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Circus Maximus - Nine
( 6609 letture )
PREMESSA
Inutile girarci attorno e perderci in panegirici fini a se stessi: i Circus Maximus sono una tra le band più attese del 2012 in ambito prog, se non la più attesa. E’ una band che si ama o si odia, ma tante sono le persone che hanno apprezzato l’acclamatissimo (anche se derivativo) debutto The 1st Chapter e ancora di più sono quelle che hanno letteralmente fuso il successivo Isolate. Che piaccia o no, la Scandinavia, nota probabilmente a torto quasi sempre per generi musicali più estremi, si sta prepotentemente imponendo anche sulla scena prog internazionale. Circus Maximus, Seventh Wonder e Leprous sono tra le punte di diamante di questo “movimento” che sfoggia ormai da anni musica di qualità eccellente. Nine è il terzo album della band norvegese e le aspettative sono altissime; bollati spesso dalla critica come band che troppo deve ai Dream Theater, i nostri godono comunque di una fanbase solidissima e che va sempre aumentando. Forse perché fanno quello che il teatro dei sogni non fa più da tempo, ovvero un disco decente? Forse perché il connubio tra tecnica, virtuosismo, melodia e linee vocali di presa immediata funziona benissimo? O forse semplicemente perché scrivono grandi canzoni? Ai posteri l’ardua sentenza, fatto sta che la nostrana Frontiers ci ha visto benissimo, e la miglior risposta ai detrattori si da sul campo senza troppi proclami tipo “Spacchiamo il mondo” ecc.. Preparatevi quindi a un disco diverso, a nove pezzi di cui tre da 9-10 minuti e al disco più bello e più completo dei Circus Maximus, che sfoggiano una prestazione notevole sotto tutti i punti di vista. Lasciamo quindi i paragoni in un cassetto, le personalità affiatate, mancate o copiate nel dimenticatoio e facciamo in modo che a parlare sia l’unica cosa che conta: la musica.

NINE
Forging: Niente di che. Un’intro di un minuto scarso su cui si può dire poco; il disco appunto si chiama Nine e questo trafiletto fa da decimo incomodo con qualche eco, qualche nota sinistra e nient’altro da segnalare.
Architect Of Fortune: Ora di fare sul serio; il disco vero e proprio inizia con una scelta coraggiosa di oltre dieci minuti. Un accordaccio dissonante aperto introduce la prima traccia del lotto. Contrariamente agli stilemi classici di partenza sugli scudi, qui l’incipit è piuttosto soft sui tom con tastiere dissonanti. Il tutto sfocia in un riff prettamente prog con un’apertura che sa quasi di overture; un breve assolo di Mats, una parentesi metallica, il ritorno ai tom ed ecco che finalmente arriva Mikael! Una strofa piuttosto tranquilla ci accompagna verso il ritornello, e già qui si inizia a cantare a squarciagola il tutto praticamente al primo ascolto:

I never knew i could map
Out my life
Destined to live each and
Every day
Aware of what will come
Deep down inside I do have
All the answers
My misfortune
My burden in life
Is to know what will come
Nothing comes undone
Predict and prevail
That’s me…


I Circus non si smentiscono e continuano sulla linea trasmessa finora: canzoni orecchiabilissime e ritornelli azzeccatissimi. Qualcosa però sta cambiando: è nell’aria e si sente, ma andiamo avanti. La parentesi metallica di prima leggermente variata porta a una seconda strofa suonata in maniera distorta e da manuale del prog: semplicemente magnifica. I toni presto si abbassano: un ponte acustico si insinua nelle orecchie di chi ascolta e ci trasporta in un paio di minuti ariosi e positivi; il tutto viene poi distorto e si fa quasi subito la conoscenza del mattatore del disco: il signor Mats Haugen. Il chitarrista è autore di una prova monumentale per tutta la durata del’opera: non sbaglia un assolo, non fa note fuori posto, non si autocita e non vuole strafare. Semplicemente superlativo e a livelli altissimi di gusto e inquadramento dei pezzi. Un’autorità. Dopo lo splendido assolo si ritorna all’incipit progressive metal e al ritornello; state cantando? Inutile precisarlo. L’inizio della traccia viene ripreso e il pezzo finisce su accordi dissonanti aperti. Che dire? Architect Of Fortune è un grandissimo pezzo: un pezzo in cui un potenziale ammorbidimento del sound fa a gara con ciò che ha reso grande la band fino qua. Si, parliamo di ammorbidimento, ma non in senso dispregiativo. Approfondiremo il discorso più avanti, per adesso limitiamoci ai complimenti.
Namaste: “Quindi crea la distruzione nel nome della pace”. Namaste è un saluto diffuso originario delle zone indiane e nepalesi. Si utilizza sia quando ci si incontra che quando ci si lascia, e viene quasi sempre accompagnato dal gesto di congiungere le mani. Difficile interpretare il testo della canzone: lascia spazio a parecchie interpretazioni che preferiamo lasciare intendere all’ascoltatore. Un riff orientaleggiante ci fa scuotere la testa per qualche secondo; la voce di Mikael è effettatissima e si alterna a un bridge in pieno stile Circus. Il ritornello in battere è presto servito:

Namaste
Bow before me brothers
Show your respect
Then create devastation
In the name of peace


Un bridge distorto e molto pennato sfocia in un intermezzo arioso con un breve assolo e la ripetizione del ritornello. Namaste ha un minutaggio da potenziale singolo: quattro minuti esatti e funzionalissimi in cui la forma canzone è mantenuta nella sua espressione più classica. Una faccia dei Circus Maximus che ancora non si era vista: sembra un gruppo diverso, che punta dritto al sodo senza tecnicismi e orpelli vari. Sanno quello che stanno facendo e lo fanno bene; che abbiano trovato la quadratura del cerchio?
Game Of Life: Pronti a scapocciare? L’apertura aor del pezzo introduce a un riff da scapocciamento andante parecchio gustoso. Si ritorna su lidi aor con una strofa cantata da un Mikael sempre più a suo agio su partiture di questo genere. Infatti il ritornello si mantiene su queste coordinate praticamente per tutti i suoi cinque minuti. L’assolo di Mats è magnifico, inutile dirlo, e il pezzo poi si assesta in un bridge di tastera, chitarra e voce seguito dal ritornello leggermente variato e alla conclusione della traccia, che probabilmente è la più debole del lotto nonostante sia qualitativamente alta. Forse un pochino molle in alcuni punti, volendo cercare il pelo nell’uovo.
Reach Within: Il primo singolo dell’album e ciò che in sede di notizia era stato bollato come “pop”, “roba da checche”, “pezzo commerciale” e via dicendo. Tanti bla bla buttati all’aria, perché Reach Within funziona in realtà benissimo è non fa alcun danno all’economia del disco. A questo punto ci sta. E’ una canzone in effetti piuttosto morbida, ma dove sta scritto che un pezzo non prettamente metal debba per forza essere una schifezza? Qualche nota di chitarra sfocia in un inizio basso batteria in cui ci si può tranquillamente vedere davanti il Bruce Willis di turno che sta per fare una strage. I Circus si rimettono però immediatamente in carreggiata aggiungendo tastiera e chitarra e atterrando su lidi piuttosto pacati e solari.

Stand your ground
It’s time to face your fears
Now become the one you’ve locked away
For years
Looking back you’ve always found
A reason
For the easy way out
Your life in a reflection


Si potrebbe disquisire per ore, la verità è che il ritornello funziona e si insinua nella mente dell’ascoltatore come un tarlo in tutta la sua semplicità, e la stessa cosa vale per il ponte successivo. Niente da fare, vincono loro e vincono bene; senza proclami e quasi in sordina, ma vincono. Nine, se non lo avete ancora capito, è un disco diverso; assolutamente ciò che non penseresti di sentire dai Circus Maximus. Probabilmente ci si sarebbe aspettata una svolta ancora più metal e progressive, invece ci si ritrova ad essere contraddetti da canzoni più “soft”, meno pregne di funambolismi e dannatamente belle. Crediamo sia questo che la band voglia suonare e si sente: sono arrivati al punto in cui la canzone surclassa l’accademia e i risultati sono decisamente sopra la media. Paragone? Il teatro dei sogni non ha ancora capito niente di tutto ciò e si limita a esercizi stilistico/accademici che lasciano il tempo che trovano. Ecco perché Circus Maximus e Seventh Wonder sono arrivati fin qua: SCRIVONO GRANDI CANZONI. La cosa più interessante di tutte è che d’ora in avanti l’album alza ancora il tiro e si assesta sul livelli di eccellenza incredibili: conviene quindi al nostro amato uditorio continuare il viaggio, ne vale veramente la pena.
I Am: Magnifica, semplicemente magnifica. L’unica cosa opinabile del pezzo sono i secondi iniziali in cui sembra si stia ascoltando l’innominabile cantante correggese che tanto starebbe bene a sostituire Fisher nei Cannibal Corpse visto il suono perennemente gutturale del proprio cantato e l’attitudine da rocker di sta minchia che lo traduce in un connubio di campagnoleria mista al nome di un pittore che col soggetto in questione non vorrebbe avere niente da spartire. Detto questo, I Am è una canzone splendida e lascia interdetti il fatto di non averla scelta come singolo apripista per l’album.

It’s just who I am…
Reaching deep, and if I can
Then I will know…
Underneath my skin it will show


Niente da fare: non si resiste e si canta con loro praticamente tutto. C’è spazio per un intermezzo prog metal con Lasse che fa un po’ ciò che vuole e rincomincia il tripudio. Ancora non basta? Ci pensa il signor Haugen a spiegare ancora una volta che non ce n’è per nessuno e a sfoggiare il suo perenne stato di grazia. Un plauso anche alla sezione ritmica per cui valgono gli stessi discorsi fatti per il chitarrista: Truls e Glen non sono mai ingombranti e sono sempre al servizio del pezzo. Le canzoni respirano e il senso di soffocamento che avrebbe potuto permeare nelle composizioni di qualche anno fa ora è totalmente sparito. Tutto funziona enormemente bene.
Used: I Circus Maximus giustamente non ci stanno a sentir parlare di ammorbidimento, ed ecco puntuale la legnata di cui l’inizio ricorda parecchio il primo pezzo di The 1st Chapter.

