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The Prophecy 23 - Green Machine Laser Beam
( 1154 letture )
Provengono dalla Germania questi The Prophecy 23, precisamente da Heibronn, e sono al loro secondo album. La mail di presentazione li identifica come “skater thrash metal”, tre parole che, accostate, fanno subito pensare a bands quali Suicidal Tendencies, D.R.I. ed Anthrax, e richiamano subito alla mente frotte di simpatici ragazzoni tatuati impegnati ad invadere tranquille case di provincia per trasformarle nel teatro di festini tutti birra, sesso, skate e thrash a manetta. E’ quindi con una certa voglia di spensieratezza ed headbanging che si dà il via all’ascolto di Green Machine Laser Beam, salvo poi, passata la prima intro trionfalistica che annuncia la venuta della band, ritrovarsi di fronte una musica che non è proprio quella che ci si aspetta: la proposta dei The Prophecy 23 contiene infatti tutti gli elementi che ci si aspetterebbe da loro, ma la verità è che la componente thrashcore è decisamente preponderante. Ecco così che nel corso dell’album si respirano sia momenti riconducibili alle vecchie e sane sfuriate thrash, sia accelerazioni, break, stop’n’go tipicamente hardcore/thrash, sia elementi più propriamente riconducibili al groove metal, che costituisco in pratica la vera ossatura del disco. L’abilità dimostrata nel mescolare il tutto è indubbia, così come la perizia tecnica, con il gruppo che non si limita al compitino, cercando di strutturare i brani attorno ad un umorismo sicuramente riuscito e coinvolgente, che dà effettivamente qualcosa in più al piacere di ascolto. Basta infatti scorrere i titoli dei brani per capire che questi ragazzi hanno una serissima voglia di divertirsi e divertire, riuscendo peraltro spesso a cogliere nel segno, in questo senso. Quello che invece proprio non funziona è il tentativo di creare un disco variegato ed interessante anche dopo molteplici ascolti: la verità è che la formula è abusata e stantia e non bastano la perizia strumentale, il doppio approccio vocale growl/harsh ed i numerosi break umoristici a dare varietà e sfaccettature ad un songwriting sì monolitico, ma anche ripetitivo ed involuto.

Come già anticipato, dopo l’intro Tough, Cool and Here to Mosh, irrompe la devastante Ice Road Trucker vs. the Sun (un titolo che farà la felicità di chi segue la trasmissione Gli Eroi del Ghiaccio) e siamo già nel pieno del mosh, con il vocione death di Philipp Heckel e quello hardcore/thrash di Hannes Klopprogge a tenere banco in una traccia decisamente riuscita e coinvolgente, un muro sparato in faccia con coscienza e cattiveria. Le seguenti Don’t Step Back, Beyond the Purple Lines e la titletrack Green Machine Laser Beam, col suo refrain urlato Mosh! Thrash! Action!, non fanno che ribadire il concetto già espresso dalla prima traccia, con una veemenza ed una coerenza notevoli, ma al tempo stesso limitanti. Sì, i brani sono ben suonati e strutturati, ma praticamente intercambiabili ed assolutamente ripetitivi, anche a causa della quasi totale mancanza di assoli o di break strumentali. Un blocco di cemento ricco di groove e di impatto devastante, ma sterile e ridondante, che riprende pari pari con We Are the Pit Police; fortunatamente, sia la spassosa e tiratissima frustata hardcore di Wake Me Up For Lunch che la successiva Honor to Whom Honor Is Due, che presenta invece influenze deathcore/black, riescono a risollevare un po’ il destino dell’album poggiandosi su soluzioni ritmiche e su un riffing decisamente più ispirato e vario, tale da suscitare un minimo di interesse nell’ascoltatore. Il buon momento prosegue con Captain Quick and the Pirates, ma il gioco comincia a mostrare un po’ la corda, sempre a causa dell’eccessivo immobilismo del songwriting, che non trova sbocchi e si arrocca sempre sugli stessi schemi. Molto meglio Don’t Waste Time- Get Wasted (Now!), ancora una volta decisamente più giocata sull’impatto thrash/hardcore. L’album prosegue poi sulle stesse coordinate già tracciate in precedenza, confermando sia i punti a favore che quelli negativi, fino alla conclusiva Guts.Gore.Reactor.Core, traccia dal vivo di poco superiore al minuto, palese parodia della “ballad acustica da concerto”.

