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Sodom - Obsessed By Cruelty
( 4869 letture )
Con quello pseudonimo un pò così e gli occhi ancora provati dopo le interminabili giornate in miniera, Tom Angelripper, all'anagrafe Thomas Such inseguiva un sogno: vivere di musica, anche se col basso non era certamente una cima. Eppure il vento che soffiava era un vento di rivoluzione, denso di speranza e con la sensazione netta di poter cambiare qualcosa: se non altro, di migliorare una condizione di vita monotona e faticosa, che da tre generazioni si protraeva tra i giacimenti minerari di Gelsenkirchen, fuligginosa cittadina della Germania orientale. Angelripper abbandonerà elmetto ed esplosivi soltanto nel 1988, dopo l'epocale masterpiece Agent Orange, ma intanto avrà gettato non pochi input stilistici, generando un primordiale ibrido tra black e thrash dal profilo blasfemo e dall'impatto tellurico. I Sodom nascono nel 1981 e fanno vibrare i primi amplificatori con i demo Witching Metal e Victims of Death, ancora infarciti di cliché e inadeguatezze d'ogni tipo; l'EP In The Sign Of Evil (1984), a sua volta, sarebbe dovuto uscire come disco d'esordio, ma a causa dell'inesperienza dei tre ragazzi -che non riuscivano a suonare a tempo- portò la casa discografica ad abortire le sessions d'incisione dopo sole cinque tracce. E' in questo scenario sconfortante che l'act mitteleuropeo inizia a muovere i primi passi avanti, lanciando sul mercato Obsessed by Cruelty (1986), il debut vero e proprio. La centralità dell'opera è rintracciabile più che altro nell'accanimento psicotico sul drumkit: la batteria sovrasta ogni cosa e Witch Hunter la percuote con veemenza, con stoccate grezze ed ancora dozzinali. La voce di Angelripper é ruvida e contraddistinta da una sorta di eco lontana, la quale conferisce al tutto un'aurea ulteriormente primitiva, sulfurea, quasi da scantinato. Come si può percepire da subito, la qualità della registrazione è ancora lontana dagli standard impeccabili dei giorni nostri, ma questo ben si addice al marciume offerto dai tre scriteriati di Gelsenkirchen: si odono nitidamente tutte le loro influenze, dai Venom ai Motorhead, accentuate da una voglia ancora maggiore di aggressione, violenza e trasgressione. Innalzando un insano caos adolescenziale e correndo sempre veloce, velocissimo, ma con una tecnica ancora troppo scarna ed approssimativa, i Nostri si concentrano quasi esclusivamente sul mero picchiare, senza troppa creatività e senza picchi qualitativi memorabili o immediatamente riconoscibili, ad esclusione di qualche caso isolato; sono nervosi, caotici, sudici ed angosciosi, i Sodom del 1986, ancorati a riff semplici e brutali, assai ignoranti, semplici e sfuggenti, imbastiti su strutture basilari e terra terra, lontanissime da ogni velleità architettonica, scevre di ogni qualsivoglia sorta d'orpello.

