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Crying Steel - On the Prowl
( 2867 letture )
I Crying Steel -magari un nome che nulla dice ai più giovani- sono stati uno dei gruppi più importanti per lo sviluppo della scena heavy metal italiana. La band, nata a Bologna nel 1982, fu tra le prime a diffondere il verbo metallico nel Belpaese, “metallicamente” ancora in fasce. Fu proprio grazie al primo vagito di On The Prowl del 1987, dopo svariati demo e un EP negli anni precedenti, che la musica metal italiana urlò ai quattro venti che anche essa poteva e doveva avere un posto di rilievo nel panorama europeo. Il primo disco dei Crying Steel non ha nulla, ma proprio nulla, da invidiare ai ben più blasonati prodotti esteri contemporanei. Addirittura viene indicato da più parti come il primo disco metal italiano ad essere inciso su CD. A prescindere da questo primato, al gruppo bolognese -fondato da Alberto Simonini (Chitarra) e Angelo Franchini (Basso)- va indubbiamente riconosciuto il merito di aver saputo registrare una vera e propria gemma del metal tricolore, ma più in generale davvero un ottimo album. A completare la line up di On The Prowl ci sono Luca Bonzagni (voce), Luca Ferri (batteria) e Franco Nipoti (chitarra), tutti autori di prove ben oltre la sufficienza, ma più che esaltarli per le singole prestazioni, sono meritevoli di elogio per la compattezza e l’affiatamento mostrato su disco.

Le influenze -ovviamente- sono diverse e abbastanza evidenti. Possiamo certamente parlare di Judas Priest e Motorhead giusto per elencare un paio di nomi tra i più importanti di quegli anni, ma il platter della band non si limita soltanto a picchiare duro, bensì fa registrare diversi innesti di glam e hard rock che arricchiscono -in maniera del tutto naturale e senza forzature- la proposta dell’ottimo combo emiliano. E’ quindi con grande piacere per le vostre orecchie che si alternano vere e proprie sferzate di metallo bollente come l’apripista No One’s Crying a canzoni più melodiche, quale la successiva (e riuscitissima) Changing The Direction, dove si affacciano timidamente delle tastiere ad accompagnare il pezzo. Si ritorna su binari più strettamente metal con Struggling Along per poi tornare su lidi più melodici e catchy con Far Away. Upright Smile è un mezzo tempo che fa della ridondanza del ritornello il suo punto di forza. The Song of the Evening è una cavalcata strutturata sulla velocità del doppio pedale in pieno stile Motorhead, ma qui c’è l’ugola di Luca Bonzagni (dotato di una notevole estensione vocale) che addolcisce un po’ il pezzo. Alone Again è uno dei pezzi più ragionati e atmosferici; si tratta di una power ballad di ottima fattura. Si spinge ancora una volta con decisione sull’acceleratore con Thundergods vero e proprio pezzo da novanta del disco che metterà a ferro e fuoco il vostro impianto stereo! Provare per credere. Ritmo martellante, prestazione vocale ineccepibile e chitarre taglienti come un rasoio. Come di consueto per l’epoca, non poteva di certo mancare la ballad in coda al disco, e anche questo tassello s’incastona alla perfezione nel mosaico creato dai Crying Steel, mi ripeto, autori di un album sensazionale per l’epoca e per il Paese d’origine.

La band è tornata sulle scene con una diversa incarnazione nel 2007 con The Steel Is Back che non ho avuto modo di ascoltare, per cui non mi pronuncio. Nel frattempo mi accontento di mettere su nel mio impianto On The Prowl, un disco fondamentale per il metal italiano. Peccato che i nostri non abbiano continuato in quegli anni, sciogliendosi qualche anno dopo, salvo poi riunirsi nel 1994 e nel 2003 con la line up di questo disco. Consigliato assolutamente a tutti; se oggi siamo dove siamo, lo dobbiamo anche ai Crying Steel.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
82.28 su 7 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 28 Maggio 2018, 16.22.39
8
Spesso si sono fatti dei paragoni con i Judas Priest, ma su questo ho sempre percepito una forte somiglianza con gli Scorpions e più in generale tutto l'album ha diversi momenti AOR e Hair, cose che andavano di moda al tempo. Ecco questo é un disco molto più Americano che British. Per quel che ne so io (cioé niente) il disco per l'epoca, considerato che era una cosa Italiana, aveva una buonissima produzione, che appunto ricordava molte cose U.S.A. E infatti non ho mai capito il perché non abbia avuto (almeno che io sappia) un grande successo in Giappone. Probabilmente vado controcorrente ma "Changing The Direction" é la più bella del disco per me. Bellissima anche la ballatona finale "Shining".
Sambalzalzal
Mercoledì 13 Febbraio 2013, 12.54.13
7
Mamma mia che ricordi! E che piacere soprattutto nel sentire che a breve il nuovo album sarà pronto!!!!
FRANCO NIPOTI
Mercoledì 13 Febbraio 2013, 12.32.13
6
ciao ragazzi, grazie per le belle parole.....abbiamo il nuovo album in uscita ad aprile (quindi fra 2 mesi circa) , poi inizieremo a promuoverlo in giro per l'Italia.....tutte le info le trovate su lnostro sito e sulla nostra pagina facebook....stay tuned !!
nerchiopiteco
Domenica 22 Luglio 2012, 20.12.39
5
ITALIAN PRIDE
K-igor-D
Sabato 21 Luglio 2012, 15.32.29
4
appena uscito all epoca presi il vinile (bianco trasparente) ..primo vero disco di una certa qualita' di produzione tra le band nostrane, potente e pulito nel suono...che tempi....
anvil
Sabato 21 Luglio 2012, 10.04.32
3
No aspetta se non sbaglio aprirono pure per i Maiden nel concerto di Bologna nel 1985 solo che io arrivai in ritardo e me li persi .
anvil
Sabato 21 Luglio 2012, 9.38.10
2
Mi ricordo di loro perchè erano insieme a strana officina e altri gruppi italiani su un vinile di metal italiano , suonavano bene , ma ci sono ancora ?
Raven
Sabato 21 Luglio 2012, 9.16.35
1
Visti live ed intervistati nell'86... bei ricordi ed ottima band.
INFORMAZIONI
1987
LM Records
Heavy
Tracklist
1. No One's Crying
2. Changing The Direction
3. Struggling Along
4. Fly Away
5. Upright Smile
6. The Song Of Evening
7. Alone Again
8. Thundergods
9. Shining
Line Up
Luca Bonzagni (Voce)
Franco Nipoti (Chitarra, Cori)
Alberto Simonini (Chitarra, Cori)
Angelo Franchini (Basso)
Luca Ferri (Batteria)
 
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