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Soundgarden - Louder Than Love
( 5225 letture )
IL MANIFESTO
All songs arranged by Soundgarden
Produced by Terry Date and Soundgarden
Engineered by Terry Date
Recorded at London Studio, Seattle, WA 12/88 – 1/89
Studio Assistance - Stuart Hallerman and Jack Endino
Mixed by Steve Thompson and Michael Barbiero[...]
Third Eye/Front cover - Bruce Pavitt[...]
Thank You to:[...]
SST
Terry Date[...]
Sub Pop World Domination Regime[...]
Cameron Crowe[...]
Mudhoney
Screaming Trees
Living Colour
Mother Love Bone [...]


Basta curiosare nel libretto interno di Louder Than Love, per capire che l’esordio del primo gruppo di Seattle su major assume il carattere di manifesto e lancio per un intero movimento che da qualche anno covava sotto il plumbeo cielo. Nelle note e nei ringraziamenti sono infatti raccolti tutti i principali attori fino ad allora emersi e che saranno poi i padri del grande successo che l’intera scena andrà a cogliere di lì in avanti. I Soundgarden si pongono quindi come portavoce di un’idea e di un obbiettivo: fare di questa città secondaria degli States il nuovo centro nevralgico della musica alternativa americana. Un centro che si fonda su regole sue, su una propria precisa identità musicale e che promuove amicizia, rispetto e collaborazione continua tra i musicisti e le band che ne fanno parte. Un’idea che nel campo del metal ha funzionato ad esempio nella Bay Area di San Francisco o, più dal lato del pubblico, in Inghilterra per la NWOBHM e che funzionava e funziona ancora nel mondo hardcore/punk. Ci sono una precisa consapevolezza ed una precisa volontà dietro a Louder Than Love, un disco che non è un traguardo per i Soundgarden, ma piuttosto un nuovo passo in avanti su un percorso preciso e voluto. Il gruppo, formato nel 1984, è senz’altro da considerarsi uno dei veterani dell’intera scena, ed ha difatti già debuttato nel 1987 con l’EP Screaming Life, seguito da Fopp del 1988 –entrambi editi dalla Sub Pop- e dal primo album Ultramega OK prodotto dalla indie SST. L’importanza di Louder Than Love va quindi considerata anche sotto questo punto di vista: non solo la straordinario parto di un gruppo di musicisti di livello eccellente, ma un vero e proprio atto di nascita, grazie al quale, di lì a breve, la scena di Seattle proromperà a livello major in tutto il Mondo.

LA MUSICA
Musicalmente parlando, i Soundgarden sono senz’altro da considerarsi tra le più belle realtà nate in quegli anni. Non solo l’abilità strumentale dei singoli, cosa peraltro che li pone da subito tra le punte di diamante del genere e non solo per l’incredibile talento vocale di Chris Cornell, ma anche e soprattutto un’identità musicale spiccata e particolare, che li porterà ad incidere cinque album marchiati a fuoco dalla personalità dei musicisti, eppure molto diversi l’uno dall’altro, ognuno con una sua specificità irripetibile. Se il processo evolutivo si coglie appieno, come anche la progressiva maturazione compositiva e la parallela emersione della leadership di Cornell, è difatti impossibile non evidenziare come tutti gli album siano a loro modo imperdibili ed unici. Louder Than Love può senz’altro essere paragonato ad una giovane bellezza, ancora non pienamente matura, ma proprio per questo dotata di un fascino delicato ed irripetibile, fragile eppure dotato di una forza incredibile. Il salto in avanti rispetto al predecessore si sente moltissimo, ma siamo ancora lontani dalla perfezione formale di Superunknown e la potenza primordiale del gruppo è ancora devastante, anche se il successivo Badmotofinger risulterà ancora più duro ed heavy. La spinta melodica imposta dal cantante è già evidente, come anche il suo predominio compositivo: ben sette canzoni su dodici sono composte da Cornell in solitaria e la sola I Awake non vede la sua partecipazione; eppure, sia Kim Thayil (chitarra) che Hiro Yamamoto (basso) giocano ancora un ruolo fondamentale, in particolare quest’ultimo, oggi assolutamente dimenticato, mette lo zampino su tre composizioni tra le più importanti del disco, rivelando una qualità di scrittura notevole che andrebbe riconsiderata e riconosciuta. La capacità strabiliante del gruppo di unire fortissime influenze provenienti dai seventies (Black Sabbath e Led Zeppelin su tutti) con partiture metal ed alternative, tra le quali fanno capolino anche mai celate influenze punk e new wave, alle quali si affiancano da subito profonde derive psichedeliche, rendono la band, probabilmente, non solo un baluardo dell’alternative, ma anche del crossover. Lo sferragliante e potentissimo riff dell’iniziale Ugly Truth, dissonante ed ipnotico, retto dal basso di Yamamoto, sul quale si staglia poi la divina ugola di un Cornell in piena estasi plantiana, è già un classico istantaneo, una prima pietra miliare, con un Cameron splendido accompagnatore pronto sempre a rilanciare il lavoro delle due chitarre, in pieno trip noise psichedelico. Stesse coordinate per la seguente Hands All Over, dall’andamento più ondeggiante (un ritmo che diventerà un vero e proprio classico per moltissime bands di Seattle), nella quale Cornell conferma di possedere una delle più belle voci di sempre. Schiacciasassi ed ipnotico si rivela invece il riff portante della soffocante Gun, canzone che dimostra in pieno le enormi potenzialità di questa band e le strepitose qualità di Cameron come batterista. Splendida anche le seguente Power Trip, dal DNA blues, uno degli assi vincenti di questo disco, ancora una volta giocata sulle qualità dei singoli e sul groove devastante della sezione ritmica con un Cornell semplicemente incontenibile, basti ascoltare l’intro. Si tira un po’ il fiato con le più divertenti e disimpegnate Get on the Snake e Full On Kevin’s Mom che, anche da un punto di vista testuale, spezzano un po’ il concept della prima parte dell’album, tutto centrato sulla rivolta e sul controllo, con un evidente matrice politica e sociale, che dimostra quanto poco colga di questo movimento chi lo accosta solo a depressione/suicidio. Loud Love è il centro del disco, sia musicalmente che a livello lirico, riprendendo il tema della rivolta prima interrotto:

There's no time to keep it low
I've been deaf now I want noise
You stay down
but I won't be quiet
I'll hammer on until you fight

Loud Love
Loud Love
Loud Love
Loud Love

If you've got some time to kill
Slow resisitance wins the war
Well I know
But that's no way to go
You can't resist the louder pull


E' senz’altro da intendersi come il brano più “forte” del disco, non a caso posto al centro della tracklist; ritornano gli echi psichedelici per una delle canzoni più belle e significative scritte dalla band. Tra l'altro, se vogliamo proseguire con la metafora, il testo potrebbe voler indicare ancora la nuova scena emergente che preme per uscire e raccogliere il testimone della ribellione giovanile. I Awake è scurissima e disperata, spezza ancora il ritmo con un riff a dir poco devastante ed una prestazione di Cornell ancora da brividi. Più particolare, ostica ed indecifrabile No Wrong No Right, piena di chiaroscuri ed incastri chitarristici particolarissimi, regalo di Hiro Yamamoto. Uncovered si rivela un divertente brano dalle tinte blues/hard rock, con riff di chitarra che farà scuola, contribuisce a far prendere aria al disco in vista dell’ultimo pezzo forte, il singolo Big Dumb Sex, da molti considerato un preciso atto di accusa contro il glam losangelino. Interpretazione che vale quel che vale, resta il fatto che si tratta di una canzone che ha fatto epoca a suo tempo e resta tra le più significative di quegli anni. Chiude la breve Full On (Reprise), ultimo atto di un disco epocale.

