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Armored Saint - Delirious Nomad
( 3636 letture )
Dopo l’ottimo debutto, avvenuto nel 1984 con March Of The Saint, i californiani Armored Saint erano chiamati al compito più difficile, vale a dire riuscire a ripetersi sugli stessi livelli. Ebbene, i nostri ce la fecero e, sfornando questo Delirious Nomad nel 1985, si ersero a pilastri dell’heavy metal statunitense, caratterizzato, in genere, da una maggiore solidità e potenza dei riff rispetto a quello europeo (e specialmente inglese). La line up risulta essere di grande spessore: alla voce troviamo un personaggio più che celebre nella scena metal, quel John Bush che, tra le polemiche, prese poi il posto di Belladonna negli Anthrax; alle chitarre, il compianto Dave Prichard (morto di leucemia nel 1989) ed il valido Phil Sandoval -sono loro, a parere di chi scrive, la vera forza della band; al basso, un professionista di prim’ordine, Joey Vera, forte della militanza in gruppi quali Anthrax, Fates Warning e Lizzy Borden; alla batteria, infine, il preciso Gonzo Sandoval. La formazione attuale, fatta eccezione per la presenza di Jeff Duncan al posto di Prichard, è inalterata.

Il platter si apre con Long Before I Die, pezzo più vicino all’hard rock dei Ratt che all’heavy vero e proprio, comunque dotato di un refrain orecchiabile e di una struttura solida (forse troppo). Nervous Man è sicuramente più dura ed “estrosa”, si caratterizza per uno splendido lavoro di chitarre, di cui gli assolo non sono che indiscutibili testimonianze; Over The Edge, aperta da un breve giro di batteria, conferma ancora una volta il desiderio di conferire solidità ai brani –tipico, come detto, di buona parte dell’heavy americano degli Eighties- e mette in luce l’abilità canora di Bush. The Laugh riprende lo schema dell’opener e si distingue soprattutto per un pregevole assolo mentre The Conqueror emerge come uno dei brani migliori del lotto: ritmo veloce, sound potente e coinvolgente, la solita eccellente prestazione vocale ed una sezione ritmica curata nei minimi dettagli, specie per quanto riguarda Vera. The Sake evidenzia nuovamente la complicità fra i due chitarristi della band, sempre precisi e bravi nell’incastonare assolo fra un potente riff e l’altro; Aftermath è un brano che esula un po’ dagli standard di Delirious Nomad, avvicinandosi con successo alla NWOBHM: unendo il pathos e l’epicità dell’heavy europeo alla solidità di quello americano i nostri ci offrono un pezzo strepitoso, probabilmente la hit dell’album. Da sottolineare, in particolare, l’assolo di voce di Bush ed il riff portante di stampo purpleiano. The Hole non riesce a raggiungere i livelli qualitativi della traccia precedente ma risulta comunque essere più che godibile, un sapiente mix fra hard rock ed heavy metal, con un Vera ancora sugli scudi. I due brani conclusivi, You’re Never Alone e Released, sono i più duri del platter ma non risultano all’altezza degli otto precedenti, pur non essendo catalogabili come semplici filler.

Insomma, Delirious Nomad è un signor album, di poco inferiore al predecessore March Of The Saint, considerato dai più come il capolavoro degli Armored Saint. Consiglio vivamente l’ascolto dell’album a tutti gli appassionati di heavy, in particolare a quelli più orientati verso la sua variante d’Oltreoceano. Decisamente piacevole.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
68.44 su 34 voti [ VOTA]
Mic
Giovedì 21 Novembre 2019, 15.12.13
12
Recuperato anche questo. Ottimo metallo ottantiano a stelle e strisce. Nelle liner notes della ristampa in mio possesso c'è scritto che il chitarrista Phil venne allontanato dalla band durante le registrazioni e contribuì solo a incidere parte di Over The Edge. Per il resto suonò tutto il compianto Prichard
Aceshigh
Lunedì 6 Novembre 2017, 10.16.04
11
Concordo con InvictuSteele. March of the Saint è un esordio con i fiocchi, però poi gli Armored Saint sono cresciuti album dopo album fino ad arrivare a Symbol of Salvation, masterpiece assoluto della band. Ciò non toglie che anche i primi 3 album della band siano di altissimo livello. Delirious Nomad per me è da 90 (lato A eccellente, lato B un paio di pezzi sottotono)
InvictuSteele
Martedì 5 Gennaio 2016, 17.49.15
10
Non sono d'accordo con il recensore. March of the Saint è un grande album ma nettamente inferiore a questo e a tutti gli altri classici della band. Questo Delirious Nomad è un album maturo, coraggioso, insieme a Symbol of Salvation il migliore della band. Su questo non ci piove. Voto 87
Delirious Nomad
Martedì 4 Settembre 2012, 11.03.10
9
Ringrazio il recensore per avermi definito "un signor album" .
Fabio II
Martedì 3 Luglio 2012, 20.33.44
8
Per me come gia' espresso in passato e' il migliore dei Saints per tensione descrittiva di quasi tutti i singoli brani con chitarre a doppia mandata
Electric Warrior
Martedì 3 Luglio 2012, 16.39.23
7
Ma Joey Vera in quali anni ha militato nei Lizzy Borden?
Hellion
Lunedì 2 Luglio 2012, 19.52.27
6
..per me è un capolavoro!
The Nightcomer
Domenica 1 Luglio 2012, 23.04.31
5
Anch'io sono tra coloro i quali apprezzano questa band, come anche diverse altre di quel periodo (a mio modesto parere veramente fecondo)... Questi sono albums storici, che meriterebbero almeno di essere ascoltati.
Lizard
Sabato 30 Giugno 2012, 23.10.22
4
Sempre avuto debole per gli Armored Saint, riuscivano a scrivere dei pezzi dannatamente metal, con una classe ed un talento immensi, forse anche superiori a quanto espresso concretamente in musica, seppure i loro album siano tutti bellissimi. Delirious Nomad è senza dubbio uno degli apici della loro discografia e resta uno degli album più belli usciti negli States in quegli anni. Grandissima band, grandissimo album.
Radamanthis
Sabato 30 Giugno 2012, 20.54.40
3
Una band stellare purtroppo sottovalutatissima...eppure questo e March of the saints sono due veri capolavori del genere heavy made in USA! Bush favoloso!
Undercover
Sabato 30 Giugno 2012, 14.17.39
2
Lo dissi anche in altra occasione, band fantastica con un Bush superlativo e un Prichard a dir poco stratosferico, peccato se li siano filati in quattro.
Electric Warrior
Sabato 30 Giugno 2012, 10.17.50
1
Eccellente e snobbatissimo lavoro dei sempre sottovalutati Armored Saint.
INFORMAZIONI
1985
Chrysalis Records
Heavy
Tracklist
1. Long Before I Die
2. Nervous Man
3. Over The Edge
4. The Laugh
5. Conqueror
6. For The Sake
7. Aftermath
8. In The Hole
9. You're Never Alone
10. Released
Line Up
John Bush (Voce)
Dave Prichard (Chitarra)
Phil Sandoval (Chitarra)
Joey Vera (Basso)
Gonzo Sandoval (Batteria)
 
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