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Cathedral - The Garden Of Unearthly Delights
( 7162 letture )
La foresta del doom, regno di folletti e di deliri tanto cari a Bosch, si riabita di sperdute anime, lasciate vaganti ed erranti per alcuni anni nel mondo metal. Tre ne sono passati per la precisone, da quel The VII Coming, che tanto aveva fatto storcere il naso a critici e vecchi fans. Le sonorità forse non appartenevano esattamente al vecchio Lee Dorrian, eroe delle foreste dell’equilibrio perso fra specchi eteri, bizzari carnevali e riti vooodo. Quell’immagine di padre-padrone del proprio territorio, viene finalmente riproposta con questo The Garden Of Unearthly Delights, ottavo album ufficiale della band (senza ovviamente contare i numerosi EP). Leviamoci subito il dente. Questo disco non è al livello delle prime opere, ma si avvicina decisamente alle idee del periodo Caravan Beyond Redemption e Supernatural Birth Machine, dove traccie stoner si amalgavano alla perfezione con riffoni heavy-metal, doom e psycho rock anni '70, genere amato particolarmente dall’ex grinder. Detto questo, aggiungiamo che opere come The Forest Of Equilibrium e The Etheral Mirror sono difficilmente avvicinabili e sarebbe anche ingiusto nei confronti della band, chiedere di tornare su livelli praticamente di perfezione. The Garden Of Unearthly Delights è un grande disco, intendiamoci. Si pone su livelli di eccellenza, livelli che molte (moltissime) altre band potrebbero tranquillamente scordarsi. Il discorso è che qualsiasi lavoro/idea/progetto del combo inglese viene sempre (e giustamente) minuziosamente analizzato con il microscopio, paragonato al passato e criticato. The Garden Of Unearthly Delights ha un grosso pregio. Brilla di luce propria. Non si concede al passato e soprattutto non lo fa rimpiangere. 10 pezzi fra alterazioni metal, doom, space, psichedelia varia e perche’ no, un pizzico di gothic. Dearth Ad 2005 apre le porte del giardino, un’intro tetra, che permette la materializzazione di Tree Of Life & Death, pezzo dalla forte matrice heavy. Trascinante, in preda a pulsazioni che potrebbero ricordare Ride, un doomish che ben conoscono i seguaci dei figli del deserto Kyuss. La song si dipana lenta e macchinosa. Lenti, lentissimi riff si susseguono per tutta la parte centrale, dove un soprendente Lee Dorrian raffina la propria ugola per una vibrante break acosutico melodico. North Berwick Witch Trials non si discosta molto come concetto di fondo dalla precedente song, anch’essa è infatti caratterizzata da partiture metal-doomish cadenzate al massimo. Lee Dorrian crea atmosfere incantate, qualsiasi strofa trova giusta dimora e ninfa vitale .Un ritornello decisamente catchy è il preludio per Upon Azrael’s Wings, pezzo potentissimo, dove si fondono la pesantezza delle chitarre di Garry Jennings con il metal anche più estremo. I Kuyss che fanno death metal. Esagerato? Forse, ma la compatezza del suono e l’incidere lento e soffocante, in certi tratti ricorda davvero certe sonorità. Un intermezzo acusitico psichedelico rallenta la macchina metal, che riprende comunque immediatamente il suo massacrante cammino. Corpsecycle è melodia allo stato puro. Diverte nel suo incidere, nei suoi accattivanti riff, snellisce il disco, si propone come possibile hit. Come se gli Alice In Chains più ispirati incontrassero muri doom e gli si scagliassero addosso. Dopo l’acustica Fields Of Zagara, arriva la seconda parte del disco. Più pensata, più difficile e più rappresentativa di quello che sono i Cathedral ora. Oro The Manslayer è un pezzo veloce, velocissimo, a memoria non me ne ricordo uno più teso da parte della band. Metal allo stato brado del termine, rappresentazione delirante delle idee degli Iron Maiden più ispirati. Beneath A Funeral Sun permette al nostro Dorrian di duettare con anime semplici ed innocenti. Una manciata di bambini si insinua nelle lentissime partitute doomish del pezzo. Sembra davvero di uscire dalla foresta di Bosch, richiami minimali fanno il resto, per un brano davvero impressionante. Prog, metal, doom e chi più ne ha più ne metta. Eccoci al pezzo che maggiormente incuriosiva e che più si attendeva: The Garden, ventisette minuti di musica, dove tutti ,ma proprio tutti i generi proposti dal combo inglese sui precedenti pezzi, vengono sbattuti in un calderone e fatto bollire. Si parte acusitici e minimalisti, con una dolce ugola femminile, si continua con vibrazioni estremamente metal, pesanti e pressanti, come mai sono state proposte. Psichedelia, gothic con tocchi violino di Pascal Roggen, passaggi addirittura swing e prog. Delirante nella sua compatezza e precisione. Per descrivere il pezzo nella sua interezza servirebbe uno spazio troppo grande, ma a quel punto il lettore potrebbe cadere in una noia descrittiva dalla soglia molto alta. L’unico consiglio è di recarsi al negozio di musica più vicino e fare propria questa perla del panorama stoner (diciamo cosi, per sintetizzare…). Il ritorno nel crepuscolo di Dorrian è di quelli che colpiscono e che rendono unica la sua oscura marcia. La mela del peccato sta per essere assaporata… addio paradiso terrestre…