La definizione skater thrash metal ha quindi un suo perché, ma finisce per essere fuorviante rispetto ad un disco di onesto thrashcore con influenze varie, che non va poi molto al di là dei soliti cliché di genere, anzi. Dall’ascolto emergono alcune luci che illuminano questo Green Machine Laser Beam, date dall’attitudine sincera, schietta e molto divertente del gruppo, ma anche molte ombre, date da un songwriting ripetitivo ed involuto che alla lunga stanca e non poco l’ascoltatore tanto che, passati i quaranta minuti, la tentazione di guardare l’orologio per vedere quanto manca alla fine diventa fortissima. Un brutto segnale per un album che comunque fa dell’umorismo e dell’impatto epidermico le sue armi migliori. Insomma, il vecchio adagio per il quale “un bel gioco dura poco”, sembra trovare la migliore esemplificazione nel presente lavoro, per il quale non si può davvero parlare di colpo a vuoto, ma nemmeno si possono spendere immeritati elogi. Un album medio, divertente a tratti, monolitico ed involuto per la sua maggior parte. La capacità della band di giocare con gli elementi costitutivi il genere è senz’altro di buon livello, ma purtroppo non viene suffragata da una verve compositiva all’altezza del compito; restano comunque decisamente più piacevoli e riuscite le composizioni nelle quali la vena hardcore si fa preponderante. Godetevi qualche traccia singola, una qualsiasi, ed avrete già un’idea completa di quello che The Prophecy 23 hanno da offrire.



VOTO RECENSORE
63
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
jeffwaters
Lunedì 10 Settembre 2012, 19.33.52
6
Bell' album,buone idee ma mi aspettavo di piu.Meglio il precedente
Al Ba No
Domenica 9 Settembre 2012, 19.58.34
5
NOn li ho ascoltati però avevo letto su due famose webzine che questo potesse esere il disco thrash dell'anno
Er Trucido
Domenica 9 Settembre 2012, 19.29.01
4
All right, comunque è un 63, niente per cui strapparsi i capelli
LAMBRUSCORE
Domenica 9 Settembre 2012, 17.50.27
3
Sì Trucido, prima di scrivere mi informo sempre, chiaro non voglio giudicare tutta la discografia, non conosco tutto, quello che ho sentito non m'è piaciuto, specialmente la produzione e la voce.
Er Trucido
Domenica 9 Settembre 2012, 17.17.32
2
Domanda: li hai ascoltati?
LAMBRUSCORE
Domenica 9 Settembre 2012, 17.11.47
1
Thrashcore questi qua? Ripassatevi la discografia dei Ripcord poi ne riparliamo....
INFORMAZIONI
2012
Massacre Records
Thrash Core
Tracklist
1. Tough, Cool And Here To Mosh
2. Ice Road Trucker vs. The Sun
3. Don’t Step Back
4. Beyond The Purple Pipes
5. Green Machine Laser Beam
6. Sergeant P Of The 23
7. We Are The Pit Police
8. Wake Me Up For Lunch
9. Honor To Whom Honor Is Due
10. Captain Quick And The Pirates
11. Call Your Friends To Hang Out
12. Don’t Waste Time – Get Wasted (Now!)
13. No Beer – What A Mess (Radio Edit)
14. No Followers – No Leaders
14. Princess Of Gorleben
16. Guts.Gore.Reactor.Core.
Line Up
Philipp Heckel (Voce death)
Hannes Klopprogge (Voce thrash, Chitarra)
Dennis Lidak (Chitarra)
Mario Macaroni (Basso)
Florian Sanden (Batteria)
 
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