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Bathory - Bathory
( 5602 letture )
1984. Poco meno di trent’anni fa un evento segna il radicale cambiamento di ciò che noi definiamo musica. Un ragazzino svedese di soli diciotto anni ispirato dalle note dei Motörhead, dei Black Sabbath, di Ozzy Osbourne e degli Exploited (questi i suoi idoli più acclamati), compone assieme agli amici Rickard Ribban Bergman (basso) e Stefan Larsson (batteria) otto pezzi (senza contare intro e outro) dalla durata di circa ventisei minuti che gettano le fondamenta del metal estremo. I Bathory, questo il nome della band, registrano il proprio album negli Heavenshore Studio di Stoccolma, ma non lasciatevi ingannare dal nome perché non stiamo parlando di un rinomato e moderno studio di registrazione, bensì ci troviamo in un misero e semplice garage. Il mondo della musica non si dimostra affatto pronto a questo genere di sonorità, anche se stiamo ancora parlando di un genere che spazia tra il thrash e lo speed registrato male e non certo di black metal, e i primi giudizi della critica non si rivelano certo dei migliori. Ma questo poco importa per Quorthon e compagni, tanto sarà solamente la storia a dare loro ragione.

Uno degli elementi di dibattito che riguarda l’omonimo debut dei Bathory è il genere, per comodità io parlerò di black metal, ma sappiate che questo disco incarna solamente in minima parte i canoni del genere. Piuttosto si può discutere riguardo il peso dei Bathory sulla musica estrema. Qua ci troviamo di fronte alla band che più di tutte ha influenzato (e poi finalizzato con il secondo album) la nascita e la crescita di un genere a sé stante, un gruppo che secondo il mio modestissimo parere è stato di gran lunga più essenziale dei Venom, i quali possiamo sicuramente ringraziare per aver inventato il nome del genere, ma che lo stesso Quorthon dichiarò di non aver mai ascoltato prima dell’uscita del proprio disco, anche se questo rimane uno dei tanti misteri che avvolgono l’immagine del frontman svedese.

Quello che colpisce di questo disco è la sua immediatezza, il modo grezzo e spietato con cui è suonato, e un sound assolutamente inebriante e gelido per le orecchie, senza parlare di una serie di testi che si presentano violenti e diretti sia durante l’ascolto che durante la lettura. A livello lirico ci imbattiamo tra i primi testi riguardanti streghe, satanismo, inferno e diavolerie varie. Dal punto di vista sonoro invece non dovete aspettarvi nessun tipo di miracolo, come già detto in precedenza l’album deriva da una registrazione “home-made”, ma è quello che basta per dare a questa musica quella dose di appeal che a distanza di molti anni non cessa ancora di esistere. Un Quorthon ancora acerbo si diletta in una prova vocale non sempre apprezzata dall’ascoltatore medio, ma che trovo superlativa se introdotta in questo particolare contesto di puro grezzume sonoro. Le chitarre sono delle vere e proprie lame che macinano un riff dietro l’altro: in questo caso ci troviamo di fronte ad uno dei chitarristi forse tra i più sottovalutati di sempre, non mi sto certamente riferendo alla presenza di un alto grado di tecnicismi, ma solamente al fatto che con pochissime altre band ho provato la stessa sensazione di quando ascolto i Bathory. Il basso è anch’esso un vero e proprio muro sonoro e assieme all’incessante batteria crea una tanto veloce quanto potente base ritmica.

