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King Diamond - The Eye
( 4753 letture )
All'alba degli anni 90 King Diamond si era già costruito una fama solidissima, poggiata su una serie di dischi epocali firmati sia in proprio, che sotto il leggendario moniker Mercyful Fate. Reduce da cambi di formazione, da una causa legale intentata contro di lui da Gene Simmons per questioni di trucco (!) e da un buon album come Conspiracy, il nostro si apprestava ad affrontare l'ultimo decennio del secolo senza badare molto ai venti distruttivi che una parte del mondo del rock e dello show-biz stavano cominciando a far soffiare contro quello del metal.
Più snello rispetto a Them -da molti considerato il capolavoro assoluto del Re- ma reso più denso di pathos da un uso più mirato delle tastiere, The Eye vede per la prima volta all'opera tutti i membri della formazione nella stesura dei pezzi (con King a far comunque la parte del leone) di questo concept riguardante in sostanza certe nefandezze della Cristianità, legate dal racconto della storia di una collana chiamata appunto The Eye, attraverso i secoli -periodo inquisizione Francese tra il 1450 ed il 1670- e spostando il focus della narrazione dai protagonisti a quello di un narratore fuori campo. Da notare che in massima parte si racconta di avvenimenti effettivamente accaduti, utilizzando i veri nomi degli interessati.

LA STORIA
Lo spunto della vicenda parte da un personaggio non meglio identificato che trova il manufatto, questo gli mostra avvenimenti legati alla sua storia, partendo da quella di Jeanne Dibasson, accusata di stregoneria da Nicholas de la Reymie (Nicolas nella realtà), e bruciata sul rogo. Un sortilegio fa sì che un occhio della ragazza morente si incastoni nel monile, avviando così la sua storia. Tempo dopo tocca a due ragazzine che giocano sulla scena di quello che fu il rogo ritrovare la collana; una delle due rimane uccisa dopo aver posato lo sguardo sull'occhio maledetto. La linea temporale della narrazione si sposta nel 1625 presso il convento di Louviers, dove la novizia diciottenne Madeleine Bavent lo ritrova, e dopo essere stata stuprata dal cappellano Pierre David, durante uno dei loro "incontri di preghiera" fa osservare l'occhio all'empio prete. L'uomo rimane scovolto dalla vista del gioiello al collo della giovane; il giorno dopo muore. Balzo in avanti di tre anni: il nuovo cappellano Mathurin Picard, sotto i malefici influssi dell'occhio, trasforma il convento in un luogo di perdizione, con rituali depravati con le suore, a loro volta rese arrendevoli da una droga versata nel vino della comunione. Le cose precipitano sempre più in basso, arrivando infine a mettere in croce uno sventurato bambino, appositamente rapito allo scopo. Nel 1642 le cose vengono alla luce e gli interessati vengono reclusi. Il prete muore dopo un anno; Madeleine Bavent dopo cinque. La storia si conclude con un fin troppo canonico avvertimento circa le proprietà maligne dell'occhio, intatte e pericolose anche ai nostri giorni.

LA MUSICA
Come detto, The Eye è musicalmente meno cervellotico rispetto al punto di riferimento rappresentato da Them, e nonostante il secondo sia forse compositivamente superiore, risulta più fruibile ed immediato, pur conservando una cifra stilistica e concettuale di altissimo livello, arrangiamenti compresi. L'atmosfera da horror-movie di classe è accentuato dall'uso sapiente delle tastiere, con il nervosismo e la tensione che vengono trasmessi da una micidiale serie di repentini cambi di tempo disseminati in tutti i pezzi, che raramente seguono un andamento lineare per tutta la loro durata, basando la loro forza proprio sulle variazioni. Il tutto è reso molto scorrevole da una produzione sapientemente pastosa ed equilibrata, non per nulla curata dallo stesso King Diamond.
In questo quadro generale parlare dei singoli pezzi è ozioso, in quanto è proprio l'intero blocco rappresentato da The Eye a dover essere magnificato, non presentando crepa alcuna nella propria architettura melodica, ma soltanto un lotto di pezzi che partendo da Eye of the Witch e terminando con The Curse, è connotato da un tasso qualitativo costantemente orientato verso l'alto, con King Diamond autore di una prova maiuscola, muovendosi del resto in un territorio che è quello d'elezione del danese. Citazione a parte -ferma restando la prestazione ottimale da parte di tutti i soggetti impegnati- meritano i soli di chitarra, sempre graffianti, dentro i pezzi e non ridondanti; insomma: ottimi ed abbondanti, anche in un momento in cui molti avevano già messo in dubbio la loro validità all'interno di una costruzione musicale. Da notare che il tastierista Falcao collaborò alla stesura di Two Little Girls, ma non venne mai accreditato.

