Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Voivod
The Wake
Demo

Panni Sporchi
III
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

16/10/18
P.O.D.
Circles

19/10/18
RISE OF THE NORTHSTAR
The Legacy of Shi

19/10/18
LANDMVRKS
Fantasy

19/10/18
SALIVA
10 Lives

19/10/18
VALDUR
Goat Of Iniquity

19/10/18
NORTHWARD
Northward

19/10/18
SOULFLY
Ritual

19/10/18
SACRAL RAGE
Beyond Celestial Echoes

19/10/18
EXXXEKUTIONER
Death Sentence

19/10/18
EADEM
Luguber

CONCERTI

16/10/18
TARJA + STRATOVARIUS
ORION - ROMA

17/10/18
TARJA + STRATOVARIUS
ALCATRAZ - MILANO

17/10/18
LUCIFER
VINILE - BASSANO DEL GRAPPA (VI)

17/10/18
CARNIVAL OF FLESH + RABID + DANNATI
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

18/10/18
CALIGULA`S HORSE + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
TAAKE + BÖLZER + SLEGEST
LEGEND CLUB - MILANO

19/10/18
FRACTAL UNIVERSE + GUESTS
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

19/10/18
VADER + ENTOMBED A.D. + GUESTS
REVOLVER - SAN DONA DI PIAVE (VE)

19/10/18
INJURY + VEXOVOID + BROWBEAT
LA TENDA - MODENA

19/10/18
CARCHARODON + KURT RUSSHELL + GREENPHETAMINE
L'ANGELO AZZURRO CLUB - GENOVA

Dimmu Borgir - Spiritual Black Dimension
( 5000 letture )
Per tutti, prima o poi, sopraggiunge l'età della ragione: la maturità. Per i Dimmu Borgir, la crescita più vertiginosa corrisponde all'uscita di Spiritual Black Dimensions.
Dopo il successo della svolta sinfonica di Enthrone Darkness Triumphant, i norvegesi arrivano alle soglie del nuovo millennio con una formazione parzialmente rinnovata, ampliata a sei elementi con l'inserimento di Astennu alla chitarra (lasciando Shagrath ad occuparsi della sola componente vocale) e Mustis alle tastiere. Il desiderio di procedere nel proprio percorso evolutivo spinge i nostri ad optare per un approccio compositivo più elaborato in questo quarto full lenght, approdando all'utilizzo di armonie poco convenzionali per il genere; l'apporto delle tastiere esula dal mero repertorio sinfonico, sperimentando l'utilizzo di synths e pad elettronici. Infine, per la prima volta nella discografia della band, compare ICS Vortex in veste di ospite, nel ruolo di clean vocalist d'eccezione.
Tutti gli elementi a disposizione di Silenoz e soci contribuiscono a creare un amalgama sonoro che possiede continuità con il predecessore, pur riuscendo ad evidenziare la volontà di battere sentieri inesplorati e sperimentare nel songwriting: questo gioca a favore della band di Oslo, portandola a crearsi un'identità nuova e distante da quanto proposto dalla concorrenza.

