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Ensiferum - Unsung Heroes
( 7422 letture )
Dopo i recenti assalti subiti da orde di guerrieri d’ogni razza (olandesi, tedeschi e svedesi per citarne alcuni), gli Ensiferum provano a difendere il trono del folk metal con la quinta raccolta di inni guerrieri dal titolo Unsung Heroes.
L’album arriva a tre anni dal precedente From Afar, del quale riprende alcune sonorità ormai “classiche” e apportando delle interessanti novità alla proposta dei finlandesi.
Le dieci tracce che compongono il quinto full lenght della band di Helsinki sono piuttosto varie e abbastanza convincenti: mid tempo dai ritornelli da urlare al cielo, sfuriate vicine al thrash e alcuni richiami al viking più solenne sono solo alcuni degli elementi che compongono il nuovo disco degli Ensiferum. La componente power che caratterizzava Victory Songs e From Afar è, purtroppo, quasi del tutto scomparsa, rimpiazzata da qualche riferimento bathoriano.

A termine dell’intro atmosferico Symbols parte il singolo In My Sword I Trust, brano convincente ed epico, dove i “portatori di spada” tornano sull’argomento caro alla band - vedi anche Heathen Throne del precedente From Afar - religione/libertà:

Many men have crossed my way
Promising peace or my soul to save
But I already heard you
I have seen what they made with their freedom
But I, I have no need for your god
The shallow truth of your poisonous tongue
Brothers it’s time to make a stand
To reclaim our lives
Because all this steel can set us free


La semplicità è la vera forza della composizione, e non si può fare a meno di cantare il ritornello a squarciagola. Bella la parte più veloce cantata in growl dal bassista Sami Hinkaa, mai così in forma sia fisicamente che musicalmente. Segue la title track, musicalmente non molto differente dalla precedente canzone. Il testo tratta una tematica a me cara, la memoria di chi non c’è più. Gli Ensiferum chiaramente lo fanno alla loro maniera, cioè ricordando i guerrieri morti in combattimento, sepolti velocemente quando non lasciati direttamente a marcire sul campo di battaglia, valorosi e intrepidi nel sacrificarsi per la vittoria finale, così come gli irlandesi Primordial lo avevano fatto secondo i propri canoni con To The Nameless Dead.

Forgotten tomb hill
Unnamed graves
No light can reach there
Memories fade away

Unsung heroes
Forgotten valour
Unknown soldiers
Entombed in time


Anche in questo caso la composizione è basata su di un mid tempo dove allo scream comprensibile di Petri Lindroos si alternano, come da tradizione, bei cori maschili. Burning Leaves ricorda vagamente le atmosfere di Stone Cold Metal, prendendo però un’altra direzione musicale dopo poco, sempre a metà strada da atmosfere folk e situazioni maggiormente catchy. Si cambia registro per Celestial Bond: voce femminile e arpeggi di chitarra acustica sono i protagonisti di questa delicata traccia. Con Retribution Shall Be Mine tornano – finalmente! – gli Ensiferum più aggressivi: ritmiche thrash, voci furiose e il batterista Janne Parviainen che può sfogarsi dopo tanto autocontrollo. Questa canzone è probabilmente la più “cattiva” mai scritta dalla band capitanata da Markus Toivonen, e sicuramente una delle meglio riuscite di Unsung Heroes. Star Queen (Celestial Bond part II) è la migliore tra le canzoni melodiche cantante in clean vocals, in questo caso dalla bravissima Laura Dziadulewicz, ma di fatto smorza tutta la carica creatasi con Retribution Shall Be Mine. Molto sentito il testo, dove i nostri riversano tutte le proprie capacità poetiche:

It's better for a man to die by the sword
Than wither away with undying love

I wish that the wind will play with her hair
Touch her lips, tell I'll be there
Longing for the moment for eternity
Light of a thousand stars will always come for me