Define or defeat you
Me and I about to collide
I used to hope for a miracle
Decide and fend for me
Like all hope was lost
So I’ll get used to the pain of being used


Dopo l’ennesimo ritornello azzeccato parte un pezzo arabeggiante in cui succede praticamente di tutto e strumentalmente si arriva all’ubriacatura progressiva che tanto fa gola agli amanti del genere. Spettacolo. Un cambio di tonalità sul tutto fa poi tornare il pezzo al riff iniziale impiegato come degnissima conclusione.
The One: Altro pezzo killer piuttosto radiofonico che non presenta nessun tipo di sbavatura. I saliscendi dal distorto al melodico funzionano benissimo e la band è geniale col detrattore di turno: quando il soggetto in questione pensa di stare ascoltando cose leggere si passa in un momento a sfuriate di tecnica compositiva che gli ricacciano prepotentemente la lingua in gola e lo rispediscono nel cassetto in cui deve stare con la coda tra le gambe.

You go down on your knees
Just because you wanna make me
Forget how it really feels
You blame it all on me
On after another
Listen “my friend” I am not the
Only one


Sentite tremare la cassettiera? Tranquilli: è il detrattore di cui sopra che sta cantando il ritornello e non riesce a fermarsi; domani lo vedrete a sputtanare la band su tutti I forum mentre starà ascoltando Nine appena acquistato dal rivenditore di fiducia che commercia solo true metal ma certe cose le vende lo stesso sotto banco perché deve campare anche lui.
Burn After Reading: Nei suoi quasi nove minuti di durata è tra I pezzi più belli dell’album. Si inizia semplicemente con chitarra e voce per prepararsi con calma al delirio successivo. La linea vocale in questo frangente ricorda parecchio i Porcupine Tree e non è affatto un male. Il suono presto si distorce in un pezzo piuttosto cadenzato e si ritorna all’acustico: la resa è veramente notevole.

Every shimmering rock i’ve collected
Kept weighing me down
Pulling me to the ground
All that I have left of us is a memory
A picture of you and me
Have I forsaken my destiny


Dopo l’efficacissimo ritornello la band inizia a divertirsi facendo un po’ ciò che le pare e arrivando addirittura ad un paio di battute in blast beat! Gli strumenti dialogano e si rincorrono fino all’ennesimo capolavoro di Mats Haugen e a un pezzo scapocciante al massimo con Mikael che ci riporta sulla terra accompagnato da Lasse. Non contento, il talentuoso chitarrista sfoggia un altro pregevolissimo assolo che strappa applausi a scena aperta; il finale epico lascia il posto alla tastiera di Lasse che conclude il pezzo mascherata da pianoforte. Se avete sentito un tonfo vuol dire che è caduta la cassettiera in seguito al contorcimento del detrattore nel cassetto; la sfiga lo perseguita e l’onda d’urto ha anche fatto si che il lampadario della stanza cadesse sulla cassettiera infilzandolo a dovere mentre stava ancora cercando di disquisire sulla checcologia di questa musica. Povero illuso.
Last Goodbye: Arriviamo infine all’ultimo pezzo del disco e alla terza minisuite da una decina di minuti. L’inizio è totalmente tastieristico e ricorda i tempi d’oro della dance anni 90; un a chitarra acustica presto si sovrappone e viene accompagnata da un piccolo assolo. La canzone va in crescendo e apre ad un bellissimo pezzo melodico prima dell’entrata di Mikael. Somigliano parecchio ai migliori Queensryche in questo frangente, e il ritornello è azzeccatissimo.

I will always love you
I will never let you go
In my heart that’s where you follow
Now it’s time for you to know
There were times my heart was aching
There were times I thought I’d make it
On my own…This is my last goodbye


Beh, qui è ora di stringere forte la vostra anima gemella, di sbaciucchiarla all’infinito e di farla sentire protetta nel vostro abbraccio mentre siete sdraiati su un prato la notte di San Lorenzo a osservare il cielo. Al resto pensano Mats, Truls, Glen, Mikael e Lasse. Poi, mentre vi guardate negli occhi, è ora di dire:

I see the cloudless skies
Inside my soul it cries
The scent makes me remember you


Poi potete andarvene e ritornare polvere assieme a una chitarra acustica e a sovraincisioni vocali che lacerano il silenzio e scrivono il ricordo di voi nella mente di chi amate.

