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Ramones - End of the Century
( 3705 letture )
Personalmente ho sempre trovato incredibile il successo riscontrato nel tempo da una band come i Ramones. Abituato com’ero -e sono- a ben altre sonorità, il mio percorso di maturazione musicale non ha mai visto di buon occhio l’estrema semplicità del punk, rivolgendo anzi ad esso così poche attenzioni da farmi arrivare a capire che forse un tentativo di riappacificamento nei confronti di questo genere e delle sue band principali prima o poi l’avrei dovuto compiere. E, in effetti, a distanza di anni dall’ascolto alquanto “distanziato” che feci dei Ramones, mi ritrovo a colmare una lacuna importante nel mio percorso musicale e ad annotare pareri addirittura positivi sulla controversa formazione americana. Uno dei motivi di questa mia virata sta proprio nell’album che mi ritrovo oggi a recensire, che si distingue per certi versi dai precedenti full-length, ben più radicali e radicati negli stilemi della musica punk.
Innanzitutto, a produrre il disco c’è Phil Spector, personaggio noto per aver lavorato con gruppi femminili durante gli anni Sessanta (Crystals, Ronettes), con Tina Turner, ma anche con i Beatles, precisamente sull’album Let It Be. Fondamentale il suo apporto grazie alla tecnica di registrazione del tutto personale (il cosiddetto “Wall of Sound”), che mirava a creare un effetto pieno e compatto al suono, talvolta addirittura grazie all’apporto di svariati musicisti che venivano interpellati per suonare in contemporanea e dar vita così all’effetto desiderato. Il suo metodo di lavorazione era però davvero spietato, e come ricordano gli stessi Ramones era incredibile la sua ossessione per la ricerca della perfezione: capitava infatti che li costringesse a registrare per ore e ore finché il risultato non era espressamente quello da lui voluto, facendoli lavorare anche per numerose ore di fila; addirittura arrivava a tenere la band chiusa nello studio puntandogli addosso una pistola. Non è quindi poi così strano pensare che End of the Century sia costato circa 700.000 dollari.
Ma non andò poi così male, visto che l’album divenne subito il più venduto della band, ottenendo un grande successo commerciale, anche se resta a tutt’oggi tra i più odiati dagli stessi fan per lo stacco abbastanza percepibile tra le vecchie sonorità punk rock e quelle ora più morbide, più pop per certi versi. Non bisogna però lasciarsi deviare da queste facili etichette, perché l’album contiene sì alcuni successi da classifica come Baby, I Love You, ma è pur vero che non mancano canzoni tipicamente Ramones-style, come The Return of Jackie and Judy, Let’s Go e This Ain’t Havana, per fare solo alcuni esempi.

Ma scendiamo nel dettaglio e vediamo i motivi che hanno fatto di quest’album uno dei più validi nella discografia dei quattro “fratelli” statunitensi.
Fin dall’opener Do You Remember Rock ‘n’ Roll Radio? è evidente la predisposizione verso il rock’n’roll che permea l’intero album, l’aria che si respira è fresca e non può fare a meno di attirare l’interesse di chi ascolta, quasi fosse una di quelle canzoni che senti una volta e ti ritrovi a canticchiarla in ogni momento che capita. Questo per merito della chitarra di Johnny Ramone, limpida e vivace, ma anche del ritmo continuato di batteria e basso e della voce spumeggiante di Joey Ramone. Un perfetto esempio di lavoro di gruppo, insomma. E mentre I’m Affected riporta alla luce un lato più punk, Danny Says sembra ben più adatta ad un contesto live ma rilassato, di quelli in stile Bob’s Country Bunker (chi si ricorda la scena dei Blues Brothers in cui questi ultimi suonano nel locale country al posto dei Good Ole Boys?), e la successiva Chinese Rock, che torna invece al rock’n’roll iniziale, è forse la canzone più “dura” del platter. Da manuale del punk rock è poi The Return of Jackie and Judy, continuazione della storia di queste due ragazze iniziata nel primo album con Judy Is a Punk, mentre non è niente di che la mediocre Let’s Go, posta proprio prima di quella Baby, I Love You di cui tanto si è discusso. La canzone era infatti stata voluta specificamente dal produttore Phil Spector, tanto che fu l’unica traccia a non essere suonata dai membri dei Ramones; il successo che ne derivò fu comunque sufficiente a rendere la canzone parte più che integrante del disco. Le tracce finali sono poste a metà tra il punk rock delle origini e le atmosfere rock’n’roll che, come detto, fanno da sfondo all’intero lavoro. Alcune di esse, come I Can’t Make It on Time, All the Way e High Risk Insurance non sono certo indimenticabili, ma contribuiscono lo stesso alla riuscita finale, quasi quanto le ben più belle This Ain’t Havana e Rock ‘n’ Roll High School; la parte iniziale di chitarra di quest’ultima ha rappresentato una vera e propria ossessione per Spector, che lo fece ripetere innumerevoli volte al povero ed esausto Johnny.