Puhjola è interamente cantata in finlandese, e tornano a farsi sentire le tipiche sonorità folk della band, così come i ritmi si fanno maggiormente movimentati, arricchiti da cori in crescendo prima della parte più epica della canzone. Ci si avvicina alla conclusione di Unsung Heroes con l’ennesimo momento atmosferico, Last Breath, dove la malinconia e l’immagine di un tramonto rosso sono gli innegabili punti di riferimento. Un lungo, lunghissimo brano chiude il disco: Passion, Proof, Power è, con i suoi diciassette minuti di durata, la canzone più lunga mai scritta dalla band finlandese. Ottime linee vocali e melodie delle sei corde caratterizzano i primi istanti della traccia, per poi lasciare spazio ad una “follia” compositiva del tutto inedita e a primo impatto spiazzante. Le cose migliorano con gli ascolti, ma di sicuro non è facile abituarsi a improvvise svisate chitarristiche, scatti di rabbia e imprevedibili ammorbidimenti sonori, lunghi momenti medievaleggianti e assoli di moog. Sicuramente interessante quanto “pericoloso”, Passion, Proof, Power è un esperimento destinato a dividere i fans della band, ma di sicuro va riconosciuto al gruppo il coraggio di non tirarsi indietro quando c’è da rischiare.
Le ultime note di Unsung Heroes sono affidate alle parole ripetute all’infinito in un lento ed elegante fadeout:

I am, you are, no one's slave
No man or god they have made


La bonus track Bamboleo è una divertente cover dei Gipsy Kings rivisitata con attenzione e personalità. Difficile però non sorridere quando, dopo la brutalità della strofe, si “apre” il ritornello dal gusto latino americano.

Il lato poetico degli Ensiferum prende il sopravvento, sia dal punta di vista lirico che musicale: Unsung Heroes può essere visto più come un disco composto da canzoni post battaglia, quando si vuole solo tornare al proprio accampamento e ripulirsi dal sangue dei nemici, piuttosto che da inni di natura aggressiva atti a caricare il “portatore di spada” prima dello scontro. Qualche sfuriata di tanto in tanto non manca, ma sono decisamente in misura minore rispetto ai precedenti full lenght e la cosa, a lungo andare, si fa sentire.

La bellissima copertina è opera della mano fatata di Kristian Wåhlin, già responsabile di tutte le precedenti front cover della band di Helsinki e autore di autentici capolavori, tra gli altri, per conto di Bathory, Dissection, Emperor, At The Gates e Amorphis.
I suoni sono asciutti e taglienti, un bel passo avanti rispetto a quelli insoddisfacenti di From Afar: le chitarre sono autentiche lame in cerca ci sangue, il basso è sempre udibile (cosa importante, vista la qualità del lavoro del poco considerato Sami Hinkka) e le orchestrazioni di Emmi Silvennoinen hanno sempre il volume giusto, mentre è chiaro fin da subito che Unsung Heroes sia un disco incentrato sulle voci, e il volume di queste non fa che confermare l’impressione iniziale. L’unico strumento a soffrire è la batteria di Janne Parviainen, in particolare le casse e i tom suonano nel risultato finale un po’ troppo secchi e privi di spessore. Nel complesso il produttore Hiili Hiilesma (Amorphis, Moonspell, HIM, ecc.) ha fatto un discreto lavoro, sicuramente migliorabile, ma nel complesso accettabile.
Numerosi i musicisti ospiti in Unsung Heroes: tra gli altri sono da menzionare i tedeschi Fuchs, Ady e Volk-Man, rispettivamente cantante, chitarrista e bassista degli Die Apokalyptischen Reiter oltre a Kasper Mårtenson al moog (Barren Earth ed ex Amorphis).

Unsung Heroes purtroppo soffre anche a causa di una tracklist mal congeniata: la prima parte del disco è ricca di mid tempo e brani d’atmosfera, mentre nella seconda parte tornano gli Ensiferum più agguerriti ma al tempo stesso sperimentatori. All’iniziale stupore dovuto alla non presenza di un brano veloce posto in apertura (a differenza dei vecchi lavori dove si partiva sparati con Hero In A Dream, Iron, Blood Is The Price For Glory e From Afar) con In My Sword I Trust, si aggiunge la costatazione che le seguenti tre tracce si adagiano su di un tempo simile, appesantendo l’ascolto e affievolendo l’interesse verso il resto del cd.
Altra cosa non facile da digerire è la quantità – ben tre - di canzoni “tranquille” cantante in clean vocals: per fortuna la qualità delle stesse è più che soddisfacente, ma di sicuro tre brani su nove sono decisamente troppi.