Criticato da alcuni all'epoca della sua uscita, in quanto tacciato di essere più leggero rispetto alla norma, The Eye rappresenta senz'altro uno degli episodi più maturi ed equilibrati della discografia targata King Diamond. Forse uno dei motivi della relativa freddezza con cui fu accolto all'epoca del suo affacciarsi sul mercato, fu la pubblicità non altezza da parte della Roadrunner, almeno a detta di King, ma a distanza di ventidue anni di distanza è possibile affermare con sicurezza che The Eye è un album da avere e non solo per i fans dei King Diamond.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
77 su 36 voti [ VOTA]
tino
Mercoledì 7 Marzo 2018, 17.50.25
19
Solo una nota, la roque sicuramente uno dei migliori chitarristi ma sugli album si e' sempre diviso gli assoli con blakk e denner, come per tradizione dei due solisti di priestiana fatiana memoria
Aceshigh
Mercoledì 7 Marzo 2018, 17.41.55
18
A mio avviso forse l'ultimo vero capolavoro del Re Diamante (anche se per quanto mi riguarda non c'è un solo disco brutto in tutta la sua discografia). Molto spazio viene dato alle tastiere, che contribuiscono a creare atmosfere veramente orrorifiche! Tante gemme costituiscono questo concept: tra le mie preferite Burn, Behind These Walls, lo strumentale Insanity (uno dei più belli di sempre) e ovviamente Eye of the Witch, sicuramente una delle top songs di King Diamond. Voto 90
Ferro
Mercoledì 16 Luglio 2014, 1.28.54
17
Correva l estate del 1992 e non dimenticherò mai il giorno in cui ho comprato The Eye a dublino.Anche per me e' stato il primo disco del RE ed è stata una folgorazione. Ancora oggi mi viene la pelle d oca quando ascolto into the convent, burn, father picard e gli assoli geniali di andy. le linee melodiche sono incredibili , le tastiere inquietanti, il pazzo di king che recita le diverse voci in the trial ... Uno dei 10 dischi che vorrei venissero inseriti nella mia bara. Voto 95 solo perché ci son giusto 2 canzoni non all altezza delle altre (1642 e the curse). Ma.. Ah che bello! Vae victis
Zakk85
Sabato 7 Settembre 2013, 13.48.07
16
Il disco con il quale ho conosciuto i King Diamond e mi è subito piaciuto molto. I pezzi sono tutti molto belli e l'atmosfera horror-satanica è riprodotta molto bene, bella anche la storia che si divide a capitoli nei vari brani dell'album. Assoli di chitarra pazzeschi che contribuiscono a ricostruire l'atmosfera che riesce a trasmettere questo disco. Voto 90
Steelminded
Domenica 25 Agosto 2013, 22.51.19
15
Non sono un grandissimo fan del Re Diamante - i primi cinque album li apprezzo molto - ma se dovessi giudicare solo dai soli di chitarra (immagino siano per lo più di Andy LaRoque) credetemi non ci sarebbe un solo pezzo che scarterei... Veramente pazzeschi, sempre troppo corti. Evviva!
Lizard
Martedì 19 Giugno 2012, 23.00.21
14
Il primo disco di King Diamond che ho ascoltato. Stupendo, in tutto e per tutto. Condivido il fatto che sia leggermente meno strutturato dei precedenti (in particolare Conspiracy) e che le tastiere vi giochino un ruolo molto importante e, personalmente, lo ritengo un pregio. Alla fine è stato un tentativo più che riuscito di rimettere le cose in ccarreggiata dopo che inspiegabilmente Conspiracy aveva deluso in termini di vendite. Siamo comunque tra i livelli più alti del metal di quegli anni.
