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Satyricon - Rebel Extravaganza
( 6412 letture )
La fine degli anni '90 nella musica estrema ha avuto decisamente un peso considerevole. L'epoca del digitale aveva oltrepassato le porte del sound-engineering non da pochissimo ed ancora non era diventato alla portata di tutti, ma un cospicuo numero di band che possedeva un certo gruzzolo poteva addentrarsi nel mare sperimentale della "nuova produzione" musicale. Se poi questa maniacale cura dei dettagli coincideva anche con un rinnovo stilistico, l'ebbrezza della novità sfiorava anche quell'adrenalina che si poteva celare dietro il varco dell'ignoto (dalla parte dei fan ma, in primis, da parte delle stesse band). Non occorre fermarci troppo sul momento storico della fine degli anni '90 in cui il mondo della musica si trovava esattamente in mezzo fra il classico ordine tramite mail-order, la scoperta del disco dal negoziante di fiducia e i primi accenni di Peer2Peer. Questo creava uno stimolante quanto confusionario magma di informazioni, tanto incomplete quanto mitiche, che però facevano parte esclusivamente di questo "strano" periodo di cambiamento che sta fra il 1999 e il 2000.
Molte formazioni sentono il peso del nuovo millennio, le produzioni mainstream rispolverano una nuova versione "industrial-pop" degli Slipknot e i Porcupine Tree soffrono già dell'epoca della clonazione musicale (non tanto quella del CD-ripping, piuttosto quella dell'emulazioni dei generi musicali) con Stupid Dream; mentre tutto il mondo balla con Californication, le "nostre" band come Anathema, Samael, Testament si riscoprono e si rinnovano: chi addolcendo il proprio sound, chi portandolo verso lo spazio e il cosmo più estremo, chi puntando su quella violenza primigenia che - rafforzata dalla potenza digitale - avrà degli effetti devastanti sulle orecchie dei fruitori (in senso positivo).

La Norvegia più estrema tenta la grande impresa di togliersi i vecchi panni tanto adorati dalla critica per vestire la nuova pelle del duemila. Gli Immortal allungano e dilatano il proprio songwriting (At the Heart of Winter), gli Emperor prenderanno una strada nella quale saranno gli unici e insuperabili maestri, mentre i Dimmu Borgir continuano a sfoggiare inedite composizioni - per quanto il peso del barocco non sia ancora perfettamente gestito dalle nuove abilità tecniche della sala registrazione.
La Moonfog Production, casa discografica di Satyr, nonché fiore all'occhiello del black metal, sforna gli album che incarneranno maggiormente questo cambio di rotta del genere.
I Gehenna saranno quasi protagonisti di un'autorinnegazione con Murder e i Darkthrone incominciano quel percorso black'n'roll che tutt'ora - in qualche maniera - perdura; il gruppo cult Dødheimsgard lancerà uno dei più incredibili dischi del cambio-millennio (666 International) mentre i padroni di casa Satyricon partoriscono un piccolo capolavoro, che, forse, solo in epoca recente ha potuto riscuotere i giusti tributi.

Mentre i vicini Mayhem si sono incartati nello scenario post-bellico di Grand Declaration of War, lottando per anni contro la critica per guadagnarsi un po' di comprensione (anche grazie alla ricontestualizzazione), la band di Satyr puntava a descrivere in modo critico quel paesaggio notturno, urbano e occulto che caratterizza le metropoli nordiche (Oslo soprattutto). I vicini Ulver, nella loro maniera post-bohémien hanno idealizzato il paesaggio civico crepuscolare con le sue caldo-fredde luci della metro e le atmosfere rilassanti delle sale d'attesa della stazione; mentre Metamorphosis e Perdition City descrivono il dolce abbandonarsi in mezzo alle ferrovie e ai movimenti delle architetture più contemporanee, alle ombre della Konserthus e dello Stenersenmuseet, Rebel Extravaganza dei Satyricon scende nei sotterranei, nelle fogne, si sporca dei rifiuti e degli scarti di quell'essere urbani, altoborghesi e post-moderni.

Il songwriting si discosta notevolmente da Nemesis Divina, i riff si allungano all'infinito, diventano dispari e si caricano di cacofonìa; Tied in Bronze Chain diventa il veicolo per questi tempi scostanti, queste metriche che non tornano, questo continuo perire sotto i martellanti colpi di Frost.