Nonostante non tutto fili liscio lungo i sessantacinque minuti di Unsung Heroes, si può tranquillamente dire che gli Ensiferum hanno confezionato l’ennesimo disco di pregiata fattura, forse il meno appariscente e anche qualitativamente inferiore rispetto ai quattro precedenti fratelli, ma è innegabile l’intenzione della band di non accomodarsi sui cadaveri nemici per godersi le conseguenze delle vecchie vittorie, continuando ad avanzare verso nuovi e potenzialmente pericolosi avversari.
Unsung Heroes è una vittoria, faticosa e costata parecchio sangue, ma costruita con coraggio e saggezza. Verrebbe da dire che “Blood Is The Price For The Glory”…



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
80.54 su 37 voti [ VOTA]
lord p
Venerdì 9 Settembre 2016, 8.44.20
25
Questo cd mi fa ribrezzo e sono deluso. Che fine ha fatto la vena power la vena growl melodico il viking folk, hanno distrutto un cd che poteva venire bene con tracce cantate Liriche, se devo ascoltare folk metal con voce pulita ci sono altre band meglio di queste.
Luke25
Sabato 18 Gennaio 2014, 2.28.40
24
Aggiungo anche un'altra cosa che penso influisca parecchio nel mio giudizio: la perdita del lato Power...genere che apprezzo molto e miscelato con il Folk/Viking li rendeva perfetti per i miei gusti musicali...
Luke25
Sabato 18 Gennaio 2014, 2.20.00
23
No ragazzi mi spiace ma vado controcorrente, credevo molto ma molto meglio questo album..... mi dispiace dirlo perchè gli Ensiferum sono uno dei gruppi che apprezzo maggiormente e fino a Victory Songs non sono mai sceso sotto ll' 80/100 nei voti. From Afar lo considero poco sotto ma comunque ad un 75/100 ci arriva. Questo invece per me è sotto la sufficienza...meno grinta, meno epicità e ogni tanto sembra che Petri canti in un senso mentre la musica va in un altro...non ci capirò niente eh, ma a me purtroppo non piace proprio... Ho salvato solo una canzone: "In My Sword I Trust", troppo poco però...
ensiferum2000
Martedì 3 Dicembre 2013, 20.43.47
22
Quest'album è semplicemente bellissimo, solo inferiore ( ma di poco ) a From Afar. Concordo col recensore sul fatto che la componente Power sia quasi del tutto scomparsa, ma secondo me questo lavoro è perfetto anche senza "spruzzate" quà e là di Power. E' semplicemente epico e , SECONDO ME ( e sottolineo secondo me non fraintendete ) , i tre brani "tranquilli" non rovinano l'album, anzi lo arricchiscono. La canzone Pohjhola è la migliore in assoluto al secondo posto della mia classifica personale!! (al primo c'è LAI LAI HEI ) Voto : 95
folkmetalller
Giovedì 5 Settembre 2013, 8.24.45
21
figata quest'album!
andrea
Venerdì 12 Aprile 2013, 13.32.01
20
io sinceramente ho sentito un calo della componente epica di from afar e anzi un'accentuazione di quella più power che rientra nel loro mix di viking metal..cmq considerato assieme agli altri 4 opus un buon lavoro! ci si vede al fosch fest!
Theo
Martedì 5 Febbraio 2013, 21.19.26
19
@Me Stesso: più che altro a me pare non esserci nessuna motivazione giusta nel tuo commento, piuttosto...
Me Stesso
Martedì 18 Dicembre 2012, 21.22.50
18
@erik non c'è niente, o quasi, di giusto piuttosto
ErikPestilence
Martedì 18 Dicembre 2012, 19.59.00
17
Grandissimo album,non c'è niente di sbagliato! Agguerrito e pacato allo stesso tempo! Mi son proprio piaciuti
Theo
Lunedì 19 Novembre 2012, 22.09.20
16
Dimenticavo di dire che dopo averle viste dal vivo, le canzoni eseguite dell'album (In My Sword I Trust, Unsung Heroes, Burning Leaves, Pohjola) rendono benissimo dal vivo! Mi avrebbe fatto piacere sentire Retribution Shall Be mine, ma poi non ci sarebbero stati gli altri vecchi capolavori quindi è andata bene così!
Bubba
Lunedì 19 Novembre 2012, 20.25.53
15
rivoglio gli ensiferum guerrieri! voglio l'adrenalina di victory songs, che mi fece stare in tensione tale da avere i crampi ai muscoli del collo alla fine del disco! questo è un gran bel cd, e si sente che sono loro dietro gli strumenti, ma dopo from afar era il caso di riprendere la battaglia invece di temporeggiare, seppure elegantemente!
Michele
Sabato 3 Novembre 2012, 11.35.43
