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Soulfly - 3
( 3780 letture )
I Soulfly sono da sempre sinonimo di ribellione, lotta al potere e rivendicazione di ideali umani, motivo per cui di questi tempi potrebbero fare da colonna sonora alla maggior parte delle notizie dal mondo. Nati da una costola dei Sepultura, per conto del singer Max Cavalera, fino ad oggi hanno dato alle stampe otto album in quattordici anni di carriera, ma non sono riusciti ad evitare un naturale calo qualitativo dovuto al fatto di non aver cambiato praticamente nemmeno una virgola del loro sound originario. Ascoltare un disco dei Soulfly equivale ad addentrarsi nel mondo reale utilizzando la musica come strumento di trasmissione degli ideali politici, della storia, della vita. È risaputo quanto tale modo di fare musica non sia poi così raro, ma quanti di coloro che dicono di intendere la musica come strumento di trasmissione riescono ad avere uno stile di vita coerente con quanto detto e scritto nelle proprie canzoni? Se pensiamo a Max Cavalera non possiamo evitare di immaginarci una persona che farebbe qualunque cosa pur di far valere il proprio pensiero e condividerlo con più persone possibili. Come d’abitudine per questa band, anche in occasione del terzo disco c’è stato un leggero cambio in line-up, che ha visto la fuoriuscita del batterista Joel Nunez e il ritorno di Roy Mayorga, già presente sul disco d’esordio di quattro anni prima. Molto evocativo per chi ne sa cogliere la derivazione è l’artwork di copertina, che vede stagliarsi al centro un simbolo religioso indiano, qui inteso con tutta probabilità come concetto di “tre in uno”. Dato che la spiegazione trascende le mie attuali conoscenze specifiche, preferisco ora incentrarmi sui contenuti, ovvero ciò che c’interessa di più.

Il muro sonoro alzato dall’opener Downstroy è solo un piccolo assaggio della bellezza dell’intera opera targata Soulfly. Sullo stesso livello troviamo pezzi come Seek ‘n’ Strike, Enterfaith, Four Elements e l’ancor più gradevole Brasil, vera e propria dichiarazione d’amore in stile Cavalera, in cui il songwriter mette in evidenza tutto il marcio di un Paese che ogni giorno lotta contro miseria e degrado, inciviltà e soprusi politici. Non mancano inoltre, come di consueto, i momenti più introspettivi, quasi mistici, in cui a far da padrone sono le percussioni e altri strumenti a noi meno noti, come il sitar e il berimbau, entrambi suonati dallo stesso Cavalera. Questo avviene tanto nelle canzoni più dirette e cattive quanto in quelle più leggere e d’atmosfera. E non mancano neppure le collaborazioni con diversi artisti della scena metal e non, come nel caso di One, in cui ritroviamo Cristian Machado, voce brasiliana degli statunitensi Ill Niño, che dona un tocco di melodia in più alla canzone, o come in Tree of Pain, brano che da un inizio pacato devia istantaneamente in un prosieguo delirante e che si avvale nei primi minuti della stupenda voce di Asha Rabouin, già presente in Primitive nella conclusiva Flyhigh e successivamente della voce di Ritchie Cavalera, figlio di Max.
Interessante è la cover di One Nation dei Sacred Reich, mentre non eccezionali sono L.O.T.M. e Call to Arms, pezzi che tendono facilmente al dimenticatoio anche per la loro durata risicata (meno di quattro minuti in due). Senz’altro lodevole invece la traccia 9-11-01, che altro non è se non un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’attacco terroristico alle Twin Towers di New York. La parte finale del disco si articola senza alti né bassi: di Four Elements già abbiamo detto, cosa manca? Ovviamente Soulfly III, il brano totalmente atmosferico e strumentale immancabile nei dischi della band, che ci trasporta piacevolmente alla successiva Sangue de Bairro, altra cover, ma questa volta di un gruppo locale brasiliano, chiamato Chico Science & Nação Zumbi, fautori di un tipo di musica sperimentale che mischia indifferentemente musica rock, punk, funk, hip hop, soul e musica tradizionale brasiliana. La canzone è corta, ma si dimostra tra le più interessanti del disco e ci porta al capitolo finale, ovvero la strumentale Zumbi, che però nulla aggiunge alla bontà del terzo studio album a nome Soulfly, se non la conferma che abbiamo a che fare con una band molto particolare all’interno del panorama metal.