Il groove che incarna questo album è stato malcompreso dalla critica contemporanea e dalle riviste del settore, troppo impegnate a vedere la mancanza di quell'epicità sciovinistica per accorgersi del tramonto e dell'agonia del medesimo concetto; il magniloquente nazionalismo del precedente disco era appena annegato nei liquami della misantropia più polverosa.
Filthgrinder conserva le stesse ombre di The Dawn of the New Age o della stessa Nemesis Divina ma irrompe e si scontra contro quei gorghi digitali della ripetizione, della serialità e dell'alienazione; l'organo hammond di Havoc Vulture contrappone il proprio calore all'asetticità del resto del songwriting mentre Prime Evil Renaissance sfoggia l'eroico panorama tardomedievale in chiusura a una serie di ingranaggi dispari e arricchiti da urla filtrate. La conclusiva e paradigmatica The Scorn Torrent conserva tutti gli elementi del vecchio passato "satyresco", trasformato e modernizzato secondo l'attuale ideale; si possono sentire gli echi di Forhekset e di Mother North ma il tutto è come proiettato attraverso una pellicola.
Il fruitore assiste alla messa in moto di qualcosa che, ormai morente, potrà rivivere solo grazie all'artificio, alla mistificazione, alla reinterpretazione; sotto i solchi di questo cadavere sono ancora visibili i giovani segni di un glorioso passato, ma quello che ormai si palesa ai nostri occhi è unicamente la rispettabile forma della decadenza e della destrutturazione.
Supersonic Journey dilata al massimo delle proprie potenzialità le sei corde, mentre le pelli di Frost vanno alle velocità più sconsiderate forgiando quest'apocalissi sonora sul modello decadente di un'estetica totalmente industriale. La trasfigurazione portata all'eccesso dei panorami post-punk, i decadenti sfondi produttivi delle fabbriche e delle industrie, il tutto filtrato dall'estremo e particolare gusto dei Satyricon che sembrano evolversi contemporaneamente al proprio lavoro. Fautori e schiavi allo stesso tempo del proprio prodotto, capitalisti in ascesa di un'impresa destinata a soccombere presto sotto il proprio peso*.
Le sperimentazioni di questo album si concretizzano nei brevi ma caratteristici interludi sparsi lungo la propria durata: le chitarre ambient coi disturbi glitch di Rhapsody in Filth, le distorsioni solitarie di End of Journey che frenano la precedente "supersonica" corsa, gli effetti industrial in stile Mz.412 di Down South, Up North...

Questa poca fortunata opera d'arte è stata il bauhaus del metal estremo, basti pensare al già citato 666.International che percorre sentieri simili ma più camaleontici; ripensare al corso intrapreso dai Blut Aus Nord che hanno spinto al massimo ogni traccia già presente in questo Rebel Extravaganza; vedere come gli stessi Emperor hanno saputo prendere in mano analoghi elementi e ridirezionarli verso i propri personali ordini; perfino altri act come Gorgoroth e Disiplin soffriranno di questa manifestazione apocalittica, spiegheranno il proprio inferno metropolitano e tutto questo, sono convinto, è anche merito di tentacolare puzzle avanguardistico dei Satyricon, che si è sparso a macchia d'olio lungo tutto il nord europa.

*Rebel Extravaganza è stato anche criticato perché distribuito in alcuni paesi dalla super-major Nuclear Blast e tutti sappiamo che la crisi compositiva di Satyr subirà un grande tracollo già col successivo Volcano.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
81.25 su 78 voti [ VOTA]
LexLutor
Martedì 23 Gennaio 2018, 0.19.16
46
Dice bene il recensore. Qui ci si sporca di merda. Niente di facile e ruffiano. Concettualmente scomodi e spaventosamente misantropici, i Satyricon si tolgono i costumi medievali da carnevale. Lerci e sporchi, ti colpiscono alle spalle, a tradimento. E non nascondono la mano perché si avvicinano e ti danno il colpo di grazia. O forse no. Filthgrinder e the scorn torrent, due mostri furiosi ipnotici mangiacarne. Un album terrificante.
