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Evoken - Atra Mors
( 3775 letture )
Tornano i maestri del doom/death americano con un nuovo episodio della loro stepitosa carriera, a distanza di ben cinque anni dal precedente A Caress of the Void.
Dopo l'interlocutorio split con i Beneath the Froozen Soil del 2010 -con il quale i nostri avevano testato la nuova line up- oggi si ripresentano con un lavoro che apporta diverse novità nelle composizioni del rinnovato combo del New Jersey. Difatti, la nuova formazione, capitanata dall'immancabile John Paradiso, lascia trasparire -come mai fino ad ora- il lato più introspettivo della band, mettendo a nudo un aspetto che quasi non conoscevamo. Ecco dunque comparire clean vocals, parti arpeggiate e un uso massiccio di sintetizzatori che si vanno ad affiancare ai consueti muri di chitarre, ai quali la band ci ha da anni abituato, consegnandoci un lavoro che - mi si passa il termine - risulta molto più "europeo" rispetto al passato. Si, esattamente: per quanto mi riguarda, gli Evoken sino ad oggi erano rimasti tra gli ultimi portabandiera del vecchio e caro doom/death scarno e brutale che rese celebri band come Asphyx, My Dying Bride (dei dei tempi del demo), Disembowelment, primissimi Morgion e compagnia bella; dunque act che - partendo da una solida base death metal - si destreggiavano su questo tipo di sonorità ma con tempi mosh, mentre oggi gli Evoken, dopo 20 anni di carriera, aprono le porte all'atmosfera, abbandonando parzialmente i lidi di asfissiante brutalità che li avevano resi i maestri incontrastati nel loro genere.
Se difatti gli Evoken erano diventati sinonimo di ortodossia in ambito extreme doom, oggi il suono della band si è evoluto in una direzione quasi siderale, avvicinandosi in certi momenti alle produzioni più liquefatte degli Esoteric (An Extrinsic Divide l'esempio più evidente), ma sacrificando in qualche modo la produzione del disco che, sin dal precedente split album del 2010, non gode più dell'eccellente sound di lavori come A Caress of the Void o Anthitesis of Light, nonostante i nostri abbiano fatto un bel salto di qualità approdando alla Profound Lore Rec.

L'opener Atra Mors è il ponte ideale tra il vecchio e il nuovo corso, sposando perfettamente parti ultra grevi, caratterizzate dai loro inconfondibili arpeggi di chitarra, con partiture di synth dai suoni anche abbastanza moderni, ma che comunque riprendono il discorso là dove lo avevano lasciato cinque anni fa.
Bellissima la successiva Descent into Chaotic Dream, un brano arpeggiato dalle atmosfere malinconiche, con un finale dove si sfodera un'improvviso scatto d'ira; uno stacco ultra doom tanto breve quanto pesante, ma che lascia presto spazio a un assolo di chitarra che chiuderà il brano in un crescendo d'atmosfera veramente emozionante.
Dopo una breve strumentale, giungiamo alla doppietta Grim Eloquence e An Extrinsic Divide, dove la sintesi tra il nuovo e il vecchio stile è ormai perfettamente compiuta. Un tripudio di atmosfere opprimenti si alternano continuamente a parti di doom asfittico, con momenti in cui è l'atmosfera a farla da padrone. Due episodi che rischiano di entrare nella top ten della band.
Un'altra boccata d'aria donata dalla breve strumentale Requies Aeterna, e poi ci si ributta a capofitto negli ultimi due brani: The Unechoing Dread e Into Aphotic Devastation, i quali sono puro e incontaminato doom/death vecchio stile, il che farà la gioia del vecchi fan della band.

Tirando le somme, il bilancio complessivo è più che buono, i brani sono di altissimo livello, e le atmosfere profuse assolutamente strepitose; dunque, per chi segue la band da anni, non ci saranno grandi sorprese da questo nuovo Atra Mors. In fondo, gli Evoken rimangono sinonimo di estremismo doom. Seppur non disdegnando minimamente il nuovo corso intrapreso dalla band, mi sento di considerare questo lavoro leggermente inferiore a capolavori del calibro di Quietus oppure Anthitesis of Light, e continuo a prediligere la loro discografia più estrema. De gustibus!



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
95.66 su 9 voti [ VOTA]
God of Emptiness
Giovedì 4 Agosto 2016, 11.06.56
23
Album davvero bellissimo per il livello di atmosfere e pesantezza. A mio avviso il migliore della loro discografia. Emozionanante dall'inizio alla fine. Voto 93.
martellofilosofo
Giovedì 22 Gennaio 2015, 15.59.06
22
voto almeno 95,il loro funereo attraversamento dell'ade infernale quasi insuperabile,distrutte tutte le certezze della volontà di vita.
enry
Martedì 9 Ottobre 2012, 19.59.39
21
Superbo, meglio di A Caress e più o meno sul livello di Anthitesis e Quietus...88/100 per uno dei migliori dischi doom/death degli ultimi anni.
fdrulovic
Giovedì 6 Settembre 2012, 1.13.29
20
Che disco ragazzi! Io li ho sempre amati, nel loro essere dei fuoriclasse del funeral doom. Ma questa volta mi hanno positivamente sorpreso riuscendo ad evolvere il loro sound in un genere che solitamente ha canoni piuttosto rigidi. Ma d'altronde questi sono dei fuoriclasse, come ,in altri generi, i citati Autopsy e Asphyx. Ritoccherei dal rialzo il voto di qualche punto, ma sono cazzatelle..