Mickelozzo
Lunedì 18 Giugno 2012, 16.42.56
13
95! Finalmente la rece di uno dei miei album piu` tanto meglio preferiti del Re! Meno elaborato di "Them"? Sara` vero, ma dal mio punto di vista e` meglio cosi`, mi pongo soddisfatto tra la massa bovina che lo trovo` molto piu` scorrevole e immediato; senza contare che secondo me e` molto vario, con una sfilza di canzoni memorabili, davvero diverse tra loro. Il concept, con la sua storia che si dipana nei secoli e "The Eye Of The Witch" a fare da fil rouge ha un respiro finalmente ampio, ed ogni canzone e` un episodio musicale che compone, tassello dopo tassello, una splendida storia horror (piena di oscuri sottintesi, ellissi narrative, cose non dette, narrativamente superiore rispetto ad altri album) ma allo stesso tempo, grazie all'alta qualita` compositiva, e` perfettamente fruibile a se'.
DoomAle
Domenica 17 Giugno 2012, 19.22.34
12
Grande album del Re...forse meno blasonato di altri tipo Abigail o Them..ma ugualmente grandioso...Come tutti del resto del grande King..!
Raven
Domenica 17 Giugno 2012, 13.51.21
11
Un giorno, quando sarai mendico e lacero a chiedere l'elemosina all'angolo di una strada, ci ringrazierai
Argo
Domenica 17 Giugno 2012, 11.07.10
10
E via altri 10€... grazie tante eh!
Raven
Domenica 17 Giugno 2012, 10.13.12
9
Riguardo le pareti di batteria ho voletamente omesso di parlarne, perchè King sostenne che non era vero che fu usata una drum-machine, anche se sembra che effettivamente Snowy Shaw usò drum pads. Jek, se hai apprezzato "Them" sappi che questo è molto meno elaborato, ma credo ti piacerà ugualmente.
jek
Domenica 17 Giugno 2012, 9.43.06
8
Disco che non conosco, dopo la recensione devo assolutamente rimediare.
krock
Domenica 17 Giugno 2012, 8.43.35
7
Disco ottimo!!anche se per la batteria è stata usata una drum machine...(almeno in parte)
pip
Sabato 16 Giugno 2012, 18.43.40
6
pietra miliare nella storia del metal. Il grande Re strabocca di genialità e originalità. Il maestro della musica.
Nightblast
Sabato 16 Giugno 2012, 14.29.10
5
Qui c'è da ster in silenzio in assoluta adorazione...Disco epocale, unico, esageratamente evocativo...98, perchè 99 lo darei a Them e 100 ad Abigail...
il vichingo
Sabato 16 Giugno 2012, 14.23.06
4
Eheheh Rada, qui c'è solo una parola da dire: Masterpiece!
xXx
Sabato 16 Giugno 2012, 13.31.38
3
Stupendo!
Radamanthis
Sabato 16 Giugno 2012, 10.55.23
2
Ha detto tutto Raven...non c'è molto altro da aggiungere! Voto 90!
K-igor-D
Sabato 16 Giugno 2012, 1.45.48
1
disco bellissimo, stranamente sottovalutato a quel tempo,privo di cali di tensione con un pathos che tiene incollati dal primo alla ultimo secondo. Splendida la produzione e grande prova del Re. voto 95.
INFORMAZIONI
1990
Roadrunner Records
Heavy
Tracklist
1. Eye of the Witch
2. The Trial (Chambre Ardente)
3. Burn
4. Two Little Girls
5. Into the Convent
6. Father Picard
7. Behind These Walls
8. The Meetings
9. Insanity
10. 1642 Imprisonment
11. The Curse
Line Up
King Diamond (Voce, Tastiera)
Andy LaRocque (Chitarra)
Pete Blakk (Chitarra)
Hal Patino (Basso)
Snowy Shaw (Batteria)

Roberto Falcao (Tastiera)
 
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