lisablack
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 19.22.11
45
Sara' ma li sento diversi e già questo, non mi piace. Be' certo gli Ulver hanno cambiato talmente tanto che neanche più loro sanno chi sono..hanno esagerato davvero
tino
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 19.01.37
44
Si può tranquillamente dare 90 a entrambi perché nonostante sono fatti dallo stesso gruppo hanno stili differenti poco paragonabili, ma la sceneggiatura di entrambi e' di eccellenza e non hanno cambiato genere come ad esempio gli ulver. Paragonarli non significa nulla, come paragonare un moving pictures a un signals...si può dare,un voto di eccellenza a entrambi nonostante siano musicalmente diversissimi.
lisablack
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 18.44.10
43
Mai piaciuto..i Satyricon migliori si fermano a Nemesis Divina. All'epoca rimasi male di questa uscita, una grande delusione e ho smesso di seguirli..87 è troppo alto, allora a Dark Medieval Times quanto si da' 150? Album da 60 ,proprio perché li voglio bene..sennò..
tino
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 18.35.25
42
Per me un capolavoro, al pari del precedente. Satyr irriconoscibile e frustissimo rispetto al figo che è diventato ora (come ihsahn)
Aceshigh
Mercoledì 17 Gennaio 2018, 17.44.39
41
Con questo album c'è uno stacco stilistico netto rispetto al passato, parliamo sempre di black metal... ma non sembra per niente la stessa band degli album precedenti. All'epoca ci rimasi perplesso... A distanza di 18 anni posso dire che è un album che ascolto volentieri anche se i "vecchi" Satyricon mi emozionano molto di più... P.s.: grande performance di Frost. Voto 80
Stagger Lee (ex Marchese Del Grillo)
Martedì 30 Maggio 2017, 17.30.46
40
A me questo album piace molto. Certo è diverso dalla triade iniziale ma che senso avrebbe riproporre ancora atmosfere e sonorità già percorse? Io lo troverei poco stimolante sia per la band sia per chi compra il disco. A mio modesto parere quando la proposta rimane di qualità alta ben vengano i cambiamenti e quindi l'evoluzione. Un saluto!.....dimenticavo: condivido il voto del recensore.
lisablack
Mercoledì 29 Marzo 2017, 14.36.33
39
Anch'io la penso così sui Dissection, ultimamente la magia si è un po' persa comunque nel genere ci sono ancora band valide. L'ultimo album che mi ha davvero colpito è quello dei Behexen, The Poisonous Path, scusate l'ot, davvero bello.
Morlock
Mercoledì 29 Marzo 2017, 14.29.32
38
@Silvia assolutamente...i Dissection in particolare in Storm of the light bane si sono superati...disco incredibile....ma le atmosfere sono ben lontane dai dischi citati...il problema oramai è che impossibile ritrovare in dischi recenti la "magia" dei capolavori di cui dicevamo!
Silvia
Lunedì 27 Marzo 2017, 22.08.15
37
Anch'io preferisco Dark Medieval Times di gran lunga. Mi piace molto pure Anthems to the Welkin at Dusk, mi ha fatto sognare. Non considerate i Dissection? Vi sembrano troppo melodeath? Come ho già spiegato non riesco più ad ascoltarli però Storm of the Light's Bane mi sembra una pietra miliare. Cmq tutti questi capolavori li ho consumati praticamente assieme a Nemesis Divina e In the Nightside Eclipse. Atmosfere magiche, tetre e quel tumulto ti mette in pace col mondo. Almeno x me
lisablack
Lunedì 27 Marzo 2017, 21.28.41
36
Morlock, gli album che hai citato sono capolavori del genere, io dei Satyricon, li considero eccellenti fino a Nemesis Divina..quei 3 dischi che hanno fatto, sono quanto di meglio uscito dalla Norvegia in quegli anni. Poi non si sono più ripetuti, a quei livelli. Quando voglio ascoltare un'album black metto su Dark Medieval Times che è magia, magia pura...
Morlock
Lunedì 27 Marzo 2017, 21.01.16
35
Mi trovo totalmente daccordo con @lisablack....ho avuto le stesse sensazioni all'ascolto di questo disco....a quei dischi che citi aggiungo Nemesis Divina,Transilvanian Hunger e In Abborhence Dementia per me propio la bibbia
Mulo
Lunedì 27 Marzo 2017, 20.49.33
34
Insieme agli Emperor sono l'unica band black che mi piace,questo è un disco allucinante e bellissimo (i successivi nn li ho proprio ascoltati).X ciò che mi riguarda hanno fatto 4 capolavori (i primi 4)tutti diversi tra loro (proprio come gli Emperor). Grandi!
