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Malice - New Breed of Godz
( 2213 letture )
Quando New Breed Of Godz mi è stato assegnato, sono rimasto veramente molto soddisfatto da questa decisione, perché i Malice occupano un posto di grande rilievo nei miei ricordi di adolescente metallizzato. Tranne i Judas Priest, nessuno poteva vantare un suono come il loro. Potente, affilato, roccioso, ma cristallino, chiaramente percepibile in ogni sua sfumatura; una vera delizia per le orecchie. Una sola colpa aveva avuto questa band, quella di essere durata troppo poco, ossia lo spazio di due album (In The Beginning -ottima opera prima- ed il favoloso License To Kill), ed un EP, che nell'indifferenza di moltissimi, avevano invece stabilito una nuova classifica virtuale tra i re del metalrama, e dico virtuale proprio perché la maggioranza non se ne era data per intesa.

Della line-up storica sono rimasti i chitarristi Jay Reynolds e Mick Zane ed il bassista Mark Behn (attenzione: quest'ultimo solo per le ri-registrazioni dei vecchi pezzi, nei nuovi e dal vivo il basso è suonato da Robert Cardenas degli Agent Steel), cui si sono aggiunti un nuovo batterista ed un nuovo cantante. Per ciò che attiene al ruolo di drummer la scelta è caduta su Pete Holmes (Black N´Blue), ma molto delicata si presentava la scelta del nuovo singer, dato che la voce di James Neal, priestiana e caratterizzante la band come per pochi altri gruppi è accaduto, era molto difficilmente rimpiazzabile in maniera realmente credibile. La scelta è caduta opportunamente -almeno sulla carta- su uno dei pochissimi nomi con le giuste credenziali, ossia su quello di James Rivera degli Helstar, altro storico combo metallico statunitense. Con una formazione come quella sopra descritta e con un contratto con la SPV/Steamhammer in tasca, la band è entrata in studio per registrare New Breed Of Godz, un come-back costituito da quattro pezzi nuovi di zecca e dalla riproposizione con vesti nuove di otto dei migliori vecchi brani.

Per stabilire se New Breed Of Godz sia o meno un prodotto valido, credo che questo vada analizzato considerando preliminarmente il fatto che la band abbia voluto inserire delle canzoni nuove e stia pianificando un tour, lasciando intuire che questo album non sia una semplice antologia buttata sul mercato per raccattare un po' di soldi e riassaporare fugacemente il gusto della notorietà, ma che preveda sviluppi ulteriori con uscite successive fatte di soli inediti. Detto ciò, la mia analisi sarà divisa in due parti, una riguardante i pezzi nuovi ed una riguardante quelli vecchi, cominciando da questi ultimi.

Per una operazione del genere, la semplice riproposizione del vecchio materiale non avrebbe avuto molto senso. La mission era dunque dargli una veste più moderna senza tradire lo spirito degli anni 80. Ascoltando le otto canzoni (otto tra le più belle di quegli anni in assoluto), salta subito all'orecchio il lavoro effettuato presso i Silver Cloud Studios di Los Angeles da parte del produttore Joe Floyd, precedentemente al lavoro con Dickinson e Halford e chitarrista a sua volta -quindi ben qualificato a lavorare su questo materiale- che ha tentato di svecchiare un po' il materiale senza calcare la mano, ma anche l'Helstarizzazione delle parti vocali. Per quanto riguarda il suono, devo dire che dopo un altissimo numero di ascolti ho concluso che il lavoro di Floyd, per quanto professionale ed in un certo senso obbligato, ha sottratto pathos al tutto, con chitarre più addomesticate e piccoli aggiustamenti negli arrangiamenti che hanno reso il tutto più moderno, ma meno aggressivo rispetto a quanto contenuto nei dischi originali. Del resto non era facile maneggiare un suono che era il non plus ultra all'epoca della sua uscita, e riproporlo tal quale sarebbe stato poco sensato, ma ripeto: gli originali potevano contare su un sound incredibile, chiaro ma aggressivo come raramente ho ascoltato in vita mia. Le parti vocali poi si sono in un certo senso arricchite, risultando molto più "interpretate", con Rivera talvolta marpione ed eccessivo, ma meno di classe rispetto a quelle di Neal. Nel complesso preferisco ancora quelle originali. Non vi faccio un track-by-track, ma si tratta di grandissimi pezzi; spicca però l'assenza del super classicone License To Kill.