Il platter si apre con l'aura di soprannaturale ferocia di Reptile, lasciando intravedere da subito la carica furiosa della band. La componente black è più che mai presente, amplificata dall'eccellente prova vocale di Shagrath, ma finemente limata dall'operato di Mustis, lasciando spazio all'inserimento delle bizzarre linee canore di Vortex.
Le coordinate sono tracciate: si spazia da atmosfere insane (Behind The Curtains Of Night-Phantasmagoria) a sprazzi più malinconici (Dreamside Dominions), accompagnati dal delicato tocco del pianoforte, attraversando gelidi spazi interstellari. Una sorta di lungo viaggio onirico attraverso mondi incredibilmente diversi, eppure coesistenti in un gioco di equilibri e contrappesi. Il ruolo delle asce è più che mai ponderato e regolato in funzione del tono del brano, passando da laceranti scudisciate in fast picking ad accompagnamenti più solidi, sfruttando fraseggi spettrali che si integrano al lavoro di tastiera. La scelta di ampliare il proprio bagaglio armonico spinge il riffing verso lidi incontaminati, creando all'occorrenza lugubri fusioni disarmoniche ed utilizzando talvolta alternanze di tempi diversi, per creare mirate disconnessioni e spingere all'estremo i limiti dell'imprevedibile.
Allo stesso modo, gli inserimenti di tastiera sono fluidi e versatili, riuscendo ad abbracciare il mondo orchestrale (specialmente con l'introduzione di The Promised Future Aeons) e contemporaneamente a tendere la mano al rinnovamento in chiave sintetica. Quest'ultimo non è limitato al semplice ripercorrere le partiture sinfoniche con timbri impalpabili, ma si accompagna all'utilizzo di arpeggi e sfumature cromatiche in grado di dilatare le atmosfere e renderle sature di vapori al mercurio, subdolamente venefiche.
La prova del sestetto è compatta, monumentale nel comparto ritmico (con un Tjodalv in forma smagliante) quanto curata nell'apporto melodico. Ogni strumentista esprime al meglio la propria caratura tecnica, focalizzandola nel lavoro d'insieme della band. Il nuovo acquisto Astennu si cimenta anche in espressioni soliste degne di nota, eppure mai fuori contesto, profondendo cascate lisergiche con la stessa facilità di licks che straziano d'assenza. Le tastiere s'inseriscono nei brani senza rubare la scena, giocano con le sei corde rincorrendosi e completandosi nella costruzione delle linee soliste.
La tracklist è varia, alternando momenti più canonici a mirati deliri all'interno degli stessi brani, eppure scorre piacevolmente, senza dare l'impressione che vi siano tasselli fuori posto. Ogni traccia possiede una propria identità ma è facilmente riconducibile all'insieme, creando una sorta di viaggio a tappe in cui non sono il punto di partenza e l'arrivo ad essere significanti, ma è il percorso che conta. Se è sì vero che non vi sono grosse discontinuità all'ascolto, merita una menzione d'onore la solenne The Insight And The Catharsis, che nei due minuti conclusivi è incoronata da sapienti accompagnamenti di tastiera e linee vocali meditative, riuscendo a spingere l'ascoltatore oltre il limite della ragione, verso l'introspezione più profonda.
Il pellegrinaggio stellare di Spiritual Black Dimensions si conclude con Arcane Lifeforce Mysteria, riportando l'ascoltatore alla base su melodie lidie. L'utilizzo di pad sintetici crea atmosfere arseniose, in cui il cantato si riempie di effetti e trascende la dimensione umana per varcare un'ultima volta i confini celesti fino a toccare la materia oscura. La sperimentazione tocca i vertici con la delirante prova vocale di Vortex, sopraggiungendo ai confini dell'ultima sfera dell'universo. Il coronamento giunge con il dissonante assolo conclusivo, tra trilli e cadute della dive bar, in un melmoso fiume di note liquefatte.

