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Cream - Wheels of Fire
( 5687 letture )
L’ottimo successo commerciale ottenuto con l’album Disraeli Gears (arrivò al quinto posto in Gran Bretagna e al quarto negli Stati Uniti) rese enorme l’attesa per il nuovo disco degli inglesi Cream ed il gruppo non deluse di certo le aspettative dei fan e della critica.
Inciso tra il 1967 (IBC Studios di Londra) ed il 1968 (Atlantic Studios di New York) e prodotto da Felix Pappalardi, Wheels of Fire fu rilasciato nell’agosto del 1968 dalla Polydor per il mercato inglese e dalla Atco per quello americano, consacrando definitivamente questo fantastico combo come uno dei più significativi della storia del rock. Si tratta di un doppio vinile dalla cover grigia a forti tinte psichedeliche curata da Martin Sharp. La prima parte venne realizzata nei citati studi di registrazione, mentre la seconda contiene quattro tracce live -tre registrate al Winterland Ballroom di San Francisco (Crossroad e Spoonful il 10 marzo 1968 e Traintime l’8 marzo 1968) e la sola Toad al famosissimo Filmore East di New York il 7 marzo 1968; il titolo del secondo vinile Live at the Fillmore è, quindi, inesatto. Wheels of Fire arrivò terzo nella terra natia e primo nel mercato americano ed è unanimemente considerato un’autentica pietra miliare della musica moderna.
Purtroppo il destino dei Cream era già segnato perché far coesistere a lungo tre personalità carismatiche del calibro di Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker era un’impresa ardua. La band, infatti, dopo aver suonato per l’ultima volta dal vivo a Londra il 26 novembre del 1968 (Farewell Concert), si sciolse tra la disperazione generale ed onorò, comunque, gli impegni discografici pubblicando nel 1969 il platter Goodbye.

Wheels of Fire contiene la quintessenza della filosofia musicale dei Cream mischiando sapientemente rock, blues e psichedelia ed esaltando nella parte dal vivo la perizia tecnica dei tre artisti grazie soprattutto alle lunghe jam session in cui basso, batteria e chitarra sembrano rincorrersi all’infinito ammaliando letteralmente l’ascoltatore. Le tracce del primo vinile hanno come caratteristica quella di avere un quarto elemento in aggiunta al magico trio: si tratta dello stesso produttore Pappalardi che, oltre a suonare viola, clavicembalo, campana e organo, ha arricchito le varie composizioni utilizzando effetti elettronici.
Analizziamo ora quest’opera track by track. L’opener White Room è uno pezzi forti del repertorio dei Cream, con un magistrale Clapton alla sei corde e la perfetta simbiosi tra rock, blues e aperture sinfoniche (quest’ultime grazie all’apporto della viola di Pappalardi). Un arcigno blues è il protagonista della seguente Sitting on Top of The World, composizione d Chester Burnett, con l’affascinante voce di Bruce sugli scudi. Passing the Time ha una struttura variegata e risulta di spessore l’apporto dell’organo di Pappalardi nella parti più pacate e suggestive. In As You Said predominano la chitarra acustica e l’armonioso vocalism di Bruce, mentre nella psichedelica Pressed Rat and Warthog il ruolo di cantante viene svolto da Ginger Baker. Politician è un’altra hit munita di un andamento blueseggiante molto particolare e attraente. Those Were The Days vira più precipuamente sul rock ed è caratterizzata da un bellissimo refrain e da un dirompente assolo di Clapton. In Born Under a Bad Sign, pezzo di Brooker T. Jones e William Bell, è ancora l’amato blues a farla da padrone, ma è l’incendiaria semiacustica Deserted Cities of The Heart a sugellare una prima parte di grande musica, sebbene va anche ammesso che non sempre si riesce a raggiungere il fascino e la perfezione stilistica di Disraeli Gears.
Il disco live è eccezionale, con una versione al cardiopalmo di Crossroad (un brano nato dalla fusione di due song di Robert Johnson e precisamente Crossroads Blues e Traveling Riverside Blues) in cui tutta la potenza sul palco sprigionata dai Cream emerge nettamente; la prestazione di Clapton è a dir poco fantastica. Spoonful è una cover di un brano blues di Willie Dixon con una jam session conclusiva da brividi. La divertente Traintime vede l’armonica di Jack Bruce protagonista, unitamente ad uno straripante Ginger Baker che si scatenerà decisamente nello storico lunghissimo assolo contenuto in Toad, dando lustro alla sua grandissima classe.

