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A Forest Of Stars - A Shadowplay For Yesterdays
( 2557 letture )
Il significato di bizzarro, stando al vocabolario, è: qualcosa di non usuale, stravagante, bislacco, eccentrico. Per estensione, il termine può arrivare a significare privo di logica, assurdo, irragionevole, fino al fatidico insensato: marchio ultimo per condannare qualcosa di assolutamente deviante dagli standard, aberrazione concepita da collegamenti neurali difettosi.
Ciò che fa da confine, sottile e soggetto all'umana percezione al punto da scatenare accesi dibattiti, è il paradigma logico, secondo cui il suddetto oggetto in esame può essere considerato come il prodotto di un processo sequenziale, e pertanto dotato di raziocinio, oppure come sconnesso e non passante per una sequela ma piuttosto saltuario, incostante, che procede a tentoni.
Dopo questa breve disquisizione semantica, l'interrogativo che nasce spontaneo è il seguente: possono essere aperti nuovi canali logici, nascenti di pari passo all'evoluzione temporale del pensiero?
Ni. Ovvero, inevitabilmente l'evoluzione permette ad alcune menti più lungimiranti di precorrere strade non ancora battute, ma solo in pochi casi si tratta di percorsi effettivamente transitabili.
Di conseguenza alla saturazione di una forma comunicativa ed al rischio di un fenomeno conosciuto come bellum omnium contra omnes, da cui deriva uno stallo in caso di parità di mezzi, l'evoluzione si configura come l'unica alternativa possibile per emergere e dare respiro alla forma stessa.

Si prenda come esempio una corrente che trova terreno fertile nel suolo anglosassone -ma non solo- il cosiddetto aristocratic metal. Questo unisce in un calderone una matrice di black, elementi avantgarde e sperimentazione volte a recuperare elementi esterni al genere (psichedelia, interpretazione teatrale, immaginario retrò e tematiche ottocentesche) ed ultimamente si sta popolando di esponenti: Imperial Vengeance, Ebonylake, Pensées Nocturnes , Oranssi Pazuzu e Vulture Industries, per toccare solamente i principali.
Cosa separa dei volgari imitatori, malfattori che giocano su degli specchietti per le allodole, dai gentiluomini che incarnano veramente con la propria musica lo spirito dell'epoca? La logica nel riproporre un determinato sentimento, la cura nell'incorporare nella propria proposta elementi tipici senza utilizzarli come mero diversivo, in sostanza: l'integrazione.

A tenere compagnia alle realtà citate sopra (non esenti dall'ospitare nei propri ranghi dei malintenzionati) ci sono anche gli A Forest Of Stars, provenienti dal nord ovest inglese, oggi al terzo disco con A Shadowplay For Yesterdays.
In questa release troviamo molti degli ingredienti a cui i sette ci hanno abituato in passato: interpretazione nelle linee vocali al limite della recitazione teatrale, corposi inserti di violino ed altri strumenti atipici (fisarmoniche, flauti, percussioni etniche) oltre che di elettronica, atmosfere deliranti. La rappresentazione allestita dai sette inglesi è variegata ed è composta sostanzialmente di una notevole vena settantiana, black metal (ma limitatamente ad alcuni registri espressivi) ed un'attitudine per combinare il tutto incorporando il maggior numero di influenze possibili. Si passa da aperture sabbathiane a cavalcate folkloristiche all'interno dello stesso brano (A Prophet For A Pound Of Flesh), toccando sprazzi atmosferici vicini allo shoegaze (The Blight Of God's Acre) ed inserti synth siderei (Man's Laughter), passando per atmosfere grette fino a giungere a richiami toccanti (Gatherer Of The Pure); in tutto questo l'elevata lunghezza dei brani è complice delle risoluzioni più azzardate (il geniale break di The Underside Of Heaven ne è testimone) consentendo di lasciar sviluppare i temi fino alla loro spontanea decadenza per evolversi e cambiare registro. In questa capacità di accostare gli elementi più disparati risiede la grandezza del seven-piece, nulla è lasciato al caso ed i brani evolvono naturalmente in creature dai colori cangianti attraverso lunghi passaggi strumentali. I singoli strumenti non emergono per iniziativa, preferendo il lavoro d'ensemble all'individualismo, tuttavia sono degni di menzione in particolare i contributi di Mister Curse (dal quale però è giusto pretendere un'interpretazione ancora più varia carica di pathos in futuro), The Gentlemen per la versatilità e l'apertura compositiva, infine Katheryne, Queen Of The Ghosts per il valore aggiunto che conferisce allo sviluppo dei brani.
L'unico vero difetto evidenziabile in A Shadowplay For Yesterdays è una produzione né carne né pesce: un tentativo di mantenere il calore e l'impatto analogico (senza rasentare quanto hanno raggiunto gli Hail Spirit Noir in Pneuma) al tempo stesso un po' troppo nitido per risultare tale. La qualità delle chitarre e delle vocals maschili risentono irrimediabilmente del “grezzume”, pur non essendo totalmente compromesse, ed in risultato è una via di mezzo che finisce per non accontentare nessuno. A parte questo piccolo neo, il terzo capitolo (ambientato nel 1892) si sviluppa in modo autonomo e possiede una varietà di brani talmente ampia da far impallidire un collezionista di bric à brac; all'interno degli stessi è racchiuso un microcosmo del tutto unico.