Blackout
Mercoledì 5 Settembre 2012, 21.35.28
19
Ma infatti è proprio quello che ho detto. Cioè che gli Asphyx sono quelli più distanti dagli Evoken, dai Morgion e da tanti altri. Gli Asphyx sono death metal con inserimenti doom, non marcati come Winter e Disembowelment, o altri che sono stati citati
Undercover
Mercoledì 5 Settembre 2012, 13.36.58
18
Si piggod concordo davvero, alle volte avere delle grandi dilatazioni nel sound, capita anche in alcuni dei capitoli più atmosferici dei Bolt Thrower a esempio, non fa di questa band una detentrice di attitudine doom quanto di richiami al genere che è diverso.
piggod
Mercoledì 5 Settembre 2012, 13.28.15
17
Bravo Undercover. A questo punto direi di canonizzare la differenza fra doom/death e death/doom, decidendo cosa rientra nella prima e cosa nella seconda, anche perché fra i due generi le differenze sono notevoli.
Undercover
Mercoledì 5 Settembre 2012, 13.21.58
16
Simo sai che adoro gli Asphyx ma se parlo di death/doom loro non sono né il primo, né il secondo o terzo nome che mi viene in mente, a sto punto Winter, Coffins, Disembowelment, Ceremonium ma proprio gli Asphyx no, sarebbe come dire Autopsy e a quel punto di diritto anche cronologicamente parlando i Cianide lo sono comunque più di entrambe le band messe insieme.
piggod
Mercoledì 5 Settembre 2012, 13.18.17
15
Con tutta la buona volontà.... le differenze fra Asphyx ed Evoken sono e-n-o-r-m-i. Non dico quanto fra Grave ed Esoteric, ma ci avviciniamo.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 5 Settembre 2012, 13.06.54
14
Merci Monsieur Blackout, molto cortese e gentile da parte sua per le sue informazioni e consigli. Vado subito ad ascoltare Asphyx e Celestial Season. Non ho mai pregiudizi quando ascolto nuovi gruppi (per me, of course). L'importante è che la musica ti dia emozioni. Merci encore et au revoir.
Blackout
Mercoledì 5 Settembre 2012, 6.07.37
13
...ultima cosa. Se preferisci buttarti sin da subito al suono più death/doom degli Asphyx, ti consiglio di partire dall'ultimo arrivato 'Deathhammer' del 2012, pezzi come Minefield e Der Landser potrebbero fare al caso tuo. Poi, se preferisci studiarli in senso cronologico e partire con 'The Rack', 'Crush The Cenotaph (EP)' e 'Last One on Earth', fai benissimo.
Blackout
Mercoledì 5 Settembre 2012, 5.57.50
12
@Le Marquis de Fremont: gli Asphyx sono quelli con il sound che c'entrano meno con gli Evoken, sono decisamente più ferali e assassini, non ricercano le atmosfere in questo modo. Piuttosto, coinvolgono chi li ascolta ad avere uno scenario fantasioso di ''fine di tutto'' per via dei poderosi rallentamenti e chitarre annichilenti. Gli Asphyx sono il mio gruppo preferito. Tuttavia, è d'obbligo citarli quando si parla di death/doom per via della loro importantissima influenza sul genere, sono tra i padri fondatori del resto. Ma comunque se sei più propenso/a a ritmi tendenti alla melodia, gli Asphyx non sono certo il gruppo che spicca in ciò, ma rimedia comunque questa lacuna che si sta parlando pur sempre di storia. Dall'Olanda, citerei più i Celestial Season anche se questi vanno a ricercare un altro tipo di atmosfere. Perdonate la lungaggine, ma quando leggo il nome Asphyx, non riesco a trattenermi.
Le Marquis de Fremont
Lunedì 3 Settembre 2012, 13.17.00
11
Assolutamente geniale. Un sound doom ricercato e molto evoluto rispetto a quanto sentito finora (pardon, non conosco i vari Asphyx, Morgion, Thergothon, etc., vedrò di ascoltarli...). Qui il sound è veramente emozionante con quegli inserti atmosferici perfettamente inseriti nel contesto. Forse un tantino lunghetto, oppure mi piaccciono un po' meno gli ultimi brani dell'album, quelli più "vecchio stile" ma secondo me, più vicini a qualcosa di già sentito altrove. Dopo "Portal of I" dei Ne Obliviscaris, per me, l'album dell'anno. Au revoir.
