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Rabbits - Bites Rites
( 1498 letture )
Benvenuti al secondo full-lenght degli americani Rabbits, nono capitolo della loro quinquennale discografia. Un percorso dalle molteplici influenze e stili che riescono ad uniformarsi, a confluire perfettamente in un unico vortice sonoro, dall'impatto estremamente vigoroso e fresco. La musica che sanno proporre è figlia di un approccio mai scontato, mai prevedibile, sempre fuori dagli schemi e quindi di difficile catalogazione, oltre che di assimilazione. Numerosi -ma mai banali- sono i rimandi ai Melvins, agli Unsane e ai Karp, passando per Buzzoven, The Jesus Lizard, Butthole Surfers e Spacemen 3: uno scheletro di hardcore punk che, non di rado, è tanto violento ed inspessito da sfondare gli argini in cui è contenuto per assumere le più possenti sembianze sludge; continui echi noise/psichedelici ed una struttura non convenzionale fanno poi il resto, uniti ad una sana dose di pazzia. Un fiume in piena pronto a travolgere i vostri timpani, insomma, che pare non accenni a diminuire ma, anzi, con Bites Rites, è pronto a rincarare la dose.

Eccovi serviti con l'iniziale We and Zoo, brano dalla marcata pesantezza e ruvidezza che catapulta l'ascoltatore nella prima, ideale, parte di cui è composta questa release. L'album, in effetti, si può dividere essenzialmente in due distinte parti, chiaramente rintracciabili nella tracklist e quantomai esplicative delle due facce che compongono l'anima della band di Portland: la prima, maggiormente ancorata alle sonorità più dure ed intransigenti mostrate fin'oggi, si chiude con la quinta traccia, Meth Valley 99, mentre la seconda si compone del lato più noise e sperimentale, di un ancor più marcato ed ossessivo uso di distorsioni e feedback, in cui le strutture si fanno mutevoli e meno definite, sospese come sono in una viosionarietà allucinata che, sancita soprattutto dalla suite-EP Mars, diventa gradualmente più prominente nel loro modo di suonare, raggiungendo picchi espressivi di notevolissimo valore artistico.
Tornando alle tracce, Fight Right e Lame in Vain sono la prova di quanto la ferocia non debba necessariamente assumere i tratti della velocità, la breve Move Her Body ha quel particolare sapore dissonante nel rapporto batteria impazzita-chitarra lenta e ossessiva -a tutti gli effetti una convivenza di hardcore e doom nello stesso brano-, mentre nella seconda parte è in evidenza l'accoppiata Suck it or Blow/On Mars II, duo che da solo potrebbe benissimo riassumere le coordinate stilistiche di tutto l'album.
Per concludere, la presenza di ben tre cover all'interno della tracklist non la vedrei come sintomo di scarsità di idee (prova ne sono gli oltre 14 minuti della già menzionata suite-EP Mars di appena due mesi fa), quanto piuttosto come uno sfoggio di personalità con la quale il trio americano ha saputo dare nuovo e più incisivo volto ai brani riproposti: si va dalla succitata Meth Valley 99, rifacimento di Death Valley 69 dei Sonic Youth, rivestita per l'occasione di un oscuro abito dalle tinte doom, arrivando all'operazione di inasprimento attuato ai danni del brano degli Spacemen 3 2:35, funestato dalla carica sludge senza però risultare snaturato delle originarie quanto marcate venature noise e alla conclusiva What's Going On, estremizzata dei tratti psicotici ed ossessivi già presenti nella versione originale targata 1984 degli Husker Du.

Vi dirò: più li ascolto e più mi convinco di quanto questi tre ragazzi americani siano capaci, geniali, nel loro schizofrenico modo di intendere la musica. Sia ben chiaro: non inventano nulla, ma questo nulla ha una carica, una visceralità animalesca non comune, come non comune è il sapore che sanno lasciare sul palato dopo l'ascolto. Ascolto d'altra piuttosto ostico, quasi indigesto ai primi assaggi, a causa dei molteplici sapori forti e speziati presenti nel platter che spiazzeranno i palati meno smaliziati, il quale però sarà capace di colpire e rapire ad un ripetuto e continuo masticamento.
Beh, non rimane altro da dire: buon appetito.
Sappiateli divorare. In un sol morso.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
69.66 su 3 voti [ VOTA]
EaTaesse
Martedì 18 Settembre 2012, 23.19.27
1
Ecco ovviamente l'infame che vota tutto trenta
INFORMAZIONI
2012
Good to Die Records
Alternative Metal
Tracklist
1. We and Zoo
2. Fight Right
3. Lame in Vain
4. Move Her Body
5. Meth Valley 99
6. 2:35
7. Suck It or Blow
8. On Mars II
9. What's Going On
Line Up
Joshua "Booze" Hughes (Voce, Chitarra)
Seth "Sethro" Montfort (Chitarra, Voce)
Kevin "KG" Garrison (Batteria)

Musicisti ospiti:
Jonnie Monroe (Voce su traccia 5)
 
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