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Unreal Terror - Hard Incursion
( 1889 letture )
Anno 1986: il thrash metal sferra tre colpi micidiali con gli album Master of Puppets, Reign in Blood e Peace Sells, raggiungendo indubbiamente il proprio apice e divenendo uno dei sottogeneri del metal più amati di sempre: ne aveva fatta di strada, il giovane virgulto californiano, da quando era solo un figliastro di belle speranze della mitica N.W.O.B.H.M.…e propria la sua adorata madre, per quanto fosse vista comunque con il dovuto rispetto e tenuta in grande considerazione per via della sua innegabile influenza, era ormai stata relegata in secondo piano. Eppure, da qualche parte, la corrente britannica faceva proseliti, guadagnandosi band dedite al suo culto e non a quello del thrash.

E’ il caso nientemeno che del nostro Belpaese, dove i pescaresi Unreal Terror si resero protagonisti, proprio nel 1986, di un album inconfondibilmente figlio della N.W.O.B.H.M. e dei suoi membri più celebri e celebrati, gli Iron Maiden: questi grintosi ragazzi, alle origini noti semplicemente come U.T. e fautori di un metal in idioma italico, si erano già fatti conoscere con l’EP Heavy and Dangerous, con il quale avevano messo in mostra interessanti qualità sia compositive che puramente strumentali. Dopo il buon successo (almeno in ambito underground) del piccolo lavoro, i nostri si erano rimessi subito al lavoro per produrre un LP, forti anche della presenza del nuovo e non ancora maggiorenne chitarrista Giuseppe Continenza, sostituto del dimissionario Mario Di Donato. Con la rinnovata line-up, dunque, gli abruzzesi sfornarono in quel grande Anno del Signore 1986 il loro primo e, purtroppo, unico full-length, intitolato Hard Incursion. L’inizio, affidato alla bella Fighter, mette subito a luce i pregi ed i difetti del disco: fra i primi bisogna sicuramente elencare un progresso qualitativo e tecnico rispetto al piacevole, ma un po’ grezzo Heavy and Dangerous, nonché la validità della prestazione collettiva della band, dal singer Luciano Palermi al giovanissimo Giuseppe Continenza, passando per il bassista Enio Nicolini, peraltro sensibilmente sugli scudi proprio in Fighter; fra i secondi, oltre alla derivatività della proposta (che non è necessariamente un difetto, ma certamente non vede brillare per originalità certe soluzioni proposte), dobbiamo necessariamente mettere una produzione non all’altezza della validità delle canzoni della band; ovviamente la colpa non è da imputare ai ragazzi del gruppo, che sottolineiamo ancora una volta essere autori di una prestazione notevole già sulla prima traccia, ma altrettanto certamente è innegabile che il disco soffra un po’ per questa produzione peso-piuma. Topkapi, breve strumentale ispirata al celebre Palazzo dei Sultani di Istanbul, serve nuovamente come veicolo per la dimostrazione delle abilità tecniche dei ragazzi e, anche qui, Giuseppe Continenza ci mostra come l’età conti relativamente quando è presente il Talento con la T maiuscola; la traccia funge da intro alla più elaborata At The Enf of The Last Chapter, malinconica e sfuggente, mentre successivamente i nostri spingono maggiormente sull’acceleratore, ricercando un’epicità sonora più marcata; anche il cantante Luciano Palermi marchia più a fondo la propria prestazione con tonalità più muscolari, come si può chiaramente evincere già in Iron Curtain e Pulling the Switch, che si segnalano anche, rispettivamente, per un’ottima prestazione del batterista Silvio Canzano e per dei riff affilati come rasoi del solito Giuseppe Continenza; ben fatto anche il mid-tempo Lucy Cruel, con una delle migliori prestazioni vocali del cantante del gruppo (che qui ricorda Geoff Tate), mentre la chiusura è affidata alla cavalcata Brain Washing e poi alla vigorosa strumentale Hard Incursion.

Questo esordio su disco degli Unreal Terror, in sostanza, si può riassumere utilizzando le considerazioni fatte ad inizio recensione: si tratta di un buonissimo disco, con canzoni variegate e ben strutturate che difficilmente annoiano e che mettono in mostra una capacità tecnica invidiabile; il rovescio della medaglia sta nel fatto che, probabilmente, non c’è una hit che svetti davvero sulle altre, così come la forte componente N.W.O.B.H.M. potrebbe alla lunga far storcere il naso a qualche ascoltatore particolarmente esigente. Inoltre, come già sottolineato, la produzione rischia allo stesso modo di non lasciare pienamente soddisfatti. Siamo dunque di fronte non ad un capolavoro, ma comunque ad un bel disco che ci lascia comunque rimpianti per esser stato l’unico della carriera della band pescarese.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
83 su 3 voti [ VOTA]
Barry
Domenica 2 Settembre 2012, 10.09.52
3
Ahah grazie, è un piacere
Lizard
Sabato 1 Settembre 2012, 13.51.36
2
Benvenuto nel club!!!
the Thrasher
Sabato 1 Settembre 2012, 13.47.27
1
centesima recensione, complimenti Barry!
INFORMAZIONI
1986
Speed Records
Heavy
Tracklist
1. Fighter
2. Topkapi
3. At the End of the Last Chapter
4. Iron Curtain
5. Pulling the Switch
6. Lucy Cruel
7. Brain Washing
8. Waiting for the Light
9. Hard Incursion
Line Up
Luciano Palermi (Voce)
Giuseppe Continenza (Chitarra)
Enio Nicolini (Basso)
Silvio Canzano (Batteria)
 
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