CONCLUSIONI
Non prendiamoci in giro. Nine ha molte facce e sarebbe un grave errore prenderlo sottogamba. Ad un primo ascolto può sembrare molto più easy e scarno rispetto ai precedenti due lavori, ma alla superficie non bisogna fermarsi mai, e il disco quindi risulta poi molto più complesso e studiato di ciò che si potrebbe pensare. I Circus Maximus calano quindi l’asso di briscola e non lo fanno spezzando il tavolo in due; lo appoggiano con grazia e prendono tutti i punti sorridendo. Certo, per alcuni saranno sempre un clone dei Dream Theater; per altri un gruppo per adolescenti in crisi ormonale e per altri ancora troppo poco metallici per essere degni di nota. La verità è che da oggi daranno ancora più fastidio perché questo è un gran disco. No, non inventano niente, e allora? Meglio la gente che fa lo stesso disco da vent’anni e male o qualcuno che prende un format e lo migliora ulteriormente rendendolo personale? Già, meglio essere geni, direte voi; ma qui il succo è che può comporre grande musica anche chi non lo è.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
83.77 su 35 voti [ VOTA]
Andrew Lloyd
Venerdì 9 Aprile 2021, 8.04.34
65
Sempre bello ascoltarlo anche a distanza di anni. Oserei dire l'"Images and Words" degli anni Duemiladieci con le dovute proporzioni. I Am, Last Goodbye. La lezione degli Dei di Seattle l'hanno studiata bene, bravi.
Macca
Lunedì 6 Agosto 2018, 10.46.02
64
Mamma mia che bello! Melodie stupende e di "facile presa", un approccio al prog molto più soft rispetto a tante band attuali ma non per questo meno valido o privo di contenuti. Davvero mi ha rapito già al primo ascolto, confermandosi sempre di più nei successivi. Perle del lotto Architect Of FOrtune e Last Goodbye. Per me 85 lo merita tutto, ampiamente.
Steelminded
Martedì 5 Settembre 2017, 23.07.31
63
Hero è davvero un grande album. Mi piace tantissimo. Il problema con Circus Maximus è semmai che questa perla è un unicum nella loro discografia e né prima né poi gli si sono nemmeno avvicinati... secondo me.
Steelminded
Martedì 5 Settembre 2017, 21.46.13
62
Hero è davvero un grande album. Mi piace tantissimo.
HeroOfSand_14
Domenica 3 Settembre 2017, 18.46.33
61
Sbaglio a definirlo "capolavoro"? Scoperto da qualche mese, dopo vari e attenti ascolti, non riesco a trovare punti deboli nel disco. Non è prog metal nudo e crudo come era The 1st Chapter (signor disco ma derivativo) o come era in molti punti Isolate (grande album già più originale); questo Nine è composto da brani un pò AOR, un pò power, un pò prog. Questo misto di generi ha portato ad avere pezzi diversi tra loro e dotati TUTTI di melodie pazzesche, suonate da una band fenomenale e cantate da un cantante maturato moltissimo e dotato di un timbro non originale ma caldo, emozionante e ricco di sfumature. I testi spesso focalizzati sull'essero umano non sono ricercati ma arrivano al punto. Disco da avere per fan del prog con la mentalità un pò aperta, questo gode di una longevità enorme e merita di essere valutato come si deve. Bellissima recensione btw.
Tear
Domenica 18 Settembre 2016, 16.27.25
60
Bah, perchè ci deve essere sempre una critica ai DT in qualunque recensione metal prog? comunque gran disco. 80
BlackSoul
Sabato 30 Luglio 2016, 9.34.42
59
Per me ha poco dei DT, anche come sfoggio di tecnica. questo album infatti non è un mero esercizio strumentale condito da una voce irritante, è un grande album di una band che si è evoluta e ha trovato la propria espressione in questo prog molto soft e efficace
Undertow
Martedì 23 Febbraio 2016, 21.49.14
58
È lodevole che abbiano cercato bene o male di affrancarsi dal retaggio DT, ma il risultato secondo me è un album poco riuscito, dalle sonorità spesso eccessivamente morbide e costituito per buona metà da pezzi che stancano al secondo ascolto. In altre parole, i momenti peggiori del disco sono proprio quelli in cui si sono sforzati di fare qualcosa di diverso da Isolate. Insomma esperimento non riuscito. Per me Isolate era nettamente superiore. Unica perla Architect of Fortune: meravigliosa, il loro miglior pezzo insieme a Mouth of Madness.
MrO
Domenica 26 Gennaio 2014, 11.53.48
57
@Tucano: indirettamente, la tua considerazione la si potrebbe leggere/interpretare quasi come un complimento per i Dream Theater, dato che Images and Words è del 1992. Per "superare" (ammesso che il concetto di "superare" abbia una definizione univoca e oggettiva) Images and Words ci sono voluti 20 anni? Scherzo, naturalmente. Per il resto, concordo con la recensione di Gianluca. Un caro saluto - MrO