Tra tutti i lavori dei Dimmu Borgir, forse Spiritual Black Dimensions non è il migliore, poiché sacrifica un'immediatezza emotiva in favore di una composizione più ragionata, ma certamente è il più equilibrato. Qui si coniuga una formula già utilizzata in Enthrone Darkness Triumphant con una buona dose di novità, senza ricadere nell'utilizzo di soluzioni stantie né abusando della nuova forma-canzone. La ricerca e l'introduzione di elementi armonici nuovi creano una formula fresca, anche se di assimilazione più lenta rispetto ai lavori precedenti, ma conferendo longevità ad un lavoro che ancora oggi suona inconsueto ed innovativo.
Rimane da chiedersi cosa sarebbe accaduto se questa formazione fosse rimasta solida e così ben bilanciata più a lungo: probabilmente non si parlerebbe di un album di transizione ma di un percorso di rinnovamento più ampio, alla scoperta di nuove ed imprevedibili galassie sonore.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
58.38 su 49 voti [ VOTA]
Tiradipiuunpelodifiken
Giovedì 22 Giugno 2017, 8.54.42
27
L'inizio della fine. Dopo il successo del capolavoro precedente era impossibile che toppassero, anzi, era impossibile solo pensare che toppassero...infatti questo album prese votoni ovunque. Fu in realtà una delusione cocente, pazzesca, con il passaggio dalla maestosità ed epicità assoluta del disco precedente a queste cazzo di atmosfere mezze inquietanti/tetre/orrorifiche di quella rovina che fu Mustis, ste vocine pulite, e manco un pezzo uno che sia ESALTANTE anche solo la metà del peggior brano del disco precedente. Mi sono sforzato anche coi due dischi successivi di allinearmi al pensiero esaltante della stampa, prima di mollare il colpo, e ammettere che dopo EDT vanno avanti solo per la fama e lo status che hanno raggiunto, compositivamente sono diventati un bel minestrone di merda
LexLutor
Domenica 15 Gennaio 2017, 19.06.09
26
Tanti anni fa li snobbavo. Li dileggiavo. Oggi non solo li apprezzo molto ma ...ne colleziono addirittura i dischi. B)
metaller nel cuore
Giovedì 28 Maggio 2015, 10.20.28
25
Non é il migliore dei Borgir ma finora é il mio preferito. Adoro le atmosfere veramente malsane di queste 9 canzoni
Luca
Venerdì 1 Maggio 2015, 21.01.22
24
Ottimissimo
Ragnarok 79
Sabato 9 Novembre 2013, 12.28.31
23
Ottimo.
Interstellar Overdrive
Giovedì 12 Settembre 2013, 18.13.14
22
I norvegesi prendono lo stile musicale vincente dell'album precedente e lo ripropongono pari pari in quest'altro disco, con l'aggiunta di due bravi musicisti come Ics Vortex e Mustis. Ne esce fuori un buon album, troppo omogeneo nelle strutture dei brani, ma comunque godibile. "The Insight And The Catharsis" è il mio brano preferito del disco.
metallaro92
Domenica 4 Agosto 2013, 22.47.12
21
Lunga vita a ICS vortex e mustis disco superbo
gamba.
Domenica 9 Dicembre 2012, 14.15.24
20
Madò, che voto basso da parte dei lettori. Personalmente è il miglior album dei Dimmu, insieme a Stormblast.
legion666
Martedì 25 Settembre 2012, 19.55.48
19
ottimo album, ma come dice Moro peccato per la produzione che lascia un po a desiderare.....
Painkiller
Martedì 25 Settembre 2012, 10.20.06
18
Francamente concordo con GioMasteR, li ho scoperti tardi, come tutto il black a dire il vero, ma credo che i primi quattro lavori siano tutti molto belli e differenti l'uno dall'altro, poi spiritual non sarà il migliore, ma resta un grande disco.
FreakIndie
Martedì 25 Settembre 2012, 9.32.32
17
Che merda di disco,uno dei peggiori mai ascoltati in vita mia,di una noia mortale e ripetitivo in soluzioni musicali squallide. Enthrone darkness era un buon album nel genere e si salva secondo me anche Puritanical,però ascoltando oggi questo gruppo mi rendo conto che va bene solo fino a quando hai 16 anni.
Aelfwine
Lunedì 24 Settembre 2012, 1.57.41
16
La recensione è bella, e mi ha fatto rivivere ciò che provavo dieci anni fa nell'ascolto, qualcosa di davvero cosmico. Purtroppo col passare degli anni il valore dell'album non è stato all'altezza di quelle emozioni, comunque è bella musica. Tutto sommato credo anch'io che sia l'inizio della fine, ma l'inizio di Arcane Lifeforce Mysteria fa dimenticare questo particolare...
Moro
Domenica 23 Settembre 2012, 15.50.25
15
Probabilmente uno dei primi manifesti di barocco sonoro. I Dimmu con questo album devono scontrarsi con le proprie idee (magnifiche le l'epoca) che soffrono sotto punti di vista tipicamente tecnici. La mancanza del digitale, la produzione ancora un po' carente se paragonata alla mole del progetto e quello che ne consegue: chitarre zanzarose e poco distinguibili, agglomerati sonori un po' caotici che affogano sotto la presenza mastodontica delle tastiere (ancora troppo poco variegate). Eppure anche dopo questi piccoli passi falsi dati più dalla mancanza di tecniche adeguate, piuttosto che da idee mal realizzate, il disco risulta essere sorprendente. È il mio favorito dopo For All Tid e Stormblåst. Uno di quei dischi che non sono stati compresi, a cui dai il giusto peso dopo anni e anni.