Non che in seguito la band tedesca si farà portatrice di un thrash altolocato, eppure questo debut è ancora molto molto elementare rispetto alla forma di band rodata, matura, devastante e convincente -sotto ogni punto di vista- che ammireremo già dal successivo Persecution Mania; la vera essenza dei Sodom, il loro sound caratteristico e scarnificante, tuttavia, é già insito tra i meandri di questi pezzi iracondi, per quanto spesso brevi nel minutaggio, ed é rintracciabile in piccole perle di odio come Proselytism Real (tra le migliori del lotto) o in bordate quali Equinox e la titletrack, quest'ultima dotata del refrain più comprensibile e simile al concetto stesso di 'ritornello'. Spesso e volentieri si tende a glorificare un disco 'storico' soltanto in quanto tale, ma in realtà bisogna essere onesti e chiari: per quanto sia di importanza angolare nel grande edificio del thrash europeo, e si sia immediatamente posto come base anche dei successivi filoni black e death, Obsessed by Cruelty non é certo privo di difetti anche grossolani, e mostra il fianco ad una critica che comunque non andrà a ridurre l'affetto e la riverenza verso questa opera prima del terzetto alemanno. Le chitarre sembrano registrate troppo basse ed impastate, così che anche i riff più taglienti non vengono adeguatamente esaltati a pieno da una produzione scadente, sepolti dal drumworking; la parte finale della scaletta, inoltre, pecca di qualche passaggio meno convincente, troppo ripetitivo o simile a sé stesso. Sono dettagli: quando il disco entra nel lettore, un flavour ottantiano dirompente riempie l'etere e fa montare la ferocia, scatena l'headbanging e regala odore di cuoio, pogo e sudore ai nostalgici di una decade impareggiabile, nella quale tutto era ancora agli albori. L'opera entra nel vivo dopo quasi due minuti di intro, grazie al martellamento furioso e velocissimo di Deathlike Silence: un brano che non spicca tanto per il riffato, quanto per le accelerazioni corrosive ed il drumworking fragoroso. Brandish the Sceptre é un breve ed incessante assalto ritmico: due minuti aggrappati a qualche valido riff sinistro, degno preludio al lugubre giro portante che infesta la successiva Proselytism Real, composizione in avvio cadenzata e successivamente delineata in una scorribanda travolgente, dai ritmi forsennati ed irresistibili, ma al contempo dotata di efficaci rallentamenti. Equinox é, manco a dirlo, velocissima e caotica, una rappresaglia disorganizzata, una randellata nei denti, senza attimi di sosta; altro giro, altra corsa con Volcanic Slut, una botta convinta che spicca per un paio di assoli al fulmicotone. La volontà di variare, anche minimamente, é forse reperbile nella titletrack: sezioni più slowly ed alcuni riff cuciti senza particolare ingegno condiscono il consueto crescendo d'isteria, ribadito nella canonica Fall of Majesty Town -arricchita da un discreto set di riff in avvio e da ripartenze elettrizzanti- e nella concisa Nuctemeron, una spigolosa mazzata dissonante, dolorosa come una serie di sassate sui genitali. L'ennesimo esercizio di distruzione, Pretenders to the Throne, esalta il tupa-tupa batteristico ed ha l'efficacia di una scorreria barbarica, mentre la conclusiva Witchhammer é un massacro rapidissimo e infervorato da un finale roboante, degno epilogo di un disco viscerale, senza nessun accenno di compromesso.

Come si può capire, l'intera tracklist non concede respiro. La band pigia il piede a tavoletta sull'acceleratore e non va affatto per il sottile, facendo storcere i nasi di chi preferisce l'extreme metal più composito e stratificato negli arrangiamenti. Furia ed irruenza abbondano e dilagano in composizioni viscerali, dirette, quasi prive dei classici schemi strofa-refrain e improntate su un canovaccio rozzo e selvaggio, nel quale i tre tedeschini corrono a mille all'ora cercando di fare quanto più casino possibile con i propri strumenti. Questo implica una sorta di disinteresse verso il songwriting stesso, tanto che le canzoni tendono spesso a somigliarsi tra loro, con tanto di immancabili assoli atonali, qualche sbavatura qua e là, apparente illogicità ed infuocata efferatezza: l'importante era colpire, ferire, attraverso attacchi frontali ed arroganti, scanditi da note fucilate quasi a caso, solo per il gusto di far sanguinare parecchi padiglioni auricolari. Non il massimo, forse: oggi siamo abituati ad un altro tipo di thrash, più tecnico e raffinato, in quanto band come gli stessi Sodom o i giganti Kreator ci hanno regalato autentici capolavori più curati e perfetti nella produzione; eppure, all'epoca di questa pubblicazione, non avremmo potuto che godere, imbattendoci in proposte così spinte. Erano gli anni ottanta, e in molti accostavano al death o al black dischi e band di questa sorta, cosa che ci fa benissimo capire quale influenza essi/e hanno avuto sulle successive nidiate di nuovi musicisti, come tante volte hanno confermato personalità illustri come Chuck Schuldiner, mai parco di riconoscenza verso le proprie muse ispiratrici. Come i Sodom, per l'appunto. La varietà non trova spazio tra le undici canzoni, e così il giudizio finale é una media tra il merito di aver contribuito a spingere il thrash verso lidi mai così claustrofobici ed il piccolo demerito, se vogliamo, di apparire troppo rudimentali. In ogni caso, il platter é seminale per comprendere l'evoluzione della scena, e -pur essendo tutt'altro che il miglior episodio sfornato sul bacino della Ruhr- rimane una fotografia convincente di quella rabbia giovanile insita nel cuore di un trittico destinato a scrivere immortali pagine di storia.

