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Lunar Sex - Lunar Sex
( 2222 letture )
Venuti alla luce nei primissimi anni Ottanta, i Lunar Sex sono una band heavy metal italiana proveniente dalla Capitale, una delle tante potremmo dire. Con dalla loro un’attitudine assolutamente selvaggia e primordiale ed un modo di approcciarsi alla musica molto inquadrato negli stereotipi del genere, i Nostri non hanno avuto una gran fortuna negli anni a venire, riuscendo a pubblicare a malapena un singolo album in tutta la loro breve carriera. Il suddetto omonimo debut fu inoltre pubblicato in pochissime copie -c’è chi dice siano 500, chi dice arrivino a 2000- e non ebbe un gran risalto se confrontato alla scena internazionale molto attiva in quel periodo. Molti apprezzano in un’edizione originale di un disco proprio il suo essere registrato con mezzi semi-amatoriali o il godere di una produzione mediocre, ma non sempre questa sorta di “estremizzazione” dell’oggetto amatoriale può essere considerata una perla di cui vantarsi a lungo, ed è questo il caso dei Lunar Sex. Le otto tracce qui presenti si caratterizzano infatti per dei suoni abbastanza scarni, privati di tutti quei ritocchi a cui siamo tanto abituati oggigiorno. Ma il problema non è solo questo, perché altrimenti si potrebbe fare un discorso simile per tanti capolavori del passato che non godono certo di una grandissima produzione. Il motivo principale per cui l’album in oggetto risulta strettamente ancorato alla semplice sufficienza è l’effettiva mancanza al suo interno di un qualsiasi elemento in grado di distinguersi all’interno del panorama musicale di quegli anni. Apprezzabile la grinta espressa da tutti e quattro i membri della formazione capitolina, ma ancora non è abbastanza per raggiungere un traguardo personale, non abbastanza quindi per poter andare al di là della mera esecuzione tecnica ed essere in grado di esprimere qualcosa.

La prova vocale della cantante Claudia Ruti è grandiosa, fatta di acuti vertiginosi e taglienti, a volte sporchi, ma lo stesso capaci di una gradevole melodia; le chitarre vanno di pari passo con la voce e la sezione ritmica appare robusta e ben costruita. Al di là di tutto questo, l’insieme risulta comunque povero nella sostanza, privo di originalità ed inventiva, totalmente incentrato sulla composizione di pezzi spesso troppo semplici ed adatti più ad un’esecuzione live che ad un album in studio. Difficile quindi trovare un momento particolarmente interessante all’interno di queste otto tracce, di cui possiamo trovare forse solamente un paio di pezzi davvero interessanti. Si tratta di Sunrise in Your Eyes e Dr. Shock -tra l’altro due canzoni consecutive- che si dimostrano ben più coinvolgenti di tutti i restanti brani messi insieme. La prima mi ricorda quasi una Black Diamond dei Kiss (altri rimandi alla band di Detroit si sentono in Red Money), perlomeno nel suo incedere crescente, e si caratterizza soprattutto per la gran voce potente di Claudia Ruti, capace qui di passare da toni caldi e calmi ad altri ben più grintosi e decisi; la seconda si fa apprezzare specialmente per il suo ritornello molto orecchiabile, ma tolto questo rischierebbe di passare abbastanza inosservata al pari delle altre canzoni. Gradevoli comunque anche le spericolate Killer for a Night, Raped Girls Haven’t Fun e la simil-punk All the Kids, che chiude a suo modo l’album.

I Lunar Sex, come detto, non ebbero una gran fortuna e questo unico disco racchiude perciò tutti i pregi e difetti della band. Il potenziale per fare qualcosa di buono c’era tutto, forse sono mancati i mezzi o la tenacia per andare avanti, ma senz’altro il disco in questione non rende pienamente giustizia alle intenzioni musicali dei quattro. Nello stesso anno usciva The Number of the Beast e probabilmente il pubblico avrebbe in parte voltato le spalle ad una proposta -quella dei Lunar Sex- così tanto ancorata ai canoni più datati della musica heavy.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
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philthyblacksnake
Domenica 14 Febbraio 2016, 2.24.23
2
Conosco perfettamente il disco avendolo ascoltato più volte e a mio parere il contenuto musicale è pregevole,fatto di spontaneità e originalità essendo non facilmente definibile musicalmente,bei tempi quelli altro che dischi fatti col computer!
The Nightcomer
Martedì 9 Ottobre 2012, 8.55.46
1
Conosco questo gruppo, nonostante l'abbia scoperto in ritardo; negli anni in cui seguivo il circuito collezionistico sono riuscito a procurarmi una copia in vinile, che conservo tuttora. Dovrò riascoltare il disco prima di lasciare un giudizio, visto che è passato diverso tempo dall'ultima volta che l'ho posato sul piatto.
INFORMAZIONI
1982
Pink Records
Heavy
Tracklist
1. Killer for a Night
2. Raped Girls Haven’t Fun
3. Red Money
4. Danger of Suicide
5. Stay Away
6. Surprise in Your Eyes
7. Dr. Shock
8. All the Kids
Line Up
Claudia Ruti (Voce)
Fabio Menditto (Chitarra)
Luciano Antonelli (Basso)
Stefano Toni (Batteria)
 
 
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