La terza fatica della band brasiliana si avvale dunque di una raggiunta maturità, o per meglio dire completezza, rispetto ai precedenti lavori, che toccherà però il suo picco solo col successivo Prophecy. Quel che è sicuro è che 3 merita un posto di riguardo nella collezione di tutti gli amanti delle sonorità pesanti: pur non toccando picchi elevatissimi riesce infatti a farsi ascoltare anche sulla lunga distanza senza perdere mai d’intensità. E allora onore a Max Cavalera e onore ai Soulfly che furono.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
77.08 su 12 voti [ VOTA]
Silvio Berlusconi
Sabato 28 Marzo 2020, 18.27.27
28
un bel connubio tra aggressività ed atmosfera,caratteristica di tutti i primi 4 dischi dei Soulfly.
Silvio Berlusconi
Martedì 21 Agosto 2018, 11.46.37
27
lo trovo leggermente inferiore ai due precedenti ma comunque il livello resta alto,;oltre alle varie Downstray,EnterFaith,Seek 'n Strike e One apprezzo particolarmente Tree of Pain,canzone davvero molto interessante.
Almetallo
Martedì 22 Ottobre 2013, 21.12.18
26
Voto 80
Almetallo
Martedì 22 Ottobre 2013, 21.11.43
25
Grande ripresa dopo il banale Primitive lo so che per molti è un gran disco ma per me è troppo Nu Metal e poco ispirato , una produzione migliore rispetto al precedente e già con questo per me si chiude la parentesi Nu Metal e riprende un ' ottimo Thrash moderno, buona recensione anche se io adoro A Call to Arms e quella mazzata di L.O.T.M.
ForgeToRemember
Sabato 11 Agosto 2012, 23.34.41
24
L'album più sottovalutato della loro carriera. Per me è 85 pieno.
Umbabarauma
Giovedì 2 Agosto 2012, 14.40.32
23
io me l'ero un po' presa perchè dire che i soulfly sono "merda" mi è sembrato un po' esagerato... comunque, come dici tu, è una questione di gusti... che ognuno si tenga le proprie idee.
xXx
Giovedì 2 Agosto 2012, 14.29.20
22
ah, non è una questione di true o truismo, è solo una questione di gusti!
xXx
Giovedì 2 Agosto 2012, 14.28.42
21
Bhè, x me è una merda, mica dovete essere d'accordo con me. Volete mettere questi Soulfly con i Sepultura? E anche Roots con ogni album dei Soulfly? dai...siamo seri...non c'è paragone. Poi se è x' ho usato il termine "merda" allora mi scuso se ho offeso qualcuno ma x me non è un bel progetto questo soprattutto se paragonato ai Sepultura e, il paragone è naturalmente ovvio da farsi visto che c'è di mezzo max!
Umbabarauma
Mercoledì 1 Agosto 2012, 17.07.55
20
@il vichingo: ma poi tu e freedom vi siete scaldati tanto ma la mia frase sul "trueismo" era rivolta prima di tutto a xXx e poi secondariamente era uno sfogo in generale senza pensare nè a te nè a freedom o a chicchessia... @freedom: io i loro album non li conosco tutti, mi sono fermato a dark ages... comunque per me i veri soulfly si fermano a questo 3, con l'aggiunta dell'ottimo prophecy, e già dark ages mi era piaciuto meno...
freedom
Mercoledì 1 Agosto 2012, 16.59.17
19
Umbabarauma: Roots è un grande album, un classico, e il debutto dei Soulfly ne era il degno successore (pur non riuscendo ad eguagliarlo), ma dopo il nulla...solo un ripetere all'infinito la formula del suddetto capolavoro, per poi scadere in quel thrash\groove senz'anima degli ultimi lavori, proprio come vuole mamma Roadrunner, per di più con l'aggravante di non essere riuscito (o non aver voluto) a mettere su una band "vera", dando vita così ad una sorta di Max Cavalera Project, di cui onestamente potevamo fare a meno (un po' come il vecchio Mustaine). I Sepultura -Cavalera M., Kisser, Xisto e Igor- erano su un altro pianeta, no ma che dico, su un altra galassia proprio!