"La prima volta che ci esibimmo dal vivo, suonammo completamente ubriachi e lo show fu un disastro. Il tizio della SPV venne da noi e ci disse che non aveva mai visto un gruppo terribile come il nostro, ma che voleva darci una possibilità. I Sodom hanno molto influenzato il death metal, soprattutto quello americano: so che i nostri primi due lavori sono amatissimi da molte death metal bands famose, anche se credo che nella nostra carriera abbiamo fatto di meglio" (Tom Angelripper).



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
87.90 su 33 voti [ VOTA]
thrasher
Lunedì 8 Gennaio 2018, 12.51.10
18
Non sono mai riuscito ad ascoltarlo tutto, non mi piace per niente
tino
Lunedì 8 Gennaio 2018, 12.45.30
17
beh sicuramente negli anni 80 non era il posto più bucolico della germania, oggi è diversa perchè molte miniere ormai non ci sono più e la zona è stata riqualificata. Comunque è vero che chi veniva da zone un po' cupe e industrializzate ci ha marciato molto all'epoca per crearsi un aurea di cattiveria...un po' come vent'anni prima a birgmingham in uk e ancor prima a liverpool
Steelminded
Lunedì 8 Gennaio 2018, 12.33.12
16
Be Tino, hai ragione, ma penso che sia la combinazione di clima, distruzione delle città dovuta alle guerre e generale destinazione industriale e mineraria dell'area. E qnche un po' la reputazione che ha e ci ho scherzato un po' sopra... Io ci sono stato e non mi fatto una bellissima impressione, ma ce ne sono molte di zone così in Europa e nel mondo, anche molto peggio. Diciamo che infatti non è la Baviera e neanche la Toscana
tino
Lunedì 8 Gennaio 2018, 12.14.49
15
Perché fa così schifo la ruhr? Chiedo perché ho sempre trovato la germania un paese splendido ma flagellato da un clima orribile e recentemente ho visto dei documentari dove fanno vedere che tutta la zona dopo la forte deindustrializzazione è stata bonificata e riqualificata, piena di aree verdi. Si insomma non sarà la baviera ma non mi è sembrato così orribile
Steelminded
Lunedì 8 Gennaio 2018, 10.31.38
14
Essendo nati e cresciuti a Gelsenkirchen (ci sono stato), non mi stupisco che abbiano prodotto questo orrore... ahahahah
LexLutor
Venerdì 13 Gennaio 2017, 11.05.00
13
Sincero: mai amato. Il vinile però l'ho sempre conservato. Questo è fuori discussione. Ad ogni modo lo sto scoprendo solo ora....in età matura
Doom
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 21.31.53
12
Minchia...possibile che non abbia commentato...ero sicuro di averlo fatto. Comunque abbastanza d'accordo con Rik. Io lo presi insieme all'ep precedente. Comunque ad esser sincero preferisco i successivi..questo mi piace e' grezzo come piace a me, ma ho sempre pensato che le chitarre si sentano troppo poco...la batteria pesta su tutto! E a dirla tutta proprio per questo a volte a fine album mi veniva il mal di testa😁 . Sempre grandi Sodom
rik bay area thrash
Martedì 23 Febbraio 2016, 16.50.44
11
Dopo un acerbo ma beneagurante esordio, i sodom ci deliziano con il loro primo lavoro sulla lunga distanza. Veloci, grezzi, ruspanti, intransigenti. Thrash metal con anche già la presenza di elementi black, se mi è consentito dirlo; (black per quello che era inteso nella metà degli anni 80). La produzione, si fa per dire, fa si che tutta la rabbia, tutta l'irruenza che trasuda dai solchi gli renda quell' alone, che io definisco: evil. Si miglioreranno a livello di tecnica già dal prossimo disco, ma qui è racchiusa, secondo me, l' essenza primigenia del loro malevolo thrash.
lisablack
Martedì 29 Settembre 2015, 13.11.19
10
Thrash metal old style, io ci sento anche il black..insomma l'inizio della leggenda Sodom, pessima produzione che lo rende ancora più marcio e malvagio..ottimo per me!
