Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Epica
Omega
Demo

Profanity (GER)
Fragments Of Solace
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

01/03/21
WARRIOR PATH
The Mad King

05/03/21
SOM
Awake

05/03/21
WITHERFALL
Curse of Autumn

05/03/21
TAAKE / HELHEIM
Henholdsvis

05/03/21
MORK
Katredalen

05/03/21
TERROR
Trapped in a World

05/03/21
SKOLD
Dies Irae

05/03/21
BRAND OF SACRIFICE
Lifeblood

05/03/21
LINISTIT
Evil Arises

05/03/21
DREAMSHADE
A Pale Blue Dot

CONCERTI

28/02/21
ATHEIST + CADAVER + SVART CROWN + FROM HELL
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

13/03/21
MICHALE GRAVES + NIM VIND
LEGEND CLUB - MILANO

14/03/21
MARK LANEGAN BAND
TEATRO MANZONI - BOLOGNA

18/03/21
MAYHEM + MORTIIS + GUESTS TBA (POSTICIPATO!)
DEMODE CLUB - MODUGNO (BA)

19/03/21
MAYHEM + MORTIIS + GUESTS TBA (POSTICIPATO!)
ORION - CIAMPINO (ROMA)

20/03/21
MAYHEM + MORTIIS + GUESTS TBA (POSTICIPATO!)
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

23/03/21
THE SISTERS OF MERCY
ORION - ROMA

23/03/21
SWANS + NORMAN WESTBERG
ALCATRAZ - MILANO

24/03/21
THE SISTERS OF MERCY
ALCATRAZ - MILANO

25/03/21
TYGERS OF PAN TANG + GUEST TBA
TRAFFIC CLUB - ROMA

Cream - Goodbye
( 2830 letture )
«Intanto, avreste dovuto vedere che faccia facevano i miei compagni di stanza del '68, che ridevano del doo wop ma ascoltavano i Cream tutti i giorni, quando mettevo su White Light/White Heat (canzone dei Velvet Underground, ndR), cosa che facevo tutti i giorni. […] Io non andavo in giro a martellare la gente con i miei pregiudizi. Mi limitavo a sciropparmi quei cazzo di Cream tutti i girni, Spoonful e tutto il resto di quella merdaccia insignificante»
(Bangs L. (1987), Guida ragionevole al frastuono più atroce, pag. 425)


Così si esprimeva il critico americano Lester Bangs nei suoi "appunti senza titolo" del 1981, a un anno dalla prematura (e quasi cristologica) morte a trentatré anni, ricordando con il suo solito stile caustico, ma un po' apocalittico, «ciò che aveva raggiunto l'apice nel 1967» e che ha «cominciato a scendere in picchiata intorno al 1968»: il rock. Ma effettivamente, nel 1968, mentre il nostro Lester (parola di Robert Quine) «va a scovare l'esemplare di orrendo fracasso rumorista più orribile pessimo inutile inascoltabile offensivo fastidioso snervante e idiota che riesce a trovare» e scrive recensioni «in cui spiega a tutto il mondo perché quel pezzo è semplicemente meraviglioso», il mondo del pubblico rock è a bocca spalancata davanti ai Cream. Per stupore e sconcerto: da una parte il record di vendite del doppio album Wheels of Fire negli USA che "costringerà" la Atlantic a tirar fuori dal cilindro la trovata del disco di platino, dall'altra l'annuncio dello scioglimento del supergruppo triangolare nato dai fuggiaschi di John Mayall, Manfred Mann e Graham Bond's Organisation. Alla base di una simile e impopolare decisione di eutanasia, si contano i forti contrasti interni tra il chitarrista Clapton, il bassista/cantante Bruce e il batterista Baker, cui si aggiunge una sorta di sconforto personale dello Slowhand, vistosi massacrare in una recensione di Rolling Stone (strano!) a firma John Landau, dove veniva addirittura appellato "Maestro del cliché". A propria ammenda, queste le sue parole ─ che lasciano un po' interdetti, sapendo quanto poco blues ci sia in molti suoi album solisti, rispetto ai Cream:

«E diventi davvero ossessionato, provi a scrivere canzoni pop e a crearti un'immagine pop. Ci sono passato anch'io, ed è stato screditante, perché non ero sincero con me stesso. Io sono, e sempre sarò, un chitarrista blues»