E’ difficile giudicare un full lenght che praticamente adoro ed ascolto ormai da decenni. Come già argomentato, è un lavoro inferiore, seppur di poco, al predecessore e presenta le prime crepe che porteranno di lì a poco alla fine dei Cream -da considerare che nessun pezzo presenta la firma di Clapton-, ma siamo, comunque, al cospetto di una musica sublime che ha influenzato tantissimi musicisti: solo per questo merita la vostra attenzione.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
85.72 su 11 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Venerdì 29 Maggio 2020, 19.02.18
16
Rispolverato oggi.......semplicemente fantastico..... Storia del Rock!
cowboy big 80
Giovedì 23 Gennaio 2020, 23.30.34
15
Un rincoglionito amante di elettronica mi ha fatto ascoltare un 'canzone' dell immenso Cozy Powell, una merda che non e' neanche sicuro che sia sua. Quello che e' peggio e' che qualcuno del web dice che White Room e' di Disraeli G. Cosaaa???? da quelle parti il Rock non sanno naenche cosa sia
cowboy big 80
Sabato 28 Dicembre 2019, 23.34.40
14
ma poi di che cazzo parlate?? quante sono le canzoni cone White room?
VomitSelf
Lunedì 18 Febbraio 2019, 22.33.56
13
Gli preferisco di un tantino il precedente, leggendario "Disraeli Gears", ma grandissimo album anche questo. Il Clapton che mi piace ricordare..
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 15.29.11
12
Il trio al suo massimo. Velocisti della sei corde, prego accomodatevi, ed imparate cosa vuole dire suonare di classe
Philosopher3185
Martedì 3 Febbraio 2015, 14.45.29
11
Capolavoro dei Cream.Uno degli album Rock blues piu' belli della storia;di questa musica ne attingeranno i Black sabbath,incupendo e rendendo il sound ancora piu' vario e molto piu' feroce e potente.
Ulv
Venerdì 9 Agosto 2013, 11.23.12
10
I Cream sono il mio gruppo preferito ma devo ammettere che il disco dal vivo è abbastanza mediocre, eccezion fatta per Crossroads che da sola vale il prezzo dell'album. Toad è carina, Traintime pure, ma Spoonful non è un granché, ci jammano sopra in maniera abbastanza standard, da mestieranti. Inoltre i tecnici che registrarono l'album abbassarono i volumi degli ampli di Eric e Jack per ottenere un suono più pulito...i Cream è meglio ascoltarli su Bootleg, o in alternativa su Live Cream 1 e 2. Bella la parte in studio, nella quale spiccano White Room (devastante) e Politician.
foda
Domenica 28 Aprile 2013, 21.03.58
9
primo super trio della storia del rock...CREAM FOREVER!!!!
George H.
Martedì 24 Luglio 2012, 16.44.19
8
Troppo brutto per essere vero.
il vichingo
Venerdì 13 Luglio 2012, 14.36.12
7
Probabilmente uno dei migliori della band. Qui si parla di dischi che hanno fatto la storia della musica, un vero C-A-P-O-L-A-V-O-R-O!
BLS Furlan Chapter
Mercoledì 11 Luglio 2012, 10.44.10
6
Mi unisco alle lodi di questa pietra miliare del rock! Bellissimo.
Lizard
Lunedì 9 Luglio 2012, 23.19.05
5
La Storia con la S maiuscola. Band a dir poco fondamentale, disco capolavoro.
FrOm ThE BeGiNnInG
Lunedì 9 Luglio 2012, 20.42.58
4
Il live.........syupendo!
LORIN
Lunedì 9 Luglio 2012, 16.21.46
3
Questo disco è come tutti i dischi dei Cream: CAPOLAVORO. E visto che di piu' non si puo', il mio voto è 99.
carla63
Lunedì 9 Luglio 2012, 15.17.28
2
amo ques'album!
Subhuman
Lunedì 9 Luglio 2012, 14.12.10
1
Il mio preferito dei Cream: un album spaziale che tutti dovrebbero avere o quantomeno conoscere!
INFORMAZIONI
1968
Polydor/Atco
Rock
Tracklist
In the Studio (Disco 1)
1. White Room
2. Sitting on Top of the World
3. Passing the Time
4. As You Said
5. Pressed Rat and Warthog
6. Politician
7. Those Were the Days
8. Born Under a Bad Sign
9. Deserted Cities of the Heart

Live at the Fillmore (Disco 2)
1. Crossroads
2. Spoonful
3. Traintime
4. Toad
Line Up
In the studio:
Jack Bruce (Voce, basso, violoncello, armonica, calliope, chitarra folk, flauto dolce)
Eric Clapton (Chitarra elettrica, voce in Crossroads)
Ginger Baker (Batteria, percussioni, campana, glockenspiel, voce in Pressed Rat and Warthog)
Felix Pappalardi (Viola, clavicembalo, campana, organo)
Live at the Fillmore:
Jack Bruce (Basso, armonica e voce)
Eric Clapton (Chitarra elettrica e voce)
Ginger Baker (Batteria)
 
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