Tucano
Domenica 26 Gennaio 2014, 10.31.41
56
Disco molto bello,anche migliore di images and words
Steelminded
Sabato 14 Dicembre 2013, 23.54.35
55
Bah secondo me questo è un bel disco, a me piace. Il prog c'é e non c'é. In alcuni pezzi sì, tipo la 2 e la 9, bellissime! Poi per il resto mi sembra viaggiare su binari power-prog, alla DGM per intenderci. Il fatto che sia un po' poppeggiante non è necessariamente un difetto, almeno per i miei gusti. Ciò detto, paragonare questi promettenti e onesti musicisti ai Dream Theater mi sa come paragonare Giovinco a Del Piero...
Steelminded
Venerdì 13 Dicembre 2013, 11.42.01
54
"Forse perché fanno quello che il teatro dei sogni non fa più da tempo, ovvero un disco decente?" eheheh... ci risiamo
aliceinhell
Sabato 25 Agosto 2012, 13.27.49
53
album moscio e piatto!!confrontato a isolate è veramente nullo..
Salvatore
Martedì 31 Luglio 2012, 14.39.32
52
Ho citato Terria perchè le 2 recensioni sono uscite negli stessi giorni, tutto qua? Forse hai ragione tu: Nine l'ho ascolto con le orecchie predisposte al prog dei primi 2 album. Infatti la mia canzone preferita è Sane No More tratta da Isolate.
waste of air
Martedì 31 Luglio 2012, 12.28.52
51
@salvatore: ci sono peró delle differenze abissali tra ciò che fa Devin e i Circus! Sono imparagonabili! Per me cmq questo disco è fatto da grandi canzoni e da una band che finalmente ha trovato la sua dimensione. Ovvio che se lo si ascolta con le orecchie predisposte al prog dei primi 2 album si può storcere il naso; ma non sempre gli orpelli e i tecnicismi fanno un buon pezzo, Nine lo dimostra anche in questo senso.
il vichingo
Martedì 31 Luglio 2012, 12.12.07
50
OK, finalmente mi sono deciso: questa sera lo ascolto, mi avete incuriosito parecchio
d.r.i.
Martedì 31 Luglio 2012, 12.08.30
49
@Salvatore: rispetto la tua opinione ma non concordo con nulla di quanto scritto
Salvatore
Martedì 31 Luglio 2012, 11.59.42
48
Dopo qualche ascolto e un iniziale euforia quest'album si rivela piatto come un asse da stiro e privo di mordente le uniche parti interessanti sono quelle più prog-oriented (sparse qua e là nei 10 brani). La cosa che mi meraviglia è come abbia fatto un recensore che, per esempio, da 100 a Terria di Devin Townsend a dare 85 a Nine che, dovendo seguire lo stesso metro, non meriterebbe più di 70. Forse era meglio quando scimmiottavano i Dream Theater... almeno quello era prog questo sembra una specie di AOR un po' metal...
freedom
Mercoledì 18 Luglio 2012, 13.43.32
47
Bravi, ma mi ricordano fin troppo i Dream Theater. Buon disco comunque, da ascoltare.
waste of air
Mercoledì 18 Luglio 2012, 11.17.13
46
@Luca: ciao, ti rispondo ma non rispondo! Per due motivi: il primo è che 8 mesi fa non ero ancora su Metallized; il secondo invece é che i Royal Hunt per genere sono di competenza della redazione A! Prova a chiedere a Saverio (Lizard), saprà sicuramente spiegarti meglio di me!
Luca "Diablo"
Mercoledì 18 Luglio 2012, 10.56.02
45
La domanda a questo punto sorge spontanea: ma come è possibile che un gran disco come l'ultimo dei Royal Hunt non sia ancora stato recensito su questo sito a distanza di 8 mesi dalla sua pubblicazione?
daveg
Sabato 14 Luglio 2012, 16.39.17
44
Disco imprescindibile secondo i miei gusti musicali. Questo CD è l'album dell'anno, SUPERBO!
pippoc73
Sabato 14 Luglio 2012, 15.54.46
43
Per me è un capolavoro! Melodia, freschezza e tecnica che non sfocia mai in un puro esercizio tecnico. La musica deve emozionare e quest'album ci riesce alla grande, saluti.
BILLOROCK Fci.
Venerdì 13 Luglio 2012, 16.33.44
42
quoto il post di LUCA, num 39 !!
waste of air
Venerdì 13 Luglio 2012, 13.40.02
41
@remedy: Mats più che altro ritmicamente accompagna..Le canzoni dei Circus non sono basate sui riff di chitarra esclusivamente, ma sul collettivo. È un gruppo che si mette più al servizio della canzone rispetto agli exploit dei singoli..
Entropy
Venerdì 13 Luglio 2012, 13.27.58
40
@ Luca. sono d'accordo su molto di quello che dici. Cmq non ho detto che il cantante dei muse non ha tecnica..., ho solo detto che per i muse lo sfoggio e l'utilizzo di tecnica non è così importante come per un gruppo prog.
Luca
Venerdì 13 Luglio 2012, 13.13.12
39