Radamanthis
Mercoledì 1 Agosto 2012, 15.15.34
18
Si Umbabarauma, forse l'avevo sottointeso, intendevo i Seps "classici"...@vichingo: ahi ahi ahi, non sei Trve? Mhmm...non so se le porte del Valhalla s'apriranno per te...ma se ti penti e getti nel cesso ogni cosa non propriamente metal forse parlo con Odino e vedremo...
Umbabarauma
Mercoledì 1 Agosto 2012, 14.54.22
17
@radamanthis: sull'ultima frase che hai detto non c'è nessun dubbio e penso che siamo tutti d'accordo, ma non dico tanto primitive e 3, ma un disco come il debutto omonimo dei soulfly è tanto diverso da roots dei sepultura? quindi voi non vorreste tanto rivedere max nei sepultura, ma max nei sepultura pre-chaos a.d., perchè già a partire da quell'album le cose cambiarono a livello di sound... detto questo, arise è un album spaccaossa, su questo non ci piove.
il vichingo
Mercoledì 1 Agosto 2012, 14.43.56
16
@ Umbabarauma: perdonami, ma quando hai scritto "ma tu e gli altri ne capite ben poco" mi sono sentito tirato in ballo, visto che anch'io ho commentato. Allora, vediamo di ricapitolare la faccenda... secondo te, se una persona non apprezza la proposta di questa band non ci capisce un cazzo di musica? Vabbè dai, il tuo biglietto da visita lo hai dato e ci hai fatto una magrissima figura. Cazzo, ascolto avant-garde da una vita e così, improvvisamente, scopro che non capisco le sperimentazioni. Pazienza, vorrà dire che questa sera mi divertirò a buttare nel cesso i dischi avant-garde e progressive che possiedo. PS: ascolto di tutto, anche il rap e l'elettronica, quindi penso di non avere niente di "trve" eheheheh
Radamanthis
Mercoledì 1 Agosto 2012, 14.14.47
15
Io sono tra quelli che rivorrebbe Max nei Sepultura e lo rivorrebbe ascoltare in brani thrash come sa fare e non certamente lo vorrei sentire mentre sperimenta altro. Ha fatto questa parentesi (di qualità per alcuni, di merda per altri...) ma sono certo che come me, la maggior parte dei lettori sarebbe ben felice se un giorno i Seps di Arise tornassero in formazione originale...e non ditemi di no...
Umbabarauma
Mercoledì 1 Agosto 2012, 13.22.19
14
ah sì scusa hai ragione, nei soulfly non c'è traccia di sperimentazione...
freedom
Mercoledì 1 Agosto 2012, 13.18.40
13
Ma sperimentale de che?! Ma vatti a sturare le orecchie...e non venirmi a parlare di "trueismo" perché hai completamente sbagliato persona.
Umbabarauma
Mercoledì 1 Agosto 2012, 13.04.52
12
l'ultima parola che hai scritto sarai te... non voglio metterla sul personale, ma tu e gli altri ne capite ben poco... se uno fa una cosa un attimo sperimentale per voi è cacca... per me i soulfly sono un bel gruppo e mi piacciono parecchio... andate a quel paese voi e il vostro "trueismo".
xXx
Mercoledì 1 Agosto 2012, 12.58.57
11
Quoto freedom....tornasse nei Sep a fare thrash / death e non sta merda!