Il disco parte con Storm of Damnation, un’introduzione strumentale atmosferica e nichilista, accompagnata da incessanti e freddi rintocchi di campane. La prima vera traccia consiste in Hades, dotata di un testo pregno di pura malvagità; i tre minuti iniziali della musica del combo svedese sono come un treno in piena corsa, tutta l’energia del gruppo viene sprigionata all’interno del nostro apparato uditivo lasciandoci semplicemente di stucco. Reaper, seconda canzone dell’album, parla di un mietitore, più precisamente un mietitore d’anime che si appropria con fare meticoloso della propria vittima, sottolineandone l’agonia e l’inutilità della preghiera. Il tutto viene assecondato da un sottofondo di puro thrash estremo, tra veloci riff e altrettanto rapidi assoli da perdifiato. A seguire abbiamo il pezzo contenente il riff dal quale Varg Vikerness prese punto (si diceva per rendere tributo ai Bathory) per comporre una delle sue canzoni più celebri, ovvero War (la cosa triste è che non troppa gente è a conoscenza di questo fatto, ma forse è meglio lasciare stare). Necromansy si presenta dunque come un vero e proprio rituale di stampo satanico, una cerimonia per diffondere il verbo di Satana e per una vita all’insegna dell’eterno peccato. Da qui passiamo ad una tocco di pura blasfemia grazie a Sacrifice, dove in questo caso a farne le spese risulta la madre del Cristo, dotata (la canzone, non la Madonna) di un ritornello che si stampa letteralmente in testa grazie anche al coinvolgente riffing che accompagna l’acido cantato di Quorthon. La sesta traccia si intitola In Conspiracy With Satan ed è probabilmente il brano portabandiera per musica e testi di questo fenomeno musicale tutto svedese, in una sola parola: sensazionale. Arriviamo ad Armageddon, sfido chiunque a non rimanere coinvolti da questo pezzo e dal suo atipico ritornello composto solamente dal termine “armageddon”. In velocità giungiamo a Raise The Dead, brano introdotto prima da dei rintocchi di campana e poi dal ritmico battito di un cuore umano. Il riff che accompagna il ritornello ci trascina immediatamente nei suoi meandri più oscuri ed è senza dubbio una di quelle cose che rimangono impresse nella memoria, così come i fischi che sbucano fuori nel finale dell’assolo, uno di quegli sporchi (ma piacevoli) particolari che con la modernità sono andati sempre più scomparendo. Facciamo tappa all’ultimo pezzo intitolato War, solito brano senza fronzoli, veloce e diretto che introduce il brevissimo Outro, venti secondi dotati delle stesse sonorità di Storm of Damnation per porre fine a quest’opera più che mai storica.

Poco importa se per alcuni non si tratta di black metal puro, poco importa se per altri è solamente del mal-registrato thrash metal, l’unica cosa importante è che qua ci troviamo di fronte ad un’indubbia pietra miliare della musica, un disco che prima di essere essenziale per migliaia di altre band è stato essenziale per i Bathory stessi. La prova di ciò è testimoniata dalle successive produzioni del maestro Quorthon, ma questa è un’altra storia e per ora vi lascio consigliandovi l’ascolto di questo formidabile pezzo di storia.

…The lies of Christ will lose
the ways of hell I chose
I drink the floating blood
defy the fury of God…



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
74.3 su 70 voti [ VOTA]
AngelDemon
Sabato 10 Giugno 2017, 22.28.39
44
90 per me. Non poteva esserci esordio migliore per Quorthon che con questo disco fa letteralmente a pezzi ogni forma di metal estremo pre-esistente, impastandolo e modellandolo a suo piacimento. Non è Black metal (non ancora) ma nel 1984, poco e niente si avvicinava a tanta malvagità, nemmeno i Venom che potrebbero (o forse no) aver ispirato il giovane frontman svedese.
LexLutor
Domenica 7 Maggio 2017, 20.26.16
43
Gira, gira all'infinito quest'album infame.... Che senso ha piazzare un numero a una bestia feroce ed impazzita fuoruscita dalle viscere dell'inferno? Nessuno.
gianmetal
Mercoledì 3 Maggio 2017, 9.09.49
42
Disco leggendario.Quorthon genio assoluto.
NihilisT
Mercoledì 19 Aprile 2017, 11.18.21
41
onore a Quorton!
gianmetal
Mercoledì 19 Aprile 2017, 8.56.32
40
questa è fottuta storia,non finirò mai di ascoltarlo! 90 pienissimo
rik bay area thrash
Martedì 28 Marzo 2017, 18.20.58
39
Anche se già commentato ci torno per rendere omaggio anche all' articolo che metallized ha realizzato recentemente. Chi è abituato a suoni 'perfetti' qui si potrebbe trovare in difficoltà. La produzione è quella che è, e cioè molto grezza asfissiante e non ultima morbosa. Ma qui è racchiuso un'altro pezzo di storia della musica heavy metal. Questo disco, insieme ai venom, celtic frost, manna dal cielo oooppss dagli inferi per intere generazioni di appassionati del black e death metal. Anche se in questo debutto la matrice thrash è ben presente (imho).