Per impegni contrattuali, i tre sono tenuti a consegnare al mercato un nuovo long-playing (qualcuno ha parlato di Coda dei Led Zeppelin?), che verrà chiamato quasi ingannevolmente Goodbye, invece che Farewell. Il tempo di registrare tre canzoni agli studi di Londra, per poi partire per il tour d'addio, con quindici concerti americani e uno show finale il 25 e il 26 novembre 1968 alla Royal Albert Hall londinese, in cui sono preceduti dagli Yes e dai Taste di Rory Gallagher: uno show vulcanico, con le germinazioni hard e i richiami alla psichedelia americana in simbiosi costante ─ e per di più filmato professionalmente dalla BBC e trasformato poi in un film. Così, mentre Eric Clapton e Ginger Baker pensano già ai Blind Faith e Jack Bruce formalizza la sua carriera solista, Goodbye vede la luce nel febbraio dell'anno successivo e piano piano scala la classifica inglese, arrivando al primo posto. A prenderlo in mano nell'ottica del "disco commissionato", i trenta minuti di durata ─ di cui venti di registrazioni live ─ sanno di raffazzonatura, anche un po' truffaldina. Per fortuna non è così. Aprono le danze le registrazioni live dal Forum di Los Angeles, con la roboante cover di I'm so Glad in prima fila, cover di uno dei padri del delta-blues, Skip James, dilatata a dismisura rispetto alla litanica e acustica versione originale: il possente muro sonoro creato nella jam dalle magmatiche e autonome linee di basso di Bruce, dallo stile impetuoso ma preciso di Baker e dalle evoluzioni chitarristiche della Fast hand, fa sembrare i Cream una versione titanica dei Grateful Dead live…con la differenza numerica di 6 – 3. La successiva Politician, che chiude la Side A, è invece opera di Bruce (con il puntuale aiuto del paroliere Pete Brown), e mantiene una struttura molto più scandita, rimanendo comunque nel giro blues del basso, anche nelle improvvisazioni centrali. Continua la sagra del live electric blues nella Side B con una densa cover di Sitting on the Top of the World (già contenuta, per altro, nella parte in studio di Wheels of Fire), che richiama, per la forza strumentale, i Led Zeppelin live di Dazed and Confused. Tocca poi alle tre canzoni registrate "prima della partenza", di cui solo Badge (made in Clapton) rimane memorabile e davvero degna dei fasti del ─ recente ─ passato: una canzonetta da neanche tre minuti, dal testo per buona parte insignificante, dal titolo partorito da una mala lettura dell'annotazione musicale bridge nello spartito e dalla dubbia retorica della rima "down" con "down" e di "table" con l'inesistente nome "Mabel". Canzonetta, però, con una linea di basso perfetta e con un giro di chitarra che, magia… E' lo stesso di una strofa di Here Comes the Sun dei Beatles: non per niente tra i credits spunta il nome di George Harrison. A proposito di Beatles, Doing That Scrapyard Thing potrebbe benisso essere contenuta nel White Album, senza che molti si accorgano che è firmata da Jack Bruce, così come la successiva What a Bringdown di Baker di cremoso mantiene ben poco.

L'addio che è spettato ai Cream con Goodbye non è sicuramente da annoverare tra i più indimenticabili della storia del rock: vi si intravede una band quantomai svogliata che, per volontà contrattuale, abborraccia delle (ottime) registrazioni live con tre pezzi in studio, partoriti "uno per ciascuno", tappandosi temporaneamente il naso per il dispiacere o, alla meno peggio, chiamando l'amico, "quello dei Beatles", per metter su una canzone prima della scadenza. Ma allo stesso tempo, come spesso capita con le grandi band, vi si può intravedere anche l'effettiva differenza che intercorre tra un gruppo di strumentisti fuoriclasse come i Cream e una band mediocre, e non si può non encomiare la facilità quasi disarmante con cui un gruppo ormai sciolto e smembrato in altre formazioni fa scintille in tour (dimostrato dal live) e produce due canzoni discrete e un rock anthem inossidabile.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
86.8 su 5 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Sabato 11 Marzo 2017, 17.47.34
2
Dal vivo letteralmente devastanti che si confermano tra i pionieri del rock duro; in studio melodici e accattivanti. Durarono poco, ma quanti migliori di loro? 78
LORIN
Martedì 21 Agosto 2012, 16.51.11
1
Sara' sicuramente un lavoro "forzato" ma rimane pur sempre un lavoro dei Cream. Il mio voto è leggermente più alto del tuo Subhuman perchè secondo me il disco è bello: 78.
INFORMAZIONI
1969
Polydor Records
Hard Rock
Tracklist
1. I'm So Glad
2. Politician
3. Sitting on Top of the World
4. Badge
5. Doing That Scrapyard Thing
6. What a Bringdown
Line Up
Eric Clapton (Voce, Chitarra)
Jack Bruce (Voce, Basso)
Ginger Baker (Voce, Batteria)
 
RECENSIONI
71
92
97
85
ARTICOLI
30/10/2016
Live Report
FLESHGOD APOCALYPSE + SCREAM 3 DAYS
CAP 10100, Torino, 27/10/2016
03/12/2008
Live Report
PINO SCOTTO + THE SOVRAN + SCREAM FOR MAIDEN
Target Club, Bari, 14/11/2008
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]