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Tygers of Pan Tang - Ambush
( 2579 letture )
La politica dei piccoli passi funziona. Da quando i Tygers of Pan Tang si sono riformati col ritorno del membro fondatore Robb Weir e con il microfono diventato solido appannaggio del singer Jacopo Meille, hanno seguito un percorso di crescita lineare e continuo, che ha riportato il glorioso nome della band di Whitley Bay ad una credibilità underground notevole. Niente effetti speciali o reunion sbandierate ai quattro venti e poi destinate a bruciarsi nell’arco di poco tempo, ma un costante e solido percorso che attraverso tre EP, un album (il buon Animal Istinct del 2008), qualche tour europeo e l’apparizione a numerosi festival, ha consentito al gruppo di ritrovare fiducia in se stesso ed al pubblico di riprendere confidenza col nome delle Tigri e testare con mano lo spessore dell’attuale line up. Arriviamo così al presente Ambush, ennesimo tassello di una costruzione tenace e fondata su ottimi presupposti. Come anticipatoci dallo stesso Meille nell’intervista che abbiamo realizzato con lui quando le registrazioni per l’album erano alle porte, Ambush ha potuto giovare sia della ritrovata alchimia interna alla band, per la quale tutti i componenti hanno potuto partecipare al songwriting, sia di una quantità di materiale forse anche insperata, che testimonia una vena compositiva senz’altro florida. La splendida copertina, opera dell’artista Rodney Matthews, che aveva lavorato con i Tygers of Pan Tang creando la cover dello storico Crazy Nights, è un bel modo per presentare questo ottimo disco di heavy metal tinto di hard rock. Ma non è il solo richiamo alla propria storia che la band ha inserito all’interno dell’album ed un titolo come Hey Suzie dovrebbe attirare lo sguardo di ben più che qualche nostalgico.

Il disco, prodotto dalla leggenda Chris Tsangarides, anche lui vecchio amico della band di cui aveva prodotto sia il debut Wild Cat che il leggendario Spellbound, presenta la band alle prese con un’arrembante attitudine heavy, classica come nella migliore tradizione, senza fronzoli o inutili rincorse al modernariato imperante. Il disco esce oggi, ma sembra in tutto e per tutto provenire dagli anni 80 e se per qualcuno questo suonerà forse nostalgico o addirittura “furbo” da parte dei Tygers of Pan Tang, basterà l’ascolto delle tracce per capire che l’ispirazione non manca e non si tratta di mero manierismo, ma di una identità propria ribadita con forza e convinzione, senza giocare un gioco che non si conosce, ma facendo semplicemente quello che si conosce meglio. Le Tigri tornano a graffiare con un riffing tagliente ed ispirato, che resta incredibilmente a metà tra heavy ed hard rock, impressione confermata in tutto e per tutto dall’ugola cristallina di Meille, cantante di chiara ispirazione settantiana che riesce però a calarsi perfettamente nella parte dello screamer heavy, dispensando acuti&emozioni lungo tutta la track list. Il disco si presenta comunque piuttosto aggressivo, richiamando proprio lo stile tipico dei primi due album, con tempi medi sostenuti ed ottimi intercambi delle due chitarre di Weir e Robertson, i quali non si fanno mancare numerose intessiture sulla struttura chiaramente guitar-oriented di tutti i brani. Non che manchino momenti in cui il gruppo tira un po’ il fiato e Burning Desire, ottima e riuscitissima ballad ottantiana, ne è la migliore dimostrazione, ma il livello di tensione resta comunque piuttosto alto. Verrebbe quasi da dire che forse è proprio una maggiore varietà a mancare, dato che i brani si reggono quasi sempre sulle stesse coordinate fatte di riffing aggressivo ma comunque melodico, parti vocali accattivanti ma sempre graffianti e ritmiche ben sostenute da un ottimo lavoro del duo Gray/Ellis. In una track list omogenea e tutta di livello più che buono, manca forse la zampata mortale, quel brano capace di trascendere il tempo e lo spazio e da consegnare ai posteri. Eppure, la freschezza e la bontà dei brani proposti è tale che anche questa mancanza passa in secondo piano di fronte a tanta competenza e conoscenza della materia. D’altro canto, se manca una top song assoluta, altrettanto manca un brano debole o davvero scontato. Se è vero che tutto qua grida “classic hard’n’heavy”, altrettanto vero è che un gruppo che il genere ha contribuito a crearlo e modellarlo oltre trent’anni fa, ha tutto il diritto di rivendicare la propria identità e la propria ispirazione, riproponendo quello che sa fa meglio; certo che una bomba come Speed o l’ottima opener Keeping Me Alive non sono in tanti a saperle scrivere oggi.

