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Tempestuous Fall - The Stars Would Not Awake You
( 2207 letture )
Le ninfee piangono la rovinosa caduta del pallido Icaro, avvicinatosi troppo alla ruota lucente. I corpi si fondono come voci durante uno struggente elogio funebre, mentre le ali esamini del coraggioso ed imprudente figlio dell’architetto Dedalo si adagiano sulla pelle morbida delle baccanti.

Il synth accarezza tonalità minori, etereo, impalpabile, sembra provenire dalle profondità della terra, uscendo a stento da una stretta fessura. I tempi sono lenti, pesanti, in perfetta armonia con le distorte sei corde, le quali penetrano la cortina di silenzio artefatto tramite lancinanti palm-muting, accompagnate dal brutale growl di BM, aggiuntosi alla corte del sovrano delle stelle Dis Pater, alla cui destra siede il cavaliere del violino Renee Hunter, discreto, abituato a convivere con l’anima di uno strumento il cui timbro appartiene al reame della malinconia. Poco dopo, il grigio paesaggio è addolcito dalla tristezza epica delle clean vocals, oggi autenticamente divenute parte integrante del bagaglio tecnico del solista australiano. Seppur esse siano aiutate da una sovra-struttura di effetti al microfono, risultano comunque di un’incisività dapprima sconosciuta.
La visione si sposta inquadrando una pietra tombale, un sepolcro per l’eroe caduto. La Natura lo piange sconsolata, i toni si fanno aspri, taglienti, la batteria quasi marziale, l’aria piena di riverberi. La voce baritonale appartiene ad uno spirito infernale, greve, stordente. D’un tratto la sterile osservazione della lapide muta in una retrospettiva sulle gesta del caduto. Chitarra solista su accordi in power chord, supportata dalle tastiere che riprendono la melodia e la stratificano, prima di spalancare i portoni ad un outro arpeggiato, scandito dai colpi alla grancassa.
Lacrime di marmo su statue neo-classiche, il dolore cristallizzato. Marble Tears raccoglie il testimone dalla traccia antecedente, miscelando delicatissime partiture di violino a ruggenti contrappunti delle sei corde. In poche parole, un tipico episodio racchiudente il linguaggio musicale dell’aussie, sospeso tra desiderio di trascendere e male di vivere. Interessanti gli inserti in voce pulita, dai tratti lugubri, misteriosi.
Magnifica è invece The Stars Would Not Awake You, preludiata da una toccante sezione di pianoforte. Tuttavia si tratta di un semplice interludio, precedente alla classica carica estrema, la quale accoglie l’ascoltatore in un turbinio di sentimenti contrastanti solo per calmierati istanti: la fiera scioglie l’abbraccio mortale, allontanata dal fuoco razionale della tastiera, prima acustica, poi elettronica, raddoppiata dai cordofoni. Le lunghe note della melodia rendono il capitolo un insopportabile inno alla caducità delle cose.
Infine il rituale di onorificenze al defunto si conclude, un freddo ed ormai superato saluto a chi c’era ed ora abita in mezzo alle nuvole, o avviluppato dalle fiamme eterne. Cold Stale Goodbye, strutturata attorno a scarni riff portanti, monolitici nel loro costante ronzio, porta l’ultimo mazzo di fiori, l’ultima ghirlanda, disperata fino all’ultimo secondo, concedendo un unico, sparuto, attimo di respiro: la voce rotta degli ottantotto tasti, sommersi poco dopo dalle basse frequenze.

Particolare attenzione, tratto distintivo delle produzioni di Dis Pater, è rivolta verso la meccanica del suono: pennellate più o meno intense contraddistinguono l’umore tetro o speranzoso delle tastiere, spirali di distorsioni avvolgono le sei corde, dilatazioni e delay completano il quadro di matrice “pre-raffaelita”, arcano e fascinoso.

Al termine del percorso The Stars Would Not Awake You non si configura come un album rivolto alle moltitudini: un giudizio affrettato lo collocherebbe nel campo delle opere autoreferenziali (numerosissimi i richiami agli altri progetti di Dis Pater), ripetitive, fluviali.