NIghtblast
Domenica 23 Settembre 2012, 14.46.06
14
Dopo il colosso EDT i Borgir piazzano un ottimo disco, magari troppo influenzato da suo predecessore, ma di indubbio valore. Di sicuro è l'ultimo disco dei Borgir che può definirsi di alto livello, infatti il seguito discografico di Shagrath e co. sarà da qui in poi un continuo saliscendi in bilico tra sperimentazione, crisi compositive e brani più o meno riusciti. In fin dei conti quest'album consegna alla storia un gruppo capace di suonare Black Metal Sinfonico in un modo unico, efficace e decisamente personale. Arcane Lifeforce Mysteria è un gioiello di rara bellezza.
lux chaos
Sabato 22 Settembre 2012, 23.30.01
13
Dopo il capolavoro assoluto "Enthrone..." esce questo disco parecchio, direi, scialbo...e palloso...appena appena sufficiente, e l'inizio della fine
Theo
Sabato 22 Settembre 2012, 19.39.40
12
@il vichingo: non ti è piaciuto Death Cult Armageddon?
NagasH
Sabato 22 Settembre 2012, 18.29.09
11
Vortex su sto disco era solo ospite. SBD è stato l'ultimo disco con il mio omonimo al basso e cori e Jamie alla chitarra, dopo entrambi si sono dedicati agli allora The Covenant.
piggod
Sabato 22 Settembre 2012, 14.48.06
10
Buonissimo disco, stilisticamente degno successore di Enthrone Darkness Triuphant. Le due new entry Vortex e Mustis svolgono ottimamente il loro lavoro (e specialmente per Mustis non era cosa semplice, dato che doveva sostituire il "copione" Stian, grazie aalla cui tastiera molti si avvicinarono ai Dimmu Borgir). Dopo questo lavoro, la svolta drastica...
manaroth85
Sabato 22 Settembre 2012, 14.27.36
9
bel disco, non il migliore, ma contiene buone canzoni, voto 7
enry
Sabato 22 Settembre 2012, 13.52.17
8
Io invece mi spingo un disco più avanti, visto che reputo buono anche Puritanical, da lì in poi la parabola discendente che continua a scendere ad ogni nuova uscita. Questo è un buon disco, che ha l'unico 'difetto' di essere uscito dopo un best seller come EDT.
Ad Astra
Sabato 22 Settembre 2012, 13.47.29
7
è stato lil primo disco che ha visto ICS e l'inizio dello scempio... buono ma con una produzione migliore....ehhh...
Flag Of Hate
Sabato 22 Settembre 2012, 12.11.54
6
Io ho soltanto E.D.T, il resto nisba.
marduk
Sabato 22 Settembre 2012, 12.08.28
5
capolavoro n 2 dei dimmu...leggermente sotto enthrone darkness triumphant....peccato che nel nuovo millennio abbiano prodotto un solo ottimo disco che è death cult armageddon
Undercover
Sabato 22 Settembre 2012, 11.27.24
4
E' l'ultimo che acquistai, dopo non ne ho più voluto sapere di sti qui, rimane il degno successore di "Enthrone Darkness Triumphant".
Fotturion
Sabato 22 Settembre 2012, 11.08.01
3
A mio avviso album discreto, i pezzi si somigliano un pò troppo e la miglior traccia è senza dubbio "The Insight And The Catharsis" grazie soprattutto al grande Vortex..
il vichingo
Sabato 22 Settembre 2012, 10.47.32
2
Per il sottoscritto questo è l'ultimo disco degno di nota di Shagrath e compagnia. Poi una sfilza di uscite tra il discreto ed il sufficiente e l'ultimo Abrahadabra che ritengo veramente penoso. Reptile e The blazing... sono ottimi pezzi ma si comincia a sentire "puzza di bruciato".
Bloody Karma
Sabato 22 Settembre 2012, 10.41.12
1
mah...mi è sempre sembrato un copia maggiormente prodotta e rifinita di enthrone...carina "Dreamside Dominions", ma del resto ho ben pochi ricordi...
INFORMAZIONI
1999
Nuclear Blast
Black
Tracklist
1. Reptile
2. Behind The Curtains Of Night-Phantasmagoria
3. Dreamside Dominions
4. United In Unhallowed Grace
5. The Promised Future Aeons
6. The Blazing Monoliths Of Defiance
7. The Insight And The Catharsis
8. Grotesquery Conceiled (Within Measureless Magic)
9. Arcane Lifeforce Mysteria
Line Up
Shagrath (Voce)
Silenoz (Chitarra)
Astennu (Chitarra)
Mustis (Tastiera)
Nagash (Basso, Cori)
Tjodalv (Batteria)
 
RECENSIONI
80
70
76
90
84
88
92
90
91
ARTICOLI
15/05/2017
Intervista
DIMMU BORGIR
Ripartire da una pagina bianca
15/06/2012
Live Report
DIMMU BORGIR
New Age-Estragon, Roncade (TV)-Bologna, 10-12/06/2012
03/10/2010
Live Report
DIMMU BORGIR + TRIPTYKON
Alcatraz, Milano, 27/09/2010
20/09/2010
Intervista
DIMMU BORGIR
Punto e a capo
29/06/2007
Intervista
DIMMU BORGIR
Parla Vortex
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]