caro Entropy..se il cantante dei Muse è uno che non ha tecnica vocale bè allora io sono Mago Merlino!! Detto questo adoro entrambi i gruppi e ritengo impossibile paragonarli a livello di tecnica e stile ma solo a livello emotivo. Entrambi riescono a farmi venire la pelle d'oca e questo è più che sufficiente! La musica (col sisterma armonico occidentale) esiste da qualcosa come 500-600 anni e le note sono solamente 12 quindi di nuovo sotto il sole è ornmai impossibile sentire qualcosa! Godiamo delle emozioni che questi artisti sanno donarci e tanto ci basti..
d.r.i.
Giovedì 12 Luglio 2012, 23.48.26
38
@Nagash: grazie per il parere
Remedy
Giovedì 12 Luglio 2012, 22.02.33
37
seocno me l'unico problema dei Cm sono le ritmiche, Mats con gli assoli è un fenomeno però nelle ritmiche è un po' banale; questo però è un signor album molto più AOR del precedente che era molto più Metal( anche se la radiofonica Arrival of Love per me era il pezzo più bello del disco), comunque pezzi come Game of Life, I Am, Used sono pezzi che in 4 minuti ti fanno capire la grande bravura di questi ragazzi.
BILLOROCK fci.
Giovedì 12 Luglio 2012, 18.20.24
36
Flag of hate ; post 27: io ho Absolution, black hole, Showbiz e resistance !! Absolution e black hole li adoro, anche a me fa impazzire Knight o cydonia. " ...no one.. gonna take me alive... now.. it s time to make the things ... rights ... " di assolone con chitarra...
NagasH
Giovedì 12 Luglio 2012, 18.08.23
35
d.r.i.: ti chiudo l'OT rispondendoti che il disco è oramai datato di un anno abbondante e che abbiamo una programmazione fitta. Poi magari esprimo un parere personale, ma reputo Rebel Mind un disco trascurabile. Troppo legato ai cliché del prog metal della prima metà degli anni 90 ed alle esperienze Outworld/Thought Chamber di Kascak e Williamson, senza aggiungervi poi molto. Un po' fuori tempo massimo diciamo. Saluti
d.r.i.
Giovedì 12 Luglio 2012, 16.16.26
34
@Entropy post 32: ok, capito il tuo punto di vista Vado in OT...ma la recensione degli Eumeria?
Entropy
Giovedì 12 Luglio 2012, 16.00.44
33
cmq dopo un altro ascolto, l'album mi convince sempre meno. Dopo i primi due pezzi (esclusa l'intro), mi è scivolato via senza emozionarmi, un pò freddino ecco. non merita più di un 73 secondo me
Entropy
Giovedì 12 Luglio 2012, 15.58.54
32
Capisco, ma il punto per me è che stai confrontando un gruppo prog, che quindi ha la tecnica tra i requisiti principali, con un gruppo a cui non interessa assolutamnete essere tecnico. Forse il paragone andrebbe fatto sotto altri aspetti. E come dire i meshuggah sotto l'aspetto della potenza massacrano i cm , secondo me non ha molto senso. Detto questo ovviamente libero di amare più uno che l'altro, e di farlo anche sulla base della tecnica o della potenza. Io cmq sono un amante principalemente del metal, ma volevo rendere onore ad un gruppo come i muse che è riuscito a farmi preferire dei dischi di "semplice " rock molto più di tanti album del mio adorato metal.
d.r.i.
Giovedì 12 Luglio 2012, 14.47.12
31
Non li ho paragonati io, ho solo risposto ai post precedenti e ho voluto sottolineare che come tecnica e feeling per me i CM massacrano i Muse. Per me lòe emozioni e la tecnica si possono paragonare eccome anche tra generi diversissimi tra loro. Ovviamente giudizio personale.
Entropy
Giovedì 12 Luglio 2012, 14.19.28
30
Sinceramente non capisco come si possona paagonare i muse ai circus maximus. Ora secondo me i muse con i primi tre album hanno fatto due capolavori e mezzo di rock. I circus maximus hanno fatto degli ottimi/buoni album (anche se questo nine un pò mi sta deludendo, ma voglio dargli il tempo di crescere) di prog metal puro. Davvero fatico a capire un commento come quello di d.r.i., perchè ripeto una cosa può piacere più dell'altra, ma paragonarli non ha senso. Se a qualcuno piace il prog più del rock , i muse non potranno mai superare i cm, ma ciò non toglie che all'interno della loro "categoria" siano più "importanti" di quanto lo siano i cm nel prog. Insomma abbiamo secondo me un gruppo "leader" e uno "fallower".
d.r.i.
Mercoledì 11 Luglio 2012, 20.31.41
29
Confermo che i Muse sono bravi ma secondo me hanno da correre per arrivare ai CM e tanto!
Northcross1
Mercoledì 11 Luglio 2012, 15.02.38
28
Ciao ragazzi, l'ho ascoltato e sono d'accardo con Flag... Sono ottimi musicisti, suonano bene ed è un buon album, ma per i miei gusti è troppo soft... Preferisco il prog piu cattivo come i Symphony X. Nonostante i miei gusti lo consiglio. Per il voto mi astengo
