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Nether Regions - Into the breach
( 1655 letture )
Alcune bands riescono a conquistarti fin dal primo ascolto, su questo non c’è dubbio. Si insinuano veloci e senza esitazioni, e lì, dritto all’interno della massa cerebrale, vanno a colpire. Brividi. Lunghe, e buone vibrazioni. Stupore, e alchimia perfetta con quello che si sta ascoltando.

Gioco a carte scoperte: non appena ho ascoltato Do You Live?, seconda traccia di questo sacco amniotico che è il loro Into The Breach, EP di debutto (autoprodotto nel 2011 e oggi rilasciato dalla Abnormal Gait Records) di questa incandescente band di Portland, Oregon, che sono i Nether Regions, sono rimasta positivamente sconvolta. Quanti gruppi possano essere considerati tra le influenze del quartetto è impresa non facile: si tratta di una lista di equilibrate ispirazioni che abbracciano lo sludge, lo stoner e la psichedelia di gruppi come Melvins, Kylesa (ben presenti, ad esempio, nelle linee vocali di Your Name Is Madness), High on Fire, Neurosis, Baroness, Cult of Luna, Dark Castle, senza dimenticare una certa dose di sano progressive rock (leggi alla voce Gentle Giant) che svolge il ruolo di substrato sonoro. Le capacità compositive in mano alla band emergono in maniera nitida ad ogni secondo: le chitarre di Colin Stout e di Todd Pidcock, equamente divise tra speed riffs e parti melodiche, si addentrano in spirali sonore che poggiano saldamente sulla batteria di Wade Murff e sul basso di Joe Wickstrom, richiamando alla memoria le proverbiali, incessanti ritmiche firmate da una band sui generis come gli Ozric Tentacles.
Se un brano come Alpha Omega risulta, nelle prime battute, più vicino ad uno stoner rabbioso che a divagazioni psichedeliche, i Nether Regions ci fanno capire che il loro talento sta proprio nel portare un pezzo ad estreme metamorfosi attraverso stacchi, stop and go e cambi di tonalità, tagliando trasversalmente i generi. Nella fattispecie, un excursus melodico inserito nella sezione centrale del pezzo trova sbocco in inaspettati mid tempo di chiara origine doom. E le sorprese certo non finiscono qui. Ogni canzone ha una propria evoluzione, i cui contorni sono da esplorare ed introiettare. La voce del bassista Joe Wickstrom è quanto di più idoneo si possa immaginare, capace com’è di balzare da un timbro oscuro ad aperture clean che fanno pensare persino all’ottimo Mikael Åkerfeldt. Questa è classe, da elogiare insieme alla prestazione di tutta la band, con una parola di riguardo anche per la perfetta produzione ad opera di Mike Astra e di Mark Ellosworth.

Into The breach è un disco a cui, onestamente, non trovo difetti, ma solo grande talento e una ventata di freschezza ai diversi generi coinvolti nella proposta dei Nether Regions. Un debutto in grandissimo stile!



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
93.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2012
Abnormal Gait Records
Sludge
Tracklist
1. Into The Breach/Spanish Werewolves
2. Do you live?
3. Your Name Is madness
4. Pale Faced God
5. Blood Ritual
6. Alpha/Omega
7. A City Far Enough Away
8. Outrun The Sun
Line Up
Joe Wickstrom (vocals, bass)
Colin Stout (guitar)
Todd Pidcock (guitar)
Wade Murff (drums)
 
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