Pacino
Martedì 10 Gennaio 2017, 15.26.02
33
ieri l'ho riascoltato e ora lo commento, album fantastico, il mio preferito dei Satyricon insieme all'altrettanto magnifico debutto!
zakyzar
Lunedì 9 Gennaio 2017, 20.16.15
32
l ultimo grande disco targato satyricon.....voto 85..poi il nulla almeno ci hanno dato 3capolavori consoliamoci con questi
lisablack
Giovedì 1 Settembre 2016, 21.03.21
31
Io ho adorato Dark medieval times, lo ascolto da più di 20 anni insieme a In the nightside eclipse, per me, i dischi della mia vita. Qui è racchiusa l'essenza del vero black, atmosfere sinistre, malinconiche, glaciali..è ovvio che rimasi delusa da questo album. Non per chiusura mentale, o menate varie, proprio perché non ci riconosco la magia degli album che ho citato..tutto qui.
terzo menati
Giovedì 1 Settembre 2016, 20.26.27
30
Detta così ci sta, l'imperativo del primo post un po' meno. Io amo entrambi i dischi ma nemesis e' quello che ritengo più inoffensivo se mi passate il termine. Rebel invece è follia pura, cattiveria chirurgica ma sporca e letale, il Black metal che incontra i coroner cibernetici di grin. Poi saty su questo album ha giocato col fuoco, flirtato con il nazismo vedo non vedo, dai testi, al look, alle svastiche dellartwork. Più letale di tutta la paccottiglia nsbm uscita poi
lisablack
Giovedì 1 Settembre 2016, 19.26.22
29
Questione di gusti. Per me i primi 3 album firmati Satyricon sono tra i migliori album black di sempre, questo no.
terzo menati
Giovedì 1 Settembre 2016, 18.36.16
28
Proprio il contrario
lisablack
Giovedì 1 Settembre 2016, 18.18.54
27
Album di gran lunga inferiore a Nemesis Divina, per non parlare dei primi 2 capolavori, l'inizio della fine dei Satyricon, purtroppo..con mio sommo dispiacere..
Pink Christ
Domenica 21 Agosto 2016, 12.30.04
26
Album che ai tempi fu considerato una vergogna dai soliti "cultori" della musica estrema.Quante ne ho sentite su di loro ai vari concerti. Io l'ho sempre amato e continuo ad amarlo. Non un capolavoro ma quasi 87 ci sta tutto
Enrico
Domenica 22 Settembre 2013, 4.29.25
25
Capolavoro IMMENSO.
enomis2000
Lunedì 24 Giugno 2013, 14.51.41
24
non amo particolarmente il black metal ma questo album mi piace molto
enry
Giovedì 5 Luglio 2012, 10.39.58
23
Quoto l'analisi di Nightblast, e sono stato un po' stretto con il voto, diciamo 85 secco.
Nightblast
Giovedì 5 Luglio 2012, 10.08.27
22
Rebel Extravaganza, assieme a qualcosa dei grandi Ulver è stato l'album che più ha gettato le radici per la rinascita del movimento Black Metal...Purtroppo la cosa non ha attecchito, relegando il Black Metal odierno a semplice copia di quanto fatto dai maestri negli anni '90, con qualche sporadica eccezione. Con questo disco i Satyricon dimostrano di essere una spanna sopra la maggiorparte delle band del genere, sia a livello compositivo che esecutivo. Oltre a loro soltanto gli Emperor e gli Immortal potranno vantare tanto spessore musicale. Rebel è un concentrato di istinto, violenza e tecnica messi in un unico platter. Un disco unico e meraviglioso, che ha avuto l'unica "colpa" di arrivare dopo l'immenso Nemesis Divina, e che quindi a suo tempo ha deluso le aspettative di chi voleva che Satyr e co. bissassero quanto fatto con quel grande album. In un'ultima analisi Rebel è un capolavoro senza tempo, che con la sola Tied in bronze chain, potrebbe fare scuola per il prossimi 100 anni in ambito estremo. 90.
