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Seremonia - Seremonia
( 2232 letture )
Esoterici, oscuri, sinistri, malvagi, ancestrali... È questa l'immagine di cui i finlandesi Seremonia si fanno portavoce: immagine principe di un intero genere nonché matrice dello stesso, pregna di quel simbolismo e immaginario che ha accompagnato l'hard 'n heavy, e il suo esercito di fedeli, dagli albori fino ai giorni nostri, contribuendo non poco al fascino e alla popolarità (nel bene e nel male) del movimento e delle band che più di altre hanno voluto assumere determinati caratteri oltraggiosi, scuri ed ambigui. Alcune, suddetti caratteri, li hanno frapposti soprattutto tra sè e il pubblico; altre, piuttosto, tra sè e la propria musica, facendo della loro proposta qualcosa di visceralmente attrattivo, dai tratti epici, consegnandosi una volta e per sempre alla storia, ai posteri e alla loro devozione.
Ne siam prova tutti noi, fedeli devoti e, altrettanto, ne son prova band come quella oggetto di questa recensione, con questo omonimo album di debutto nel quale vengono miscelati ruvido hard rock settantiano e psichedelia intrise di un'atmosfera plumbea e corrotta, legati dal filo conduttore dell'esoterismo e dell'occultismo. Lavoro, quindi, che richiama e tende idealmente ai lavori di band quali Blue Cheer, Black Widow e Coven soprattutto per quanto riguarda le tematiche, Pentagram e, in maggior evidenza, ai "padri padroni" Black Sabbath, che racchiudono in sintesi lo stile complessivo della band. Influenze di enorme spessore e ingredienti di indubbio fascino, certamente, ma di grandezza tale da risultare utopia per coloro i quali non possano fregiarsi dello status di divinità come i sopraccitati: esser comuni mortali non basta, miei cari.

Questo Seremonia (finlandese per cerimonia) si sviluppa su ritmi piuttosto vari: si va da canzoni più massicce e possenti di stampo stoner, a canzoni rallentate e cadenzate di fisionomia doom, si dà spazio all'acidità psichedelica in taluni passaggi e ad una maggiore atmosfericità in altri, conferendo un buon dinamismo sonoro per mezzo di eterogeneità e organicità. Ottimi presupposti penserete, ma l'intento crolla quando entrano in gioco i fattori che fanno la differenza, i quali risultano qui distanti da un risultato davvero soddisfacente. Dopo l'intro strumentale a base di synth e atmosfera inquietante che apre le porte alla Cerimonia e l'efficace riff iniziale di Uhrijuhla, ecco fare la sua comparsa il gelido cantato della Federley: il primo e più evidente tarlo di questo platter. Voce, la sua, che vuole essere l'inquieta ed oscura guida nel viaggio ritualistico creato dalla band finnica: marcatamente atona, distante, certamente funzionale al suo ruolo di sacerdotessa in trance mistica, ma pesantemente inadatta al ruolo di punta, di protagonista principale ed unica, in un genere che fa della ruvidezza e abrasività di tempra decisamente bruciante e calda la sua identità, penalizzando non poco per l'appunto l'esito di ogni singola traccia e quello complessivo. Il reparto strumentale esecutivamente è piuttosto valido, ma il lavoro di rispolvero attuato non ha le sembianze di una prova sì ben influenzata ma portatrice di personalità propria: fosse stato un prodotto pionieristico risulterebbe apprezzabile, ma l'inevitabile raffronto coi precedenti storici del genere gettano una luce alquanto negativa al risultato finale: ecco trovare eccessive somiglianze creamsiane nel main riff di Rock 'n Rollin Maailma, ad esempio, o passaggi che ricalcano molto da vicino la band di Iommi e soci; non c'è un solo riff qui presente che non mi abbia dato una netta sensazione di già sentito, o di eccessiva debolezza creativa. Va bene farsi influenzare, va bene anche il solito e vecchio discorso che le note musicali gira e rigira sono sempre sette, però la personalità così facendo ne vien fuori irrimediabilmente compromessa, come la credibilità.
Veniamo ora ad un aspetto più prettamente tecnico: la produzione, volutamente lo-fi, sarebbe anche stata una scelta azzeccata se non fosse per un mixaggio di pessima fattura che dà troppo risalto -e in malo modo, con un gioco onnipresente e sgradevole di riverberi- alla voce, l'elemento già di per sè peggiore della formazione, a discapito della sezione strumentale, che di fatto è l'unico elemento discreto dell'album. Se a tutto ciò aggiungiamo, infine, i testi sono in lingua finlandese, diamo il colpo di grazia, con tutto il rispetto. Alla luce di tutte queste considerazioni è facile capire quanto la presenza di buoni spunti -come la già citata Uhrijuhla, Aamuruskon Kaupunki o Kosminen Ruumisvaunu- sia solo una nota a margine, un aspetto pressoché ininfluente.

A conti fatti Seremonia è quel tipico lavoro dalle giuste e buone intenzioni, ove l'idea di fondo è decisamente accattivante ma sviluppata malamente, producendo quel risultato lontano anni luce non solo dal massimo esprimibile ma anche e soprattutto dal minimo auspicabile. Un prodotto che appare attaccabile da ogni lato: produzione, interpretazione, composizione, scelte stilistiche. Un debutto che ne viene fuori perciò fragile, immaturo, labile ed impalpabile, proprio come le paure più recondite di ognuno di noi, le stesse attraverso cui la band ha tentato di stuzzicare il nostro interesse, ammaliare i nostri sensi e addescare il profondo oceano del nostro inconscio, finendo però esso stesso per inabissarsi nella piattezza di un mare quasi totalmente privo di vita. Se è vero che la classe non è acqua, cari miei, qui si finisce invece per annegare.



VOTO RECENSORE
51
VOTO LETTORI
84.66 su 3 voti [ VOTA]
legalisedrugsandmurder
Martedì 26 Dicembre 2017, 10.01.32
2
per niente d'accordo, band interessantissima. Gli album successivi ancora meglio
marduk
Domenica 16 Settembre 2012, 13.02.57
1
mamma mia...veramente noiosissimi
INFORMAZIONI
2012
Svart Records
Hard Rock
Tracklist
1. Seremonia
2. Uhrijuhla
3. Rock 'n Rllin Maailma
4. Huutava Taivas, Kuiskaava Maa
5. Aamuruskon Kaupunki
6. Kosminen Ruumisvaunu
7. Lusiferin Käärmeet
8. Antikristus 666
9. Kiirastulen Tähtisumu
10. Hautakiven Varjossa
Line Up
Noora Federley (Voce)
Ville Pirinen (Chitarra, Synth, Cori)
Ilkka Vekka (Basso, Synth, Cori)
Erno Taipale (Batteria, Flauto, Chitarra)
 
RECENSIONI
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