Considerato come punto di (semi)svolta stilistica, End of the Century è a tutti gli effetti un album ben realizzato, riuscito fin nei minimi dettagli e di evidente successo commerciale. Se non siete amanti dei prodotti a marchio Ramones, questo disco potrebbe in parte farvi ricredere e non è detto che non possa rappresentare il miglior approccio in generale alla loro musica. Di certo si tratta di un bel pezzo di storia della musica e, volenti o nolenti, non potremo girargli le spalle per sempre.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
81.64 su 14 voti [ VOTA]
Stagger Lee
Domenica 28 Giugno 2020, 13.49.23
7
@Nik, effettivamente i Ramones campavano quasi solo sui live. Nella loro biografia (Arcana), non ricordo più chi di loro, affermava che cercavano di restare in tour il più a lungo possibile perchè..."in tour avevamo da mangiare e dove dormire, finito il tour non sapevamo più dove mangiare e dove dormire."
Nik
Domenica 28 Giugno 2020, 0.36.35
6
Il primo disco non più punk dei Ramones! Ma cosa centravano i violini e i violoncelli con il Punk solo Dio (Spector) lo sapeva. I migliori dischi dei Ramones rimangono i primi 4 da 'Ramones' a 'Road to Run', passando per il loro apice che è e rimane 'Leave Home'. Quello era punk! Infine parlare di 'successo' e abbinarlo al nome Ramones, è come dire che l'Italia è la 4 potenza economica del mondo (e negli anni '80 in effetti si diceva... peccato che è sempre stata una balla bella e buona). Forse ora, ben dopo il 2000, i Ramones sono considerati abbastanza noti, peccato che per 25 anni nessuno se gli è mai c***ti. Basta vedere le loro vendite di ogni singolo album. Se non avessero avuto una ricca e lunga vita live (dal vivo, visti nel 1980 a Reggio Emilia erano un esplosione tale, che l'80% dei gruppi 'metal' mai si sono sognati in vita loro..), dicevo, sarebbero morti di fame ben prima della loro, purtroppo, prematura scomparsa una decina di anni fa. R.I.P Ramones, Gabba, Gabba, Hey!.
VIncenzo Assante
Domenica 18 Novembre 2018, 13.17.29
5
Ma come si fa a distinguere la musica tra semplice e complessa, e da qui far dipendere le proprie valutazioni riguardo ad un gruppo o ad un album? Va bene il gusto personale, ma essere sorpresi del successo dei Ramones perché la loro proposta musicale è troppo semplice, fa il paio con chi afferma di odiare i Dream Theater perché sono troppo complessi. P.S. Io ho visto i Ramones dal vivo e con i loro tre accordi riuscivano a sprigionavano tanta di quella energia che avrebbero potuto illuminare il "Pirellone" per una settimana.
Macca
Mercoledì 8 Maggio 2013, 11.19.28
4
Pezzi come "Do You Remember Rock'n'roll Radio?" a riprova della loro grandezza sono conosciuti anche dai più impenitenti discotecari, ovviamente senza sapere che dietro c'è una delle band fondamentali per la crescita del rock'n'roll e derivati. Grandi Ramones, indosserò sempre con orgoglio la vostra storica t-shirt nera!!!
TheRamonesFan
Venerdì 24 Agosto 2012, 0.30.19
3
Questo è il mio primo commento qui, volevo solo dirvi che questo è uno dei siti che più frequento e mi piacciono molto le vostre recensioni. Comunque sia io adoro i Ramones e anche quest'album, così come tutti gli altri. Sono e saranno il mio gruppo preferito. L'unica cosa che rimpiango è non averli visti dal vivo (ho 16 anni)! E non avete idea di quanto abbia invidiato HM is the law dopo aver letto il suo articolo sul loro live a Roma. Bell'articolo, a proposito, e bella anche la canzone degli Helloween.
hm is the law
Giovedì 23 Agosto 2012, 21.35.47
2
Disco controverso odiato da molti fan ortodossi all'epoca, ma in definitiva pregno di bella musica. Voto congruo
LORIN
Giovedì 23 Agosto 2012, 16.33.50
1
Ottimo disco, ci sono pezzi veramente fantastici.Ma di PUNK in questo disco mi dispiace ma non ce ne! Qui i Ramones si trasformano in una grande band di musica rock. L'album si ascolta per ore senza che venga minimamente a noia! Anche la tua recensione è ben fatta e concordo sulla valutazione:84
INFORMAZIONI
1980
Sire Records
Rock
Tracklist
1. Do You Remember Rock ‘n’ Roll Radio?
2. I’m Affected
3. Danny Says
4. Chinese Rock
5. The Return of Jackie and Judy
6. Let’s Go
7. Baby, I Love You
8. I Can’t Make It on Time
9. This Ain’t Havana
10. Rock ‘n’ Roll High School
11. All the Way
12. High Risk Insurance
Line Up
Joey Ramone (Voce)
Johnny Ramone (Chitarra)
Dee Dee Ramone (Basso)
Marky Ramone (Batteria)
 
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