Nyarlathotep
Giovedì 5 Luglio 2012, 9.19.58
21
@ Moro: ti prego, recensiscili presto allora!! XD
Moro
Giovedì 5 Luglio 2012, 0.36.35
20
@Nyarlathotep: hai ragione.. il disco dei Thorns è veramente all'avanguardia. Io lo presi quando uscì e infatti ricevette delle critiche ottime sotto ogni punto di vista. I rumors dicono che contenesse tantissime partiture di chitarre di Euronynmous e del disco che avrebbe dovuto rilasciare dopo DMDS... Lo split Thorns/Emperor è un capolavoro, soprattutto le tracce che gli uni remixano degli altri. E' un tentativo non innovativo (nel mondo della musica) ma nuovo (nel mondo blackmetal) di sperimentazione.
Nyarlathotep
Mercoledì 4 Luglio 2012, 21.27.15
19
potendolo fare... hai fatto benissimo, enry, io all'epoca non ascoltavo ancora quasi per niente black, nel 2001 ero un dodicenne epic-power-trasher, avevo qualcosa di viking o addirittura black della mia città (i Nazgul), ma ignoravo e snobbavo i Satyricon e Kovenant di quegli anni. Che occasioni perse.
enry
Mercoledì 4 Luglio 2012, 20.58.54
18
Nyarlathopet hai ragione, quello dei Thorns è un gran disco (a me piace un botto anche lo split Thorns/Emperor) per me non inferiore a questo. Io in quel periodo prendevo tutto quello che pubblicava la Moonfog, a prescindere.
Nyarlathotep
Mercoledì 4 Luglio 2012, 19.58.09
17
Ottima contestualizzazione comunque, complimenti!!
Nyarlathotep
Mercoledì 4 Luglio 2012, 19.57.52
16
Bell'album, molto ricco veramente... ma tra le leggendarie produzioni Moonfog ad esso contemporanee ne deve essere assolutamente ricordata un'altra, in cui lo stesso Satyr ha messo lo zampino, anzi la voce per un brano... "Thorns" di Thorns, cioè Snorre "Blackthorn" Ruch... un altro disco epocale e di grandissimo rinnovamento per il black.
Raze
Martedì 3 Luglio 2012, 9.48.03
15
A me sto disco è piaciuto in sacco, Tied in bronze chains è per me un capolavoro e una delle prime canzoni che mi ha avvicinato al genere estremo del metal. Rebel è un disco spartiacque per il gruppo che divide i fan tra chi li considera morti o chi non disdegna evoluzioni musicali di un determinato gruppo. Adoro i primi dischi, Nemesis divina e Dark medieval Times penso non si possano discutere, però non mi dispiacciono nemmeno gli ultimi da " Now Diabolical" in poi e li ascolto con piacere di tanto in tanto, anche se di black metal fatto come si deve è rimasto ben poco
Sambalzalzal
Lunedì 2 Luglio 2012, 18.36.16
14
Ah... questo è il periodo in cui iniziarono a vestirsi da mongoloidi e a comportarsi da checche isteriche... con tutto il rispetto che ho per il primo album a Satyr non è rimasto proprio nulla di bello a parte la moglie!
Theo
Lunedì 2 Luglio 2012, 18.27.50
13
Ah i Satyricon! Mi erano piaciuti con il primo lavoro... Poi non mi hanno più preso... Questione di gusti immagino
S.V.
Lunedì 2 Luglio 2012, 18.22.40
12
Disco innovativo per il tempo, ma se non piace non vuol dire che non si capisce nulla di musica, caro Undercover, a me lascia poco, non lo trovo male, ma rimane lì sospeso tra un giudizio buono per quanto riguarda lo stile e l'esecuzione, ma che come mio gusto personale non vale più di un 65/100. Il problema è che i Satyricon per me il vero capolavoro non l'hanno mai fatto. Ho un po' apprezzato tutti i loro dischi, ma c'è sempre stato qualcosa che nn mi tornava. Onestamente preferisco Volcano a questo.
Moro
Domenica 1 Luglio 2012, 13.10.08
11
C'è da dire che tutte le band storiche sentivano che età ora di cambiare qualcosa, l'inserimento di parti thrash e death e la scoperta dei sample È arrivata in quel periodo. Basti paragonare il primo disco del nuovo millennio di qualsiasi band abbastanza grande per vedere che il passato andava semplicemente lasciato alle spalle (Mayhem, cradle, Dimmu, Helheim, Gorgoroth, Enslaved, Immortal, darkthrone...). Tutti hanno avuto il proprio cambiamento...
