce propria, con una The Wolf che rimanda al passato, Life > Death che è in tutto e per tutto una delle migliori ballad glam che David Bowie…ehm…i The Cult abbiano mai scritto, le movimentate For the Animals (primo singolo) e Amnesia e le splendide ballate oscure Elemental Light e Wilderness Now, sicuramente una delle punte più alte toccate dal disco. Il singolo Lucifer è una gran bella botta di adrenalina che apre poi la strada al blues movimentato di A Pale Horse. Altra grande traccia la successiva This Night in the City Forever che apre la parte finale del disco, la quale non sembra voler diminuire in termini di qualità, come dimostrano i tre ceselli finali, tra cui Siberia, la più spiccatamente dark wave; leggermente meno interessante l’ulteriore puntata nell’ hard/glam con Every Man and Woman Is a Star, che ricorda peraltro la Ghost interpretata da Astbury nell’album di Slash. Una seconda parte sicuramente meno “facile” della prima, nel complesso, ma comunque strapiena di buone canzoni e di un’atmosfera che per molti sarà come un gradito ritorno a casa.

La buona notizia è che i The Cult non sono qui per occupare un posto e campare di rendita, anche perché probabilmente al momento non se lo sarebbero potuti permettere. Choice of Weapon è un gran bel disco, ottimamente suonato e sentitamente interpretato da musicisti di classe. Non troverete brutte canzoni, ma solo qualche episodio meno ispirato, il che non impedisce comunque a ciascun brano di godere di un proprio perché. L’atmosfera oscura, fredda e notturna che si respira in gran parte dell’album non fa che aumentare il peso specifico del disco donandogli probabilmente una capacità di resistenza al tempo che verrà fuori grazie alle canzoni apparentemente meno immediate disseminate intelligentemente lungo la tracklist. Dal canto loro gli episodi più ritmati e veloci contribuiscono non poco a tenere il livello di attenzione alto, regalando qualche graffio quando serve. Una parola per l’ottima produzione di Chriss Goss (Masters of Reality) e Bob Rock, che torna ancora una volta dietro al banco del mixer, e per la puntuale e solidissima sezione ritmica formata da due signori musicisti come Chris Wyse e John Tempesta. Nient’altro da aggiungere, ascoltatelo, fatelo vostro e ringraziate la buona stella di questi due musicisti ancora capaci di dire la loro a questi livelli.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
76.48 su 39 voti [ VOTA]
pet
Giovedì 14 Gennaio 2016, 22.11.57
21
complimenti x la recensione.penso che i cult mi abbiano salvato piu' di qualche volta..se fossero stati dei cazzoni sarebbero spariti gia tempo fa..ma abbiamo a che fare con un duo che si combina a meraviglia.grazie ian and mr duffy....augh
Marco 75
Domenica 1 Giugno 2014, 18.15.50
20
A cinquant'anni suonati, quando nessuno si aspettava più niente da loro, i Cult sfornano uno dei più bei dischi della loro straordinaria carriera. La dimostrazione che la classe, quella vera, non invecchia mai. Mitici.
Giuseppe R
Lunedì 24 Dicembre 2012, 13.07.23
19
Se potessi darei un 110 e lode, non solo all'album Choice of Weapon, ma a tutta la straordinaria carriera dei Cult. Restano il mio gruppo preferito, tra tutti, da ormai oltre 20 anni. Ed è certamente un'ottima notizia il loro ritorno con un hard rock di classe come questo. Mi auguro che Ian Astbury e Billy Duffy non smettano mai di suonare, c'è un gran bisogno di loro.
dario
Domenica 15 Luglio 2012, 2.54.52
18
Album bellissimo, il mio voto 80. Li ho visti a Padova e sono ancora tra i migliori. ciao
Vincenzo
Domenica 10 Giugno 2012, 13.23.00
17
Dimenticavo... ho dato 99!
Vincenzo
Domenica 10 Giugno 2012, 13.05.41
16
Ho comprato il cd il giorno stesso che è uscito... prenotandolo già a marzo su Amazon.com... Sono un patito dei Cult, naturalmente. Ma questo disco è spettacolare. Anche quei brani che all'inizio sembrano poco ispirati, a riascoltarli diventano bellissimi. Pensa che al primo ascolto la ballad Life>Death non mi aveva entusiasmato... poi mi è entrata nel cuore. Ma sopra tutti c'è Elemental Light che malinconicamente mi riporta ai miei anni '80, al mio dark age. Complimenti per la recensione.
Lizard
Lunedì 4 Giugno 2012, 15.31.03
15
Grazie mille a conti fatti, si tratta di uno dei dischi dell'anno, senza dubbio. Bello sotto tutti i punti di vista.