LOUDER THAN LOVE
Siamo al cospetto quindi di un album che segna uno spartiacque storico, non a caso uscito nel 1989 e non a caso oggi sottovalutato e dimenticato anche dai fans di “seconda ondata” del grunge. L’album contiene in nuce tutti gli elementi fondamentali che renderanno di lì a poco i Soundgarden una band conosciuta ed apprezzata in tutto il Mondo. Si rivela in questo senso una miniera di suoni e soluzioni dalla quale decine di altre band in cerca di un nuovo modo di esprimersi andranno poi a pescare, con più o meno gratitudine e riconoscenza. Il ruolo di prime mover dei Soundgarden viene infatti a torto dimenticato, preferendo indicare il successo dei Nirvana come centro catalizzatore dell’esplosione del movimento. Sicuramente senza Nevermind la storia sarebbe stata diversa, ma è con Louder Than Love che il primo, secondo e terzo mattone dell’opera vengono gettati. Disco ancora oggi stordente per la quantità di suggestioni in grado di evocare, è probabilmente anche l’album sul quale Cornell offre la sua migliore prestazione in assoluto assieme a quello del supergruppo Temple of the Dog. Se la maturità sua, come di tutta la band, deve ancora arrivare, è indubbio che la sensazione che tutto sia possibile ed alla portata, nasca qui. Buon ascolto.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
71.77 su 35 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 14 Giugno 2018, 16.03.12
21
Gran bel disco, decisamente molto rappresentativo sia di quegli anni che della scena grunge, forse anche più dei due successivi best sellers, che però - almeno per me - qualitativamente sono il top della band. Ad ogni modo grandissimo gruppo e un Chris Cornell enorme. Voto 82
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.32.06
20
Signor disco,per me il loro migliore,molto piu' bello del tanto osannato superunknown o di badmotorfinger!
Giaxomo
Giovedì 18 Maggio 2017, 16.54.21
19
"...nella quale Cornell conferma di possedere una delle più belle voci di sempre." (Cit. di Lizard) R.I.P. di nuovo, mostro sacro intoccabile.
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 13.40.40
18
Ottimo. Come far convivere Zeppelin e Sabbath con tanta originalità. Insomma quello che non riusciranno mai a fare in vita loro i Wolfmother, i Soundgarden erano in grado di farlo agli albori della loro carriera. 80
Mulo
Martedì 25 Agosto 2015, 14.12.54
17
Bellissimo anche questo. Un pezzo più bello dell'altro. I soundgarden sono i miei preferiti della scena di seattle,band ENORME!
VomitSelf
Sabato 23 Novembre 2013, 22.15.21
16
ah volevo aggiungere poi, altro che "grunge", "alternative" e cagate varie, qui si tratta di puro, valvolare, grezzo nudo e crudo sound settantiano di chiara matrice sabbathiana
VomitSelf
Sabato 23 Novembre 2013, 22.10.49
15
Il loro capolavoro assoluto...altro che Superunknown. E Kim Thayil era un chitarrista con i controcojones!
phantomlord84
Martedì 12 Novembre 2013, 23.21.34
14
Per me il loro migliore album in assoluto!! Sinceramente non riesco proprio a capire come si possa ritenere superunknown il loro album migliore, è sicuramente un grande album ma non al livello di questo... questo è pesante, oscuro, psichedelico, meraviglioso!
Alessandro DON ZUKER Bevivino
Domenica 28 Aprile 2013, 10.26.00
13
Secondo solo a SUPERUNKNOWN e nettamente sopra BADMOTORFINGER. 99/100
vecchio peccatore
Mercoledì 27 Marzo 2013, 13.38.52
12
E invece alzo il voto a 90, adesso che l'ho acquistato e me lo sto godendo nello stereo.
vecchio peccatore
Lunedì 21 Gennaio 2013, 18.01.23
11
Una delle 4 band Rock più grandi di tutti i tempi, sicuramente. Questo per me non è il loro migliore né un capolavoro, ma 87 lo becca.
Eugenio Siragusa
Venerdì 8 Giugno 2012, 21.38.43
10
ottima recensione
fabio II
Mercoledì 6 Giugno 2012, 14.37.36
9
Capolavoro, hard rock e psychedelia in un grande connubio, perfettamente bilanciato tra i due stili, con lo spirito garage come carattere ancora dominante, al contrario di 'Badmotorfinger' che per me può essere considerato il loro 'Master Of Reality'
Metal3K
Lunedì 4 Giugno 2012, 15.09.53
8
In assoluto l'album dei Soundgarden che piu' di tutti ho amato (ed amo ancora). Ne custodisco ancora gelosamente il vinile, che ne rende il sound ancor piu' grezzo ed entusiasmante. Spettacolo puro!
davidian
Domenica 3 Giugno 2012, 21.31.10
7
Album spettacolare. E pensare che in questi giorni stavo guardando e riguardando il live del 1990 a Dusseldorf in Germania. Per me i numeri uno
Undercover
Sabato 2 Giugno 2012, 16.37.44
6
@Lizard ti credo, non era compito facile, però a mio avviso per le recensioni che ho letto in passato eri il più adatto a svolgere tale arduo compito, poi il voto è una questione ultima, qui si parla di un capolavoro che può non piacere a una "frangia" di personaggi, d'accordo è cosa normale, negarle il valore è da stupidi.
Lizard
Sabato 2 Giugno 2012, 16.24.23
5
Mi fa solo piacere sapere che abbiamo una utenza ampia che comprende anche chi non si definisce metallaro, ma ascolta anche metal o comunque generi affini. Credo sia una bella conquista. Grazie per i complimenti!!! @Undercover: sai che quasi quasi avrei preferito non dover essere io a recensire questo disco, cosi' avrei potuto sbizzarrarmi con giudizio e voto da solo fan? Invece ho avuto la fortuna di poter parlare di questo che per me e' un disco fondamentale, cercando di essere obiettivo. E' comunque un privilegio
Conte mascetti
Sabato 2 Giugno 2012, 16.03.50
4
Solo la scritta "sub pop" mi fa godere.bei tempi quando si creava qualcosa di veramente nuovo e sincero.fa piacere vedere recensiti album osì su metallized, ci vengo anche per quello.non sono neanche un metallaro...complimenti
Bloody Karma
Sabato 2 Giugno 2012, 13.04.07
3
il mio preferito dei soundgarden senza alcun dubbio...un sound cavernoso ed asfissiante, che nasconde canzoni con strutture al limite con il prog...grandissimi
freedom
Sabato 2 Giugno 2012, 12.46.50
2
Vero, la maturità doveva ancora arrivare, ma questo è un grandissimo disco. Voto 90.
Undercover
Sabato 2 Giugno 2012, 12.34.56
1
Opera d'arte, io avrei alzato il voto di altri cinque punti, è un disco al di fuori del comune per qualsiasi band rock, il basso di Yamamoto è stratosferico e l'aura sabbathiana è fra le migliori mai proposte da una band che non sia il quartetto di Birmingham.
INFORMAZIONI
1989
A&M Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Ugly Truth
2. Hands All Over
3. Gun
4. Power Trip
5. Get on the Snake
6. Full on Kevin’s Mom
7. Loud Love
8. I Awake
9. No Wrong No Right
10. Uncovered
11. Big Dumb Sex
12. Full On (Reprise)
Line Up
Chris Cornell (Voce, Chitarra)
Kim Thayil (Chitarra)
Hiro Yamamoto (Basso)
Matt Cameron (Batteria)
 
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