I Tygers of Pan Tang di oggi sono una band in crescita e poterlo dire a trentaquattro anni dalla formazione è già di per sé un traguardo che pochi possono vantare. La cura con cui ogni canzone è stata creata e resa distinguibile testimonia una passione che rappresenta un valore aggiunto assoluto per un gruppo che potrebbe benissimo limitarsi al compitino frettoloso e vivere di passato per il resto della sua esistenza. Ma la voglia di venire fuori e riprendersi un proprio spazio è palese ed Ambush costituisce indubbiamente un solido scalino verso l’alto. La pulizia della produzione e l’ottima esecuzione della band, esaltate dall’ugola di un Meille straripante, meritano tutta la vostra attenzione. Non c’è niente che non abbiate già ascoltato in questo album, ma la personalità non si crea in laboratorio e l’identità propria di uno dei gruppi simbolo della NWOBHM è intatta e pronta a graffiare ancora una volta.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
82.23 su 13 voti [ VOTA]
Maurizio
Mercoledì 9 Dicembre 2015, 16.50.15
18
Decisamente notevoli (anche dal vivo). 80 ci sta tutto, e non stanca.
AL
Martedì 20 Gennaio 2015, 11.42.07
17
Che bella sorpresa. non avrei mai pensato a un album così di buon livello. Grandi tigri! lo sto ascoltando da alcuni giorni e non stanca mai. un bel concentrato di NWOBHM. Keeping me alive, she, rock and roll dream sono pezzoni! Effettivamente come dice il recensore l’album non è troppo vario e non contiene la hit però almeno non ci sono pezzi mediocri e fiacchi. per me vale un 75.
Roby64
Martedì 23 Settembre 2014, 23.40.47
16
Visti a Gorizia il 20/09/14, grande gruppo ottimi sotto ogni punto di vista. Altre band avrebbero molto da imparare da queste "vecchie" legende.
Celtic Warrior
Domenica 13 Gennaio 2013, 13.34.13
15
Io sinceramente non trovo nessun punto debole a questa nuova fatica dei Tygers , secondo me è un ottimo album , che si apprezza dal primo ascolto e che sale e non risulta mai stucchevole neanche sulla lunga distanza ,( io è mesi che lo ascolto) , quindi le mitiche Tigri hanno messo a segno un altro colpo nella storia del Heavy Metal classico . 87 secco
fabio II
Martedì 11 Dicembre 2012, 11.25.31
14
Preso, ascoltato a ripetizione, sono totalmente d'accordo con Saverio. Non posso operare paragoni con 'Animal Instinct'( che mi sono perso ) ma li ho ritrovati in piena forma; giusta l'osservazione di giampaolo qui sotto circa alcune inclinazioni all'hard USA
giampaolo
Venerdì 28 Settembre 2012, 14.11.40
13
se animal instinct era veramente selvaggio ed agressivo rispecchiando perfettamente il titolo, questo ambush non è da meno, è un vero e proprio aguato inaspettato di sound anni '80; ascoltarlo mi riporta alla mente non solo il tipico suono Tygers prodotto da questo super-gruppo sempre troppo sottovalutato ma anche riferimenti a Rush Dokken in primis;
Lizard
Mercoledì 26 Settembre 2012, 0.43.07
12
Concedigli ben più che un'occasione, caro Fabio
Fabio II
Martedì 25 Settembre 2012, 23.54.41
11
Cavolo non ho più seguito le Tigri dall'antologia di 'first kill'; voglio assolutamente sentirlo questo nuovo prodotto, la cover con i colori di 'crazy night' e la tigre pronta ad attaccare sullo sperone come nell'indimenticabile 'Spellbound' predispone non poco all'ascolto. Ottimo Saverio non sapevo nemmeno che erano pronti ad un ritorno, che mito.
fdrulovic
Martedì 25 Settembre 2012, 19.48.44
10
Ciao Undercover! Si tira a campare...non è un momento particolarmente sfavillante, ma per fortuna c'è la buona musica a tirarci su...