14
Delusione dell'album. Ma perché delusione? Mica è un brutto disco, anzi. Alcune canzoni (la title track, Burning Leaves e soprattutto la splendida ballata Last Breath) mi piacciono un sacco, e gli altri pezzi non sono del tutto da buttare. Il problema è che stiamo parlando dello stesso gruppo che in passato ha scritto Victory Songs e Iron, due fra i miei dischi preferiti in assoluto, e quindi io mi aspettavo di più. Forse l'epoca del folk metal è finita, e del resto tutte le altre band importanti del genere, chi più, chi meno, hanno cominciato a produrre ciofecate (lampante l'esempio dei Korpiklaani, che quest'anno hanno pubblicato quello che io definisco l'Illud Insanus Divinum del folk). Poi, sinceramente, se avessero avuto il buon senso di scartare l'inutilmente prolissa suite finale, avrei valutato il disco quasi positivamente. Per fortuna che i Wintersun hanno composto un capolavoro, per me loro saranno il punto di riferimento per quando avrò voglia di ascoltare qualcosa che veleggi attorno a questo genere. Ad ogni modo il voto di Fabrizio ci sta se si considera il disco a parte e non come capitolo discografico di una band che è stata grandissima e che ha scritto grandi capolavori.
Tona
Domenica 21 Ottobre 2012, 19.07.54
13
I tre pezzi lenti ammazzano l'album,che altrimenti sarebbe molto buono
ANDREASTARK
Mercoledì 3 Ottobre 2012, 17.59.53
12
Come prevedevo il disco dopo vari ascolti sta crescendo decisamente e quindi stravolgo il mio commento precedente e mischio le carte...si tratta di un disco complesso, coraggioso a tratti sperimentale ma secondo me di elevata qualità(....come sempre quando si tratta di Ensiferum)....tre lenti forse sono un po' troppi ma alla fine non importa....i pezzi sono decisamente belli. Siccome non mi viene un voto così di getto farò la media tra le canzoni: -; In My Sword I trust 85/100; Unsung Heroes 88/100 ;Burning Leaves 90/100; Celestial Bond 65/100; Retribution Shall Be Mine 83/100; Star Queen 88/100; Pohjola 92/100; Last Breath 85/100;Passion,Proof,Power 95/100. Non ho considerato l'intro... Media 85,6 e quindi do 86 Sempre grandi....sempre Ensiferum....anche se inferiore a From Afar e per il sottoscritto stesso voto di Victory Song.
Theo
Mercoledì 26 Settembre 2012, 22.57.07
11
Il disco mi prende sempre più... Grandi Ensiferum!
ANDREASTARK
Lunedì 24 Settembre 2012, 16.46.07
10
Premetto che al momento ha fatto un slo ascolto e non sono ancora in grado di dare un voto ma...andando controcorrente direi che sono subito rimasto colpito dalla difficile traccia PASSION PROOF POWER la quale mi sembra coraggiosa, con soluzioni stilistiche intriganti e con una bellissima vena prog. l'altra impressione è che sicuramente non è all'altezza di From Afar(per il sottoscritto CAPOLAVORO ASSOLUTO!!!!) nè di Victory Song e forse neanche di Iron.....ma è presto per dare giudizi.... ci risentiamo fra un po' di ascolti.
Undercover
Lunedì 24 Settembre 2012, 1.13.53
9
Nel loro non piacermi da sempre li preferivo prima, adesso sono anche troppo molli e powa!, no proprio no.
Oberyn Martell
Domenica 23 Settembre 2012, 21.39.20
8
quto mickey quella cover è divina
Ahti
Domenica 23 Settembre 2012, 20.47.16
7
Ottima rece fabrizio! Ma come vichingo, non posso accoglierla nella sua interezza. La lunga Passion, Proof, Power sembra davvero non avere nè capo nè coda, nonostante gli sforzi profusi in sede di composizione. Alcune tracce sembrano filler di "qualità", ma nulla più. Disco discreto, 65-68, ma da loro, io come tanti, mi aspettavo un disco che potesse riportarli a cavalcare l'esuberanza delle prime opere, oppure a scegliere una direzione univoca. Ora mettono nello stesso calderone prog, folk, death, forse qualcosina di power. Più commerciale che artistico.
Unia
Domenica 23 Settembre 2012, 20.04.44
6
Avevo già postato un commento sull'album nel topic, ma riscriverlo non fa mai male. Non manca una virgola. Analisi giusta e convincente. La strofa: "It's better for a man to die by the sword/ Than wither away with undying love", sembra quasi una ripresa cobainiana (molto fuori luogo, sì! Ma sembra...). Comunque, bravo fabriziomagno. Io gli darei, su una scala da 1 a 10, 7 sulla fiducia...