Piccola curiosità: nella versione digipack, il CD profuma di mela verde…



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
71.31 su 80 voti [ VOTA]
Macca
Mercoledì 11 Dicembre 2013, 12.56.04
5
Ho iniziato da qui con i Cathedral, e sono rimasto soddisfatto. Buon disco.
Ascarioth
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.51.20
4
Mammamia che impatto devastante, appena finito e sono letteralmente sbattuto a terra, spiazzato... chapeau! Grandi Cathedral!
FABRYZ
Lunedì 16 Luglio 2012, 18.54.33
3
L'ho risentito oggi,e' molto + diretto rispetto ad altri (a parte the garden dove fanno un riassunto di ben 26 minuti di tutto quello che e' il loro suono) ma rimane un bel cd heavy come dio comanda...x me rimangono i migliori nel doom stoner e aggiungo che il loro chitarrista garry jennings e' il riff master + sottovalutato di sempre in ambito heavy...x l'ennesima volta (ma lo scrivero' sempre) il voto lettori e' ridicolo, cioe' 44 cazzo ma come state ? all'ultimo manowar inascoltabile il voto lettori e' 58 ma dai, se non vi piace il genere non votate,e' cosi difficile ????
northwinds66
Martedì 24 Ottobre 2006, 18.40.38
2
Buon lavoro ma dalla suite di 20 minuti mi aspettavo qualcosa di maggiormente progressivo...avrei preferito un maggior utilizzo delle tastiere. Per gli altri pezzi qua e la' purtroppo affiora il già sentito.
faita
Domenica 16 Ottobre 2005, 9.56.04
1
Album ke ogni amante dei Cathedral e perkè no anke a quelli ke non si erano mai avvicinati ad essi, in quanto sul fuoco davvero cè di tutto (dal prog al funk al doom))l deve assolutamente possedere, il digipak poi è fantastico il disco profuma DAVVERO di Mela verde
INFORMAZIONI
2005
Nuclear Blast
Doom
Tracklist
1. Dearth AD 2005
2. Tree Of Life & Death
3. North Berwick Witch Trials
4. Upon Azrael's Wings
5. Corpsecycle
6. Fields Of Zagara
7. Oro The Manslayer
8. Beneath A Funeral Sun
9. The Garden
10. Proga-Europa
Line Up
Lee Dorrian – vocal
Garry Jennings – guitar
Leo Smee – bass
Bian Dixon - drums
 
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