DestructionThrash
Giovedì 28 Novembre 2013, 17.03.11
9
è un album di ottimo livello, ma purtroppo supporatato da una produzione più che pessima... più di 70 non riesco a dare
SNEITNAM
Sabato 23 Febbraio 2013, 12.22.30
8
Marcio e cazzuto che può piacere come no. A me piace una strage! Grandi Sodom!
fabio II
Giovedì 20 Settembre 2012, 14.10.56
7
Prendendo in esame la loro carriera e i vari mutamenti per me è secondo solo a 'Agent orange'. La cosa che mi ha sempre sorpreso è che non ha una produzione detonante come altri ( specifico che ho solo la copia in vinile ) del periodo, non so se volutamente o meno, ma riesce a catturarti con un alone davvero noir, all'epoca mi suonava come se i Motorhead si fossero schiantati contro i Bathory, non c'erano tanti altri termini di paragone, e non tanto stilisticamente ma come feeling complessivo. Dunque seminale
Flag Of Hate
Venerdì 17 Agosto 2012, 19.08.33
6
Una bella fetta di Metal estremo passa anche da qui. Stroico. 85/100
Alcibiade il Maialino
Domenica 12 Agosto 2012, 12.26.43
5
Adoro alla follia questo disco, primordiale , rozzo all' inverosimile non mi stancherei mai di ascoltarlo...anche secondo me da Persecution mania in poi hanno iniziato quel periodo si sgrezzamento culminato col gioiellino Agent orange, ma a me piacciono piu' questi Sodom caciaroni e tremendamente efficaci.
Matteo Cagnola
Sabato 11 Agosto 2012, 16.19.44
4
Disco storico con cui ho conosciuto il gruppo e di cui ho la versione in vinile, da Persecution in poi sono cambiati ma quì erano veramente "brutti, sporchi e cattivi", ottimo disco anche se non perfetto, che energia .
Er Trucido
Sabato 11 Agosto 2012, 13.41.36
3
Purtroppo devo andare un po' controcorrente: questo è l'unico disco dei Sodom che non mi ha detto niente e che non ho mai voglia di ascoltare, non so come mai. Certo ha avuto un'importanza ed un'influenza enorme (il titolo Deathlike Silence fa già capire molto) però boh, non l'ho mai assimilato. Magari uno di questi giorni lo rimetto su e di botto inizierò ad apprezzarlo, chissà
il vichingo
Sabato 11 Agosto 2012, 10.24.41
2
Forse sono strano io, ma per qualche tempo l'ho ritenuto il miglior disco di Angelripper e soci. Pretenders to the throne e Brandish the sceptre sono senza dubbio le mie canzoni preferite dei Sodom, thrash violento e diretto. Giusto il voto.
Undercover
Sabato 11 Agosto 2012, 10.17.23
1
Spettacolare, amo particolarmente quest'album, affettivamente gli darei 100 ma il voto e la desamina han detto tutto ciò che c'era da dire correttamente.
INFORMAZIONI
1986
SPV/Steamhammer
Thrash
Tracklist
1. Intro
2. Deathlike Silence
3. Brandish the Sceptre
4. Proselytism Real
5. Equinox
6. Volcanic Slut
7. Obsessed by Cruelty
8. Fall of Majesty Town
9. Nuctemeron
10. Pretenders to the Throne
11. Witchammer
Line Up
Tom 'Angel Ripper' (Voce, Basso)
Michael 'Destructor' Wulf (Chitarra)
Chris 'Witch Hunter' Dudek (Batteria)
 
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