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Rex Shachath - Sepulchral Torment
( 1633 letture )
Io non vorrei affossare nessuno, davvero. Tento di trovare del buono anche nel palesato marcio. Ci provo, quantomeno. Soprattutto se non si tratta di persone ma di arte.
I Rex Shachath sono un gruppo di cinque inglesi incazzati e incazzosi, all'esordio con l'EP Sepulchral Torment, uscito lo stesso giorno della prima performance nella città natale, Belfast.
La bio del gruppo ci narra che si siano formati nel 2011 per via di Connolly, l'urlatore growleggiante, che ha rubato un paio di membri agli Overoth e ai Sadisture con l'intento di formare una "nuova" band death metal. Più che "nuova", sarebbe stato meglio dire "sua", ma tralasciando ciò e quello che si dice in giro, passiamo alla recensione vera e propria.

E'un EP.
Tolta l'intro, accorciando la title-track, diventa una megica demo.
Perchè?
Partiamo dal fatto che un intro, se fai old school death metal con influenze alla Grave, Autopsy e Asphyx, non serve proprio a nulla. Ti rema un po' contro, anzi.
Qualità, passabile ad un primo ascolto. Ascoltata attentamente l'opera risulta invece poco curata nell'esecuzione, nei suoni, nei livelli complessivi di volume degli strumenti stessi: ci sono brani dove vi potreste chiedere: "Ma non erano due le chitarre? Io ne sento una". Il basso di Eddie West è quasi inudibile. Mi viene quindi da pensare che si sia cercato di dare valore agli elementi di spicco: voce e ritmica.
Esecuzione, in linea con la qualità. In Seven Serpents sentirete uno sgarro abbastanza clamoroso da parte dei chitarristi, Jonathan Francis ed Andrew Pennington, come anche in Sepulchral Torment sentirete Jay Rogers che, pur essendo un validissimo elemento visti i suoi intenti, rallenta di bpm. E non sono una batterista, ma questo l'ho sentito persino io.
Abbiamo tuttavia dei buoni intenti, e comunque nell'esecuzione live non c'è una pecca (sul Tubo trovate un loro live di agosto: qualità scarsa perchè a presa diretta ma fondamentalmente non sbagliano a livello di performance. Certo, consiglio poco la visione del chitarrista a sinistra, ma solo pechè sembra uscito da un CIM a caso degli anni 30). E' un peccato, un vero peccato che degli EP vengano registrati in questa maniera, o che questo, in particolar modo, abbia dovuto subire una grama sorte.
In ogni caso, abbiamo anche tracce che si rifanno dell'onta della produzione: Follow The Bastard Prophet ha una bella carica e un'incisività notevole. Di spicco sono le variazioni ritmiche, l'adozione di screaming/growling alternati, la capacità di inserimento dei giusti riff targati old school e gli inserti di ritmiche thrash che non fan mai male. Così si svolge anche la traccia successiva, Blind From Birth.
Per la conclusiva siamo però punto e a capo.
C'è la carica, c'è il fraseggio, la lirica adattata all melodia e al riffing... ma poi?
In conclusione, buono l'intento.
Notevole l'impegno e la propositività dei componenti che, nonostante siano effettivamente uniti da meno di un anno, dimostrano grande maturità stilistica e compositiva. Il risultato finale però non è inneggiante all'old school. Semmai ne è una rivisitazione mal riuscita, ma solo a livello di prodotto finale.

Sicuramente i Rex Shachath sono validi elementi. Per questo EP tuttavia non mi sento di sbilanciarmi, ma solo di augurargli una buona fortuna per la prossima scelta di label e più cura della produzione; più che altro perchè se la crostata di mele sembra un foratino al cemento armato, almeno a livello visivo, personalmente dubito che qualcuno si scanni per averne una fetta.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
64.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2012
Hostile Media
Death
Tracklist
1. Intro
2. Sepulchral Torment
3. Follow The Bastard Prophet
4. Blind From Birth
5. Seven Serpents
6. Statues Of Death
Line Up
Andrew Pennington (Guitar)
Eddie West (Bass)
Dave Connolly (Vocals)
Jonathan Francis (Guitar)
Jay Rogers (Drums)
 
RECENSIONI
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