Passando alle tracce nuove, la title-track è una tipica killer-song targata Malice. Non raggiunge la qualità di una volta, ma si sposa meglio con la vocalità di Rivera, risultando molto indicativa di quanto potremo ascoltare in futuro da loro. Branded e Slipping Through The Cracks sono piacevoli, mentre non colpisce molto Winds Of Death (Angel Of Light). Nel complesso quattro buone tracce, che però non reggono il confronto col vecchio materiale. Di questo album è disponibile una versione digipack, con un buon booklet ed un DvD con vecchi filmati chiaramente riversati dallo standard VHS; tre pezzi recenti con Rivera al Keep It True Festival 2011, ed il classico making of del nuovo album. Il tutto per una durata di circa 60 minuti.

I Malice dimostrano con New Breed Of Godz di poter fare ancora buone cose e di avere ancora voglia di suonare, tuttavia consiglio, dopo aver comunque ascoltato questo lavoro, di prendere la discografia precedente, con i gioelli della loro produzione in versione originale, ancora in grado di dare punti a parecchi dischi di oggi.
Bello, ma attendo con curiosità un disco di soli inediti.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
44.57 su 14 voti [ VOTA]
Salvatore
Martedì 25 Febbraio 2020, 19.22.24
6
Invictusteele: Su quello sono perfettamente d'accordo con te....forse e l'unica pecca di questa ugola defender quella di essere un p'o troppo "prezzemolina" di band in band. Ritornando ai MALICE ero rimasto agli anni '80 quando PRIEST , MAIDEN e SCORPIONS influenzavano lo stile della US POWER band in modo particolare...io casco dal pero...nel senso che pensavo fossero ormai spariti e ritrovarmi di fronte un ritorno negli anni 2000 mi entusiasma non poco! Una band rinnovata con un cast stellare....sono curioso di ascoltare questo loro lavoro che unisce presente e passato che fu...credo di andare sul sicuro... quale defender fan sono!!!
Invictusteele
Giovedì 15 Gennaio 2015, 15.06.43
5
Buon disco e grande James Rivera, un vero mito del metallo, anche se ormai lo trovo insopportabile, canta in mille band riunite, sostituendo i vocalist originali e me lo ritrovo ovunque. Direi che è anche troppo.
fabio II
Lunedì 3 Settembre 2012, 11.09.45
4
semplicemente imbarazzante
Flag Of Hate
Giovedì 7 Giugno 2012, 23.58.38
3
James Rivera è un grande, le sue prestazioni con gli Helstar sono eccellenti! Vediamo come se la cava con i Malice...
Alcibiade il Maialino
Giovedì 7 Giugno 2012, 21.53.00
2
All' epoca divorai il vinile di License to kill......certo che senza il vecchio singer non so' come potrebbero essere me un orecchio ce lo mettero' piu' che volentieri....e poi Sinister double cantata da un altro mi intriga.....vedremo.
forbiddenevil
Giovedì 7 Giugno 2012, 18.48.20
1
...in effetti non è facile riproporre quella potenza, comunque lo trovo un buopn disco e ben suonato, Rivera fa la sua parte ma Neal era di un'altra pasta.
INFORMAZIONI
2012
SPV/Steamhammer
Heavy
Tracklist
CD:
1. New Breed Of Godz
2. Hell Rider
3. Against The Empire
4. Branded
5. Sinister Double
6. Circle Of Fire
7. Stellar Masters
8. Winds Of Death (Angel Of Light)
9. Air Attack
10. Chain Gang Woman
11. Slipping Through The Cracks
12. Godz Of Thunder

DVD:
rare live footage from 1987
3 live tracks dal Keep It True Festival, Germany 2011
Making of “New Breed Of Godz” album
Line Up
James Rivera (Voce)
Jay Reynolds (Chitarra)
Mick Zane (Chitarra)
Mark Behn (Basso)
Robert Cardenas (Basso su tracce 1, 4, 8, 11)
Pete Holmes (Batteria)
 
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