Flag Of Hate
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.49.24
27
@Billo: LOL, io trollavo ma nemmeno tanto, "Origin Of Symmetry", "Absolution" e "Black Hole And Revelations" li ho nella mia collezione da un pezzo, sono 3 disconi, soprattutto il primo ( e anche "Hullabaloo" aveva dei gran bei momenti, come "Dead Star"). C'è stato un periodo che mi ascoltavo a ripetizione "Knights Of Cydonia" e mi guardavo sempre il video.... che bei tempi Meglio DAVVERO i Muse
BILLOROCK fci.
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.32.37
26
No a me non dispiacciono i muse dei primi 2 album, fanno un bel rock altenativo...
BILLOROCK fci.
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.31.30
25
Flag : i primi Muse non sono per niente male, altro che battute!!
waste of air
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.30.40
24
L'utente flag of hate è condannato a un giorno chiuso in una stanza con la discografia dei Muse a rotazione. L'udienza è tolta.
il vichingo
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.21.46
23
Che l'utente Flag of Hate sia stanato e messo al palo per blasfemia!
d.r.i.
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.18.09
22
aaaaaaaaaaaaaaaaaargh
Flag Of Hate
Mercoledì 11 Luglio 2012, 14.05.53
21
Sentito qualcosina, mah, a me 'sto prog all'acqua di rose non mi prende più di tanto, sarà la stagione bella che mi spinge verso qualcosa di più grintoso, ma alcuni passaggi mi ammosciano. Meglio i Muse (trolololollolooollooooo )
d.r.i.
Martedì 10 Luglio 2012, 20.52.18
20
Per me per ora i CM hanno fatto 3 su 3, tutto il resto sono chiacchiere
Northcross1
Martedì 10 Luglio 2012, 20.50.00
19
Quoto Vichingo... lo sto iniziando ad ascoltare quest' album... Al momento sono rapito da un altro album
il vichingo
Martedì 10 Luglio 2012, 20.43.15
18
Caro Electric Warrior, quando ho letto la tua frase "tre più sopravvalutate band progressive pop degli ultimi anni" ho smesso di leggere il tuo commento. Per il resto sottoscrivo anche la punteggiatura del post 14 di Nagash.
NagasH
Martedì 10 Luglio 2012, 18.41.34
17
@Salvatore: Tranquillo, capita, nessuno si lega al dito nulla. Però io non ho letto nessun paragone, perché non c'è. Waste ha semplicemente parlato di "fuga", passami il termine, di fruitori delusi dai DT, a torto o ragione, verso bands che in un dato momento si sono rivelate più ispirate e in secondo luogo del dato di cronaca che vedeva i CM visti per lo più come dei cloni dei DT per certe soluzioni piuttosto citazionistiche, dalle quali a quanto pare si sono spogliati. Null'altro. Spero che la spiegazione possa aver "calmato" i tuoi bollori musicali
Salvatore
Martedì 10 Luglio 2012, 18.28.45
16
Nel mio precedente commento ho esagerato. Ma se c'è una cosa che mi fa arrabbiare è che in, quasi, ogni recensione di un gruppo progressive metal nelle prime righe deve esserci il confronto con i Dream Theater. Se non ci si schioda dal paragone coi Dream Theater come si fa a trovare band originali che non siano "cloni"?
Ad astra
Martedì 10 Luglio 2012, 18.12.02
15
possibile che bisogna sempre leggere commenti superficiali ad una recensione... onestamente aspetterò di averlo originale e evito di commentarlo ma mi fido di waste quindi attendo fiducioso.. forse sarebbe il caso che si inziasse ad ASCOLTARE i dischi piuttosto che tenerli come sottofondo musicale
NagasH
Martedì 10 Luglio 2012, 17.43.09
14
Certo Electric Warrior, talmente sopravvalutati che personaggi sicuramente meno esperta e preparata di te si sono presi la briga di portarsi una di queste band in toto come turnisti prima (Ihsahn con i Leprous), due membri in pianta stabile dopo (sempre Ihsahn con Einar Solberg e Tobias Orsen Andersen) e, ciliegina sulla torta, come frontman provvisorio (Kamelot con Eriksen dei Circus) e poi in sostituzione di una vera e propria leggenda (sempre i Kamelot con Karevik dei Seventh Wonder). Proprio gente sopravvalutata ci dicono.
Electric Warrior
Martedì 10 Luglio 2012, 16.39.25
13
Da come ho letto i nomi delle tre più sopravvalutate band progressive pop degli ultimi anni, ho smesso di leggere la rece.
il vichingo
Martedì 10 Luglio 2012, 15.38.23
12
Senza polemica salvatore, ma sembri il solito utente che pretende di avere la verità in tasca a tutti i costi. Per te l'ultimo dei DT è una spanna sopra a Nine? Liberissimo di pensarlo, per carità, ma non estendere il tuo parere (decisamente opinabile) per verità assoluta.