Mickey
Domenica 23 Settembre 2012, 15.12.51
5
Da comprare solo per la cover di Bamboleo xD
Theo
Domenica 23 Settembre 2012, 14.46.50
4
Completamente d'accordo con Fabrizio (ottima recensione, l'attesa è valsa assolutamente ). L'album mi è piaciuto molto e lo sto ascoltando tanto, secondo me migliora davvero con ascolti ripetuti. Inoltre sono d'accordo sul fatto che 3 "ballad" siano troppe, anche se "Star Queen (Celestial Bond Part II)" è veramente di ottima fattura. Buone anche le altre due, ma ripeto, troppe... Avrei preferito una canzone up-tempo in piu a dire il vero... Però data la qualità delle composizioni non posso che dirmi soddisfatto Per quanto mi riguarda, gli Ensiferum si riconfermano anche con questo disco e in più dimostrano di essere molto audaci e soprattutto bravi a sperimentare, con nuovi elementi, il loro sound. Molto belle le "nuove" citazioni Viking e interessante la nuova vena, diciamo introspettiva e più intima, dei brani. Io continuo a pensare che in questo ambito siano i migliori (forse non proprio, ma poco ci manca) e questo album, seppur tra alti e bassi, me ne da la conferma. Le tracce migliori per me sono "In My Sword I Trust", "Unsung Heroes", "Burning Leaves" e soprattutto come dice Fabrizio, "Retribution Shall Be Mine", una vera e propria mazzata con per di più un ottimo testo. Molto valida anche "Pohjola" e interessante e particolare "Passion, Proof, Power" (con assoli da brivido nella parte centrale). Per me, VOTO: 75/80. Assolutamente promossi anche questa volta e ci si vede a Novara!!
EdoardoG
Domenica 23 Settembre 2012, 14.21.22
3
Non fa schifo come album, ma a parte la presenza di qualche filler come ha già detto il vichingo, io lamento pure la presenza di troppi singoli catchy e quindi il mio voto si abbassa ancora un poco, attorno al 65. C'è di buono che almeno qualche piccola innovazione hanno tentato di portarla, dando enfasi alla parte sinfonica del loro sound. Dopo Iron non sono riuscito a farmene piacere uno veramente tanto...
il vichingo
Domenica 23 Settembre 2012, 14.07.19
2
Ottima come sempre la disamina di Fabrizio ma purtroppo non posso quotarla al 100%. Il disco, l'ho scritto anche sul forum, mi ha parzialmente deluso. In primo luogo per il fatto che hanno proseguito sulla strada intrapresa con il precedente From Afar, e quindi hanno ormai definitivamente abbandonato il Folk con reminescenze MeloDeath degli esordi a favore di un misto Folk/Power che a me sinceramente sembra ne carne ne pesce; in secondo luogo lamento la presenza di tre-quattro filler. Per quanto concerne il primo punto la componente Power non è assolutamente un problema dato che ho sempre amato il genere, anche nelle sue espressioni più sinfoniche, ma da loro non mi aspettavo certe sonorità, se devo essere sincero. Gli Ensiferum li ho sempre considerati una delle migliori realtà in questo ambito, ma dopo aver ascoltato per l'ennesima volta questo Unsung Heroes, non posso dirmi soddisfatto. Chiariamoci subito che per me si tratta comunque di un disco discreto, intorno al 70, ma da loro mi aspettavo di più, molto di più. Degli Ensiferum, escludendo Dragonheads, possiedo tutta la discografia e questo disco penso proprio che non lo comprerò. Non serve aggiungere altro.
Room 101
Domenica 23 Settembre 2012, 13.55.31
1
Dopo averlo sentito con attenzione sono sempre più convinto che Sami sia uno dei migliori bassisti della scena metal attuale, è un fenomeno ed è anche una gran persona dal lato umano. Chapeau a lui e agli Ensiferum!
INFORMAZIONI
2012
Spinefarm Records
Folk
Tracklist
1. Symbols
2. In My Sword I Trust
3. Unsung Heroes
4. Burning Leaves
5. Celestial Bond
6. Retribution Shall Be Mine
7. Star Queen (Celestial Bond part II)
8. Pohjola
9. Last Breath
10. Passion, Proof, Power
11. Bamboleo (bonus track)
Line Up
Petri Lindroos: voce, chitarra
Markus Toivonen: chitarra
Sami Hinkka: basso
Janne Parviainen: batteria
Emmi Silvennoinen: tastiera
 
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