Gilli97
Martedì 16 Agosto 2016, 18.03.00
38
90...porca troia...
rik bay area thrash
Domenica 8 Maggio 2016, 17.33.12
37
Tanto per non sbagliare, acquistato anche in cd! All ' epoca certa carta stampata non lo accolse troppo benevolmente, ma tant'è. Certo il riferimento ai venom non si discute, ma quorthon ebbe la capacità di andare oltre. L ' inizio dell ' abisso in musica .....
lisablack
Domenica 8 Maggio 2016, 17.18.00
36
L'inizio della fede , del culto. 100.
the raven
Venerdì 11 Aprile 2014, 19.16.22
35
La malvagità fatta album, brandello di storia! Voto: 89
D A X
Mercoledì 4 Settembre 2013, 10.31.32
34
Maligno. Nient'altro da aggiungere! 90.
REAPER 95
Mercoledì 10 Luglio 2013, 20.39.44
33
ma le recensioni di the return.... e under the sign of the black mark???
manaroth85
Sabato 1 Dicembre 2012, 21.01.43
32
il male....non aggiungo altro..voto 100
SNEITNAM
Lunedì 5 Novembre 2012, 19.03.06
31
I primi tre album di Quorthon hanno una atmosfera unica e rappresentano una delle pagine più importanti nella storia del Black Metal. Quest'album lo adoro gia come mi parte con l'intro Storm of Damnation seguita dalla malvagia Hades. Canzoni semplici con una mentalità compositiva che non pretendeva chissà cosa eppure hanno un magnetismo e un impronta oscura e demoniaca.che non aveva nessuno. Seguirà The Return... che a parer mio assieme a Hell Awaits e Seven Churches rappresentano la prima evoluzione del Black Metal, genere nato dalla grande personalità di tre demoni che assieme si facevano chiamare Venom. Per me un 90 a un capolavoro di primitiva malvagità
fabio II
Mercoledì 5 Settembre 2012, 16.40.10
30
...vedo ora, a chiosa sottoscrivo Undercover
fabio II
Mercoledì 5 Settembre 2012, 16.18.32
29
Ci sta Sambal! probabilmente sei più attaccato ai Bathory di me. Poi nel valutare una discografia di una band dipende se la prendi a se stante o prendi come riferimento anche il contesto storico, cioè le altre bands del periodo, in primo luogo. Personalmente sono abituato a calcolare il valore dei singoli albums secondo la prospettica del contesto storico; e il contesto storico finisce sempre per essere il tuo percorso in musica perchè è ovvio che non puoi conoscere tutto di tutti.
Undercover
Mercoledì 5 Settembre 2012, 16.13.56
28
Mah io invece quando parlo di Bathory mi fermo a "Twilight Of The Gods", ciò che è stato rilasciato dopo non mi prende, sarà anche valido, epico, vichingo, folcloristico e chi più ne ha ne metta, però non sono i Bathory che a mio avviso non avevano bisogno di quella deriva "poetica", poi che piacciano e siano osannati lo comprendo, per alcuni i dischi post l'ultimo citato sono dei capolavori, personalmente pur riconoscendone il valore li trovo decisamente poco interessanti.
Sambalzalzal
Mercoledì 5 Settembre 2012, 15.53.41
27
fabio II@ secondo me proprio per il fatto che come dici giustamente i Bathory sono una band di attitudine io quando mi rapporto ai lavori di Quorthon non vedo poi tanta discontinuità a livello di composizione partendo dalla prima produzione per poi arrivare fino a Nordland... sono cambiate le atmosfere ma la vena attitudinale rimane quella... è solo che ad un certo punto il suo punto di vista filosofico/attitudinale è maturato. Prima aveva puntato a shockare con l'impatto e la velocità, poi avendo preso coscienza del proprio io e delle proprie idee ha preferito puntare su altri fattori diciamo più "poetici"... oh, premetto che sebbene preferisca il periodo "vikingo" amo a prescindere tutti gli albums!
fabio II
Mercoledì 5 Settembre 2012, 15.44.08
26
Ciao Nightcomer! Beh le composizioni di 'B.F.D.' 'Hammerheart' o 'Twilight' sono decisamente superiori; ma hai centrato il punto, preferisco i primi perchè i Bathory per me sono un gruppo...come dire...di 'attitudine'; infatti, sempre secondo il mio parere, sono stati molto importanti per tracciare il solco in alcune discipline dell'extreme music, ma rimangono dei pionieri, appunto, e davanti ad altri acts scompaiono per tecnica e composizioni. Con Requiem, poi, per me requiem sul serio
The Nightcomer
Mercoledì 5 Settembre 2012, 15.24.30
25
Ciao Fabio, se ho ben capito anche tu preferivi i primi Bathory! Ti appoggio, però ammetto di aver parzialmente rivalutato sulla distanza Blood Fire Death, che all'epoca presi appena uscì, salvo disfarmene pochi mesi dopo in quanto deluso dal paragone con Under The Sign. A quei tempi ero affamato di estremo, carico di aspettative, ma troppo intransigente.