Non si possono però imputare all’artista di Brisbane quest’ultimi difetti: egli possiede tale forma mentis, adora elaborare le sue composizioni fino al punto di smaterializzare i contorni, ha rinunciato ad una certa visione criptica unicamente con l’uscita dei The Crevices Below, comunque involuti e di ardua prima lettura. È tuttavia opportuno sottolineare un’estetica presentata che non sempre colpisce nel segno, perdendo vigoria con lo scorrere dei minuti. Sovente infatti l’andamento collassa su se stesso, smarrendo l’impeto emozionale che lo aveva contraddistinto.

Nulla che tolga ai Tempestuous Fall l’aurea decadente ed autunnale che forgia il messaggio complessivo del platter: un’ora di rappresentazione in note del tormento di Cerere, costretta a soffrire per il ratto di Proserpina, della caduta di Icaro, del crollo del regno vegetale quando ottobre si presenta sulla soglia. E dell’esistenza umana, destinata a declinare inesorabilmente, per poi mutare in un ricordo sbiadito su un lapide che nessuno omaggia più.
Le ninfe versano torrenti dagli iridi arrossati, i respiri sono ancora affannosi.
Le stelle non ci risveglieranno.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
92 su 4 voti [ VOTA]
enry
Sabato 22 Settembre 2012, 9.35.36
11
Ottimo disco, bene le parti clean, per me le migliori proposte fin qui da Dis Pater. Magari non ancora ai massimi livelli del genere ma la strada è quella giusta...80 pieno anche per me.
fdrulovic
Giovedì 6 Settembre 2012, 1.00.50
10
replicato
Undercover
Mercoledì 5 Settembre 2012, 17.10.57
9
Done e mail inviata
fdrulovic
Mercoledì 5 Settembre 2012, 16.43.11
8
Non ci posso credere.....Ad ogni buon conto ti lascio la mia mail. Non si sa mai... fdrulovic@yahoo.it PS: E chiudo qui visto l'off-topic. Per chi si trovasse da quelle parti, ho trovato una delle piu' buone pasticcerie della mia vita a Noto. Bar Sicilia. Mai mangiati cannoli alla ricotta cosi' buoni. Un estasi. E ne ho mangiati tipo 3 o 4 al giorno! Magari lo conosci anche tu Undercover
Undercover
Mercoledì 5 Settembre 2012, 1.16.48
7
NOOOOOO... davvero? Sei pure stato nelle mie zone ahah allucinante.
fdrulovic
Mercoledì 5 Settembre 2012, 1.01.51
6
Azz...Ma perchè sei siciliano? Io mi sono fatto un fantastico giro nella Sicilia Sud Orientale. Mi mancava questa parte. Vacanza splendida, mare fantastico, gente superba e città uniche ed affascinanti. A saperlo veramente ci si beccava...
Undercover
Mercoledì 29 Agosto 2012, 22.55.29
5
Ah saperlo ci si beccava Fdrulovic
Fdrulovic
Mercoledì 29 Agosto 2012, 20.06.14
4
Appena torno da questa vacanza in Sicilia lo faccio mio...
Ubik
Lunedì 27 Agosto 2012, 23.15.35
3
Amo quest'uomo! I dischi dei MIdnight Odyssey sono fantastici e anche questo è molto buono anche se sono solo ai primi ascolti. Per adesso 85
il vichingo
Lunedì 27 Agosto 2012, 11.15.55
2
Ho avuto modo di ascoltarlo la settimana scorsa: un lavoro molto buono, e se mi avanzano dei soldi lo compro senza pensarci due volte.
Undercover
Lunedì 27 Agosto 2012, 11.10.47
1
Sto tizio non ne ha sbagliato uno!
INFORMAZIONI
2012
I, Voidhanger
Funeral Doom
Tracklist
1. Old & Grey
2. Beneath A Stone Grave
3. Marble Tears
4. The Stars Would Not Awake You
5. A Cold Stale Goodbye
Line Up
Dis Pater (all instruments, vocals)

Guest:
BM (harsh vocals on Old &Grey)
Renee Hunter (violin)
 
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