Undercover
Lunedì 24 Settembre 2012, 17.46.16
9
@Master Killer ordinalo direttamente dal sito della Rocksector gentili e affidabili.
Master Killer
Lunedì 24 Settembre 2012, 17.44.49
8
Il problema non è comprarlo, è trovarlo!! comunque un buon album stile Spellbound (secondo me) un 85 ci stà
celtic warrior
Lunedì 24 Settembre 2012, 17.27.40
7
Da quello che ho potuto sentire mi sembra un buon acquisto , una band troppo sottovalutata .
THOR OF VALHALLA
Lunedì 24 Settembre 2012, 17.24.00
6
Mitici Tygers of pan tang a trent'anni dal capolavoro Spellbound sono riusciti ancora a comporre un gran bel disco divertente e fedele al loro stile anni 80 vorrei sentirne più spesso di questi dischi oggi giorno!!Gli do un 8 e mezzo anche perchè nella loro carriera avrebbero meritato di più di quanto abbiano avuto.
Undercover
Lunedì 24 Settembre 2012, 12.24.23
5
@fdrulovic come stai? Già basta Saverio con lui siamo al sicuro Comunque è difficile non apprezzare un disco simile. @Lizard hai ragione, la questione voto è sempre una rottura di scatole, alla fine ce lo siamo goduti e ce lo stiamo godendo è quello che importa davvero, i numeri, so numeri e basta.
Lizard
Lunedì 24 Settembre 2012, 11.37.35
4
Ad essere sincero, non c'è una sola canzone che non mi piaccia in questo album. Suona fresco e coinvolgente anche se propone una ricetta vintage che non a tutti potrebbe piacere. SUlla questione voto... Il voto è sempre un dramma da attribuire ad un lavoro artistico, si finisce quasi sempre per dare solo una suggestione più che un'idea veritiera e completa. Seguendo un filo logico altrettanto valido del mio, il voto che gli attribuisci tu Undercover va benissimo
fdrulovic
Lunedì 24 Settembre 2012, 10.30.44
3
Grandi Tygers! Una di quelle reunion che m'ha fatto veramente piacere. Ho provato sempre simpatia per il loro "Rock n'Roll Metallizzato". Da ragazzino La copertina di Wild Cat è stata appesa per anni sul muro della mia stanzetta. Non ho ascoltato il loro ritorno e cerchero' di procurarmi al piu' presto questa seconda fatica della loro seconda giovinezza. E poi se Undercover dice che l'ha apprezzato...
Baia Della Tigre
Lunedì 24 Settembre 2012, 1.18.19
2
bel gruppo e copertina strepitosa!
Undercover
Lunedì 24 Settembre 2012, 1.11.04
1
Il disco è bello, sul voto sarei stato anche di manica più larga, questo lo merita il precedente "Animal Istinct", personalmente gli do ottanta, i pezzi mi piacciono tutti e oltre a quelle che hai citato aggiungerei "She" che mi fa sballare e "Hey Suzie" che è il capitolo II della saga Suzie, una sorta di seconda "Suzie Smiled", come le migliori del lotto. Lunga vita alle tigri!
INFORMAZIONI
2012
Rocksector Records/Audioglobe
Heavy
Tracklist
1. Keeping Me Alive
2. These Eyes
3. One of a Kind
4. Rock & Roll Dream
5. She
6. Man on Fire
7. Play to Win
8. Burning Desire
9. Hey Suzie
10. Mr. Indispensable
11. Speed
Line Up
Jacopo Meille (Voce)
Robb Weir (Chitarra)
Dean ‘Deano’ Robertson (Chitarra)
Gavin Gray (Basso)
Craig Ellis (Batteria)
 
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