fabio II
Mercoledì 5 Settembre 2012, 10.40.05
24
i Vemon? ahahah che imbecille
fabio II
Mercoledì 5 Settembre 2012, 10.28.09
23
Sempre inappuntabile il buon Nightcomer; per me con i primi 3 platters è stato invece una sorta di rapporto aureo, una legge matamatica che relagava i 3 Re Magi dell'orrore ( alias Vemon, of course ) a ruolo di Canned Heat, al confronto di Quorthon. Bathory: woman of dark desires
The Nightcomer
Mercoledì 29 Agosto 2012, 22.41.47
22
Con i Bathory ho sempre avuto un rapporto conflittuale, che potrei definire di amore/odio. Il contrasto interiore che ho vissuto, rapportandomi ai loro dischi, è tuttora irrisolto, però su due albums mai ho nutrito dubbi: trattasi di questo e, soprattutto, Under The Sign Of The Black Mark, il quale acquistai appena uscì e che considero una pietra miliare ancora più importante, vista l'enorme influenza che ebbe sul black a venire. Per cercare di comprendere cosa fosse Under The Sign (a quando una sua recensione?) devo tornare con la memoria a quegli anni e ricordare lo stupore che provai poggiando il vinile sul piatto. Conoscevo già i generi estremi, ma posso dire di essere rimasto letteralmente sconvolto da tanta violenza e carica malvagia. Forse solo i Dark Angel di Darkness Descends riuscivano a superarli in quanto ad estremismo, ma l'atmosfera malsana dei Bathory era unica, di quelle che una volta scoperte finiscono per ammorbare definitivamente. Questo fu l'effetto che mi fecero allora... Poi acquistai questo debutto, che considero assai più thrash che black (i casi sono due: o il revisionismo storico incalza sempre più o il sottoscritto, cosa più probabile, ha perso qualche rotella), perchè nel 1984 parlare di thrash aveva senso eccome (Kill 'em All e Show no Mercy docet), anche se a suonarlo erano davvero in pochi. Album certamente storico come afferma la recensione, anche se piuttosto grezzo; però le idee, la genuinità e l'attitudine non difettavano di certo. Non ho mai digerito la svolta viking dei Bathory (chissà che un giorno non accada il miracolo e riesca ad apprezzarla), forse perché segnato dalla fortuna/sfortuna di averli scoperti con "Under The Sign".
Sudparadiso
Domenica 26 Agosto 2012, 21.19.51
21
Sono più di 20 anni che ascolto i Bathory.. il primo album che mi arrivò fu Under The Sign..poi il debutto.Ho fatto fatica a mandare giù il periodo viking ma anche quelli dopo un po mi sono entrati nell'anima.Questo disco è una colonna del genere estremo.Ricordatevi che nel lontano 84 erano pochissimi ad avere una tale cattiveria. Mi sono preso tutta la discografia originale,e dopo più di 20 anni finalmente l'anno scorso ho reso omaggio di persona al buon vecchio Quorthon in quel di Stoccolma. DIsco storico;95.
aliceinhell
Martedì 14 Agosto 2012, 22.37.46
20
album oscuro e grezzo!!i miei pezzi preferiti sono necromansy e sacrifice!!
Red Roger
Martedì 14 Agosto 2012, 14.46.53
19
Grezzo e con quel retrogusto punk-hardcore che mi aggrada veramente tanto..
quorton rip
Venerdì 3 Agosto 2012, 1.00.51
18
nessuno fece nulla di simile prima di lui! Penso che possa bastare! Puo piacere o non piacere ma nn bisogna perdere il rispetto per un musicista!
xXx
Mercoledì 1 Agosto 2012, 12.55.55
17
A me non piace, neanche un pò...come del resto nessun disco della band...
Oberyn Martell
Domenica 29 Luglio 2012, 12.25.02
16
A me non piace il black metal, ma questo disco è fottutamente immenso
Theo
Domenica 29 Luglio 2012, 12.22.32
15
Vero, gran disco, senz'altro immancabile per chi ama il black e vuole scoprirne le vere origini, ma il periodo Black di Quothon non mi è mai piaciuto, come non mi sono piaciuti Octagon, Requiem e Destroyer Of Worlds, de gustibus!
