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Vallorch - Stories Of North
( 4375 letture )
Band che prende il nome da un villaggio cimbro del Cansiglio, i Vallorch si autoproducono il primo EP della loro breve carriera ad un anno e mezzo dalla nascita del gruppo.
Il contenuto è composto da tre tracce di folk metal dal cantato donna clean / uomo growl, uno strumentale e un breve outro a conclusione dei ventuno minuti di durata del lavoro.

Nonostante la giovane età e la poca esperienza accumulata finora, la formazione veneta è brava nel riuscire a far risaltare i propri punti di forza e ad offuscare quelle cose che non convincono appieno.
Prima particolarità dei Vallorch è la doppia voce, il classico “duello” tra l’angelica donna e il luciferino growl dell’uomo. I due vocalist sono bravi a dividersi le parti cantate e a riunirsi nei momenti giusti, senza cercare di strafare o di apparire diversi da quello che realmente sono. In particolare la voce di Sara Tacchetto si rivela piacevole per la profondità e l’espressione che la singer possiede, mentre il growl di Leonardo Dalla Via è molto aggressivo, a tal punto di dare l’impressione in qualche circostanza di apparire un po’ forzato.
Altro fattore di buon rilievo è l’utilizzo di strumenti reali quali cornamusa, violino e flauti vari, scartando l’idea della comoda ma fredda tastiera. In questa maniera Stories Of North guadagna in spontaneità e qualità, oltre a dare al gruppo, soprattutto in sede live, una marcia in più.

L’EP si apre con la title track dove melodie tradizionali incontrano il cantato dolce ma deciso di Sara, la sezione ritmica non si risparmia e le chitarre, semplici ed efficaci, si amalgamano bene con il resto della formazione, mentre il vocione cavernoso del bassista Leonardo dona al pezzo una dose di cattiveria che non stona affatto. Bello, infine, lo stacco semistrumentale più prettamente folk verso tre quarti di brano. La seconda canzone Silence Oblivion inizia con una chitarra clean e la cornamusa suonata dal polistrumentista Andra Rampin; le voci ora sono entrambe pulite e il risultato è piuttosto valido. Pochi secondi e fanno capolino growl vocals e riff violenti, nonostante i whistles tentino di smorzare il caos con arie vivaci. Di fatto questa è la composizione più estrema del disco, con Sara poco presente e la doppia cassa che (finalmente) si fa sentire. Cor Ui Vallorch, titolo in gaelico irlandese, è uno strumentale di circa centoventi secondi dal clima festoso, buono per introdurre l’articolata - quasi sette minuti - The End, dove i giovani musicisti mettono in luce la loro bravura nel saper creare un brano lungo senza tediare l’ascoltatore ripetendo all’infinito determinati giri o esagerando con riff e strutture troppo complicate. La cornamusa del primo stacco può ricordare qualcosa del debutto dei FolkStone, mentre per il resto i Vallorch suonano sempre personali. Azzeccato il breve solo di violino dopo metà brano, ottimo per spezzare l’atmosfera con qualcosa di fresco, prima di tornare su binari maggiormente lineari. Chiude il lavoro Outro, breve e pacato strumentale folk dal minuto di durata.

La produzione è curata e gli strumenti hanno tutti la giusta importanza; la sezione ritmica suona potente anche se si poteva fare qualcosa di più per la batteria, casse in particolare, ma non ci si può lamentare. Le chitarre, pur non essendo le protagoniste del gruppo, graffiano a sufficienza e i vari violino, flauti, ghironda e cornamusa suonano nitidamente col volume che gli spetta.

I Vallorch si dimostrano musicalmente più grandi degli anni che realmente hanno, segno che la qualità della proposta è buona e soprattutto che sono capaci di creare canzoni di pregevole fattura con una personalità insospettabile se si prendono in considerazione le date segnate sulle carte d’identità.
Ovviamente non mancano imperfezioni, ingenuità e situazioni da gestire con maggiore attenzione, ma per essere un debutto non si può che gioire per questa nuova realtà nazionale in ambito folk metal.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
69.23 su 43 voti [ VOTA]
Narko93
Lunedì 12 Novembre 2012, 20.10.50
12
Dovreste mettere "folk death metal" non "folk"
Aralibeth
Martedì 4 Settembre 2012, 0.20.06
11
Il gruppo merita nel complesso ma non approvo molto sul commento alla voce femminile...personalmente non mi piace, sia a livello di timbrica sia come coinvolgimento sul palco..una band che deve crescere, ma le prospettive ci sono...
Theo
Martedì 31 Luglio 2012, 14.30.35
10
Bravi, visti dal vivo... Meritano proprio
blackswan
Venerdì 6 Luglio 2012, 17.35.17
9
grandissimi spaccate di brutto e anche il vostro artwork è bellissemo )
Giovanna
Giovedì 21 Giugno 2012, 16.56.51
8
Grandi...siete Bravissimi!!! continuate così
nemesis
Mercoledì 20 Giugno 2012, 11.42.11
7
...interessante, sarei curiosa di sentirlo, ma sinceramente dopo tutto lo spam che stanno facendo sulle varie pagine di FB mi hanno già rotto le scatole, ok che ti devi promuovere, ma non fa tempo a uscire un evento che ogni 12 ore sono a postre i loro pezzi!!!!!! ma basta!!!!! andate a suonare invece di spammare che sicuramente siete in grado di promuovervi ancora meglio e evitate di stare antipatici!!!
il vichingo
Giovedì 14 Giugno 2012, 20.56.20
6
Ascoltato per intero: è una bomba. Un 80/100 è meritato.
MikePatton
Giovedì 14 Giugno 2012, 16.09.31
5
questo era un Ep,adesso bisogna vedere come viene fuori l'album
il vichingo
Giovedì 14 Giugno 2012, 16.06.37
4
Li conoscevo solo di nome e non avevo mai ascoltato una loro canzone, ma visto il voto lettori stratosferico e i commenti qui sotto rimedio subito
MikePatton
Giovedì 14 Giugno 2012, 16.05.28
3
GRANDI VALLORCH!!
Arctic01
Giovedì 14 Giugno 2012, 15.13.41
2
Fantastico!
alzailcorno93
Giovedì 14 Giugno 2012, 12.21.15
1
non lo ascolto...lo comprerò direttamente al fosch!
INFORMAZIONI
2012
autoprodotto
Folk
Tracklist
1. Voices Of North
2. Silence Oblivion
3. Cor Ui Vallorch
4. The End
5. Outro
Line Up
Sara Tacchetto: voce
Matteo Patuelli: chitarra
Marco Munari: chitarra
Leonardo Dalla Via: basso, voce
Massimo Benetazzo: batteria
Francesco Salviato: violino
Andrea Rampin: cornamusa, whistles
 
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