In definitiva questo tipo di composizioni non si adatta ad un ascolto superficiale, anzi, è fuorviante cercare di dedicarcisi senza focalizzarsi completamente su di esso. Molte sfumature rischiano di passare inosservate, distogliendo inoltre l'attenzione da qualsiasi altra cosa si stia facendo. Una volta superato l'impatto iniziale, la messa in scena di Mister Curse e soci assume una propria logica e s'intravede un filo conduttore nell'esposizione della storia, ogni tassello trova posto.
Più che mai la scena black si dimostra in fermento, spiccando in ogni paese per elementi peculiari.
E in Inghilterra un nome si aggiunge al firmamento delle stelle nobili: gli A Forest Of Stars, che con il coraggioso A Shadowplay For Yesterdays dimostrano di saper andare oltre gli stereotipi della sperimentazione e di avere piena consapevolezza compositiva dei mezzi a propria disposizione, ora non resta che valorizzare fino in fondo le proprie doti.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
79 su 2 voti [ VOTA]
Skogarmaidur
Domenica 8 Marzo 2015, 15.53.54
15
Recensori di Metallized: è tempo di recensire il nuovissimo "Beware the Sword You Cannot See", ultimo disco degli A Forest of Stars Aspetto intrepido il vostro giudizio.
Neige93
Martedì 11 Settembre 2012, 22.18.43
14
La Prophecy e le 3 labels figlie sono incredibili, ho rapporti splendidi con loro, persone fantastiche. Pensando che era stata creata per pubblicare gli Autumnblaze, e che ora nel 2012 è diventata punta unica di un certo modo di proporre musica, con artisti davvero che tutte le altre etichette possono invidiare, tutto questo mi sembra bellissimo. Non ho sentito un album brutto dalla nascita della Prophecy ad oggi. Peccato che lungo la strada abbiano perso i Lifelover, ma non si puó avere tutto.
piggod
Martedì 11 Settembre 2012, 21.01.28
13
Un disco decisamente originale che fa vedere cosa si può creare partendo da una base black metal. Meriterebbero di essere premiati solo per la creatività dimostrata. Ad ogni modo un plauso alla Prophecy che ha ormai definitivamente preso il ruolo di uno dei maggiori promotori di un determinato modo di concepire black metal (se di black metal si può ancora parlare).
zzz
Martedì 11 Settembre 2012, 18.04.30
12
ringrazio metallized per avermi fatto conoscere questa band... sono entrati nella mia top ten assoluta @vichngo @neige QUALSIASI LAVORO DEI WOODS OF YPRES è UNO SPETTACOLO. RIP DAVID
Luxifer
Martedì 11 Settembre 2012, 16.29.12
11
Bello, bello, bello *_*
Neige93
Martedì 11 Settembre 2012, 13.17.55
10
@il vichingo: se penso poi che è il testamento di un uomo che di li a pochi giorni sarebbe morto in modo tragico e assurdo mi vengono i brividi, a sentire la dolcezza di canzoni come Traveling Alone e Lightning & Snow, e l' ironia amara di Career Suicide mi scendono davvero le lacrime.
il vichingo
Martedì 11 Settembre 2012, 9.22.31
9
@Neige93: che spettacolo l'ultimo disco dei Woods of Ypres...
Bloody Karma
Martedì 11 Settembre 2012, 9.16.52
8
dovrei decidermi a prenderlo...già già...
Bloody Karma
Martedì 11 Settembre 2012, 9.16.52
7
dovrei decidermi a prenderlo...già già...
Persephone
Martedì 11 Settembre 2012, 8.23.02
6
Una band di gran classe, ottima disamina Giò!!!
Neige93
Lunedì 10 Settembre 2012, 23.09.48
5
E non vedo l' ora che aprano le ricerche per nuovo staff, amerei alla follia recensire un capolavoro simile per Metallized.
Neige93
Lunedì 10 Settembre 2012, 22.46.45
4
Lo amo. Lo amo. Lo amo. Grandissimi anche a sto giro i gentiluomini, il videoclip fatto per Gatherer of the Pure poi è poesia, un miscuglio fra il miglior Tim Burton e il videogioco LIMBO, da brividi tutto. 85 per me. Una delle migliori uscite del 2012 insieme all' ultimo di Dis Pater (The Stars Would Not Awake You), dei Woods of Ypres e degli Anathema.
il vichingo
Lunedì 10 Settembre 2012, 18.56.58
3
Devo ancora comprenderlo appieno ma dopo cinque-sei ascolti posso dire che, a mio modesto avviso, quest'album è tra le migliori uscite del 2012 in ambito black. Concordo con la disamina di Giomaster.
Arvssynd
Lunedì 10 Settembre 2012, 17.23.52
2
Molto bravi, mi trovo d'accordo su tutto
Mickey
Lunedì 10 Settembre 2012, 17.18.15
1
Oh bella gente questa! Non deludono mai, come del resto gli altri gruppi da te citati. Concordo con la recensione.
INFORMAZIONI
2012
Prophecy Productions
Inclassificabile
Tracklist
1. Directionless Resurrectionist
2. Prey Tell Of The Church Fate
3. A Prophet For A Pound Of Flesh
4. The Blight Of God's Acre
5. Man's Laughter
6. The Underside Of Eden
7. Gatherer Of The Pure
8. Left Behind As Static
9. Corvus Corona (Part 1)
10. Corvus Corona (Part 2)
Line Up
Mister Curse (Vocals)
The Gentleman (Keyboards, Percussions, Piano)
Henry Hyde Bronsdon (Guitars, Vocals)
Sir Gastrix Grimshaw (Guitars, Backing Vocals)
Katie "Katheryne, Queen Of The Ghosts" Stone (Flutes, Violins, Vocals)
Mr. John "The Resurrectionist" Bishop (Drums, Percussions)
Mr. Titus Lungbutter (Bass)
 
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