Luxifer
Venerdì 31 Agosto 2012, 16.11.58
10
Non male, davvero non male! Mi piace
FURIO
Venerdì 31 Agosto 2012, 12.30.00
9
@Piggod: Sono d'accordo con le tue osservazioni e ci tengo a sottolineare che non volevo dire che gli Evoken siano portabandiera del death metal americano, bensì di quella scena doom/death nella quale si sentono le chitarre in tutta la loro pesantezza, con riferimento ai migliori Asphyx, Morgion e via dicendo...
piggod
Venerdì 31 Agosto 2012, 12.15.02
8
Dopo quel monolite soffocante di A caress of the void, gli Evoken ritornano con un disco stellare che - come giustamente ha fatto notare Pandemonium - apre alle trame melodiche di scuola europea (e io aggiungerei non solo europea). Il loro lavoro più ecclettico e vario, nonché, a mio modesto avviso, il loro lavoro più riuscito. Percarità, quietus e antithesis sono due ottimi lavori, ma questo mostra una maturità e un gusto nella composizione che gli altri due non hanno. Sarà che questo disco è decisamente più orientato verso il funeral doom, che la componente death è stata ridotta, ma per me questo è il loro capolavoro e in futuro sarà molto, ma molto difficile superare questo Atra Mors. @Furio: è una mia opinione, ma ritengo che gli Evoken non siano mai stati i portabandiera della scena doom/death come gli Asphyx (da te citati), gli Incantation, gli Autopsy, i Funebrarum o le nuove leve come Father Befouled e i Sonne Adam, essendo il genere proposto decisamente più doom oriented rispetto ai gruppi citati. Considerando tutta la loro carriera, vedo molte più simiglianze con i Thergothon, i Loss e i Mournful Congregation. Ad ogni modo per quest'anno abbiamo IL disco extreme doom.
enry
Venerdì 31 Agosto 2012, 11.13.47
7
Prenotato a scatola chiusa, mi arriverà a breve...Band eccezionale.
Pandemonium
Venerdì 31 Agosto 2012, 11.02.35
6
Aspettavo questa recensione e sono contento di ritrovarmi nell'analisi di Furio anche se, trattandosi degli Evoken, il mio giudizio è forse meno equilibrato. Qui si parla della migliore extreme doom death metal band sulla scena per quanto mi riguarda, e l'evoluzione compositiva che Atra Mors denuncia (opera di autori di capolavori quali Quietus e Antithesis, pilastri del genere per propria natura tendente al conservatorismo tanto stilistico quanto concettuale) risulta in ultima analisi prova di una maturità artistica che, permettetemelo, è rara trovarsi in combo leggendari ed affermati con vent'anni di carriera alle spalle. L'apertura alle trame melodiche di scuola europea acutamente sottolineata da Furio viene reinterpretata in chiave americana con una naturalezza disarmante, senza prestare il fianco in ogni singola partitura a sterili critiche di qualsivoglia ammorbidimento del sound dei vecchi tempi. Qui abbiamo passaggi melodici monolitici e brutali, evocativi e struggenti, come solo gli Evoken (appunto!) possono creare. Non un capolavoro, sia chiaro, ma una dimostrazione di una classe e di uno stile che, inaspettata quanto intelligente, solo una band di artisti consci delle proprie potenzialità e dall'apertura mentale fuori dal comune può sfoggiare. 88: e solo perchè Quietus e Antithesis sono dal 90 in su. P.S: Un saluto a tutti in redazione!
Undercover
Venerdì 31 Agosto 2012, 11.00.21
5
Concordo con Furio e Simone, voto basso per uno dei migliori dischi dell'annata e una delle migliori produzioni della Profound Lore di quest'anno che c'ha rifilato anche parecchia roba di poco conto.
FURIO
Venerdì 31 Agosto 2012, 10.12.43
4
Beh si, concordo con Blackout; più che Katatonia e October Tide io assocerei gli Evoken a Morgion, Winter ed in generale alla scena americana.
Blackout
Venerdì 31 Agosto 2012, 4.41.37
3
I nomi citati da cui puoi trarre riferimento sono nella recensione: diSEMBOWELMENT e Morgion (e se ne potrebbero fare altri). Il disco è superbo, l'ho ascoltato a ripetizione più volte e amo totalmente la conclusiva Into Aphotic Devastation.
Neige93
Venerdì 31 Agosto 2012, 0.32.05
2
(chiedo conferma all' autore della recensione se i due lavori da me nominati possono essere accostati a questo degli Evoken.)
Neige93
Venerdì 31 Agosto 2012, 0.31.32
1
Sento odore di Dance of December Souls e Rain Without End. Mi ci fiondo. Non li avevo mai sentiti nominare. Speriamo bene.
INFORMAZIONI
2012
Profund Lore Records
Death / Doom
Tracklist
1. Atra Mors
2. Descent into Chaotic Dream
3. A Tenebrous Vision
4. Grim Eloquence
5. An Extrinsic Divide
6. Requies Aeterna
7. The Unechoing Dread
8. Into Aphotic Devastation
Line Up
John Paradiso (vocals, guitar)
Chris Molinari (guitar)
Nick Orlando (guitar)
Dave Wagner (bass)
Don Zaros (keyboards)
Vince Verkay (drums)
 
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