NagasH
Martedì 10 Luglio 2012, 15.34.32
11
@Salvatore: abbassa i toni per piacere. Le solite cazzate? Qualcuno potrebbe obiettarti che qui se c'è qualcuno che ha detto una cazzata, quello sei te...parte il gioco per indovinare qual'è!
waste of air
Martedì 10 Luglio 2012, 15.24.10
10
@salvatore: innanzitutto l'etichetta di cloni dei Dream non l'ho data io ai Circus ma è un dato di fatto; quindi i paragoni sono per forza di cose inevitabili. A dramatic turn of events purtroppo l'ho sentito, e l'unica canzone degna del nome che porta è breaking all illusions. Questo Nine ha una freschezza compositiva che i Dream hanno perso da tempo, e anche questo è un dato di fatto. Se poi vogliamo far passare come oro colato un qualcosa che neanche si avvicina al rame, accomodati. Io mi tengo Nine.
d.r.i.
Martedì 10 Luglio 2012, 15.18.19
9
@Salvatore: forse nella recensione parla dei Dream perchè spesso i Circus sono stati citati come semplici 'cloni' dei DT e non come gruppo standalone. Poi sul commento di 'A dramatic turn of events' non entro nel merito perchè soggettivo.
Luca
Martedì 10 Luglio 2012, 15.10.57
8
Penso che sia l'unico disco in cui le ultime 2 canzoni dell'album sono le migliori!!! Non che le prime siano male anzi, sono spettacolari! Ma le ultime valgono tutto il disco e qualcosa di più! Era una delle mie band preferite (insieme ai PoS ovviamente!!) e questo disco lo ha cofermato in pieno!! Da vedere live di nuovo!!!!!! direi che un 85 è più che meritato!
Salvatore
Martedì 10 Luglio 2012, 15.07.36
7
Mi piace molto questa ultimo album dei Circus Maximus forse è il migliore (e il più easy-listening) della band. Le mie preferite: Burn After Reading, Architect Of Fortune e Namaste. Ma arrivato alla frase "I nostri godono comunque di una fanbase solidissima e che va sempre aumentando. Forse perché fanno quello che il teatro dei sogni non fa più da tempo, ovvero un disco decente?" ho pensato: dice di non voler fane panegirico e poi finisce a parlare sempre delle solite cazzatte. Sta storia dei Dream Theater è vecchia come il cucco e se il recensore avvesse ascoltato A Dramatic Turn of Events si sarebbe reso conto che, nonostante la bontà del lavoro dei Circus Maximus, l'ultimo album dei Dream Theater è 1000 volte meglio di questo Nine. E poteva risparmiarsi commenti che non c'entrano un cazzo con i Circus Maximus. Come se per parlare di una band devo citarne un altra.
Luca "Diablo"
Martedì 10 Luglio 2012, 15.01.27
6
i Pagan's Mind sono di un altro pianeta.
Remedy
Martedì 10 Luglio 2012, 11.52.23
5
gran bel disco, hanno trovato il loro sound con questo prog più pop ma mai banale, Mats Haugen si conferma uno dei migliori chitarristi in circolazione, i suoi assoli sono sempre incredibilmente ispirati, le tastiere sono spostate in sottofondo e gli assoli sono quasi completamente spariti(menomale non li sopporto più di tanto) poi vabbè Michael Eriksen voce fantastica.
Flag Of Hate
Martedì 10 Luglio 2012, 11.04.57
4
Quanta Hype c'è attorno a questi qua... è giunta l'ora di ascoltarseli.
d.r.i.
Martedì 10 Luglio 2012, 9.42.05
3
Aspettavo con ansia questa recensione perchè ho comperato appena uscito e mi ha lasciato perplesso. Premetto che trovo questa recensione una delle migliori lette perchè mi trova concorde su tutto (grande waste), questo è un disco che sembra un easy listening ma ti coinvolge e cattura. E' adatto sia nei momenti in cui si ha bisogno di calma sia nei momenti in cui si ha bisogno di carica! A me personalmente ad ogni ascolto mi fa cambiare visione globale sul disco passando da un 80 ad un 90 pieno...quindi 85 ci stà. P.S. non aspettatevi un isolate o 1st chapter ma un disco più maturo, più prog e meno metal!
il vichingo
Martedì 10 Luglio 2012, 9.34.20
2
Ho sentito parlare molto bene di questo disco... devo ascoltarlo il prima possibile!
Mickey
Martedì 10 Luglio 2012, 0.48.52
1
Norvegia terra di Prog a quanto pare
INFORMAZIONI
2012
Frontiers
Prog Metal
Tracklist
1. Forging
2. Architect Of Fortune
3. Namaste
4. Game Of Life
5. Reach Within
6. I Am
7. Used
8. The One
9. Burn After Reading
10. Last Goodbye
Line Up
Michael Eriksen (Voce)
Glen Mollen (Basso)
Lasse Finbraten (Keyboards)
Mats Haugen (Chitarra)
Truls Haugen (Batteria)
 
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