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Arcturus - Constellation EP (reissue)
( 3503 letture )
Nel 1994, in una Norvegia travolta dalle inchieste giudiziarie relative ad alcuni protagonisti della scena estrema, usciva l’EP d’esordio di un gruppo destinato a segnare un passo avanti decisivo nell’evoluzione musicale del black metal: gli Arcturus.
Nei ranghi di quel giovane quartetto figuravano certamente nomi che oggi, dopo quasi vent’anni, causano ancora innumerevoli riverenze; stiamo parlando di Kristoffer Rygg al microfono (Ulver), Hellhammer (Mayhem, Shining, Dimmu Borgir solo per citare tre nomi di assoluto valore con cui l’ex-infermiere ha collaborato), un certo Samoth alle chitarre ed al basso (Emperor, Zyklon fra i suoi progetti maggiormente rinomati), senza dimenticare Sverd alle tastiere, attuale compositore principale della band di Oslo.

Come si evince, non è difficile immaginare questi personaggi impegnati a forgiare corazze impreziosite da una nuova, rivoluzionaria lega metallica: alle tastiere sinfoniche vennero affiancate interpretazioni teatrali, da dramma iberico, tragico e sanguinolento, interpretato dal multiforme Garm, le cui doti di intrattenitore sono oltremodo conosciute (nel futuro, La Masquerade Infernale, oppure i suoi esperimenti elettronici), evitando di negare però, il verbo del metallo nero, utilizzato come livello zero da cui partire per raffinate divagazioni.

Non è un caso quindi, che per la “maggiore età” dell’opera in questione, la label Kyrck Productions riproponga un’edizione in vinile la quale presenta la stessa qualità del suono, le stesse sfumature, la stessa anima della stampa originaria. Benché tali operazioni siano fondamentali per il panorama (Constellation EP era stato ideato come un promo limitato a 500 copie, di conseguenza una perla introvabile), non si intende il motivo per cui l’etichetta abbia aggiunto alle quattro tracce principali una serie di episodi la cui funzione non è chiara e distinta: stiamo ragionando attorno ad una versione alternativa di The Bodkin, denominata early version, leggermente differente da quella ufficiale, presente sul primo full-lenght (ristampato dalla stessa Kyrck Productions peraltro) Aspera Hiems Symfonia edito nel 1995, Naar Kulda Tar, Morax eIcebound Streams And Vapours Grey fotografate durante una sessione di prove del 1994, un'edizione di The Chaos Path pre-prodotta, due versioni di Morax, quella da sei minuti e ventisette secondi, presente nel singolo assieme a My Angel (1991) e successivamente sullo split True Kings Of Norway (2000) che coinvolgeva Emperor,Dimmu Borgir,Ancient ed Immortal, e l’altra, da quattro minuti abbondanti, pubblicata nella primissima apparizione sul mercato degli Arcturus, Promo 90.
Per quanto siano pezzi storici, di interesse sia per il novizio che per l'appassionato con una discreta esperienza sulle spalle ornate di borchie, queste aggiunte probabilmente avrebbero meritato un posto a sé, in modo da dar loro luce sufficiente. Dovendo condividere, per forza di cose, lo spazio con quattro brani seminali (ripresi nel full-lenght, a stabilire così un filo di continuità), il potenziale a loro intrinseco è sminuito.

Non desiderando disquisire sulla qualità del prodotto, in quanto essa è indiscutibile sotto qualsiasi punto di vista, mi soffermo per una veloce visione dall’alto degli episodi del nucleo tradizionale di Constellation EP. Rødt Og Svarg è gelida, arricchita da eleganti synth che sembrano nevischio sulla pelle arrossata ed esposta al vento, calata pienamente nel solco tracciato dai giovanissimi Samoth e Ihsahn, Icebound Streams And Vapours Grey pone in evidenzia la trasversalità e la versatilità delle qualità vocali di Rygg, al tempo non più di un teen-ager, ma già in grado di dominare un corrosivo scream, un profondo growl dalle pesanti tinte crepuscolari ed un caldo, soffuso tono pulito, al quale non sono estranei segni di affettazione, Naar Kulda Tar (Frostnettenes Prolog) è aperta dai drammatici ed allo stesso tempo dolci giri di tastiera di Sverd, accompagnati dai vocalizzi di Garm, presto trasformati dalle circostanze in sussurri feroci, disperati. La sezione ritmica qui come ovunque, marchia a fuoco la composizione, non facendo mai mancare il suo essenziale appoggio. Hellhammer alterna un drumming sostenuto a parti di semplice accompagnamento, ricorrendo alla doppia cassa con precisa economia. Du Nordavind, pur essendo nell'identità accostabile alle precedenti, offre un'atmosfera, figlia del demiurgo Sverd, tragica, alternando schizofreniche corse sugli 88 tasti ad aperture orchestrali pronte a ritirarsi sullo sfondo per permettere alle proteiche vocals di catturare, tramite contrappunti, monologhi, soliloqui paradossali, l’attenzione del pubblico in platea. Forse è in quest'ultimo sforzo che le basi per lo sviluppo della proposta del gruppo vengono poste e definite.

Si tratta, infine, di un'occasione porta agli appassionati che per motivi anagrafici o altre causalità esterne, non hanno potuto far loro la pietra da cui la cattedrale eretta dagli Arcturus ebbe inizio. Inoltre tali ri-edizioni festeggiano degnamente il ritorno sulla scena dei quattro di Norvegia, pur con una line-up per metà rinnovata (ICS Vortex ha soppiantato Garm, Skoll è rientrato nei ranghi dopo quattro anni di pausa), garantendo, a chi ne senta il bisogno, un riferimento dal quale cominciare (o ricominciare) la scoperta della progenie intellettuale del gruppo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
93 su 7 voti [ VOTA]
trimlex
Mercoledì 12 Novembre 2014, 21.06.23
3
immenso,di più e oltre.
Nyarlathotep
Mercoledì 25 Luglio 2012, 9.16.35
2
geniali. tra i miei progetti preferiti in assoluto. aspetto con ansia il nuovo album
enry
Lunedì 23 Luglio 2012, 20.01.33
1
Semplicemente spettacolare, sia l'EP che il singolo My Angel, voto giusto.
INFORMAZIONI
2012
Kyrck Productions
Black
Tracklist
1. Rødt og Svart
2. Icebound Streams and Vapours Grey
3. Naar Kulda Tar (Frostnettenes Prolog)
4. Du Nordavind
5. My Angel
6. Morax
7. Morax Anno 1996 Ev
8. Outro (Radiant Star Befallen)
9. Morax (Rehearsal 1994)
10. Icebound Streams And Vapours Grey (Rehearsal 1994)
11. The Bodkin (Early Version)
12. Naar Kulda Tar (Rehearsal 1994)
13. The Chaos Path (Pre-Production)
Line Up
Hellhammer (drums)
Kristoffer Rygg (vocals)
Samoth (guitars, bass)
Sverd (keys, synths)
 
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