Flv
Lunedì 4 Giugno 2012, 15.08.26
14
un disco bellissimo ! Complimenti per questa recensione cosi' completa , ottimo lavoro Lizard !
vascomistaisulcazzo
Giovedì 31 Maggio 2012, 1.21.57
13
davvero, davvero un grande album; c'è poco da fare ragazzi quando i vecchi sono in forma non c'è spazio per le nuove leve. Non li ho mai seguiti moltissimo ma con questo lavoro penso proprio non continuerò ad ignorarli per nulla al mondo; figata poi che questa estate sono in tour.
kvmetternich
Martedì 29 Maggio 2012, 20.56.54
12
Uno dei gruppi più sottovalutati della storia. Ian ha una voce incredibile: con lui si va sempre sul sicuro.
Salvo
Lunedì 28 Maggio 2012, 13.37.49
11
prendetelo ad occhi chiusi ragazzi, un gran lavoro.
il vichingo
Lunedì 28 Maggio 2012, 12.46.32
10
Visto questa mattina nel mio negozio di riferimento. Vista la recensione di Lizard ci faccio un pensierino...
Witchcraft
Lunedì 28 Maggio 2012, 11.25.13
9
ehehehe ok..sono curioso di sapere cosa ne pensi..fammi sapere..
Lizard
Lunedì 28 Maggio 2012, 11.23.18
8
Al momento poco, perché non l'ho mai ascoltato dovrò rimediare, così poi ne parliamo eheheh
Witchcraft
Lunedì 28 Maggio 2012, 11.06.50
7
si immaginavo che con seconda parte intendevi questo..le tue disamine, sia quella storica e sia quella sull'album sono perfette a mio modesto parere.....una domanda per te però ce l'ho..beyond good and evil..cosa ne pensi?
Lizard
Lunedì 28 Maggio 2012, 10.50.09
6
Grazie della precisazione Emiliano, in effetti parlando di "seconda parte" non ho rimarcato quello che hai puntualizzato tu.
Sonny
Lunedì 28 Maggio 2012, 10.46.00
5
Astbury e Tempesta... Basta questo binomio per renderlo un grande album...
Witchcraft
Lunedì 28 Maggio 2012, 10.32.25
4
In realtà la tracklist dell'album arriva sino a The Night Is In The City Forever, in quanto le ultime quattro tracce appartengono a due ep, Capsule One, di cui fanno parte Siberia ed Every Man And Woman Is A Star e Capsule Two di cui fanno parte Until The Light Takes Us ed Embers, usciti entrambi alla fine del 2010. La band ha optato per un oprazione di recupero e valorizzazzione di questi pezzi ed ha deciso di aggiungerli nell'edizione doppia dell'album.....fatto questo piccolo appunto voglio fare i miei complimenti a Lizard per l'ottima recensione..concordo con lui in pieno...voto 80.
P2K!
Lunedì 28 Maggio 2012, 9.09.17
3
Ho dato 99 ammetto più per affetto che per unr eale valore oggettivo (altrimentio avrei dato 80). Comunque gran ritorno, e il mio mentore Billy dimostra di essere musicista solido, con un suono riconoscibilissimo e una capacità come songwriter eccelsa. Non sarà originalissimo ma sicuramente spicca di personalità. Ian dal canto suo arranca un pò, riempe di personalità le sue lyrics ma alla fine manca di potenza vocale, ma questo era ormai chiaro da diversi anni. Il disco è ben fatto, con delle highlits veramente notevoli (The Wolf, Life > Death, For the Animals, Wilderness Now, Lucifer, Every Man and Woman is a Star, Until the Light Takes Us) con una nota in particolare per Every Man and Woman is a Star che invece di scomodare una Ghost (dal primo disco solista di Slash) io ci ho ascoltato (e nemmeno poco) una nuova "The Witch" con quel suo basso distorto su una ritmica più ballabile (peccato che venga chiusa in maniera un pò brusca).
ENRI SIXX
Lunedì 28 Maggio 2012, 8.52.59
2
GRANDE ALBUM , ERA TANTO CHE NON USCIVA UN ALBUM COSI' , GRANDISSIMI THE CULT , VOTO 90 PIENO , DA AVERE ASSOLUTAMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LORIN
Lunedì 28 Maggio 2012, 7.55.26
1
Il disco a me è piaciuto. Un rock solido, di classe, scorre bene e da delle bellissime sensazioni. I Cult sono senz'altro dei veri musicisti.
INFORMAZIONI
2012
Cooking Vynil
Hard Rock
Tracklist
1. Honey from a Knife
2. Elemental Light
3. The Wolf
4. Life > Death
5. For the Animals
6. Amnesia
7. Wilderness Now
8. Lucifer
9. A Pale Horse
10. This Night in the City Forever
11. Every Man and Woman is a Star
12. Embers
13. Until the Light Takes Us
14. Siberia
Line Up
Ian Astbury (Voce)
Billy Duffy (Chitarra, Cori)
Chris Wyse (Basso)
John Tempesta (Batteria)

OSPITI
Jamie Edwards (Tastiera)
Chris Goss (Chitarra, Cori)
A.J. Celi (Cori su traccia 1)
 
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