barnaba
Lunedì 30 Luglio 2012, 23.17.59
10
quoto ALEX
alex
Lunedì 30 Luglio 2012, 14.34.29
9
Soulfly, Primitive, Prophecy, sono il meglio della discografia dei Soulfly...questo 3 un pò meno, ma contiene comunque canzoni fantastiche (Downstroy, Seek n strike, L.O.T.M., Brasil)...dopo Roots ha proseguito giustamente il percorso di questo metal molto contaminato da strumenti ed etnie sempre diverse, creando qualcosa di unico e riconoscibile al primo ascolto...Da Dark Ages in avanti, invece Max si è intestardito a tornare su un thrash veloce spacca ossa, che però è uguale a quanto proposto da un milione di altre band...non che siano dischi brutti Conquer, Dark Ages, Omen ed Enslaved, ma sono formalmente tutti uguali e stancano dopo una manciata di ascolti. Secondo me doveva proseguire con il crossover tribale iniziato da Roots, cercando di evolverlo, mantenendo il groove di sempre... Questa è secondo me la maggior pecca dei Soulfly post 2005, ovvero un onnipresente staticità compositiva...
hm is the law
Sabato 28 Luglio 2012, 19.15.34
8
Grande album anche se i primi due sono a mio avviso superiori
il vichingo
Sabato 28 Luglio 2012, 15.08.20
7
I due post di Freedom rispecchiano più o meno il mio pensiero. Qualche brano è più che buono, ma in generale non mi sono mai piaciuti. Se ho voglia di Numetal mi rivolgo a ben altre band.
freedom
Sabato 28 Luglio 2012, 14.31.40
6
Ovviamente quello di prima era solo il mio personalissimo parere. Per me sta roba è metal di consumo, tipo andare a mangiare da McDonald...ti riempi lo stomaco, ci senti pure un buon sapore, ma in fin dei conti hai mangiato robaccia da industria della ristorazione.
Umbabarauma
Sabato 28 Luglio 2012, 14.24.10
5
fermo restando l'esordio omonimo come episodio meglio riuscito della loro discografia, questo "3" è un album di assoluto valore, anche se forse è leggermente inferiore a quanto fatto in precedenza, a "soulfly" appunto ma anche all'ottimo "primitive". il trittico iniziale è comunque da infarto, per non parlare della successiva one con la collaborazione dell'ottima voce di cristian machado degli ill nino, l.o.t.m. invece a me piace molto, ma una menzione speciale la vorrei spendere per la spettacolare tree of pain, a mio avviso una canzone geniale, con la parte iniziale e finale addolcite dalla suadente voce di asha rabouin che fanno da contorno ad una parte centrale di canzone assolutamente devastante, con il riuscito duetto fra max e suo figlio. infine vorrei citare che in un'altra versione del disco c'è presente una bonus track "trita-ossa" che risponde al nome di "i will refuse", una delle canzone più estreme mai composte dai soulfly. in definitiva io per questo bell'album voto un 85 più che meritato.
freedom
Sabato 28 Luglio 2012, 13.57.41
4
A parte l'album d'esordio, tutta la discografia è da buttare nel cesso.
Undercover
Sabato 28 Luglio 2012, 13.49.54
3
Noiosissimo, inutile a me sta roba fa sbadigliare da morire.
andrea - heidevolk fan club
Sabato 28 Luglio 2012, 11.33.13
2
3 è uno dei piu belli dei soulfly
Sorath
Sabato 28 Luglio 2012, 11.24.40
1
3 fu il mio primo ed unico album dei Soulfly. Ero affascinato da queste sonorità ma ora sono una persona diversa con gusti metallici diversi...un disco che mi riporta alla mente quando iniziai a muovere i primi passi nel mondo dell'heavy metal.
INFORMAZIONI
2002
Roadrunner Records
NuMetal
Tracklist
1. Downstroy
2. Seek ‘n’ Strike
3. Enterfaith
4. One (con Cristian Machado)
5. L.O.T.M. 6. Brasil
7. Tree of Pain (con Asha Rabouin & Ritchie Cavalera)
8. One Nation (cover dei Sacred Reich, con Greg Hall & Wiley Arnett)
9. 9-11-01
10. Call to Arms (con Danny Marianino)
11. Four Elements
12. Soulfly III
13. Sangue de Bairro (cover di Chico Science & Nação Zumbi)
14. Zumbi
Line Up
Max Cavalera (Voce, Chitarra, Sitar, Berimbau)
Jackson Bandeira (Chitarra)
Mike Doling (Chitarra)
Marcello D. Rapp (Basso)
Roy Mayorga (Batteria, Percussioni)
 
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