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Six Magics - Fallen Angels
( 1873 letture )
Tra i principali prodotti da esportazione della scena metal cilena, i Six Magics si sono da sempre contraddistinti per una vocazione internazionale che li ha portati a vendere ed esibirsi (condividendo il palco con Nightwish, Blind Guardian, Rhapsody e Tarja Turunen, solo per citarne alcuni) anche al di fuori dei confini patrii. Dopo l'uscita del live-DVD Dead Secrets nel 2006, che intende fare il punto sullo stato di forma della band dopo due album precedentemente realizzati in studio, i cileni si mettono subito al lavoro per registrare Animal sotto la guida di David Prater, produttore di successo già al lavoro con -tra gli altri- Dream Theater, Firehouse, Arcade, Nightranger e Stephen Pearcy. Per Elizabeth Vasquez il passo da manager a nuova voce della band è evidentemente breve e, dopo un passato di cantante jazz e r'n'b ed un solo mese di prove, nel 2010 si completa quella rivoluzione che vede in Behind The Sorrow (di fatto una re-release di Animal) l'inizio di un nuovo corso. Favorevolmente recensito da Metallized, l'album pone le basi per un percorso di crescita e maturazione che si arricchisce oggi con l'uscita di Falling Angels, distribuito dall'italiana Coroner Records.

Durante l'ora di musica offerta dal gruppo del chitarrista Erick Avila non si ha certo l'idea che i cinque sudamericani risparmino energie: ritmiche incalzanti, cori dal sapore gregoriano (Another Name, How To Live) e ritornelli veloci vengono continuamente innescati e sostenuti, contribuendo ad un'immagine di grande vitalità. Caso raro, il motore dell'album sembra girare sempre al massimo delle proprie potenzialità: sorrette da tempi medio-veloci, le canzoni trovano con naturalezza una vitalità esplosiva, invitando ora a seguirle col canto, ora ad apprezzarne le spigolature più heavy inserite ad arte. La voce da contralto di Elizabeth riesce ad imporsi con personalità ed autorità graffianti, senza sacrificare melodia né femminilità: l'immagine è dunque quella di una leader carismatica, piuttosto che della solita presenza femminile con voce da soprano piazzata per ricercare un contrasto che ormai non stupisce più. La musica dei Six Magics sembra un universo colorato ed in continuo movimento che, dopo l'immancabile assolo di chitarra, ritrova il proprio riferimento galileiano nella bella cantante dai capelli corvini. Le influenze dei cileni sono di chiara matrice classica, sebbene rivisitate in chiave moderna: la produzione pulita e cristallina (analitica e quasi scandinava, con una predilezione per la batteria di Stagnaro e le sonorità più brillanti dello spettro), il dinamismo espresso da Avila e Sepulveda (esaltati ed esaltanti protagonisti della strumentale Binsfeld), i continui cambi di tempo danno vita, ed apprezzabile peso, ad un ossimorico "agile-heavy" che diverte per l'esito costantemente positivo dei percorsi stilistici intrapresi. Melodico ma non troppo, sempre cantabile ma senza scadere nelle banalità commerciale di un pop mascherato, Falling Angels è il disco maturo che ti tiene sulla corda col mix contemporaneo di sostanza e piccoli artifici al quale ogni canzone fa ricorso. La cassa incalzante della travolgente title-track, i cori declinati con uguale sensibilità sia al maschile che al femminile, l'accattivante suggestione sinfonica di Rolled e di Icy Lips, così come il gusto melodico costantemente profuso negli assoli alle sei corde, sono solo alcuni dei segni distintivi che rendono ogni traccia riconoscibile, coerente all'interno dell'album eppure in grado di rivendicare una propria individualità. I suoni della ballad Do You Remember?, il melodic thrash di Start Another War, la ballad finale I Know ed il coraggioso groove lirico di Suicide sono appunti veloci trascritti e sottolineati con compiacimento durante l'ascolto, che non rendono giustizia alla facilità con la quale le diverse anime di Falling Angels si incontrano. Produzione impeccabile, una valanga di contenuto presentato con ordine ed una performance musicale vigorosa, frutto di oltre dodici anni di onorata carriera, sono gli ingredienti semplici di una ricetta che non può sbagliare: l'ora richiesta dall'ascolto sembrerà sfuggirvi dalle mani, tanta è la carne messa sul fuoco dal disco ed il continuo senso di sorpresa che le sue soluzioni riescono a suscitare. Come una spugna, i Six Magics assorbono le tendenze del metal di oggi (dal gothic al modern, dal symphonic al prog, senza limitarsi all'universo femminile) restituendo un riassunto intelligente che è prodotto bilanciato, misurato, di una ricchezza semplice, tecnicamente ineccepibile ed eccezionalmente maturo dal punto di vista compositivo. Partendo da radici heavy rivendicate con orgoglio, la poliedrica band sembra poter aspirare a forme espressive più contaminate e complesse, non propriamente innovative ma metal nella loro accezione più varia e più bella, tanto compiuta appare la capacità di fondere spunti diversi per rielaborarli in modo talmente potente e coerente.

Quasi una metafora della vita, il cielo di Falling Angels cambia continuamente colore sopra le nostre teste: da languidi tramonti ad implacabili tempeste, dalla speranza di un'alba luminosa alle nebbie più grigie, il successo del disco sta proprio nel sollecitare - con mestiere garbato - diverse corde dell'anima. Il quintetto di Santiago del Cile distribuisce generosamente gusto e spessore lungo l'intera tracklist: zero cali di tensione e dieci brani, zero ingenuità e sessanta minuti di piacere, zero vuoti produttivi e tredici episodi sono i numeri e le celebrate premesse di un risultato infuocato, capace di sorprendere ed emozionare anche dopo ripetuti ascolti.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2012
Coroner Records
Heavy
Tracklist
1. Another Name
2. Falling Angels
3. Rolled
4. Dreamer (B.O.M.)
5. Do You Remember
6. Sick & Tired
7. Icy Lips
8. Start Another War
9. Suicide
10. Why
11. Binsfeld
12. How To Live
13. I Know
Line Up
Elizabeth Vasquez (Voce)
Erick Avila (Chitarra)
Pablo Ignacio Sepulveda (Chitarra)
Mauricio Nader (Basso)
Pablo Stagnaro (Batteria)
 
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