Radamanthis
Sabato 28 Luglio 2012, 19.00.52
14
Sarà anche un gran disco di una certa importanza storica ma non piacendomi il balck questo non fa eccezione...
S.V.
Sabato 28 Luglio 2012, 18.17.02
13
Bloody Karma: perchè non inquadrabile come black metal? Piuttosto poniamoci la questione se sia allora black metal la seconda ondata scandinava..Questo è IL black metal.
Mistico
Sabato 28 Luglio 2012, 15.41.59
12
I dischi che mi hanno fatto capire la grandezza di Quorthon sono ben altri... questo è una defecazione problematica.
Blackout
Sabato 28 Luglio 2012, 15.40.37
11
Stupendo.
Enrico
Sabato 28 Luglio 2012, 15.29.23
10
Disco molto importante ma mi fa schifo come la cacca del mattino
Undercover
Sabato 28 Luglio 2012, 13.48.52
9
Adorazione è stop, si parla di una divinità qui non ci sono mezzi termini, è amore.
Bloody Karma
Sabato 28 Luglio 2012, 11.44.40
8
musicalmente non sarebbe perfettamente inquadrabile nel black metal, ma solo perchè ci dovremmo basare su codifiche effettuate nel corso degli ultimi anni, ma questo lavoro ha tutto quello che voglio da un disco black...voce rancida, suoni cacofonici e rabbia a non finire...raise the dead!!!
Sorath
Sabato 28 Luglio 2012, 11.21.18
7
Stiamo parlando di un cd che è quasi il groud zero dell'estremo. Hail Quorthon !!!!
Mickey
Sabato 28 Luglio 2012, 10.44.24
6
I primi 3 dei Bathory hanno fatto storia, a questo gli do 90
il vichingo
Sabato 28 Luglio 2012, 10.41.48
5
L'essenza del black metal risiede in questo straordinario disco, una vera e propria bomba. Quorthon con tre perle (questo, The Return e Under the Sign of the black Mark) ha fatto scuola a centinaia di band dimostrando al mondo come congiugare musica e violenza. Un capolavoro senza tempo da tramandare ai posteri, nonchè (per come la vedo io) il più importante disco proto-black. Ho sempre preferito i dischi viking dei Bathory (Hammerheart su tutti) ma i primi tre sono Storia. Una pietra miliare, 95/100 come minimo per l'importanza storica. Adesso però basta, altrimenti faccio la figura del fanboy
Uno qualsiasi
Sabato 28 Luglio 2012, 10.25.19
4
DI SCO NE! Voto: 95 Perché ha fato scuola in tutto il metal estremo
S.V.
Sabato 28 Luglio 2012, 10.25.07
3
Per me qui sta la nascita reale del black metal. Certo i Venom sono arrivati un po' prima ma questo disco è proprio la base del genere oltre che il mio preferito della band.
LAMBRUSCORE
Sabato 28 Luglio 2012, 10.18.30
2
Avevo questo e il secondo in vinile, originali, prima stampa, pagati 4mila lire l'uno pochi anni dopo. li ho scambiati con un mio amico con 2 dischi che non valgono più di pochi euro, che coglione....mai vendere o scambiare i vinili.
Alcibiade il Maialino
Sabato 28 Luglio 2012, 9.41.17
1
Black metal puro,semplice e grezzo e potrei concludere qui ma la band di Quorthon ha sempre esercitato un fascino speciale su di me e lodarli sarebbe sempre poco. Ricordo quando nel lontano 1986 o giu' di li acquistai in un solo colpo Bathory e The return...rigorosamente di importazione...rimasi fulminato da cotanta brutalita' paragonabile solo a Welcome to hell , ho seguito con molta attenzione la loro ascesa anche se il periodo epic non mi piace molto ma e' pur sempre ottima musica, mi dispiace solo che il buon quorthon se ne sia andato troppo presto altrimenti ne avremo sentite ancora delle belle....peccato.
INFORMAZIONI
1984
Black Mark Productions
Black
Tracklist
1. Storm of Damnation
2. Hades
3. Reaper
4. Necromansy
5. Sacrifice
6. In Conspiracy With Satan
7. Armageddon
8. Raise the Dead
9. War
10. Outro
Line Up
Quorthon (voce, chitarra)
Rickard Ribban Bergman (basso)
Stefan Larsson (batteria)
 
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28/11/2016
Articolo
ELIZABETH BATHORY
Donna di oscuri desideri
 
 
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