manaroth85
Domenica 1 Luglio 2012, 12.58.59
10
gli album degli esordi erano spettacolari, cmq sarò di parte ma anche gli ultimi non mi dispiacciono, han cambiato genere però riescono sempre a far cose interessanti...mother north!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
piggod
Domenica 1 Luglio 2012, 12.22.56
9
Per quanto mi riguarda l'inizio delle fine. Album orrendo e se paragonato con il trittico iniziale dei Satyricon mi vengono le lacrime agli occhi. Forse ha qualche merito, perché alcune band, prendendolo come base su cui costruire, hanno generato lavori degni di nota (IMHO il migliore è Frost-Talking to God), però Rebel Extravaganza in sè è un album estremamente debole che pone la pietra tombale su un monicker glorioso. R.I.P. Satyricon...
FURIO
Domenica 1 Luglio 2012, 11.38.34
8
Ricordo che quando la ascoltai la prima volta mi sentì tradito... ma dopo pochi ascolti entrai in sintonia con la band ed oggi lo considero come un album imprescindibile della loro discografia. La sola "Supersonic Journey" vale l'acquisto del disco!!
il vichingo
Domenica 1 Luglio 2012, 9.55.04
7
Per quanto mi riguarda, l'ultimo capolavoro dei Satyricon. Poi sono andati peggiorando, fino ad arrivare a quel mezzo aborto di The Age of Nero. All'inizio mi diceva poco o nulla, soprattutto perchè lo confrontavo con le tre perle DMT - The Shadowthrone - Nemesis Divina e da un simile confronto questo disco ne esce devastato. Poi ho capito che Satyr aveva voltato pagina, che non sarebbero più usciti dischi in stile Nemesis Divina e, con il passare del tempo, ho rivalutato questo disco. 83/100.
Moro
Sabato 30 Giugno 2012, 20.43.25
6
Fondamentale davvero... devo dire che rimasi stordito appena uscì ma non vi trovavo quelle violente critiche che comparivano sulle riviste (Grind Zone lo paccò totalmente). Devo dire che l'ho capito col tempo e devo anche dire che è uno di quei dischi che ascoltato in dimensione live può fare l'effetto contrario. E' un album notturno che va ascoltato esclusivamente in CD, in digitale, a casa....
Undercover
Sabato 30 Giugno 2012, 14.01.34
5
Criticato solo da coloro che non ne comprendono una beata mazza di musica, questo disco è stato una svolta inattesa quanto geniale. Fondamentale per l'evoluzione del black.
Bloody Karma
Sabato 30 Giugno 2012, 12.37.50
4
disco violentissimo...Satyr rinnova totalmente il sound della band portandolo direttamente nel nuovo millennio, ma senza sputtanarlo (come invece accadrà in seguito)...al tempo venne capito poco, anche perchè veniva dopo quel capolavoro immortale di nemesis divina, ma vedo con piacere che in molti lo hanno rivalutato e compreso perfettamente...
enry
Sabato 30 Giugno 2012, 11.35.04
3
Preso appena uscito e all'inizio un po' di delusione c'era. Un disco che ho rivalutato con il passare degli anni, anche se i precedenti lavori, a gusto personale, restano ben altra cosa. Bellissima Tied in Bronze Chain...Comunque a me in Volcano c'è ancora qualcosa che mi piace, il problema sono gli ultimi due, davvero scarsi. Voto 80.
Aelfwine
Sabato 30 Giugno 2012, 10.56.56
2
Che bella recensione, la parte iniziale mi piace molto e mi fa ricordare proprio quegli anni. Comunque, una giusta e attenta disamina di questo bel lavoro (per me l'ultimo) di Satyr & Frost.
Mickey
Sabato 30 Giugno 2012, 10.55.05
1
Ahah sospettavo questa recensione visti i tuoi ultimi ascolti su Last.fm! Sicuramente fu un trauma per l'epoca (vabbè più o meno quando uscì anche 666 international se non mi sbaglio). A me personalmente piace abbastanza, però devo ancora ascoltarlo meglio.
INFORMAZIONI
1999
Moonfog Productions
Black
Tracklist
1. Tied in Bronze Chains
2. Filthgrinder
3. Rhapsody in Filth
4. Havoc Vulture
5. Prime Evil Renaissance
6. Supersonic Journey
7. End of Journey
8. A Moment of Clarity
9. Down South, Up North
10. The Scorn Torrent
Line Up
Satyr (Vocals & all instruments)
Frost (Drums)
 
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